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Musei virtuali, in Italia e nel mondo. Buona visione!

Dal vivo, si sa, è tutta un’altra cosa. Ma in tempi di coronavirus, ci possiamo accontentare di una visita virtuale tra i musei più belli della nostra Penisola e non solo. Sono davvero numerose le strutture che negli ultimi giorni hanno implementato questa modalità di fruizione, per permettere – comodamente seduti a casa propria – di immergersi in una meraviglia del Canova, in un paesaggio di Van Ghog o di volare con gli occhi e la fantasia davanti a un quadro di Caravaggio.

Mai come in questa difficile epoca storica, d’altronde, ‘è bisogno di una “pausa-bellezza”, sperando di poter tornare presto a visitare gli splendidi musei italiani ed europei. Ecco una selezione dei migliori virual tour e delle più belle collezioni d’arte che il web mette a disposizione degli utenti.

Partiamo da Milano e dalla famosissima Pinacoteca di Brera, che nelle sue 38 sale ospita meravigliose opere di Piero della Francesca, Mantenga, Raffaello, Bramante, Caravaggio, Tintoretto, Bellini e Bronzino. Fra tanti capolavori di un periodo compreso tra il XIV e il XIX Secolo, spiccano lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, il “Cristo morto” del Mantegna, la “Pietà” del Bellini e anche “Il bacio” di Hayez.
Senza dimenticare il cortile d’ingresso, che ospita il bronzo di Napoleone I scolpito dal Canova.
https://pinacotecabrera.org/virtualtour/start.html

Ancora a Milano, il Museo Leonardo da Vinci della Scienza e della Tecnologia sta mantenendo vivo il rapporto con il suo pubblico grazie al format digitale #storieaportechiuse, che conduce i visitatori all’interno del Museo anche quando non accessibile, attraverso il virtual tour. Oltre a spazi espositivi di grande effetto, esplorazioni spaziali e al padiglione dedicato alla fisica delle particelle, il Museo propone anche un palinsesto tematico con rubriche diverse tutti i giorni: il lunedì si esplora il dietro le quinte del Museo e i suoi depositi; il martedì sono di scena i laboratori e l’attività educativa; il mercoledì si trattano temi di attualità scientifica; il giovedì si svela la storia del Museo attraverso aneddoti inediti; il venerdì è dedicato alla rubrica Archivi & Biblioteche, il sabato si parla di spazio e astronomia a 360° mentre la domenica ci si lascia affascinare dal genio di Leonardo da Vinci e dalle Nuove Gallerie.
https://www.museoscienza.org/it/leonardo/gallerie

Spostandosi in Liguria, lo splendido Acquario di Genova mette a disposizione del pubblico tre video inediti e innovativi realizzati con tecnologia subacquea a 360° per portare in immersione nelle proprie vasche i visitatori di ogni età. Un modo originale per vedere le 39 vasche coperte e le quattro a cielo aperto che ospitano squali, lamantini e colorati abitanti della scogliera corallina.
https://www.acquariodigenova.it

Riscendendo ancora la Penisola, eccoci virtualmente nelle Gallerie degli Uffizi di Firenze: il meglio dell’arte rinascimentale italiana si può ammirare anche dal proprio divano grazie a un’apposita sezione del sito, chiamata IperVisioni. Qui è possibile scoprire le collezioni raccolte all’interno del museo, la storia delle opere e gli spunti più suggestivi, con immagini ad alta definizione delle mostre virtuali.
https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

Non poteva ovviamente mancare all’appello Roma con una delle mostre più apprezzate prima della chiusura forzata: “Raffaello 1520-1483” ospitata nelle Scuderie del Quirinale. Anche qui attraverso video-racconti e approfondimenti, gli organizzatori sono riusciti in qualche modo a riaprire le porte dell’esposizione. E’ ammirare alcune tra le più belle opere con dettagli e curiosità sull’arte del pittore rinascimentale. #RaffaelloOltreLaMostra e #RaffaelloInMostra sono gli hashtag delle iniziative che potranno essere seguite su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube.

