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Il turismo riparte dalle Marche con Moreno Pieroni

22 milioni per realizzare obiettivi molto concreti. Il potenziamento dell’aeroporto Sanzio con importanti mete nazionali e europee. Un turismo esperienziale e di prossimità basato sui borghi. Un turismo slow e all’aria aperta che è sinonimo di sicurezza. Marche del Bike e Marche dell’Outdoor. Tutto questo nell’intervista che l’assessore Moreno Pieroni ci ha rilasciato.

Quali sono le idee e le strategie della Regione Marche per promuovere il turismo e dare un sostegno alle strutture ricettive?

Abbiamo messo a punto, insieme all’Università Politecnica delle Marche e al Rettore prof. Gregori, una exit strategy articolata in due fasi:  una prima, per la contingenza, già in atto, contenente misure urgenti per fronteggiare la crisi di settore, che terrà principalmente in conto le misure approvate e finanziate a livello statale integrate dalle misure adottate in sede regionale; una seconda, in parte complementare e immediatamente successiva, nella quale si definiranno misure concrete ed operative per accompagnare la ripresa delle attività e il rilancio dell’intero comparto produttivo. E inoltre una campagna di promozione diffusa che può contare su 22 milioni per realizzare obiettivi molto concreti, in primo luogo, il rafforzamento e il riposizionamento del brand Marche verso l’Italia e verso l’estero, puntando agli elementi di differenziazione della nostra offerta, rendendoli punti di forza per una maggiore attrattività, che abbia come messaggio forte : tante offerte ma unico brand a rappresentare un sistema coeso e organizzato, attento a curare l’immagine complessiva. Una strategia che parte dall’analisi della domanda turistica e che vuole valorizzare una forte propensione all’accoglienza e alla sicurezza dei luoghi, puntare alla prossimità alle mete italiane più importanti, la varietà e significatività delle emergenze turistico-culturali, la peculiarità del paesaggio multiforme (mare, dolci colline, montagna), enogastronomia tra le migliori eccellenze italiane, industria del fashion. Punti di forza e quindi anche punti di “ripartenza”. E ripartenza anche per il nostro Aeroporto “Sanzio” che stiamo potenziando proprio in questo periodo nei collegamenti con importanti mete nazionali e europee.
Dall’altro aspetto, gli interventi di sostegno riguardano tutti i tipi di imprese turistiche con contributi che vanno da 500 a 8 mila euro con erogazione diretta e che fanno parte di una manovra complessiva per i comparti economici e la sanità della regione di 210 milioni. Una misura attesa a cui si è cercato di dare risposta in tempi rapidi: per fare un esempio solo nel primo giorno di operatività la misura di sostegno messa in campo per il settore Turismo ha registrato oltre 700 richieste .

Gli eventi, come volano del turismo nei borghi della vostra regione, quando e come potranno riprendere?

In teoria possono già riprendere con gli accorgimenti necessari per la sicurezza. Noi abbiamo uno dei più bei “borghi” storici del mondo, Urbino – Patrimonio Unesco per l’intero centro storico – e che ritorna ad essere protagonista a luglio per le celebrazioni del V Centenario della morte di Raffaello con una mostra “Baldassarre Castiglione e Raffaello. “Volti e momenti della vita di corte” curata da Vittorio Sgarbi. Ma vorrei ricordare che siamo anche la regione di altri personaggi illustri, abbiamo dato i natali , a Rossini, Leopardi, anche a Federico II ( nato a Jesi) e per citare i più contemporanei Osvaldo Licini, Maria Montessori, Mario Giacomelli, Dante Ferretti e moltissimi altri. Insomma molti “geni loci”che diventano testimoni dell’identità di un territorio.

Si parla di turismo di prossimità, cosa potrebbe fare la Regione per incentivarlo?

Noi abbiamo la fortuna di essere al Centro, quindi in teoria più prossimi a tutti, ma faremo una campagna di promozione mirata alle regioni più vicine. La nostra è una destinazione di prossimità per eccellenza perché ricca di località affascinanti raggiungibili con tratti brevissimi di strada, insomma dal mare alla montagna anche in bici. Siamo un territorio, ricco e poco conosciuto, relativamente vicino a bacini turistici nazionali importanti (Lombardia, Veneto, Emilia – Romagna, Umbria, Lazio) . Prossimità per noi significa a valorizzare le eccellenze e la qualità dell’accoglienza. La punta avanzata di questo turismo esperienziale e di prossimità sono proprio i borghi.

Il turista post-covid ha bisogno di sicurezza, di sapere che l’emergenza sanitaria nel luogo in cui vuol andare in vacanza è sotto controllo. Cosa farà la regione per “confortare” il turista e spingerlo ad andare in vacanza nelle Marche?

Il nostro slogan, recitato dalla voce di Giancarlo Giannini negli spot tv, è “Marche, bellezza infinita”. Io credo che anche la bellezza curi le ferite dell’anima, rinnovando lo spirito e qui nelle Marche lo spirito e quindi l’emozione della scoperta e della meraviglia possono essere rinfrancati a ogni cambio di paesaggio. E vi assicuro che nella nostra regione può accadere ogni pochi chilometri. Possiamo offrire un turismo slow e all’aria aperta che è già sinonimo di sicurezza e benessere e per questo abbiamo puntato sulle Marche del Bike e Marche Outdoor con un testimonial importante, come il campione ciclistico Vincenzo Nibali.

