Giovanna e Salvatore, una storia d’amore e farina

Ha tutto un inizio…
Ho le mani in pasta fin da quando sono bambina. I miei nonni materni Angelo e Maria mi hanno donato questa arte! E io me la tengo stretta, è la mia eredità più preziosa. Impastare è creare. Impastare è fare arte. Impastare per me è anche creare sapore.
Ricordo che fin da piccolina mio nonno mi mise il grembiulino, ancora non arrivavo nemmeno al tavolo della cucina e per riuscire a lavorare o a vendere il pane, lui costruì una pedana apposta per me. Mi piaceva, eccome, salirci sopra!

Da Marsala a Calatafimi Segesta, un percorso d’amore e pane
Ho lavorato da sola fino al 2008, quando ho conosciuto il mio amore Salvatore, che poi è diventato mio marito. Anche lui è di Calatafimi. Anche lui è innamorato di questo mestiere. Per pochi mesi ha lavorato nell’attività della mia famiglia e poi nel 2009, insieme abbiamo aperto il nostro panificio che inizialmente si è trovato a Marsala. In un piccolo vicolo, di questa graziosa cittadina, avevamo aperto un forno a pietra, abbiamo messo un tavolo e poi un’impastatrice. Lì è nato il nostro pane rigorosamente a lievitazione naturale, ovvero con lievito madre.
Tante notti insonni. Io e Salvatore, da soli facevamo il pane la notte e di giorno lo vendevamo. Sembra quasi una fiaba, e così è stato. Era una fiaba d’amore, perchè lì il nostro amore è divenuto ogni giorno più forte ed è stata una fiaba, perchè lì abbiamo amato sempre più il nostro lavoro!
Siamo stati a Marsala un anno, tra alti e bassi, ma poi è arrivato il primo figlio, siamo voluti tornare a casa. A Calatafimi Segesta. Abbiamo aperto l’Antica Casa del Pane l’11 gennaio del 2012. Che è stato poi l’anno in cui fu fatta l’ultima festa del Santissimo Crocifisso, ci tengo a dirlo perchè è la festa più sentita dalla cittadina. Per un mese intero, antecedente alla festa abbiamo fatto migliaia di Cuccidati, un pane tipico del luogo, donato al popolo dal ceto dei massari durante i festeggiamenti.

La parte dolce del nostro lavoro
I nostri dolci invece racchiudono tutto quello che di genuino e casereccio ci possa essere. Utilizziamo tutti prodotti freschi e rigorosamente locali, anche le ricette sono antiche come i Cuddureddi, dolci natalizi con i fichi secchi. È una ricetta tramandata da mia suocera! Poi c’è la Sfince di San Giuseppe anche questa molto antica. La frutta Martorana e le Mufolette.
Ciò che caratterizza davvero il nostro forno è la creatività di mio marito che ogni giorno ne pensa una e le mie origini palermitane, che in cucina donano sempre quel pizzico di pepe in più!

L’altra metà della mela
… e se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, è vero anche il contrario. Dietro Giovanna, anzi, di fianco a Giovanna, c’è Salvatore suo marito, nel cui sangue scorrono chili e chili di farina. È il pane di Salvatore che nobilita le tavole da queste parti. Dietro ogni notte a panificare, dietro ogni fetta di quel filone c’è una storia, fatta di Giovanna e Salvatore.

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