Anche il Vaticano si adegua al momento che stiamo vivendo, e propone una visita virtuale di una perla poco nota agli stessi abitanti dell’Urbe: la Necropoli romana della Via Triumphalis, chiamata la “Pompei sepolcrale”, scoperta per caso negli anni Trenta durante dei lavori edilizi intrapresi a seguito dei Patti Lateranensi. Questo luogo affascinante fa parte del circuito dei Musei Vaticani e si è conservato intatto fino a oggi sul versante nord-orientale del colle vaticano.
http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/aree-archeologiche0/necropoli-della-via-triumphalis/necropoli-della-via-triumphalis.html

E visto che viaggiare con la fantasia non costa nulla, perché non concedersi in questi giorni una visita virtuale in qualche splendido museo europeo, e perché no d’oltreoceano? Partiamo dal Louvre di Parigi, che conserva la Gioconda di Leonardo da Vinci. La straordinaria collezione di opere (molte delle quali provenienti dall’Italia) segue un orientamento tematico all’interno di varie zone dello spazio espositivo: antichità orientali, egizie, greche, romane e etrusche, storia del Louvre, Louvre medievale, pittura, scultura, oggetti d’arte, arte grafica e arte islamica. Un vero e proprio concentrato di storia dell’umanità da assaporare comodamente seduti sul divano.
https://www.louvre.fr/en

Anche il British Museum di Londra apre virtualmente le sue porte sui suoi 54mila metri quadrati di esposizione e sui quattro milioni di oggetti conservati. Con l’ausilio anche di una comoda guida in italiano è possibile ammitare ossa preistoriche, la tomba Payava del IV secolo a.C. proveniente dalla Grecia, blocchi del Partenone, mummie egizie, la Stele di Rosetta, intere sale di palazzi assiri, dipinti, ceramiche, vasi, tombe, sculture, sarcofagi, gioielli, lampade, papiri, teschi e scheletri. Oltre alla collezione permanente, il British Museum ospita continuamente mostre ed esposizioni temporanee di rilevanza internazionale.
https://www.britishmuseum.org/visit/audio-guide/audio-guide-italian

Se preferite ammirare i reperti greci nella loro terra d’origine, eccoci nel Museo Archeologico di Atene, uno dei più importanti del mondo dedicati all’Antica Grecia. Preistoria, sculture, vasi, oggetti provenienti da Santorini, oggetti in bronzo e arte egiziana, sono solo alcune delle perle da ammirare. Nelle sale sono rappresentate le differenti culture e civilizzazioni della Grecia, con gioielli, mummie, statuite in ceramica, manufatti in avorio e vetro, piccole sculture in marmo o alcune maschere funebri con base d’oro.
http://www.namuseum.gr

“Voliamo” ora a Madrid, dove il Reina Sofia apre virtualmente le sue sale per mostrare opere d’arte che vanno dal novecento ai giorni nostri. La costruzione che ospita il museo nacque come ospedale e come tale è stato utilizzato fino al 1986, quando invece fu convertito per ospitare le opere di Dalì, Mirò, Picasso e molti altri ancora. Il quadro più famoso è, senza dubbio, la Guernica di Picasso, noto in tutto il Mondo per la sua straordinaria drammaticità.
https://www.museoreinasofia.es

Restando in Spagna, perché non “visitare” anche il Guggenheim di Bilbao? Un luogo famoso soprattutto per la sua avveniristica struttura esterna, ospita opere di Basquiat, Barceló e Klein.
https://artsandculture.google.com/project/guggenheim-bilbao

Nel frattempo anche gli Stati Uniti tengono ovviamente il passo. E’ possibile in questi giorni andare alla scoperta del Met di New York, che presenta oltre 5.000 anni di arte proveniente da tutto il mondo. Il Museo vive in tre siti iconici di New York: The Met Fifth Avenue, The Met Breuer e The Met Cloisters.
https://www.metmuseum.org/