Quando auspica che si possano riprendere a fare gli eventi di piazza? Sagre, infiorate, rievocazioni, riusciremo a fare i presepi viventi nel 2020?

L’augurio è sempre quello che si riprenda presto una normalità di vita e di pensiero. Da parte della Regione Marche ci sono stati tutti gli adempimenti perché anche questi eventi riprendano raccogliendo consensi di pubblico.

Quali sono gli eventi più importanti a cui prende parte, nell’organizzazione, il vostro assessorato?

Sono eventi culturali di grande rilievo, e a parte le celebrazioni per il V centenario della morte di Raffaello di cui parlavo sopra, quest’anno anche le mostre su Osvaldo Licini con la mostra antologica “La Regione delle Madri”. I paesaggi di Licini che aprirà a luglio a Monte Vidon Corrado e Mario Giacomelli a Senigallia. Poi sono in corso le attività per celebrare Dante Alighieri nel 2021 in occasione dei 700 anni dalla morte e Federico da Montefeltro nel 2022. Sul fronte spettacolo si lavora per garantire anche nel 2020 e 2021 gli spettacoli nei luoghi colpiti dal sisma, grazie all’accordo con il Ministero per i Beni, le Attività culturali e del Turismo. E poi tutte quelle manifestazioni ricorrenti , come le rievocazioni storiche (la Quintana ad Ascoli) i Palii e le giostre medievali, non meno che festival musicali (Musicultura) e letterari, cinematografici e di filosofia che sarebbe troppo lungo elencare, accanto a due perle delle manifestazioni musicali liriche nazionali: Macerata Opera e il Rossini Opera Festival a Pesaro. E l’ormai ventenne Summer Jamboree a Senigallia, la manifestazione ormai famosa in tutta Europa che è un tuffo nelle atmosfere degli anni ’50 a fine luglio e primi di agosto.

Perchè il turista deve scegliere le Marche, quale è l’aspetto più bello, che distingue la vostra regione, da qualsiasi altra?

Risponderò con la motivazione con cui la prestigiosa guida Lonely Planet ci ha scelto come seconda regione al mondo nella top ten di quelle da visitare nel 2020 e che è aderentissima alla nostra identità turistica: “Anche se spesso i riflettori puntano sulla vicina Toscana, le Marche hanno un’offerta turistica altrettanto ampia. Paesini abbarbicati sulle colline, ricchezza di tipicità enogastronomiche, splendidi paesaggi rinascimentali e spiagge invitanti e ancora non invase dai turisti”. Insomma, oltre ad essere una regione non intaccata dal turismo di massa, il suo plurale onomastico è la somma di tanti turismi come in nessun altro luogo: non ti aspetti un Lorenzo Lotto a Recanati se vai a visitare Casa Leopardi o a Loreto dove il grande artista veneto ha voluto passare i suoi ultimi giorni e in altre sei città delle Marche (Ancona, Cingoli, Jesi, Mogliano, Monte San Giusto, e Urbino), o un Rubens a Fermo o Crivelli a Montefiore dell’Aso, come non ti aspetti scogliere a picco sul mare e dopo pochi chilometri spiagge di sabbia vellutata, non ti aspetti dolci colline pettinate dai fiumi e dipinte da Piero della Francesca prima di arrivare nel territorio dei tartufi tra i più pregiati al mondo, non ti aspetti (o forse sì) le maggiori griffe della moda e poi pizzi e merletti di tradizione rinascimentale a Offida.

L’ultima domanda, quale è il suo borgo del cuore e perchè.

Premesso che nelle Marche annoveriamo molti dei borghi più belli d’Italia (Corinaldo, Grottammare, Gradara, San Ginesio per fare solo alcuni nomi) e vantiamo oltre a 15 bandiere blu, anche 22 bandiere arancioni, è difficile fare una classifica. Direi che nel cuore ci stanno tutti i borghi colpiti dal sisma del 2016, bellissimi e unici e che lo scorso anno hanno fatto segnare un +15% di presenze turistiche e che anche quest’anno stiamo di nuovo promuovendo attraverso azioni di promozione e sostegno specifiche e mirate.

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Restart Alto Adige, il Trentino riparte in sicurezza

Siamo nella regione alpina più bella d’Italia, dove tradizioni e paesaggio si fondono in un prodotto turistico locale da sogno. E’ qui che il locale riacquista maggiore importanza. Manfred Vallazza Assessore della Regione Trentino Alto Adige, racconta a Fuoriporta idee e progetti per il rilancio del turismo.

