Itinerari

Parco del Partenio, la bellezza tra castelli, chiese e verde

Siamo alla ricerca della meta giusta per il nostro viaggio. C’è chi sceglie la località dove inforchettare le bontà locali, chi invece la destinazione inseguendo passioni storiche e culturali, e poi ci sono gli amanti dell’outdoor. Ma se foste dei viziosi, e voleste tutto insieme, dove andreste?

Un suggerimento lo abbiamo.

Il Parco del Partenio, il polmone verde della Campania e dell’Irpinia. Il luogo giusto per mangiare bene, immergersi nella storia e godere dei quindicimila ettari dell’esuberante natura che solo qui si trova.

Lo sapevate che è proprio nel Parco del Partenio che si consumò uno dei più famosi episodi storici, quello delle Forche Caudine, quando i Romani furono umiliati e costretti a passare sotto il giogo dei sanniti, che qui hanno lasciato numerose testimonianze della loro civiltà. Passando ad una storia più recente, per aggiungere quel pizzico di avventura al vostro percorso, è sempre qui nel Parco che prese vita uno dei più famosi fenomeni della storia del Mezzogiorno, quello del Brigantaggio. La ricchezza di boschi, di cavità naturali, di zone impervie, resero questo territorio un rifugio sicuro a chi si dava alla macchia.

Quindi che si fa… partiamo?

Percorso Storico

Abbandoniamo i briganti per un attimo e immergiamoci nella cultura, zigzagando tra l’Antiquarium di Avella con numerose testimonianze archeologiche del territorio: dalla preistoria all’età romana della bassa Irpinia e della Valle del Clanis, per tutti gli appassionati di storia e archeologia è una tappa irrinunciabile!
Facciamo poi un salto nel medioevo varcando la soglia del Museo Civico dell’area castellare della “Torre Angioina” di Summonte.
Concludiamo il percorso storico del Partenio nell’Antiquarium di Mercogliano, che sorge presso la Cripta della Chiesa della Santissima Concezione nel punto più alto del borgo medievale di Capocastello… un particolare inquietante e curioso… qui troverete i resti degli “scolatoi”, su cui venivano posti i corpi dei defunti per l’essiccazione, e il cosiddetto vano–ossario, utilizzato in seguito all’abbandono dell’uso del seppellimento in Cripta. Era utilizzato per conservare i corpi dei defunti.

Percorso tra i castelli

Il Parco è anche terra di castelli e torri, luoghi “sentinelle” per chi un tempo qui aveva la propria casa.
Oggi si conservano ben otto castelli che svettano ancora sul paesaggio, alcuni in discrete condizioni, altri sono dei ruderi.
Gioielli di architettura medievale che rappresentano un elemento culturale di forte attrattiva per la genialità difensiva che dimostrano e l’ambizione sociale che ancora rappresentano.