Per venire incontro all’emergenza coronavirus, la National Gallery of Art di Washington ha reso disponibile il download gratuito delle immagini ad alta risoluzione di più di 35 mila opera d’arte della galleria, che possono essere liberamente usate. L’obiettivo, dice la National Gallery, è quello di “favorire l’apprendimento, l’arricchimento, il piacere e l’esplorazione”. Tra gli artisti presenti nella collezione ci sono autori stranoti come Leonardo da Vinci,Botticelli, Picasso, Dalì, Degas, Monet, Rembrandt, Vincent van Gogh, Paul Gauguin e diversi maestri dell’Impressionismo. https://www.nga.gov/

La storia dello spazio e quella della natura sono invece visitabili in altri due suggestivi musei americani. Quello del Centro spaziale della Nasa di Houston, in Texas, è un importante centro scientifico e di apprendimento che mette in mostra veicoli spaziali, rocce lunari ed esperienze interattive.
https://www.nasa.gov/glennvirtualtours

Lo Smithsonian National museum of natural history di Washington, infine, è il museo di storia naturale più visitato al mondo, e custodisce 126 milioni di reperti in sette dipartimenti: Antropologia, Botanica, Entomologia, Invertebrati, Palobiologia e Vertebrati.
http://naturalhistory.si.edu

terme-cretone

Cretone spa, a paradise 30 km from Rome

A naturalistic paradise near Rome, immersed in a land rich in history. They are the Sabine Spas of Cretone, rising in the green of the hills between the Capital and Rieti, just at the bottom of a lush forest. The waters of the Creton Spas have naturally flowed for millennia and are sulfuric, hypothermic (24 °C) and bacteriologically pure: they are used for inhalation, aerosol, nebulization, endotubaric insufflation, hydromassotherapy, hydroponic treatment, mud therapy and balneotherapy.

Where now there is a state-of-the-art complex, until the 1970s there was a dry ice factory, which best exploited the abundant component of carbon dioxide present in the groundwater. From then on, a new story began: in 1987, Creton’s waters were recognized by healthcare for the treatment of skin diseases, bile ducts, stomach, arthrorheumatic and respiratory illnesses.

Today, this complex offers to the customers the ancient Roman spa concept; in fact, in addition to three swimming pools fed by sulphur thermal springs (in summer it is also possible to bathe at night), the spa offer also swimming, aerobics and dance courses, beach volleyball, gym soft, four tennis courts and two of soccer. Who, after a relaxing day at the spa, would spend some more time here, can visit Creton, a small medieval hamlet that preserves the Collegiate of the eleventh century and the abandoned fortress of Castiglione; a few kilometers away is Palombara Sabina, with
Savelli Castle adorned with frescoes of Raffaello’s school.

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Itinerari

Terminillo, da Virgilio a Varrone, la montagna di Roma

E’ uno dei simboli più noti della Sabina. Da sempre definito la “montagna dei romani”, è il Terminillo che svetta innevato d’inverno e verde d’estate. Lo si vede dalle altezze di Roma Nord, imponente, forte e maestoso. Dalla Salaria, fatta tutta d’un solo fiato, lo raggiungerete!
Utilizzato come traguardo delle tappe ciclistiche di montagna del Giro d’Italia ed altre manifestazioni sportive, il Terminillo è un’ottima meta anche per chi vuol solo affondare la forchetta in una succulenta polenta con i porcini, periodo permettendo!

Addirittura Virgilio lo citò nell’Eneide parlando delle sue “tetricae horrentes rupes” (spaventose rupi di Tetrico) e Marco Terenzio Varrone descrisse i “gurgures alti montes” (alti monti Gurguri) e l’usanza di condurvi il bestiame per il pascolo.

Dalla caccia, al pascolo, passando per il taglio della legna, il Terminillo era frequentato da boscaioli e carbonai. Non dimentichiamo la raccolta di neve e ghiaccio, che veniva rivenduto nelle città per conservare gli alimenti.
Alcuni ruderi e resti di terrazzamenti a Pian de’ Rosce fanno pensare che alcune zone fossero un tempo coltivate. Sembra inoltre che gli abitanti dei paesi posti alle estremità opposte della montagna avessero l’abitudine di incontrarsi sul Terminillo per fare mercato, da questa usanza deriverebbe il nome campus forum poi diventato Campoforogna.

Storia a parte il Terminillo è una meta perfetta per il vostro tempo libero!
Nel raggiungerla, fate capolino nei borghi che incontrerete lungo la strada, ve ne sono di indimenticabili!