Ripartiamo, ma cosa significa ripartire in Trentino Alto Adige? Dopo la guerra bisognava ricostruire, ora bisogna riaprire, ma sarà sufficiente per incentivare il turismo nella vostra regione?
Far ripartire lentamente e gradualmente la vita pubblica, naturalmente sempre rispettando le massime precauzioni di sicurezza è importante per due aspetti: da un lato l’aspetto psicologico, non possiamo pretendere dalle persone di sopportare ulteriormente questo stato di “isolamento”. È ora di restituire alla gente una maggiore libertà e normalità. D’altra parte la nostra economia necessita di nuove prospettive. E in ultima analisi la stabilità economica è strettamente connessa al benessere del singolo. Per quanto riguarda in concreto il settore del turismo sono sicuro che a medio e a lungo termine le imprese in Alto Adige ne trarranno vantaggio. La regione Trentino-Alto Adige, con la sua atmosfera mediterranea tra splendide catene montuose, offre un ambiente favoloso, dispone di ottime infrastrutture e si trova nel cuore dell’Europa in una posizione favorevole dal punto di vista strategico. I turisti ci possono facilmente raggiungere in poche ore di macchina, un vantaggio in tempi di Coronavirus. A mio parere per motivi di sicurezza la gente tenderà a scegliere mete vicine, raggiungibili con il veicolo privato.

Quali sono le idee e le strategie della Regione Trentino Alto Adige per promuovere il turismo e dare un sostegno alle strutture ricettive?
Innanzitutto – e stiamo provvedendo – è necessario analizzare la situazione e l’ambiente, compresi i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Dopodiché un team di esperti elaborerà strategie e adotterà le misure concrete necessarie al rilancio. Sarà importante anche difendere l’immagine del marchio Alto Adige e trasmettere sicurezza sia dentro che fuori i confini della regione. Ciò sarà possibile con il motto di “Restart Alto Adige” sia rafforzando i percorsi locali in regione che attuando azioni di marketing mirate in mercati di destinazione strategici.

Gli eventi, come volano del turismo nei borghi della vostra regione, quando e come potranno riprendere?
Quest’anno per l’alto rischio di contagio nel caso di assembramento di molte persone in uno spazio ristretto sarà difficile realizzare manifestazioni ed eventi culturali nella loro forma classica. Una crisi ci insegna a pensare alle possibili alternative. Ecco perché è importante cercare di sviluppare delle soluzioni alternative anche in ambito culturale.
A questo proposito un esempio concreto: di recente ho sentito che il Louvre accoglie in media ca. dieci milioni di visitatori nell’arco di un intero anno. Solo nelle ultime cinque settimane sette milioni di “visitatori” hanno ammirato lo splendido sorriso della Monna Lisa dal loro soggiorno, in tutta tranquillità e senza folla.
Anche nell’ambiente artistico e dell’intrattenimento si sono dovute necessariamente percorrere nuove strade. Quali effetti avranno queste nuove strade sull’arte e sugli artisti è un’altra questione, a cui al momento non è possibile dare una risposta.

Si parla di turismo di prossimità, cosa potrebbe fare la Regione per incentivarlo?
Da questa situazione il settore del turismo impara a valorizzare maggiormente i turisti locali e anche i produttori locali. Di conseguenza ciò significa che il locale riacquista maggiore importanza. Tale effetto avrà ripercussioni anche sul consumo locale di prestazioni turistiche e nel complesso rafforzerà il circuito economico locale.

Il turista post-covid ha bisogno di sicurezza, di sapere che l’emergenza sanitaria nel luogo in cui vuol andare in vacanza è sotto controllo. Cosa farà la regione per “confortare” il turista e spingerlo ad andare in vacanza in Trentino Alto Adige?
Di questi tempi il lavoro nell’azienda sanitaria non è sicuramente semplice. Ciò nonostante possiamo essere orgogliosi della competenza dimostrata dal nostro personale, sia dal punto di vista politico, che amministrativo e medico. Ci traghetta attraverso la crisi e contribuisce in maniera determinante a uscirne. Sono sicuro che sarà possibile trasferire anche all’esterno la nostra competenza in situazioni di crisi e trasmettere così la fiducia e la sicurezza nella Regione agli ospiti provenienti da fuori.

Quando auspica che si possano riprendere a fare gli eventi di piazza? Sagre, infiorate, rievocazioni, riusciremo a fare i presepi viventi nel 2020?
Attualmente la vita sociale è diversa, non è quella che conoscevamo fino a tre mesi fa. Nei prossimi mesi è prevedibile che non ci sarà vita sociale, viste le circostanze e il pericolo della forma convenzionale delle manifestazioni. Al momento tuttavia le esperienze sono troppo poche per poter fare delle dichiarazioni più precise in questo senso. Sicuramente si dovrebbero considerare soluzioni alternative.

Quali sono gli eventi più importanti a cui prende parte nell’organizzazione il vostro assessorato?
Nonostante i molti ostacoli presentatisi molte associazioni ed istituzioni culturali ladine, cimbre e mochene saranno in grado di realizzare i loro progetti. Con approcci alternativi nei settori museali, artistici e linguistici è certamente possibile portare a termine i progetti previsti. Quale assessore regionale per le minoranze linguistiche è un mio obiettivo costante supportare in particolare gli istituti culturali e le associazioni e assicuro loro il mio pieno sostegno.

