Itinerari

Il Museo dei Pupi Siciliani di Siracusa

Nato in via della Giudecca non distante dal più famoso Teatro dei Pupi, il Museo dei Pupi Siciliani di Siracusa sorge all’interno del suggestivo palazzo Midiri-Cardona, ripercorrendo attraverso l’esposizione di pupi, marionette, oggetti di scena e materiale scenografico i punti salienti della storia dei fratelli Vaccaro, famosi pupari della città siciliana. Varcata la soglia dello spazio museale, i visitatori vengono letteralmente trascinati all’interno di un mondo fantastico, dove trovano posto cavalieri cristiani e saraceni, maghi, streghe e creature mostruose. Un percorso arricchito da schede storiche che ripercorrono i punti salienti della loro storia: il laboratorio di vicolo dell’Ulivo, l’esordio nel 1978, la nascita del loro teatro, i progetti incompiuti e la loro fine. Il Museo sorge inoltre in un contesto davvero unico, nel cuore del quartiere ebraico, fra balconi barocchi, chiese paleo-cristiane e vicoli fioriti. Da diversi anni lo spazio organizza visite guidate per singoli, famiglie, tour operator e singoli gruppi, mentre nel teatro situato nelle vicinanze è possibile vedere i pupi in azione.

 

La Val Gardena si svela all’interno del Museo di Ortisei

Dalla formazione delle montagne dolomitiche alla documentazione dell’alpinista Luis Trenker, da sculture sacre e profane ai presepi, fino a reperti archeologici e antichissimi minerali. Insomma, una ricca selezione di tutto il meglio che la Val Gardena ha prodotto nel corso dei secoli, racchiusa all’interno del Museo della Val Gardena di Ortisei. Inaugurato nel 1960, è organizzato in diverse sezioni e le sue collezioni coprono un arco cronologico eccezionale, che parte da 200 milioni di anni fa e arriva sino ai giorni nostri. Grande spazio è dato all’arte dell’intaglio in legno, una tradizione lunga più di quattro secoli. Il museo possiede un numero sorprendente di oggetti di inestimabile valore, tra cui la grande Tela Quaresimale di San Giacomo del 1620 proveniente dalla chiesa medioevale di San Giacomo, monumento culturale unico del suo genere conservatosi in Alto Adige, ed i rarissimi disegni a sanguigna del 1490 del maso Bierjun vicino ad Ortisei. Nel Museo si trova inoltre la più ricca collezione scientifica sulle Dolomiti occidentali in Alto Adige: bellissimi fossili di piante e animali terrestri e marini documentano l’evoluzione e il processo formativo delle montagne dolomitiche nell’arco di 250 milioni di anni.

I minerali delle Dolomiti in mostra a Tiso

I minerali delle Dolomiti in mostra a Tiso

Le Dolomiti non sono solo alcune fra le catene montuose più suggestive dell’intero Pianeta, ma nascondono anche un piccolo, grade tesoro.

Nel piccolo centro storico del paesino di Tiso (Bolzano), che sorge a 960 metri di altitudine tra la Valle Isarco e la Val di Funes, è possibile visitare il Museo mineralogico.

Lo spazio offre una panoramica completa sull’origine e le caratteristiche del mondo dei cristalli che si possono trovare nel paesaggio dolomitico, e che sono state riunite all’interno di questo Museo; gli espositori lo hanno allestito armonizzando efficacemente la fantasia creativa con i più recenti criteri pedagogico-museali.

Per oltre tre decenni Paul Fischnaller, guida alpina e collezionista di minerali, ha raccolto cristalli di montagna dei monti della Val di Funes: tra questi si trovano anche le famose Sfere di Tiso, che si possono anche cercare nel corso di divertenti escursioni guidate.

Nello shop del museo si trovano libri e informazioni sull’argomento, così come souvenir, Sfere di Tiso, bigiotteria e pietre salutari.

xiloteca il museo-studio sull’arte del legno

Xiloteca, il museo-studio sull’arte del legno

A San Giovanni al Natisone, borgo friulano in provincia di Udine, è possibile immergersi nella storia di un’arte antica e in continuo divenire.

