Castiglion Fibocchi e il maestoso Palazzo Comunale

E’ una delle perle del Valdarno Superiore, splendido territorio toscano che sorge tra Firenze, Arezzo e Siena. Il borgo di Castiglion Fibocchi si trova lungo la strada dei Setteponti e conserva ancora con cura le tracce di un nobile passato. E’ il caso del Palazzo Comunale, in pietra martellata e stuccata a conci regolari con coronamento merlato, sormontato dalla torre dell’orologio. Passeggiando per le viuzze del centro storico ci si imbatte nei resti delle mura castellane e nella suggestiva Porta Fredda, risalente al XII Secolo. Le origini del centro risalgono infatti al XII Secolo, quando veniva identificato col nome di “Castiglione in Val d’Arno”: l’antico abitato era racchiuso in una cinta muraria difesa da 7 torri e con 2 porte d’accesso: la Porta Fredda appunto, e la Porta del Sole. Di particolare fascino sono anche i resti di Villa Cassi e Villa Occhini. Grande interesse costituisce la chiesa di San Pietro a Pezzano del XII secolo con affresco attribuibile a Spinello Aretino. Sulla collina si possono osservare i ruderi di San Quirico, la pieve paleocristiana di cui si hanno testimonianze già dal XI Secolo. Percorrendo la strada dei Setteponti, inoltre, si possono ammirare alcuni resti della tipica edilizia rurale: case lopoldine, con la colombaia, la loggia e il portico, fra le più belle della zona.

A Volterra alla scoperta dei Musei della terra degli Etruschi

Conoscere arte, cultura, natura, storia e stili di vita di un territorio piccolo ma dal passato glorioso e dalla grande ricchezza culturale e naturale. E’ quanto permettono di fare i Musei della terra degli Etruschi, un complesso sistema museale articolato tra Volterra e la Val di Cecina. Collezioni imperdibili, allestite in magnifici luoghi, raccontano arte e storia, natura e cultura, spiritualità, stili di vita e tradizioni: tutto questo e molto altro attendono i visitatori in ben 15 musei e 4 aree archeologiche, in grado di completare le visite dei viaggiatori amanti dell’approfondimento, sia divulgativo che specialistico. Molti musei sono concentrati nella città di Volterra, che è sempre stata il principale centro economico e culturale dell’area: il primo ad essere costituito, nel 1761, fu il Museo Etrusco Guarnacci, seguiti poi dagli altri musei della cittadina e da quelli che si trovano negli altri centri del territorio, che sono testimonianza soprattutto delle attività produttive della Valle. Fin dal 1992 i musei volterrani hanno costituito un sistema museale, con un unico biglietto e orari e progetti coordinati. Si tratta di uno dei primi sistemi museali della Toscana, precursore delle attuali tendenze espositive e che ha fatto da esempio per la costituzione di altri sistemi simili in altre aree.

A Fivizzano il MeteoMuseo dedicato a Bernacca

E’ ospitato in un’ala della biblioteca civica Abate Emanuele Gerini, nell’ex convento dei frati agostiniani di Fivizzano, il paese in provincia di Massa Carrara nel quale Edmondo Bernacca amava trascorrere le sue vacanze. Il MeteoMuseo è dedicato ad una delle figure più note delle meteorologia italiana, e raccoglie cimeli e strumenti per le misurazioni e previsioni meteo, nonché contenuti multimediali e una mini-stazione che permetterà ai visitatori di prendere contatto con le nozioni di base della scienza del clima. Aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.30 (il sabato e la domenica anche dalle ore 14.30 alle 18.00) questo spazio è nato, oltre che per volontà del Comune di Fivizzano, con il patrocinio di Regione Toscana, ministero della Difesa, Aeronautica Militare, Cnr e Rai. Partner del progetto il Consiglio per la Ricerca in agricoltura (Crea), UniMet, Aisam, MeteoApuane, RaiTeche e Associazione Edmondo Bernacca onlus. Il generale ha sempre avuto un legame molto forte con Fivizzano, tanto che nel 1991 fu nominato cittadino onorario.

 

A Sansepolcro lungo le tracce di Piero della Francesca

Narra la leggenda che il borgo viene fondato nel 934 da due pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, sostano in questa valle e qui restano in seguito ad un segno divino. Di certo Sansepolcro, che sorge nella splendida Valtiberina Toscana, è famoso in tutta Italia per aver dato i natali, nel 1415, al famoso pittore Piero della Francesca. Qui è possibile passeggiare alla scoperta delle tracce lasciate di uno dei più grandi pittori del Quattrocento. A partire dal Museo Civico ospitato nell’antico Palazzo della Resistenza, dove si possono ammirare due delle sue opere più famose: il “Polittico della Misericordia” e la “Resurrezione”. Per proseguire con la Casa di Piero, un elegante edificio rinascimentale sede della Fondazione Culturale Piero della Francesca; al suo interno è possibile visitare una mostra multimediale che permette di compiere un percorso innovativo e di conoscere da vicino la vita di questo grande artista. Da non perdere, infine, anche l’affresco la Madonna del Parto, realizzato intorno alla metà del XV Secolo è ospitato all’interno dell’omonimo museo, a pochi chilometri di distanza da Sansepolcro.

