Quando il sole cala e le fiaccole iniziano a illuminare le strade, Chieti si trasforma in uno dei luoghi più suggestivi d’Italia per vivere la Pasqua. Il 3 aprile 2026, Venerdì Santo, torna la Processione del Cristo Morto, un rito antico e solenne che rappresenta un perfetto fuoriporta di Pasqua tra spiritualità, storia e tradizione.
Le origini di questa processione affondano addirittura nell’842 d.C., rendendola una delle più antiche d’Italia. Ancora oggi è organizzata dall’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, istituita nel 1603, che custodisce e tramanda un patrimonio unico, riconosciuto anche come una delle espressioni più significative della tradizione abruzzese.
Il corteo prende il via dalla Cattedrale di San Giustino e attraversa lentamente il centro storico, accompagnato da confratelli incappucciati, statue sacre e simboli della Passione. Tra questi spiccano i cosiddetti “trofei”: la Croce, la Scala, la Colonna con il gallo, il Volto Santo, le Lance e altri elementi che raccontano visivamente gli ultimi momenti della vita di Cristo.
Ma ciò che rende davvero unica la processione di Chieti è la sua colonna sonora. Durante il percorso, oltre cento cantori e numerosi musicisti eseguono il celebre Miserere composto nel Settecento da Saverio Selecchy. Le note, tratte dal Salmo 50, si diffondono tra le vie creando un’atmosfera intensa e commovente, capace di coinvolgere profondamente chi assiste.
Illuminata da fiaccole e accompagnata da questo canto struggente, la processione diventa un’esperienza che va oltre il rito religioso: è un momento identitario per la città, che ogni anno richiama migliaia di fedeli e visitatori.
Scegliere Chieti per un fuoriporta pasquale significa immergersi in una tradizione autentica, dove storia, fede e musica si fondono in un racconto che attraversa i secoli. Un evento che non si limita a essere visto, ma che si ascolta, si percepisce e si vive fino in fondo.