Greccio, un presepe a cielo aperto!
Leonessa, con il suo grazioso centro storico.
Cantalice, con la sua splendida umanità.
Rivodutri con le Fonti di Santa Susanna.

Insomma vi è più di una ragione per raggiungere il Terminillo anche solo per una passeggiata…

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Alatri, la città dell’Acropoli dove il Natale è “al centro”

I tempi cambiano? Noi cambiamo con loro. E viceversa! Siamo in grado di farlo. Lo insegna la storia.
Non bisogna cedere alle vicende. È Natale.
Va vissuto e celebrato al meglio. Tutti insieme. Quest’anno utilizzeremo strumenti diversi, con lo stesso entusiasmo.

La nostra piazza e il nostro salotto, saranno Facebook. Ma non solo.
Ad Alatri possiamo contare su una storica emittente televisiva, che da tantissimo tempo, regala immagini, storie, notizie e permette ai cittadini di mantenere un legame indissolubile con la propria città, si tratta di Ernica TV.

In questo scenario, virtuale sì, ma sempre sincero, accorato, genuino, festeggeremo e celebreremo queste festività.

Si potranno inviare, utilizzando le Pagine social, messaggi video a persone lontane, vicine, sconosciute. Racconti, barzellette, modi di dire, sogni, speranze, saluti, ricette, addobbi, video, foto. Liberare la propria immaginazione e condividere la speranza che, in ogni casa, resta il cuore, il fulcro vero, del Natale.

Verranno trasmessi sui canali di Ernica TV concerti ed esibizioni di altro genere.

Possono partecipare tutti. Associazioni, commercianti, cittadini, giovani e meno giovani.

L’iniziativa è a cura della Pro Loco di Alatri in collaborazione con il Comune di Alatri, Assessorato alla Cultura, con il Contributo della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.

A breve i dettagli sulla pagina fb www.facebook.com/Natalealcentroalatri e sui canali social https://www.facebook.com/proloco.alatri e del https://www.facebook.com/comune.alatri.fr.it

Cosa vedere ad Alatri

L’ACROPOLI
L’ Acropoli di Alatri – detta Civita – è posta nel cuore del centro storico, sulla cima del colle.È di notevole interesse per le sue mura in opera poligonale, costituite da diversi strati di megaliti polimorfici che spesso raggiungono la lunghezza di 3 metri, provenienti dalla stessa collina e fatti combaciare perfettamente ad incastro senza l’ausilio di calce o cementi.
Il perimetro delle mura è di 2 km. L’acropoli, oltre alla rampa d’accesso, presenta due porte: la Porta Maggiore e la Porta Minore o dei Falli. La Porta Maggiore è posizionata nel tratto sudorientale dell’Acropoli, all’opposto della porta dei falli posizionata verso nord-ovest.Su di una roccia affiorante, nella parte più alta dell’Acropoli, è stato rinvenuto nel 2008, un graffito rappresentante un templum (triplice cinta), perfettamente orientato astronomicamente.

BASILICA DI SAN PAOLO APOSTOLO – CHIESA CONCATTEDRALE
Sulla sommità dell’acropoli, sul podio di un antico ierone (altare ernico) e sui resti di un tempio dedicato a Saturno sorgono rispettivamente la Basilica di San Paolo apostolo e l’attiguo Vescovado, risalenti al periodo alto medioevale: ne abbiamo notizie fin dal 930.A seguito di un importante intervento di ristrutturazione effettuato nel corso del XVIII secolo, entrambi gli edifici si presentano al visitatore moderno con linee e forme settecentesche. La facciata della cattedrale, in pietra e laterizio, è stata realizzata assieme al campanile da Jacopo Subleyras tra il 1790 e il 1808; il modello è quello delle maggiori basiliche romane, con la presenza di un unico ordine di paraste a binati.
Nel 1884 furono aggiunti l’attico e il timpano. La cattedrale venne dichiarata basilica minore da papa Pio IX nella sua prima visita in città nel 1850, ma altra fonte sostiene che la dignità ufficiale di basilica minore le fu conferita da papa Pio XII nel settembre del 1950. L’interno è a croce latina, a tre navate e con un lungo transetto sopraelevato in corrispondenza del presbiterio.Tra il materiale artistico di pregio custodito nel luogo sacro vanno annoverati i reperti di un pergamo cosmatesco risalente al 1222.
La chiesa conserva parte delle reliquie del patrono della città, San Sisto I Papa; esse si trovano all’interno di un’antichissima urna di piombo, sul cui coperchio è incisa la scritta: «HIC RECONDITUM EST CORPUS XYSTI PP. PRIMI ET MARTIRIS».
In fondo alla navata destra, si conserva inoltre il corpo di S.Alessandro martire, estratto dal cimitero di S. Callisto, donato nel 1640 alla chiesa di Alatri.

