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Between Falerii Novi and the Amerina Street, here there is the ancient kingdom of Falisci

Walking along the ancient Via Amerina, which in Roman times played a major role as a fast communication route, mainly for commercial purposes: the itinerary in Alto Lazio, where Fabrica di Roma and Civita Castellana are now standing winds through this ancient road from San Lorenzo to Falerii Novi, and to the Romanesque church of Santa Maria di Falleri.

Falerii Novi is a Roman city that was erected following the destruction of Falerii in 241 BC: the city circuit was 2108 meters long, its shape resembles that of a triangle and the walls constitute an excellent example of Roman military architecture. In defense of the city there were about 80 towers, 50 of which are still well preserved.

Little or nothing has been visible of the buildings inside the walls: the most preserved structure is the Cistercian abbey church of Santa Maria di Falleri, built at the end of the twelfth century by the initiative of monks from Savoia: to the portal they also worked on some “cosmati” marbles that probably inspired ancient monuments already in the area. On the other hand, Via Amerina, which is the lesser known among the great Roman roads, during the Middle Ages was of strategic importance, allowing the direct link between the Duchy of Rome and the Esarcato di Ravenna, constantly threatened by Lombardy pressure. The road, along with the dozens of rocky tombs in the southern necropolis of the nearby town of Falerii Novi, form an extensive archaeological area, and is one of the most important historical records of the area formerly inhabited by Falisci.

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Itinerari

8 dicembre: scopri i borghi più belli del Lazio

Canino apre il periodo del Natale con la sagra dell’olivo!
Ad Antrodoco luminarie e mercatini tingono di festa tutto il centro storico e poi c’è Leonessa, che ai piedi del Terminillo, con la neve che scende, l’albero in piazza che si illumina è la “stella” del Natale.

Ascolta “Dall'Olio DOP al Natale, il passaggio è breve a Canino!” su Spreaker.

Ascolta “Bici, moto, trekking e molto ancora, Leonessa è il regno dell'outdoor” su Spreaker.
 

Chi tra voi non è in attesa dell’8 dicembre per fare incetta di regali “ghiotti” a Canino in occasione della Sagra dell’olio extravergine di oliva, alzi la mano!
E va bene la distanza, e va bene la mascherina e tutti i provvedimenti per rendere questa momento, una festa “in sicurezza”, ma la Sagra dell’olio di Canino dal 4 all’8 dicembre è un evento irrinunciabile che da anni è entrato nel cuore e nell’agenda di tutti noi!!! Un must!
Ecco perché nel paese della Maremma Laziale, quella dedicata all’olivo non è una semplice sagra, ma la festa dell’anno per eccellenza! E non potrebbe essere altrimenti, perché l’olio che da queste parti si produce da tempo immemorabile è fra i più rinomati dell’intero Stivale; un prodotto che affonda le proprie radici in tradizioni culturali millenarie, in antiche ricette tramandate di padre in figlio e in un’economia che si basa ancora in gran parte sulla spremitura delle olive. Un vincolo inscindibile da scoprire dal 4 all’8 dicembre alla “Sagra dell’Olivo” tra degustazioni, visite ai frantoi, convegni, e le cantine aperte, il vero trand topic dell’evento. Perché tutti vengono sopratutto per mangiare! Siamo sinceri!!!
Sarà possibile degustare l’olio novello nei tipici cantinoni, conoscerne da vicino il processo di produzione all’interno dei frantoi, acquistarlo presso gli stand degli oleifici e gustarlo sulla bruschetta; e non mancheranno gli assaggi guidati dell’olio nuovo e le degustazioni. Il tutto contornato da un ricco programma di eventi collaterali.
Il Natale a Canino è una cosa seria, è per questa ragione che le feste non si fermano mai. L’11 e il 12 dicembre 2021 ci sarà “Pane e olio… Aspettando Babbo Natale”. I caninesi sono dei veri professionisti del divertimento.

