Itinerari

Il borgo di Limatola e il suo castello

Il suo nome della deriva da limata, in Latino limatula (fatto di sabbia o sabbioso). E in effetti nel suo territorio sono stati rinvenuti molti reperti risalenti all’epoca dei sanniti e dei Romani. Limatola, grazioso borgo di circa 4.000 abitanti in provincia di Benevento, è famoso in tutta la Campania soprattutto il suo castello, edificato nella parte più elevata del centro storico, in una posizione strategica. Edificato dai normanni sui resti di una torre longobarda, nel periodo rinascimentale fu ristrutturato e la sua architettura cambiò da militare a dimora signorile, mantenendo, comunque, alcune caratteristiche da roccaforte difensiva. Oggi rappresenta uno dei più interessanti esempi di architettura fortificata medievale presenti nel Medio Volturno, e si erge maestoso da una morbida altura su un magnifico panorama che raccoglie la vista del Matese e del Taburno. Il castello è circondato da una cinta muraria intervallata da torri circolari, dotate di scarpata fino all’altezza del cornicione. La cappella palatina dedicata a san Nicola conserva un antico crocifisso e il portone originale, mentre alcune stanze sono decorate con affreschi risalenti prevalentemente al XVIII secolo.

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Il Castello del Malconsiglio e la congiura dei baroni

E’ uno dei manieri più famosi del Sud Italia, e prende il nome da un episodio avvenuto il 1° ottobre del 1481. Appartenente alla famiglia Sanseverino, il Castello del Malconsiglio di Miglionico (Matera) sorge sulla sommità di una rupe dalla quale si gode di una splendida visuale sulla valle del Bradano. Il suo nome deriva dalla congiura organizzata al suo interno, ai danni di Ferdinando I d’Aragona Re di Napoli, da parte dei baroni del regno: il tutto si concluse con la sanguinosa strage dei baroni nella grande sala del primo piano. Il Castello appare oggi alla vista dei turisti con la sua forma di un parallelogramma fiancheggiato da sette torrioni di forma quadrata o circolare. È costruito su due livelli, con un ballatoio che risale ad una ristrutturazione voluta dai Revertera nel 1600. La parte più caratteristica è senza dubbio la Sala della Stella o degli Spiriti, nelle cui nicchie intagliate nei muri erano custoditi i tesori dei sui abitatori: ori, documenti, libri preziosi e monete; proprio per spaventare eventuali malintenzionati, il locale assunse questa particolare denominazione. Nell’anticamera di questo salone si consumava lo ius primae noctis, un privilegio feudale che consisteva nel far sì che ogni sposa trascorresse la prima notte successiva al matrimonio assieme al barone.

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Dagli Scaligeri ai Gonzaga, ecco il Castello di Villimpenta

Eretto dagli Scaligeri, venne sapientemente sfruttato dai Gonzaga. Ha ben otto secoli di storia alle spalle, eppure è visitabile dal pubblico solo dal 2013, dopo lunghi e accurati lavori di restauro. E’ il Castello Scaligero di Villimpenta, comune dell’est mantovano a ridosso del veronese: una terra di confine, solcata dal fiume Tione, è famosa soprattutto per il riso – rigorosamente “vialone nano” – che da sempre si produce. La pianta della fortezza è costituita da un pentagono irregolare dal quale si conservano due torri poligonali ed una massiccia torre d’angolo alta 25 metri che ne caratterizza l’imponenza e la solidità; il Castello era munito di una torre ad ogni angolo più una lungo i lati maggiori, per un totale di sei. Tutte erano quadrilatere, anche se con angoli non esattamente retti, dal momento che solo quella a sud-ovest può dirsi pentagonale. Il mastio, posto all’angolo nord-ovest, è alto circa 42 metri ed è coronato da merli e piombatoie a costituire la parte più possente e solida del castello, ha base quadrata di 9 metri con spessore di 2,30 della muratura. Originariamente era circondato su tutti i lati dal fiume Tione sulla linea del quale si installarono, intorno all’anno 1000, in epoca anteriore alla costruzione della fortezza, i monaci dell’abbazia benedettina di San Zeno di Verona.

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