L’itinerario dei castelli del Partenio parte dalla Rocca di Summonte con la sua monumentale torre cilindrica, che dai suoi 734 metri di altitudine domina tutta la valle circostante, esempio fascinoso dell’architettura militare angioina. Ci sono strutture murarie in pietrame fondate direttamente sul banco di roccia. Notevole.
Lasciando Summonte, proseguendo verso nord, si fa tappa al castello di Sant’Angelo a Scala costruito in epoca longobarda a picco sulla guglia rocciosa che domina l’abitato. Se soffrite di vertigini fate un respiro profondo, ma non perdetevi questa bellezza.
Andiamo verso nord-ovest in direzione del castello di Pietrastornina, oggi un rudere. Fu un raro esempio di centro fortificato curtense collocato alla base della rupe.
Uscendo da Pietrastornina, si prosegue verso nord-ovest per San Martino Valle Caudina con il monumentale Castello Pignatelli della Leonessa, oggi una bellissima dimora. Se siete fortunati sarà il duca stesso a farvi da guida!
Lasciato il castello di San Martino Valle Caudina, proseguite verso nord, si fa tappa al complesso fortificato di Cervinara immerso in una natura incontaminata ricca di sorgenti purissime, sentieri e aree attrezzate per l’escursionismo e il campeggio. Sono da corredo paesaggi mozzafiato godibili dalle cime del Ciglio di Cervinara, del Tuppo Tuotolo, del Ciesco Alto, e della Croce di Puntone.
Il tour dei castelli continua ad Arpaia, piccolo centro di origini medievali posto lungo la Via Appia. E’ uno dei pochi esempi di sistema difensivo urbano di epoca medievale ancora ben conservato in Campania. Il circuito difensivo, racchiudeva la cittadella medievale sul modello francese. Una bellissima rarità. L’itinerario continua proseguendo verso Arienzo con i ruderi del castello medievale.
Andiamo avanti, raggiungiamo San Felice a Cancello con il suo imponente Castello di Matinale a controllo, un tempo, del passo che collega la pianura campana con il Sannio e la Puglia. Un sorprendete maniero che si rifà ai canoni dell’architettura di epoca sveva, imperdibile!
Stanchi?
Non potete lasciarci sul più bello!
“Ormai è vicina la Terra di Lavoro, qualche branco di bufale, qualche mucchio di case tra piante di pomidoro”, Pasolini ne parlava, di questo meraviglioso luogo, nella raccolta “Le ceneri di Gramsci…
Siamo arrivati a Roccarainola! Del suo castello si parla già nel 1241 nell’elenco federiciano dei castelli di Terra di Lavoro.
E ora, uno dei complessi più importanti, il Castello di Avella. Un panorama mozzafiato, spettacolare, grandioso. Il Vesuvio, le terre circostanti, la soverchiante bellezza di una natura che continua a sopportarci e stupirci nonostante noi stessi, e che tramonto! E le mille luci comparse al calar del sole. Gioite!
Penultima tappa nel castello di Monteforte Irpino, immerso completamente nel verde con la Chiesa di S.Martino sulla valle che degrada verso Avellino. Un luogo davvero suggestivo.
Lasciando Monteforte Irpino, l’itinerario dei castelli del Partenio prosegue verso nord-est e si chiude al castello di Mercogliano, ancora uno spettacolo da non perdere!

Percorso nel verde

Alzate gli occhi, le vedete? Sono le vette di Montevergine, del Vallatrone, di Toppola grande e Ciesco Alto, svettano nel Partenio.
Un mantello ininterrotto, di verde e bellezza, costituito da castagneti e faggeti che ricoprono tutta l’area montana, consentendo un’alta biodiversità faunistica.
La pratica dell’avvistamento degli uccelli, il “Bird-watching” nel Parco è tra le attività più frequenti. Molto affascinante grazie alla presenza di oltre 70 specie, distribuite nei vari ambienti.
Le Talpe, il Riccio, alcuni pipistrelli, la Volpe, la Faina, la Donnola e il Tasso, sono i mammiferi del parco insieme al Lupo. C’è elenco infinito e invidiabile anche per i rettili.
Il Parco è un luogo incantevole in cui si può godere di una natura incontaminata. Potrete passeggiare oppure andare in mountain bike grazie a strade ben tenute, aree picnic curate e realizzate in armonia con la natura.
Terra magica e ancestrale con sorgenti di acqua freddissima e limpida. C’è un mondo da scoprire…
Arrivate a piedi fino al Santuario di Montevergine, il monte più alto della catena. Lungo la strada se ne sarete capaci, potrete trovare le erbe aromatiche con cui i monaci producono rinomati liquori. Castagneti che donano anche funghi e tartufi. Pascoli. Il Santuario si raggiunge anche in funicolare da Mercogliano. Un luogo fresco in estate, ma ancor più caratteristico con la neve. Non molto distante, e imperdibile per sigillare la vostra visita nel Parco del Partenio è il Santuario di Santa Filomena, conosciuto anche come Santissima Maria delle Grazie si trova nel piccolo borgo di Mugnano del Cardinale. Fu costruito nel 1641 per custodire le reliquie della Santa vissuta nel III sec. d. C. Era figlia di un re della Grecia convertito al cristianesimo. Rifiutò il matrimonio con l’imperatore Diocleziano e per questo imprigionata e sottoposta a vari martiri riuscendone sempre indenne. Con una storia così affascinate, non potrete che restare estasiati nel suo santuario.