Dal viterbese al reatino, è un attimo e siamo ad Antrodoco, dove il Natale è all’aria aperta, nel suo centro storico che per l’occasione diverrà un “mercatino natalizio” dove fare incetta di balocchi da riporre sotto l’albero.
Zigzagando qua e là si trovano poi delle vere e proprie chicche, ve lo ricordate il Mistrà di Pallini, quello stipato nelle credenze di ogni nonna, che a volte lo utilizzava per nobilitare il caffè e altre per rendere più interessante il ciambellone? La storica azienda di liquori fondata nel 1875 da Nicola Pallini con il nome di Antica casa Pallini è proprio qui ad Antrodoco, oggi non c’è più qui, ma di questa resta il Palazzo Pallini, un pezzo di vita del paese.
Tra una bottega e l’altra c’è poi quella di Pierguido che ha scelto quest’angolo dell’alta Sabina per realizzare le sue opere “d’arte” in pelle. Lavora con passione e con tanta altra passione è accolto tra gli antrodocani e i visitatori, il suo design è un gradevole colpo d’occhio che cattura e fa tornare l’avventore che nel suo negozio varca la soglia.
Se si è fatta sera, le luci si spengono, ma il buio non cala, sono le luminarie che accendono il paese dell’atmosfera natalizia. Continua a passeggiare, Antrodoco al calar del sole si fa ancora più bella.
La vuoi una Copeta Antrodocana, è un composto di miele bollente e noci che viene versato e pressato su un piano di marmo e poi tagliato in piccoli rombi, infine adornati con foglie d’alloro. E’ un classicone del Natale da queste parti!
L’ 8 dicembre sarà aperta per l’occasione del Natale la Chiesa di Santa Maria Extra Moenia, poco fuori dal centro cittadino, con il suo battistero rappresenta il monumento più importante del paese! Nei suoi pressi c’è poi un piccolo obelisco sormontato da una sfera metallica che indica il centro geografico d’Italia! Antrodoco, già nel nome “in mezzo ai monti” evidenzia il tratto più caratteristico della sua collocazione geografica, sorge nel cuore di un territorio incontaminato, circondato da tre imponenti gruppi montuosi: il Monte Giano, dove è visibile la famosa scritta DUX realizzata nel 1939 con alberi di pino, il Monte Nuria e il Monte Elefante. Insomma qui il Natale è praticamente tutto l’anno!

Poi c’è Leonessa, che chiude l’8 dicembre con stile!
Per l’occasione, il paese ai piedi del Terminillo, noto ai più come il regno dell’outdoor, diverrà il regno del Natale!
Dalla rotatoria che conduce all’ingresso del paese, fino alla piazza centrale Piazza 7 Aprile… mettete gli occhiali da sole perché qui ci sono le luminarie più belle del Lazio! Sarà stupendo passeggiare lungo il corso illuminato, li dove le luci rendono ancora più brillante la neve stipata lungo gli angoli per consentire il passaggio a tutti. I profumi… cannella, cioccolato, nocciole li sentite? C’è il signor Emilio che impasta e impasta da mane a sera per tirar fuori il suo panettone artigianale, rigorosamente classico, ma i classici non passano mai di moda! Sempre qui c’è il torrone bicolore di Daniela, perché un tocco di estro, fa sempre la sua figura! I più piccoli impazziranno di gioia nel villaggio di Babbo Natale. L’appuntamento è il 25 dicembre all’Auditorium Santa Lucia per un Natale rock. Chi lo ha detto che il natale è solo con i tuoi? A Leonessa si sta tutti insieme!

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Vignanello, tra connutti, storia e bontà

Circondato da campi coltivati, boschi rigogliosi e torrenti sembra un museo a cielo aperto, tra monumenti e vicoli pittoreschi. Il set adatto a una fiaba. Oggi ti portiamo a Vignanello dove il Rinascimento risplende in tutta la sua potenza nel Castello Ruspoli.
Andiamo con calma.

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Prima di tutto devi sapere che Vignanello è un gioiellino incastonato nella bella Tuscia. Tanto bello che già dalla Preistoria vi si abitava, forse sarà stato il fascino dei Monti Cimini che lo incorniciano, piuttosto che quello della Valle del Tevere.. chissà cosa stregò l’uomo delle caverne? Certo è che la magia di Vignanello è arrivata fino ai giorni nostri.