Perché il turista deve scegliere il Trentino – Alto Adige, qual è l’aspetto più bello, che distingue la vostra regione, da qualsiasi altra?
Sostanzialmente gli aspetti che gli ospiti apprezzano da noi in quanto destinazione turistica: il modo di essere schietto ma socievole della gente, il calore delle piccole aziende familiari, il paesaggio alpino mediterraneo come particolare spazio ricreativo e le specialità culinarie italo-tedesche.

L’ultima domanda, quale è il suo borgo del cuore e perché.
Naturalmente il mio maso a La Valle, dove vivo e che gestisco. È il mio piccolo paradiso, dove sono cresciuto protetto insieme ai miei fratelli e anche i miei figli cresceranno in questo meraviglioso ambiente, circondati da una grande famiglia amorevole.

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La Lombardia riparte con il turismo active, lo racconta l’Ass. Lara Magoni

Fuoriporta ha intervistato l’Assessore al turismo della Regione Lombardia Lara Magoni. Quale sarà il futuro di 68mila strutture turistiche della regione…

Ripartiamo, ma cosa significa ripartire in Lombardia? Dopo la guerra bisognava ricostruire, ora bisogna riaprire, ma sarà sufficiente per incentivare il turismo nella vostra regione?

“La Lombardia è una terra vocata al turismo. I dati prima di questa maledetta pandemia lo certificano: gli arrivi nel 2019 hanno toccato quota 18 milioni, le presenze sono state oltre 43 milioni. Numeri che avevano certificato un vero e proprio boom del turismo lombardo, visto che rispetto al 2018 gli arrivi sono cresciuti del 4,6% e le presenze addirittura del 5,1%. Ma non solo: La Lombardia era la prima regione italiana per spesa turistica da parte dei turisti internazionali. Con 813 milioni di euro, la nostra regione raccoglieva più del 55% della spesa turistica totale degli stranieri nel Bel Paese per acquisti e shopping. Ora dobbiamo ripartire, consci delle difficoltà ma allo stesso tempo consapevoli di avere a disposizione un tesoro artistico, culturale e naturalistico impareggiabile. E dovremo ripartire con un turismo di prossimità, facendo riscoprire le bellezze della Lombardia ai lombardi”.

Quali sono le idee e le strategie della Regione Lombardia per promuovere il turismo e dare un sostegno alle strutture ricettive?
“Il turismo lombardo rischia il collasso. Nei giorni scorsi ho sollecitato il Ministro Franceschini affinché il turismo abbia la centralità che merita. La politica italiana deve dimostrare con fatti concreti se il turismo è davvero importante. Per la Lombardia è fondamentale. Albergatori, imprenditori del settore e in generale gli operatori lombardi del mondo del turismo stanno vivendo una crisi inimmaginabile fino a pochi mesi fa. Un settore vitale per l’economia nazionale e territoriale. E’ necessario dunque prevedere interventi immediati e urgenti, sotto forma di liquidità, per il sistema. In Lombardia parliamo di numeri enormi: oltre 56 mila pubblici esercizi, quasi 3 mila alberghi, più di 2 mila agenzie di viaggio e oltre e oltre 7 mila strutture ricettive non alberghiere, alle quali si aggiungono le numerose soluzioni abitative per soggiorni turistici brevi”.

Gli eventi, come volano del turismo nei borghi della vostra regione, quando e come potranno riprendere?
Quando auspica che si possano riprendere a fare gli eventi di piazza? Sagre, infiorate, rievocazioni, riusciremo a fare i presepi viventi ne 2020?
“Adesso è difficile dirlo. Mi piace sempre parlare di date quando gli scenari abbiano una più solida definizione.
Sicuramente, per gli eventi legati al turismo, ci sarà un totale cambiamento. Oggi è il momento di lavorare tutti insieme. Dal primo giorno ho scelto come strategia l’ascolto dei territori, il confronto con tutta la filiera. Più che a una ripresa, io credo che si debba parlare di rinascita. Una sfida immensa che si può vincere solo insieme”.

Si parla di turismo di prossimità, cosa potrebbe fare la Regione per incentivarlo?
“La Lombardia è una terra ricca di eccellenze e che può offrire al turista una vasta scelta: laghi, città d’arte, paesaggi incantevoli, storia, cultura e tradizioni, l’enogastronomia. E soprattutto, le nostre splendide montagne. In tal senso, il coinvolgimento dei territori e la formazione degli operatori saranno i capisaldi della ripartenza che nei prossimi mesi vedrà protagonista il mercato domestico. Le montagne avranno un ruolo fondamentale: saranno un luogo riabilitativo ‘naturale’ per ritemprare il fisico e il morale dopo la malattia. Ecco: il ‘turismo active’ risponde perfettamente anche alla necessità di ‘distanziamento sociale’ con cui dovremo convivere nel futuro”.

Il turista post-covid ha bisogno di sicurezza, di sapere che l’emergenza sanitaria nel luogo in cui vuol andare in vacanza è sotto controllo. Cosa farà la regione per “confortare” il turista e spingerlo ad andare in vacanza in Lombardia?
“Dobbiamo ripartire da queste due parole: “fiducia” e “sicurezza”. Stiamo lavorando ad una campagna straordinaria di comunicazione e promozione per il riposizionamento di Regione Lombardia come destinazione turistica e insieme ad ENIT realizzeremo una campagna per il rilancio internazionale del Sistema Italia”.