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Alta Valtaro, outdoor in cerca di emozioni

Se diciamo “Alta Valtaro” la prima immagine che appare nella nostra mentre sono i porcini, quei funghi gustosi e profumati che pian piano si fanno strada nel nostro immaginario diventando addirittura un goloso piatto da inforchettare, e così pensandoci ancora un po’, quel piatto sta fumando proprio sotto il nostro naso. La mente fa miracoli, lo si sa, è cosa nota! Anche perché i porcini di questi tempi non si raccolgono!

E quindi riproviamo ancora, pronunciamo: “Alta Valtaro”. Stavolta la nominiamo a voce ancora più alta: “Altaaaa Val Taroooo”.

 

Cosa vediamo? Scarpe comode, una tenuta ginnica, e tanta voglia di outdoor!
E’ esattamente così. L’Alta Valtaro sarà la vostra destinazione prediletta per vivere strabilianti escursioni fuori dalle rotte canoniche.

E’ quindi si parte, cammina, osserva, perditi nel verde rigoglioso dell’Alta Valtaro, dove la Cascata delle Miniere di rame di Santa Maria del Taro vi catapulterà in una specie di Narnja nostrana. E poi ancora l’antica strada Romana, la Via Claudia, è una valle ricca di percorsi naturalistrici, meno noti rispetto alle più blasonate zone montane del nostro Paese.

Chi preferisce spostarsi a piedi, affidandosi ai grandi conoscitori del territorio, non può che rimanere abbagliato di fronte alla varietà di avventure ideate dalle guide trekking di Taro Ceno, che prevedono una proposta particolarmente fitta di itinerari da percorrere.
Angolo di terra emiliana tra la Liguria e la Toscana, l’Alta Valtaro è un paradiso per tutti gli amanti della natura che vogliono lasciarsi alle spalle lo stress della città e della vita quotidiana.

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Centinaia i sentieri, tra quelli di montagna, che si spingono ai confini regionali, li potrete percorrere a piedi, in moiuntain bike o e-bike, tanti sono i centri noleggio! Le cime del Molinatico, del Pelpi e del Penna, orgogliose montagne con pareti da scalare per i più arditi, vi attendono. Per chi ama un outdoor più soft tanti i sentieri praticabili che tra rifugi e chalet, fino a luoghi incantevoli come il Lago Martino.
Aguzzate i vostri sensi, l’Alta Valtaro, non sarà solo un percorso per chi ama lo sport, ma sarà sopratutto un percorso dell’anima. I rumori del bosco, lo scrosciare dei fiumi, antichi cippi, resti di case, di chiese, di miniere, saranno le tappe dolci ed emozionanti che vi porteranno in fondo a voi stessi.

Da oggi finalmente i sentieri dell’Appennino sono a portata di click per programmare le proprie escursioni a piedi o in mountain bike, con tutti i dati necessari per affrontare le uscite informati e con quel valore aggiunto in più dato dalle foto e descrizioni dei soci esperti che hanno collaborato a questo progetto. E per non perdervi potete sempre portarvi con voi la mappa con la relazione oppure la traccia gps per il vostro navigatore.
Con la garanzia di una cartografia sempre aggiornata dalla commissione sentieri e cartografia della sezione.
Il nuovo portale è raggiungibile dal sito www.caiparma.it oppure direttamente all’indirizzo sentieri.caiparma.it
Per chi vuole invece consigli mirati testati da esperti locali c’è il sito dell’ASD 3TVALTARO, che ogni mese regala proposte per passeggiate e giti in mtb www.3tvaltaro.com

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