Il suo centro storico medievale, l’antico insediamento e i due borghi settecenteschi si trovano lungo una dorsale tufacea delimitata a nord dalla Valle Maggiore, dove scorre il fosso Zangola, e a sud dalla Valle della Cupa, con il suo omonimo fosso. A Vignanello ci sono poi i Connutti, i cunicoli nel dialetto locale, che si sviluppano lungo la linea principale del borgo. Ne esistono diverse diramazioni, tutte affascinanti! Ti diamo qualche dritta in più, per aiutarti nella localizzazione di questo luogo meraviglioso. Siamo ai confini con Toscana e Umbria. La bellezza al cubo! A Vignanello, te lo dicevo prima, è presente una delle dimore più affascinanti del Lazio, Castello Ruspoli, che come ogni residenza storica che si rispetti ha uno straordinario giardino all’italiana, che vedrai come ultima tappa nel corso della vista. Inizierai infatti dal piano terra, poi la cappella privata, il piano nobile, i saloni e le stanze. Sarà difficile andar vita da tanta bellezza.

La storia dei nostri borghi, non può non passare dalle strutture religiose. È per questa ragione che ora ti portiamo nella Collegiata di Santa Maria della Presentazione uno degli edifici di culto più belli di Vignanello. L’abside semicircolare  ornata  da  una  preziosa  Gloria  di  angeli  in  stucco  dorato  che  racchiude  un quadro  di Annibale Carracci, raffigurante la Madonna col Bambino è pazzesca. Contrapposta alla Gloria vi è la cantoria settecentesca decorata da splendide sculture in legno e stucco, che incornicia l’organo realizzato nell’ottocento da Angelo Morettini da Perugia. Una particolarità delle decorazioni è data dalla singolare ricorrenza del muso di un cagnolino. Già ai tempi si era pet friendly!

C’è poi, imperdibile, la Chiesa dedicata alla Madonna del Pianto, per la sua pianta circolare. Ma anche per il miracolo a cui è legata.
Per le strade di Vignanello vi sono numerosi monumenti storici di grande interesse, insieme ai luoghi di culto e allo splendido castello. Molto interessante, ad esempio, è la Porta del Molesino del 1692, detta anche “Porta del Vignola”, un’opera dell’architetto romano Mattia de Rossi allievo di Gian Lorenzo Bernini, che nulla ha a che fare con il Vignola, ma garantiamo, è davvero bella!

Importante, per narrare Vignanello, è anche la Colonna Citatoria di Piazza Gramsci. Realizzata dall’architetto Giovan Battista Gazzale, ed eretta nel 1730. La trovi nel Parco Ruspoli.

La Fontana Barocca, o meglio conosciuta come Fontana d’a Rocca, deve il suo nome alla trasposizione della dicitura data dai Vignanellesi per la quale da “Fontana d’a Rocca” si è tradotta con “Fontana Barocca”; oltretutto il periodo di costruzione risale al Tardo Barocco, 1673.
Questa, è stata la prima fontana eretta all’interno del perimetro delle mura settecentesche della cittadina di Vignanello.

Non ti lasciamo mai andar via a bocca asciutta, devi assaggiare i Mostaccioli, il Pamparito, se ami il vino c’è il Greco di Vignanello.

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Sulla via Amerina alla scoperta della natura dell’Agro Falisco

Il percorso parte da Nepi e si immerge gradualmente nella campagna tipica del basso viterbese, seguendo il tracciato dell’antica via Amerina che collegava Roma ad Ameria (l’attuale Amelia). Passando attraverso le tombe ed i reperti risalenti all’epoca romana si possono scoprire le caratteristiche di un paesaggio plasmato nel fuoco di due vulcani, solcato dai corsi di acqua che hanno generato le tipiche forre e ne hanno inciso il terreno fino a scoprire le tracce del mare, antico 1 milione e mezzo di anni. In alto la torre di un incastellamento medievale veglierà sul cammino fino a raggiungere un tratto di basolato dove ancora si conservano le impronte delle antiche bighe che, in epoca romana, percorrevano quest’area unica della via Amerina. Possibilità di aperitivo organizzato dall’associazione Esplora Tuscia con prodotti tipici locali o di un pranzo convenzionato in un ristorante locale. La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale ed un’esperta archeologa.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata più aperitivo: € 10,00

Cosa vedere
La via Amerina, il centro archeologico di Faleri Novi, il Museo Archeologico dell’Agro Falisco di Civita Castellana

Nei dintorni
Nepi, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, il Monte Soratte e il lago di Vico.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassi Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

Contatti
Tel. 3408505381– e-mail: info@fuoriporta.org – Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/pages/Fuoriporta/443250589045999

I contenuti sono stati gentilmente offerti da Esplora Tuscia