L’ultima domanda, quale è il suo borgo del cuore e perchè.
“La Lombardia è ricca di piccoli borghi, veri e propri tesori artistici, culturali e storici che meritano di essere scoperti e valorizzati. Ho impegnato tutte le mie forze di assessore per dare nuova luce ad un turismo diverso, che portasse i visitatori ad apprezzare le tante perle, magari meno conosciute, che arricchiscono la nostra Lombardia. Oggi il turismo è cambiato: l’utente vuole conoscere luoghi nuovi, vivere esperienze indimenticabili, da ricordare. Ecco, la Lombardia può offrire tutto questo, grazie ad un culto delle tradizioni e del bello che si abbinano perfettamente ad itinerari enogastronomici di indubbio valore. I piccoli borghi, il loro fascino e i loro misteri, potranno essere un volano formidabile per far ripartire il turismo lombardo”.

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Emilia Romagna, il turismo riparte con 10 milioni di euro

Andrea Corsini, Assessore al Turismo dell’Emilia Romagna, così risponde alle nostre domande.

Ripartiamo, ma cosa significa ripartire in Emilia Romagna? Dopo la guerra bisognava ricostruire, ora bisogna riaprire, ma sarà sufficiente per incentivare il turismo nella vostra regione?
Naturalmente, “aprire tutto” non basterà per far ripartire il turismo. Occorrerà incoraggiare viaggiatori e turisti, da una parte, e dall’altra sostenere e promuovere le tante eccellenze presenti in questa regione.

Quali sono le idee e le strategie della Regione Emilia Romagna per promuovere il turismo e dare un sostegno alle strutture ricettive?
Noi stiamo mettendo in campo una serie di azioni straordinarie e ulteriori per la promozione del nostro territorio e per il concreto sostegno degli operatori turistici.
Innanzi tutto, abbiamo pubblicato un bando con il quale destiniamo tre milioni di euro a fondo perduto per la sanificazione e la sicurezza di alberghi, campeggi, stabilimenti termali e pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. A breve uscirà inoltre un secondo bando da cinque milioni di euro destinati agli stabilimenti balneari.
Con un finanziamento di due milioni di euro, poi, sono pronte a partire, dopo il lockdown, diverse campagne pubblicitarie per far conoscere le nostre mete e rilanciare vacanze attrezzate e sicure. A raccontare l’Emilia-Romagna saranno testimonial di eccezione come Alberto Tomba, Davide Cassani, Stefano Baldini, Paolo Cevoli e Stefano Accorsi. In attesa dell’avvio delle campagne, continuiamo la promozione turistica con “Emilia Romagna a casa tua”, una sorta di dispensa online con visite virtuali a musei e mostre, video, podcast, letture, concerti e intrattenimento culturale per i più piccoli, avviata all’inizio del lockdown.

Gli eventi, come volano del turismo nei borghi della vostra regione, quando e come potranno riprendere?
Il tema è uno dei più delicati e complessi in quanto, per la loro stessa natura, gli eventi presuppongono sempre una concentrazione di persone nello stesso luogo e nello stesso tempo. Noi naturalmente auspichiamo che il Governo sia nella condizione di dare la possibilità di programmare gli eventi, sia pubblici che privati, già per la stagione estiva e, in ogni caso, entro le prime settimane dell’autunno ma è del tutto evidente che ogni valutazione dipenderà dall’andamento della curva del contagio.
Si parla di turismo di prossimità, cosa potrebbe fare la Regione per incentivarlo?
Vedi sopra. Nel senso che la strategia di promozione che abbiamo studiato è mirata a promuovere e incentivare anche il turismo di prossimità, anche alla luce del fatto che presumiamo comunque che i prossimi mesi vedranno una ridotta mobilità dei viaggatori.

Il turista post-covid ha bisogno di sicurezza, di sapere che l’emergenza sanitaria nel luogo in cui vuol andare in vacanza è sotto controllo. Cosa farà la regione per “confortare” il turista e spingerlo ad andare in vacanza in Emilia Romagna?
La Regione, di concerto con tutti i soggetti interessati, è al lavoro per completare la redazione dei protocolli contenenti tutte le misure da adottare e le regole da rispettare da parte delle strutture ricettive e attrattive, per la sicurezza sanitaria. È un lavoro molto complicato che però credo stia dando buoni risultati e ci consentirà di mettere in campo le precauzioni adeguate a garantire la salute di ospiti, visitatori e operatori.

Quando auspica che si possano riprendere a fare gli eventi di piazza? Sagre, infiorate, rievocazioni, riusciremo a fare i presepi viventi nel 2020?
Feste, sagre, mercatini storici, come già detto, potranno riprendere quando il Governo riterrà “soddisfacente” l’andamento dei contagi. Noi ci auguriamo che alcune tipologie di eventi possano essere messi in calendario già a partire dall’estate. Se tutti, responsabilmente, faremo la nostra parte, e l’epidemia avrà l’evoluzione positiva prevista, è ragionevole ipotizzare di poter confermare i tanti appuntamenti che caratterizzano il periodo natalizio.