CHIESA COLLEGIATA SANTA MARIA MAGGIORE
La chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore risale al V secolo: fu edificata sulle rovine di un tempio pagano. L’aspetto romanico-gotico si deve principalmente alle profonde modificazioni operate nel XIII secolo.Dell’esterno va segnalato il grande rosone realizzato agli inizi del XIV secolo. Nella chiesa sono conservate pregevoli opere quali il gruppo ligneo della Madonna di Costantinopoli (XIII secolo), il Trittico del Redentore di Antonio da Alatri, la Vergine con il Bambino e san Salvatore (prima metà del XV secolo) e il fonte battesimale del XIII secolo.

CHIESA DI SAN FRANCESCO
Costruita tra la seconda metà del XIII secolo e la prima metà del XIV, si caratterizza per una struttura compatta, in stile gotico; la facciata presenta un portale archiacuto e un rosone a colonnine radiali. L’interno, in un’unica navata, venne ristrutturato in epoca barocca e conserva una nota Deposizione di scuola napoletana del Seicento, e un mantello risalente al XIII secolo attribuito a S. Francesco D’Assisi.

IL CRISTO NEL LABIRINTO
La chiesa di S. Francesco aveva annesso un contiguo convento, i cui ambienti sono adibiti a sala espositiva, e sono noti come il “Chiostro”.
In un’angusta intercapedine dell’ex-convento si trova un affresco di notevole interesse raffigurante un Cristo Pantocratore al centro di un labirinto.La pittura è venuta alla luce grazie ad un ritrovamento casuale nel 1996, poco prima che l’ambiente del Chiostro, restaurato dall’amministrazione comunale di allora, riaprisse l’intero edificio al pubblico come luogo deputato ad attività culturali, rassegne di vario genere e convegni.
Il significato, l’origine e la datazione del dipinto sono tuttora oggetto di studi attenti e spesso contrastanti tra di loro, in parte dovuta all’eccezionalità della pittura che appare come un “unicum” nel panorama artistico locale e in parte al profondo degrado in cui versa l’opera e che rende difficile la lettura della stessa.

CHIESA DI S. SILVESTRO
Ubicata nell’antica Grancia delle Piagge (dial. Piaje), venne costruita tra il X e l’XI secolo in un’unica navata, alla quale nel 1331 vennero aggiunte la navata sinistra e la sagrestia. Mantiene le linee romaniche: l’austera semplicità della struttura esterna, la sobrietà dell’interno ed il soffitto a capriate lignee offrono al visitatore suggestioni dal sapore antico.Notevole, per l’intensità di espressione e per la sua antica fattura, è l’affresco di San Silvestro con il drago del XII secolo collocato sul lato destro dell’abside. Sul lato opposto immagini votive, rappresentazioni del Nuovo Testamento e successioni di santi, databili tra il XIII ed il XV secolo. Dall’interno della Chiesa si può accedere alla cripta del IX secolo con volte a crociera e un affresco di Santo Benedicente, di fattura bizantineggiante.