La Xiloteca, ovvero il Museo dei legni e degli strumenti per la loro lavorazione, non è solo uno spazio espositivo ma un progetto in costante evoluzione, che raccoglie le oltre 1000 specie legnose attualmente adoperate in tutto il mondo dalle industrie e dall’artigianato, oltre a manufatti artigianali provenienti dai vari paesi, testimonianze di storie ed aneddoti vissuti.

Qui è possibile assistere alle dimostrazioni delle arti e mestieri del legno, oppure visitare lo showroom di Gianni Cantarutti – consulente tecnico commerciale del legno con esperienza internazionale – dove si trovano esposte rare ed inedite tavole d’arredo da specie legnose poco conosciute.

La Xiloteca è nata dal desiderio di condividere una passione e per questo si è trasformata anche in un laboratorio di studio, sul quale si inseriscono varie iniziative come i corsi di riconoscimento delle specie legnose e di ebanisteria, gli eventi di promozione della cultura del legno e diverse pubblicazioni.

Lecce, l’arte della cartapesta in mostra nel Castello Carlo V

Quello tra la città di Lecce e l’arte della cartapesta è un legame antico e indissolubile, rinnovato dalla tradizione mantenuta viva dalle botteghe dei cartapestai che affascinano tutti coloro che visitano la splendida città barocca del Salento. E così nel 2009 – grazie alla collaborazione tra il MiBAC, la Sovrintendenza BAP per le province di Lecce, Brindisi e Taranto ed il Comune di Lecce – ha visto la luce il Museo della Cartapesta, ospitato nella suggestiva location del Castello Carlo V. La collezione è composta di circa 80 opere dei maggiori artisti cartapestai leccesi: Caretta, Capoccia, Guacci, Errico, Pantaleo, Mazzeo, Indino, Malecore, Gallucci; la mostra copre un arco temporale che dal XVIII secolo giunge ai nostri giorni con le opere di artisti internazionali quali Emilio Farina e la brasiliana Lucia Barata. Il percorso è stato studiato con un’attenzione particolare verso la comunicazione: video, immagini, ricostruzioni di “bottega”, rendono il percorso di visita mezzo per “viaggiare” nel mondo della cartapesta e nella sua città simbolo.

 

 

 

 

L’arte dell’intreccio in mostra a Castelsardo

Un sapere antico da scoprire in uno spazio museale unico nel suo genere. Passeggiando nelle vie di Castelsardo (Sassari) è possibile incontrare ancora oggi le cestinaie, figure storiche e al contempo moderne, che al di fuori dall’uscio di casa intrecciano la palma nana, il fieno marino e la rafia, come sentito dovere di comunicazione storica delle tradizioni, verso i turisti e verso i loro stessi concittadini. I loro manufatti, esposti ai turisti e ai passanti, riprendono le tecniche, le forme e i decori dell’antica tradizione ad intreccio di Castelsardo ma altresì richiamano i gusti personali e il talento innovativo dell’artigiano contemporaneo del luogo. Il Museo si articola in ben undici sale, e mette a disposizione dei visitatori anche terrazze panoramiche e aree esterne. Le tecniche dell’intreccio delle palme sono molteplici: dalle più semplici, ad annodatura, a raggiera, ad avvolgimento, a intreccio diagonale e perpendicolare, a incastro; a quelle più complesse utilizzate per gli intrecci artistici, come quella a incrocio tubolare, a raggiera bi-frontale, a cornetti, a mezza foglia, a treccia, a mazzetti, ad avvolgimento a spirale, ad avviluppamento triangolare, a ripiegamento.

 

A Fivizzano il MeteoMuseo dedicato a Bernacca

E’ ospitato in un’ala della biblioteca civica Abate Emanuele Gerini, nell’ex convento dei frati agostiniani di Fivizzano, il paese in provincia di Massa Carrara nel quale Edmondo Bernacca amava trascorrere le sue vacanze. Il MeteoMuseo è dedicato ad una delle figure più note delle meteorologia italiana, e raccoglie cimeli e strumenti per le misurazioni e previsioni meteo, nonché contenuti multimediali e una mini-stazione che permetterà ai visitatori di prendere contatto con le nozioni di base della scienza del clima. Aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.30 (il sabato e la domenica anche dalle ore 14.30 alle 18.00) questo spazio è nato, oltre che per volontà del Comune di Fivizzano, con il patrocinio di Regione Toscana, ministero della Difesa, Aeronautica Militare, Cnr e Rai. Partner del progetto il Consiglio per la Ricerca in agricoltura (Crea), UniMet, Aisam, MeteoApuane, RaiTeche e Associazione Edmondo Bernacca onlus. Il generale ha sempre avuto un legame molto forte con Fivizzano, tanto che nel 1991 fu nominato cittadino onorario.