Quali sono gli eventi più importanti a cui prende parte, nell’organizzazione, il vostro assessorato?
La Regione Emilia-Romagna contribuisce all’organizzazione di decine di eventi! E altrettanti ne patrocina. Per noi sono tutti importanti e da valorizzare al meglio in quanto contribuiscono, tutti, a rendere ricca, vivace e interessante questa terra. Citandone solo alcuni farei un torto agli altri.

Perchè il turista deve scegliere l’Emilia Romagna, quale è l’aspetto più bello, che distingue la vostra regione, da qualsiasi altra?
Il tratto distintivo di questa regione è la ricchezza e la bellezza di destinazioni e proposte. Qui il turista trova veramente tutto: dalla riviera alla montagna, fruibile sia in inverno che in estate, dalle città d’arte ai borghi storici. E poi le località termali, gli eventi sportivi, i Cammini storici, il circuito dei Castelli, il Parco del Delta del Po, i Patrimoni UNESCO. In Emilia-Romagna siamo ospitali e si mangia – e si beve! – bene. Siamo ricchi di storia, natura, arte e cultura.

L’ultima domanda, quale è il suo borgo del cuore e perchè.
Nel mio cuore ci sono tutti i cinquantotto borghi storici dell’Emilia-Romagna!

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Itinerari

Città della Pieve, la tua meta ideale nel cuore dell’Umbria

Famosa per essere stata la location della serie “Carabinieri” e la casa umbra di numerosi VIP tra cui Luca Argentero, Colin Firth e Mario Draghi (che hanno scelto di trascorrere qui anche il periodo di quarantena), Città della Pieve è gettonatissima da attori, calciatori, economisti, intellettuali, politici e artisti.

E’ “la preferita” per la sua autenticità, la bellezza dei luoghi, la storia, l’arte, ma anche per la sua semplicità e il suo ritmo slow, scandito da una natura generosa e incontaminata.

Città della Pieve ha sapientemente e gelosamente custodito nei secoli le sue tradizioni e la biodiversità del suo territorio, che oggi si traducono in quel fascino unico ed irresistibile che fa innamorare tutti. Il luogo dove ritrovare “il senso profondo dello stile di vita italiano” come scrisse il National Geographic.

Cittadina medievale, color del laterizio, incastonata sulla cima di un colle da cui domina, con una vista a 360°, la Valdichiana e il Trasimeno. Le strade del centro storico, “i Vicoli”, sono talmente incantevoli e curati che costituiscono un’attrazione amatissima dai numerosi turisti (Percorso dei Vicoli). Il più curioso e suggestivo è senza dubbio il famoso Vicolo Baciadonne, uno dei più stretti d’Italia e d’Europa che, non superando gli 80 cm di larghezza, costringe i visitatori divertiti ad attraversarlo in fila indiana e camminando di sbieco. Ogni anno flotte di innamorati e sposi si riversano in questo luogo romantico ed unico per immortalare il loro amore.

Città della Pieve è la destinazione perfetta per tutti, anche per il visitatore più esigente, grazie all’ampia offerta di esperienze da vivere e bellezze da scoprire. Una che sicuramente entrerà a pieno titolo nei ricordi da condividere con gli amici è la possibilità di calarsi nelle viscere del Centro Storico, lungo un’antico pozzo medievale, a 37 metri di profondità, e avventurarsi, accompagnati da speleologi professionisti, alla scoperta dei cunicoli sotterranei fino all’uscita alla fonte delle Cannelle.

Per gli amanti della natura e degli spazi aperti è certamente il luogo ideale: la cittadina offre una delle più ariose visuali dell’Italia centrale, da esplorare lungo il “Percorso del Paesaggio” o da contemplare degustando sapori autentici accompagnati da un buon bicchiere di vino biologico a km0.

Tante le possibilità di avventurarsi nei magici boschi e sentieri che la abbracciano: a piedi, a cavallo, in bici, in carrozza…ce n’è veramente per tutti i gusti! Impossibile non emozionarsi al cospetto di quei panorami mozzafiato, che hanno ispirato i più grandi pittori del Rinascimento e che ancora oggi attirano artisti da tutto il mondo. Città della Pieve non a caso è la patria del maestro di Raffaello, Pietro Vannucci detto “Il Perugino”, il Divin Pittore, massimo esponente della pittura umbra del XV secolo, nei cui dipinti il paesaggio pievese è un elemento fortemente caratterizzante. A sua firma, tra i tanti tesori celati nel cuore del centro storico c’è un’unicità: il presepe dipinto più grande del mondo, la magnifica Adorazione dei Magi! Da non perdere, assolutamente.

Per i golosi… la tipicità gastronomica a Città della Pieve si tinge di rosso, il rosso del croco, lo zafferano. È un tesoro color rosso, che diviene poi giallo, di cui le terre di Città della Pieve son talmente ricche da festeggiarlo ogni anno. Golose paste “fatte in casa”, formaggi e carni e dolci, tutto con lo zafferano. Anche la birra.