CHIESA DEGLI SCOLOPI
La Chiesa degli Scolopi fu realizzata tra il 1734 ed il 1745 su progetto del padre calasanziano Benedetto Margariti da Manduria ed è dedicata allo Sposalizio della Vergine.La facciata, in travertino, è concepita come un organismo architettonico a sé stante, e reinterpreta motivi borrominiani; si dispone su due registri orizzontali attraverso un doppio ordine di lesene tuscaniche che inquadrano, al di sotto di un ampio timpano mistilineo, l’unico portale di ingresso con la sovrastante finestra centrale. La grande compostezza del prospetto si conclude con la sequenza verticale delle finestre incorniciate da larghe membrature aggettanti nelle sezioni laterali; queste, secondo l’originario progetto, non portato a compimento, dovevano terminare con due campanili gemelli.L’interno, a croce greca , con terminazioni absidate, è dominato dalla tensione ascensionale delle lesene corinzie, raccordate fra loro da una trabeazione ininterrotta, su cui si impostano le grandi arcate a tutto sesto che sorreggono la cupola. Molto curata la monocroma decorazione a stucco delle superfici murarie, sulle quali risaltano per contrasto le grandi tele settecentesche, poste ad ornamento dei tre altari della chiesa: sull’altare maggiore troviamo lo Sposalizio della Vergine, dipinto nel 1731 da Carmine Spinetti, mentre sui due laterali trovano posto una Crocifissione del pittore veneto Benedetto Mora e un’opera non firmata raffigurante San Giuseppe Calasanzio, realizzata nella seconda metà del Settecento per celebrare il padre fondatore dell’Ordine degli Scolopi.La chiesa, chiusa al culto, ospita esposizioni ed eventi di vario genere.

GRANCIA DI TECCHIENA
Sorge alle pendici del piccolo colle Monticchio, sul quale, intorno all’XI secolo, sorsero per volontà del popolo di Alatri alcune fortificazioni. Continue contese con la vicina Ferentino, sfociate in autentiche azioni belliche, indussero nel 1245 papa Innocenzo IV a privare il comune alatrino di qualsiasi diritto su ciò che restava del castello, incamerando l’area di Tecchiena nei beni della Chiesa e rivendendola successivamente (nel 1395) ai Certosini di Trisulti. I monaci fondarono una vera azienda agricola che nella seconda metà del XVIII secolo fu trasformata nel complesso della Grancia (granaio), che gestirono fino agli inizi del Novecento. La struttura consta di più corpi riuniti da linee settecentesche che hanno saputo fondere edificio e paesaggio. Nei pressi del complesso sono visibili alcune rovine dell’antico castello.

PROTOCENOBIO DI SAN SEBASTIANO – LA BADIA
Edificio di grande suggestione, la sua costruzione risale alla fine del V secolo per volere del prefetto delle Gallie Liberio, che l’affidò all’abate Servando; in origine il complesso ospitò una delle più antiche comunità cenobitiche d’Occidente, tanto che non è da escludersi che proprio in questo sito abbia avuto stesura la Regula Magistri, alla quale si ispirò san Benedetto da Norcia che qui soggiornò nel 528. Il monastero appare come una suggestiva opera architettonica dalle linee medievali, con decorazioni duecentesche raffiguranti la vita di Cristo e della Madonna.

CHIESA DELLA MADDALENA
Dedicata dal 1196 alla Maddalena penitente, sorge nelle vicinanze del centro di Alatri, ai piedi del monte Sant’Angelo in Formis, nel luogo anticamente adibito a lebbrosario. La chiesa, sobria ed essenziale, fu costruita alla fine dell’XI secolo. Sulla facciata, preceduta da un portico, spicca il portale lunettato, sormontato da una stretta monofora ampiamente strombata.L’interno, in un’unica navata, è costituito da tre grandi archi che sorreggono il tetto. Sulle pareti si conserva un’interessante serie di pitture ad affresco quattrocentesche, rappresentanti santi e sante, opera probabile del pittore locale Antonio da Alatri.

LE FONTANE MONUMENTALI
La fontana Pia – 1870 – Piazza Santa Maria Maggiore
Fontana Antonini – 1869 – Centro Storico – Corso Umberto I – nei pressi della Chiesa di S. Francesco.
Fontana di Porta S. Pietro – 1866 – Centro Storico – Porta S. Pietro

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Palazzo Chigi ad Ariccia: il barocco vicino Roma

A pochi chilometri da Roma, lungo la via Appia Antica, sorge la cittadina di Ariccia, un centro abitato sin dall’epoca antica e ancora oggi ricco di grande fascino, incastonato nel verde dei Colli Albani. Scelto sin dall’epoca romana quale luogo per costruire lussuose residenze “fuoriporta”, divenne ben presto la meta preferita di molte nobili famiglie dal Rinascimento in poi.

