A Ucria, piccolo borgo arroccato sui Monti Nebrodi, c’è un luogo che permette di guardare il bosco con occhi completamente diversi. È il MUMI – Museo di Storia Naturale ad indirizzo Micologico Botanico Padre Bernardino, dedicato ai funghi, alla biodiversità e agli ecosistemi di questo angolo di Sicilia.
Non è semplicemente una raccolta di funghi. Il MUMI nasce per raccontare il rapporto tra questi organismi, il bosco e tutto ciò che lo circonda, attraverso collezioni, habitat ricostruiti e pannelli divulgativi che accompagnano il visitatore alla scoperta della natura dei Nebrodi.
Il cuore del museo sono i funghi
Porcini, russule, amanite, lattari e boleti sono alcuni dei protagonisti della collezione permanente. Il percorso permette di conoscere specie molto diverse tra loro, comprenderne le caratteristiche e soprattutto capire quanto sia importante saper distinguere i funghi commestibili da quelli tossici.
Ma il messaggio del museo va oltre la tavola. I funghi sono infatti una componente fondamentale degli ecosistemi: vivono in relazione con radici, legno, terreno, umidità e microclimi, contribuendo agli equilibri del bosco. Il MUMI racconta proprio queste relazioni attraverso ambienti che richiamano i principali habitat dei Nebrodi: castagneti, faggete, querceti e radure montane.
Un museo dedicato alla natura dei Nebrodi
La visita diventa così un piccolo viaggio dentro il bosco. Accanto alla micologia trovano spazio infatti temi legati alla flora e alla fauna, mostrando come ogni elemento sia collegato agli altri.
Volpi, donnole, istrici, rapaci notturni, anfibi e insetti fanno parte della ricchissima biodiversità dei Nebrodi e contribuiscono, direttamente o indirettamente, agli equilibri che permettono al bosco di vivere e ai funghi di riprodursi.
E il nome Padre Bernardino non è casuale. Bernardino da Ucria fu un importante botanico siciliano del Settecento, tanto da essere ricordato come una sorta di “Linneo siciliano”. Si dedicò allo studio della botanica e lavorò anche all’Orto Botanico di Palermo, contribuendo alla sua organizzazione secondo il sistema di classificazione di Linneo.
Ucria, il paese dei musei
Il MUMI si inserisce in un contesto culturale particolarmente interessante. Ucria è infatti conosciuta anche per il suo Polo Museale, che riunisce diverse realtà dedicate alla storia, all’arte e alle tradizioni dei Nebrodi. Tra queste il Museo Etnostorico dei Nebrodi “Antonino Gullotti”, il Museo Tipologico delle Arti e delle Tradizioni di Sicilia e il Museo della Cartapesta “Gianpistone”.
E c’è un altro motivo per arrivare fin qui: il territorio stesso è parte del museo. Ucria conserva il carattere di un borgo montano, con vicoli e stradine raccolti intorno alla Chiesa Madre e un paesaggio profondamente legato ai boschi e alla biodiversità dei Nebrodi.
A poca distanza si trova inoltre la Banca Vivente del Germoplasma Vegetale, realizzata dal Parco dei Nebrodi con il supporto scientifico dell’Università di Palermo, dedicata alla conservazione di specie vegetali, semi e varietà tradizionali a rischio di scomparsa.
Da vedere soprattutto in autunno
E forse non è un caso che il MUMI acquisti un fascino particolare proprio in autunno, quando i boschi dei Nebrodi cambiano colore e il territorio celebra la sua straordinaria ricchezza micologica.
Ucria è infatti tradizionalmente legata alla Sagra dei Funghi, organizzata dall’Associazione Micologica Naturalistica “P. Bernardino”, appuntamento che porta nel borgo appassionati, curiosi e buongustai.
Così una giornata può diventare un vero Fuoriporta: prima il museo per capire cosa si nasconde nel sottobosco, poi una passeggiata tra i vicoli di Ucria, infine il bosco e, quando è stagione, un assaggio dei sapori che da quel bosco arrivano.
Perché il bello del MUMI è proprio questo: non ti mostra soltanto i funghi. Ti insegna a guardare il bosco.
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