Dalla cucina ai tessuti, fino alla pittura e alla cosmesi: i possibili utilizzi dello zafferano sono vari e affascinanti, almeno quanto la storia della spezia originaria dell’Asia Minore. Una pianta legata a doppio filo al passato di Città della Pieve che la custodisce gelosamente da tanti secoli. A Città della Pieve troverete anche uno zafferaneto urbano e un consorzio in cui poter scoprire i segreti di questa pianta. Uno ve lo sveliamo noi…è afrodisiaco e Città della Pieve, oltretutto, ne è la Capitale.

Info:

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Parco delle Orobie, il fascino dei monti del bergamasco

Siamo nel regno delle aquile, degli stambecchi e dei panorami mozzafiato. Siamo nel Parco delle Orobie, i monti del bergamasco. Con i suoi 70.000 ettari è la più grande area verde, tra i parchi regionali lombardi, per la presenza di una natura incredibile. Oltre 3.000 metri di altitudine ed estese vallate percorse dai fiumi Brembo, Serio e Dezzo, che solcano le Valli Brembana, Seriana e di Scalve regalando scenari sorprendenti e incontaminati.

Il Parco delle Orobie bergamasche è noto come uno dei territori a più elevata biodiversità a livello regionale, nazionale ed europeo. Esploratelo vivendo un’avventura tra laghi alpini, cascate, rifugi, valli incantate e natura da capogiro. Gli itinerari sono adatti a un weekend fuoriporta o a lunghi trekking per veri viaggiatori.

Tante le possibilità.

Nella Valle del Vò, nel Comune di Schiliparo, caratterizzata dalle tracce dell’antica vocazione mineraria del luogo, nata al tempo dei romani, preparatevi a una emozionante passeggiata su un sentiero ricco di boschi di abeti rossi, pini mugo, ontani e noccioli. Potrete incontrare camosci e altri animali selvatici. Osservare da vicino la meravigliosa Cascata del Vò, alta 25 metri. Potrete godere del vostro pranzo al sacco con il suono degli scrosci della cascata, perché proprio alle sue pendici è posta l’area pic nic. Lungo il tragitto troverete un esempio di “poiat”, una struttura di rami e tronchetti di legna per la fabbricazione del carbone, importantissimo un tempo per gli abitanti della zona. Poco prima della cascata ci sono i resti dell’antica “reglana”, il forno di fusione dei minerali a cui si accedeva proprio tramite la mulattiera che oggi porta alla cascata.

Il Pizzo Formico, altro percorso nel Parco delle Orobie, è raggiungibile sia da Clusone San Lucio, oppure dalla Val Gandino ed è considerata una meta d’effetto in tutte le stagioni! Il panorama qui è davvero incredibile! La croce in ferro che sancisce l’arrivo alla vetta… avrete una vista a 360 su prati in fiore e baite, vi toglierà il fiato.
Siete a 1626 metri di altezza sulle Prealpi Bergamasche.
Per un caffè, un aperitivo o un piatto della cucina Bergamasca lì vicino c’è il Rifugio Parafulmine.

Tante piccole cascate che si susseguono e una stradina che le costeggia, questo è il percorso dedicato alla Val Vertova, un luogo meraviglioso con un sentiero facile, adatto a tutti. Vanno benissimo delle semplici scarpe da ginnastica, c’è un chiosco dove mangiare all’inizio dove fanno dei panini enormi. Il percorso centrale più semplice permette di rilassarsi e fuggire dal caos del quotidiano mentre le salite “laterali” sono più sfidanti e danno la possibilità a chi è in cerca di adrenalina di impegnarsi di più.

Un altro percorso da non perdere, lungo boschi di faggi e pascoli aperti, è dedicato ai laghetti di Cardeto nei pressi del comune di Gromo, tra “i Borghi più belli d’Italia” con il suo centro medievale. L’escursione regala una giornata in una ambiente ricco d’acqua e di mirtilli, i famosi mirtilli di Cardeto che danno i frutti tra giugno e agosto.

A cavallo tra la Valle Seriana e Val Cavallina troneggia il Monte Misma, un itinerario bergamasco adatto per gli amanti della mountain bike. Avrete la possibilità di immergervi in un’ecosistema in cui sono presenti castagni e funghi, ma anche volpi rosse, ghiri, ricci, moscardini… aguzzate lo sguardo, ma tenete i piedi fermi sui pedali!

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Pamparato - Fuoriporta

Pamparato: musica antica, burro di Occelli e Biscotti di meliga

La musica, quella antica, la montagna e i biscotti, quelli di meliga, tre caratteristiche racchiuse in un luogo speciale, Pamparato, nella provincia di Cuneo tra le Valli Monregalesi, sulla Roa Marenca, la Via del Sale nel Piemonte Meridionale. Le coordinate ci sono tutte, anche le rime. Andiamo alla scoperta di Pamparato. Già il nome ci fa simpatia. Dal latino panis paratus, tradotto: pane pronto. Probabilmente un luogo legato alla fertilità della produzione alimentare, riporta wikipedia. E ci fidiamo!