 

Il Museo Eroli, la storia di Narni racchiusa in un antico palazzo

E’ ospitato all’interno di Palazzo Eroli, ricca residenza nobiliare narnese, una perfetta cornice anche per mostre temporanee da affiancare alla collezione museale. E’ noto come Museo Eroli o come Museo della città e del territorio e sorge nel cuore centro storico del borgo in provincia di Terni; con i suoi 2700 mq ospita le maggiori opere pittoriche, scultoree e archeologiche che permettono la ricostruzione della storia di questo luogo magico. Il Museo è diviso in due sezioni: l’archeologica, che comprende reperti dalla preistoria all’epoca medievale, e la Pinacoteca, con opere datate dal XIV° al XVIII° secolo. Tra le opere più interessanti possiamo ammirare: l’Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli, la Mummia egizia, il sarcofago ligneo decorato ed infine la coppa bronzea della Fontana di Piazza dei Priori del 1303. Al Museo è possibile prenotare percorsi guidati in tutto il centro storico: la sua centralità ha trasformato infatti la biglietteria in un punto di informazioni e di accoglienza preciso e puntuale su strutture ricettive, orari di apertura per la visita dei beni artistici, eventi ed iniziative in città e nel territorio.

La storia del coltello in mostra a Maniago

Ospitato in un’ex fabbrica di coltelli ristrutturata di recente, il Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie – CORICAMA di Maniago è un luogo di grandissimo fascino, unico nel suo genere. Nel paese friulano in provincia di Pordenone, d’altronde, la produzione di coltelli è un’antica attività artigianale di grande livello e maestria, riconosciuta in tutto il Mondo. Lo spazio museale documenta la lavorazione dell’acciaio negli opifici della zona e l’evoluzione tecnologica verificatasi nel tempo all’interno di questi luoghi.  È suddiviso in tre sezioni attraverso le quali si possono conoscere i momenti significativi della storia dell’arte fabbrile: formazione del battiferro, formazione della bottega artigiana all’interno delle abitazioni (XVIII secolo), insediamento delle prime officine agli inizi del Novecento. Oltre a ospitare e raccontare il patrimonio storico e culturale della propria cittadina, il Museo lavora in collaborazione con le altre realtà museali del territorio per numerose attività e iniziative culturali, organizzando seminari, convegni, mostre temporanee e conferenze.

 

 

 

I carri di Santa Lucia in mostra al Museo Mechané

Dal lontano 1639 Santa Lucia è la patrona di Belpasso, il paese in provincia di Catania che, una volta ottenuta l’autonomia, volle elevare Lucia quale Santa Patrona della città. Ogni anno a dicembre, oltre alla suggestiva processione delle reliquie e del simulacro sul fercolo argenteo, si assiste all’apertura dei carri e alle cantate. Per custodire, tramandare e divulgare in senso moderno la speciale tradizione dei Carri allegorici, è nato il Mechané – Museo Multimediale dei Carri di Santa Lucia. Contiene testimonianze di opere sceniche realizzate nel corso degli anni, insieme a documenti, fotografie, video consultabili attraverso postazioni interattive. Nel museo si trovano immagini e filmati divisi in 6 macro aree: le origini dei carri con immagini antiche e filmati storici, donati dalla cineteca di Antonio e Pippo Vitaliti; una dedicata ai Quartieri che realizzano i Carri, al loro divenire storico; un’altra racchiude i filmati e le immagini attuali, realizzate quasi tutte dal partner tecnologico della Fondazione che è Videobank; una presenta il “dietro le quinte” dei Carri: la preparazione, le tensioni, il momento della “spaccata” dietro le scene, sul rimorchio, tra gli ingranaggi che il pubblico non vede; un’altra dedicata al culto di S.Lucia a Belpasso, con immagini del complesso rito della Festa e con le opere d’arte commissionate dalla comunità belpassese; l’ultima, infine, è dedicata all’attualità e alle diverse iniziative della Fondazione.