In particolare, nella piazza principale del paese, proprio di fronte alla Collegiata di Santa Maria Assunta, fu edificato lo straordinario Palazzo Chigi, uno dei più alti esempi di barocco romano, opera di Gian Lorenzo Bernini e del suo allievo Carlo Fontana. Nel Seicento infatti la famiglia senese dei Chigi, che tra i propri antenati vantava il banchiere Agostino “il Magnifico”, divenne la più potente casata del tempo, grazie alla salita al soglio pontificio di Fabio, con il nome di papa Alessandro VII e decise così di acquistare il palazzo appartenuto ai Savelli, per trasformarlo nella propria dimora. In possesso della famiglia fino al Novecento, ancora oggi si presenta nel suo aspetto antico: sono conservati infatti gli arredi risalenti al XVII e XVIII secolo; alcuni degli oggetti personali dei vari principi e cardinali che qui dimorarono; un tavolo da gioco molto simile al nostro biliardo e ancora numerosi ritratti di antenati e di tutti quei nobiluomini e nobildonne che nel corso dei secoli si imparentarono con i Chigi.

La visita al Palazzo permette di camminare all’interno delle sale che un tempo ospitarono illustri personaggi e si articola su tre livelli: al piano terra vi è l’appartamento del Cardinale, dove vissero alcuni importanti cardinali Chigi e negli ultimi anni don Ludovico, Gran Maestro del Sovrano Ordine Militare di Malta e Agostino, l’ultimo proprietario. Al primo piano invece vi è il Piano Nobile, diviso in due parti, tra loro indipendenti ma comunicanti: l’ala est, accessibile dalla Scala Maestra, ospita l’appartamento del principe Chigi articolato attorno alla Sala da pranzo d’Estate; mentre l’ala ovest, accessibile dalla Scala Nera, destinata al primogenito, si sviluppa intorno alla Sala dell’Udienza. L’ultimo piano infine ospita il museo del Barocco, dove è possibile ammirare alcune collezioni di quadri risalenti al periodo seicentesco di scuola romana, dove spiccano artisti del calibro di Pietro da Cortona, il Gaulli, il Borgognone, il caravaggista Mattia Preti e il maestro di Caravaggio, il Cavalier d’Arpino.

Una visita guidata assolutamente da non perdere non solo per gli amanti dell’arte, ma per tutti i curiosi che vogliono scoprire un’antica dimora nobiliare, ancora ferma nel tempo, set cinematografico per film capolavoro come il Gattopardo di Luchino Visconti!

Ringraziamo per il testo fornito dall’associazione Asino d’Oro

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Museo-della-Pasta_Fuoriporta

La storia della pasta in mostra a Roma

Dalle prime e rudimentali macine in pietra alle moderne impastatrici, otto secoli di storia per uno dei piatti più amati ad ogni latitudine, che ha contribuito a rendere nota in tutto il mondo la tradizione gastronomica italiana!

Non poteva che sorgere a Roma, patria dell’amatriciana, della carbonara e della gricia, il Museo Nazionale delle Paste Alimentari. Unico a mondo e primo museo primo dedicato ad un prodotto specifico alimentare permette, sala dopo sala, di scoprire come dal grano nasca la pasta e quali siano i procedimenti usati nell’impastatura e nell’essiccamento, sia nell’antico processo artigianale che nella moderna tecnologia industriale.

Ma i visitatori possono anche ammirare curiose opere d’arte dedicate alla pasta dall’antichità ai giorni nostri, nonché ottenere preziose informazioni nutrizionali. La struttura dispone anche di una riccaBiblioteca con un’ampia documentazione storico–scientifica che contiene testi antichi e moderni sull’evoluzione culinaria dell’alimento e sulle tecnologie produttive.

Indirizzo: Via Flaminia 141, Roma Tel. 06 6991119