Siamo in montagna. D’estate un luogo di villeggiatura, dove le passeggiate e relax sono il passatempo più scelto dai visitatori. Durante l’inverno, Pamparato è l’approdo di chi ama le attività sciistiche. Da queste parti la montagna è anticamente importante, talmente tanto, da dedicarle un museo solo per gli usi e i costumi della gente che in montagna ci viveva.
Tra lastre di pietra e soffitti a cassettone, il museo racconta, attraverso utensili e attrezzi tipici del lavoro la vita quotidiana cosi come era prima dell’era moderna.
Lo racconta anche il carro agricolo perfettamente conservato, questa vita d’un tempo, con il suo corredo di finimenti vari e un grande telaio manuale per la tessitura della canapa e del lino, stoffe d’uso comune un tempo.
Dalla cucina con il suo camino e i mobili in legno, alla stanza da letto con il lettone “a barca” e la piccola aula elementare con quattro banchi originali, i quaderni, la lavagna e il tavolo-refettorio con i buchi per le scodelle. Sarà un indimenticabile viaggio nel tempo. Da non perdere.

La tradizione di Pamparato è nella musica. Le edizioni del Festival dei Saraceni hanno già raggiunto il mezzo secolo, rendendo la cittadina cuneese capitale italiana ed europea della “musica antica”, la early music, cioè le “radici” di tutte le melodie moderne del mondo occidentale. Il festival è stato, nel panorama musicale, l’artefice di una vera e propria rivoluzione nelle melodie preromantiche, grazie anche alla riattivazione di prassi esecutive e di strumenti musicali dell’epoca, o di copie fedeli all’originale. Bach, Vivaldi o Handel sono stati “riscoperti”, anche con opere, in molti casi, dimenticate da secoli.

Pamparato, come tanti borghi, ha le sue frazioni. Tra queste ve ne è una davvero particolare. E’ la Valcasotto, ovvero la “via lattea” di Beppino Occelli, il “filosofo” del formaggio, colui che ha saputo valorizzare i saperi caseari. Qui le migliori forme dei grandi formaggi di montagna riposano e maturano nelle antiche cantine di stagionatura. Il Burro di Beppino Occelli, è il vero VIP della produzione, tanto da pavoneggiarsi sul The Guardian e il Wine Spectator, con la definizione de “il più buono del mondo”. Oggi, come allora, la produzione del burro è eseguita a mano evocando le più genuine tradizioni. La passione per le tradizioni, unita alla creatività, ha prodotto formaggi apprezzati dai gourmet di tutto il mondo come la Tuma dla Paja premiata a New York con l’oscar de fancy food, e il rarissimo Escarun, considerato un esempio dell’arte casearia.

Non lasciate Pamparato senza aver sgranocchiato i Biscotti di Meliga, realizzati con una pasta particolarmente friabile data dalla farina di mais fioretto. Si dice che fossero molto amati dal Conte Cavour che li abbinava a un bicchierino di barolo chinato.

Tra le tappe imperdibili nei dintorni di Pamparato c’è il castello di Casotto, nel comune di Garessio, o meglio la Reale Villeggiatura dei Savoia che si raggiunge dopo aver percorso un vialetto in salita dalla Correria. Il castello è immerso nel verde e l’atmosfera è davvero magica. Ammirate gli appartamenti reali dell’ala nord con i suoi arredi, la cappella reale, la torre campanaria e la Galleria dei marmi.

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Promozione

Ramacca_fuoriporta

Ramacca: promozione per le visite Parco Archeologico e non solo

Potrete godere di ambienti e paesaggi incontaminati.

Ammirando i colori della campagna in primavera, con la guida di personale esperto, sarete invitati a viaggiare nel tempo, attraverso le testimonianze architettoniche e i manufatti lasciatici dai popoli che fin dalla Preistoria hanno occupato il territorio di Ramacca.

Vi arricchirete di conoscenza storica, ammirando i reperti conservati nel nostro Museo Civico Archeologico, testimonianze dell’avvicendarsi dei popoli.
Potrete conoscere la grande tradizione musicale che caratterizza la vita culturale del paese, visitando il Museo delle Bande musicali di Sicilia, unico nel suo genere.

Potrete visitare la nuova aula consiliare del Municipio, che l’artista Diego Ilardi ha splendidamente affrescato con immagini del nostro territorio.
Potrete immergervi nella descrizione poetica delle campagne ramacchesi, della storia, dei profumi e dei paesaggi, visitando la “Biblioteca Vito Tartaro”, poeta e scrittore, riconosciuto tra i massimi esponenti della poesia e della prosa in lingua siciliana.
L’associazione Archeorama e la Proloco Ramacca, vi guideranno alla scoperta di un territorio ricco di storia, di tradizioni, di saperi e vi faranno apprezzare i monumenti, le chiese il centro storico della piccola cittadina.

La promozione sarà valida solo in occasione della Sagra del Carciofo di Ramacca 20-21-22 e 27-28-29 marzo

Vi aspettiamo a Ramacca, dove il cibo è cultura e la cultura è cibo.

Costo 4 euro per chi usa il codice FUORIPORTA 3,50

per info info@fuoriporta.org – 3408505381

Leggi info sulla Sagra del Carciofo di Ramacca
https://www.fuoriporta.org/eventi/sagra-del-carciofo-ramacca-ct-2022-2729-marzo/

Altre notizie:
https://www.fuoriporta.org/itinerari/ramacca-il-grano-e-il-pane/