Se pensate che i fiori servano solo per fare selfie e dichiarazioni d’amore fuori stagione, evidentemente non siete mai stati a Pescasseroli il 22 giugno, quando anche le petunie fanno il loro dovere liturgico.
In pieno Parco Nazionale d’Abruzzo, dove i cervi camminano più composti di noi e l’aria profuma di libertà e fieno tagliato, si celebra un evento che è un piccolo miracolo di creatività collettiva: l’Infiorata del Corpus Domini. E no, non parliamo di qualche mazzo qua e là: le strade del borgo si trasformano in tappeti floreali, disegnati con la pazienza di un certosino e il talento di un artista… contadino.
C’è chi si sveglia all’alba con l’aria mistica (o assonnata) e inizia a disporre petali, foglie e colori con la stessa cura con cui certi influencer preparano il flatlay per Instagram. Solo che qui il filtro è la luce naturale e il like te lo mette la signora del vicolo, che ti offre anche una ciambella fatta in casa.
L’Infiorata non è solo bella, è anche un’ode alla natura e alla spiritualità. Perché a Pescasseroli si è capito che fedi e fiori hanno molto in comune: entrambi richiedono cura, devozione e un ottimo senso dell’equilibrio (specie se devi camminare senza calpestare niente).
E poi, diciamocelo: dove altro potresti vedere un orso marsicano a due passi da una rappresentazione floreale della Trinità? Solo qui, dove ogni petalo è un atto d’amore e ogni colore una preghiera profumata.
In conclusione: venite a Pescasseroli il 22 giugno. Non solo per ammirare la bellezza dell’infiorata, ma per ricordarvi che la fede può fiorire anche tra le montagne, e che camminare su un tappeto di fiori, per una volta, non è solo da VIP… ma anche da devoti.
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