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Tra la Piatlina e la Ciarda, quale è la patata più buona?

Lo sapete che siamo sempre alla ricerca di quelle chicche che la nostra terra produce e… buttando l’occhio, stavolta, nel cuneese, e in particolare nella Valle Grana, abbiamo scoperto la Piatlina e la Ciarda, le due patate locali, di cui ci parlerà Lucio Alciati, un produttore e ma sopratutto un appassionato di questo tubero particolare.

Ci racconti la sua storia… partiamo da quella

Come tante famiglie della mia generazione, provengo da origini contadine. Da parte di padre generazioni di vitivinicoltori e, da parte di madre, radici montanare. Da quest’ultima arriva la passione per una agricoltura alpina, dove le patate erano e sono ancora cibo importante. I miei genitori, dopo un periodo di vita impegnato nella produzione e commercializzazione del vino, piano piano ritornarono alla terra, coltivando ortaggi, piccoli frutti e patate. Nonostante siano passati molti anni, anche io, che svolgo un altro lavoro, continuo a coltivare oggi, con la mia famiglia, le patate. Ma esclusivamente patate tradizionali del mio territorio: la Piatlina e la Ciarda.

Fritte o bollitte… come sono più buone?

La Piatlina è una storica varietà di patata locale, un tempo ampiamente diffusa e coltivata sui monti del Cuneese. Poi l’arrivo di nuove cultivar più produttive hanno fatto sì che scomparisse quasi del tutto. La paziente ricerca presso i rarissimi produttori superstiti di tale varietà e grazie alla collaborazione di tante persone sensibili alla riscoperta di antichi gusti locali è stato possibile il suo recupero. La storica patata Piatlina della Valle Grana ora è stata inserita nell’elenco nazionale P.A.T. (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) ed è salita sull’Arca del Gusto Sloow Food.
La Piatlina, ottima bollita è indicatissima anche per la preparazione di patate fritte, purè, nelle minestre e minestroni (come l’ola piemontese – minestrone di porri di montagna, fagioli, zampino di maiale cotto, in vaso di coccio coperto, nel forno dopo il pane) di gnocchi, dalla polpa bianchissima come la neve e dal gusto sublime. La Ciarda origina dalla vecchia varietà Desiree ed era già coltivata, sulle montagne Cuneesi (Valli Occitane), negli anni settanta del secolo scorso. Il suo nome deriva dalla versione in lingua locale del colore rosso della sua buccia. Ma anche per il suo carattere dispettoso. Infatti, per esprimere al meglio le sue ottime qualità deve attendere un periodo di affinamento e di maturazione in magazzino, dopo la raccolta, prima dell’impiego in cucina. Di lunga conservabilità è la patata principe nella preparazione degli gnocchi e in frittura. È la patata del tradizionale appuntamento gastronomico, tipico del territorio di Cuneo, chiamato Madonna del Cuiette ovvero la Madonna degli gnocchi .

Nasce un consorzio…

Nella primavera del 2011, per recuperare la specie e sviluppare un’opportunità economica per il nostro territorio, nasceva l’associazione di promozione, valorizzazione e tutela dell’antica patata Piatlina e della patata Ciarda della Valle Grana.  Questa associazione, dopo il recupero della varietà, si è trasformata, per sviluppare maggiormente il suo profilo produttivo e, di conseguenza, redditizio con un effetto positivo sull’economia del territorio. La coltivazione, come da disciplinare dell’associazione (ora Consorzio), è improntata sul metodo di agricoltura tradizionale, ovvero il metodo di coltivazione storico: senza uso di diserbanti e concimi di sintesi; con l’adozione della rotazione agraria alternando coltivazioni di aglio, legumi, mais, cereali, lenticchie, onde evitare malattie e “stanchezza” del terreno.

Come avviene la coltivazione e il post?

La semina, o meglio l’impianto di porzionature di tuberi, avviene in primavera (Aprile-Maggio), rigorosamente in luna vecchia (piena) su terreno letamato, arato ed erpicato. In file distanti 70 cm tra loro e 30 cm sulla fila ( da tubero a tubero).
Rincalzatura a giugno e raccolta, anche qui rigorosamente in luna vecchia, dopo il 15 agosto.
Stoccaggio del prodotto in magazzini freschi e bui.
Autoconsumo e vendita su fiere e mercati contadini locali.
Se la stagione decorre particolarmente difficile vengono impiegati, come trattamenti terapeutici, poltiglia bordolese e insetticidi bio naturali.

Concludiamo sempre con una buona e soprattutto caratteristica ricetta

Una ricetta semplice ma molto tipica di questo territorio è il Bodi en Balo e aioli: patate con buccia, tagliate a metà e cotte in coccio con la parte tagliata rivolta verso il basso, fino ad arrostire, poi salate e accompagnate con salsa provenzale all’aglio, una specie di maionese aromatizzata all’aglio… favorite!

 

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