Saturnia, per un bagno caldo dentro vasche calcaree naturali

Qui le acque magiche rigenerano corpo e spirito, mentre la spettacolare natura circostante rilassa i sensi e contribuisce a lasciarsi alle spalle ogni tipo di preoccupazioni quotidiane. Saturnia è uno dei centri termali più noti e rinomati della Toscana: il delizioso borgo maremmano ospita una lussuosa beauty farm, ma non mancano le opportunità per chi preferisce immergersi gratuitamente nelle acque sulfuree: poco fuori dall’abitato, sorgono le suggestive Cascate del Mulino, alimentate dal torrente termale “Gorello”, che si congiunge col fiume Stellata e nel tempo ha scavato delle vasche calcaree naturali, dove si può fare il bagno in ogni stagione dell’anno. Nei dintorni merita una visita la necropoli etrusca del Puntone, con una ventina di sepolture a tumulo che vanno dal VII al V secolo a.C. immerse nella quiete totale di un bosco con querce e sicomori; se visitata a primavera le fioriture rendono ancora più affascinante questo antico luogo sacro. Molti reperti qui rinvenuti sono in mostra nel Museo Archeologico del paese.

 

 

La Pieve di San Lorenzo, perla del Mugello

E’ il più ampio edificio romanico del contado fiorentino e il più importante del Mugello. Nel centro di Borgo San Lorenzo sorge la Pieve di San Lorenzo risalente al 941. La costruzione attuale risale al XII-XIII Secolo ma è stata molto modificata in diverse epoche: dopo il terremoto del 1542, nel 1814 (quando il soffitto viene dipinto a cassettoni, le finestre ingrandite e il pavimento rialzato) e dopo il terremoto del 1919. Nel 1937 poi vengono ripristinati il soffitto a capriate, le colonne romaniche e all’esterno tutte le strutture murarie sulla fiancata sinistra e all’abside. In seguito alla costruzione adiacente del monastero di Santa Caterina, la pieve di San Lorenzo viene arricchita di altari laterali e di un nuovo fonte battesimale. La ricchezza delle opere d’arte conservate all’interno testimoniano l’importanza che questo luogo ebbe in passato. Tra queste spiccano una Madonna attribuita a Giotto, un Crocifisso su tavola di scuola giottesca, una Madonna in Trono col Bambino attribuita ad Agnolo Gaddi, La Vergine e i Santi Francesco e Domenico di Matteo Rosselli. L’abside è affrescata da Galileo Chini. A lato della facciata, a destra, spicca un tabernacolo in terracotta policroma opera delle Fornaci Chini. La Pieve è aperta tutti i giorni (dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16 alle 19.00; il sabato e domenica dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 17.30).

 

 

 

L’itinerario di Sigerico sulle tappe della Via Francigena

Fra gli innumerevoli percorsi che da varie zone d’Europa e d’Italia raggiungevano Roma, la capitale della cristianità, uno dei più anticamente documentati è l’itinerario detto “Via Francigena”: ovvero la via proveniente dalla Francia. L’itinerario di Sigerico è stata la principale fonte per la ricostruzione della moderna Via Francigena: si tratta di un itinerario di 1.800 chilometri e 80 tappe, percorso in 79 giorni dall’Arcivescovo Sigerico nell’anno 990. Un lungo viaggio per ritornare a Canterbury da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte del Papa Giovanni XV. Sigerico, su invito del Pontefice, annotò tutte le tappe, una per giorno, che lo riportavano in Gran Bretagna attraverso l’Europa: il suo diario è quindi la più autentica testimonianza del tracciato della Via Francigena da Roma fino al canale della Manica di quell’epoca. La via di Sigerico diventa così un’occasione per la conoscenza dell’identità culturale europea nei suoi aspetti storici, artistici e religiosi oltre che una vera opportunità di valorizzazione territoriale dei luoghi attraversati. Nel tratto italiano, il percorso attraversa sette regioni – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio – e 140 Comuni, per un totale di 44 tappe.

 

Pomarance e il suo centro storico medievale

Custodisce gelosamente uno dei centri storici medievali meglio conservati di tutta la Toscana. E’ Pomarance, in provincia di Pisa, che sorge tra Volterra e Massa Marittima, in un territorio sospeso tra le colline verdeggianti della regione, il mare e il fiume Cecina. Una visita alla scoperta di questo piccolo gioiello non può che iniziare da Porta alla Pieve, che conduce in pochi passi nella parte più antica del borgo, dove merita una visita la Pieve di San Giovanni Battista; proseguendo per via Mascagni si raggiunge piazza Cavour, il cuore del quartiere medievale: la chiesa parrocchiale conserva i preziosi dipinti di Cristofano Roncalli e Nicolò Cercignani. Il tour prosegue poi lungo via Roncalli su cui si affaccia Casa Bicocchi, una tipica residenza borghese del XIX secolo, una casa-museo che offre uno spaccato interessante della vita di una delle famiglie più influenti di quel periodo. Proseguendo ancora su via Roncalli si arriva a Palazzo Ricci, che ospita la mostra permanente Guerrieri e Artigiani: 6 sale con un percorso che illustra la storia del territorio dal Paleolitico al Rinascimento. Merita una visita anche la Rocca Sillana, una fortezza che domina dall’alto il territorio circostante, la Valle del Pavone e tutta l’area geotermica.

 

 

Alla scoperta di Cetona, dalla preistoria ai giorni nostri

Adagiata fra le dolci colline toscane e immersa nel verde, Cetona appartiene al prestigioso club dei borghi più belli d’Italia ed è conosciuta in particolare per due motivi: innanzitutto per il particolare Museo dedicato alla preistoria, e in secondo luogo per il Parco Archeologico Naturalistico di Belverde, dove è possibile visitare alcune delle grotte nelle quali vissero i primi uomini dal Paleolitico all’Età del Bronzo. Questo tratto della Toscana, infatti, fu abitato già in tempi antichissimi all’epoca etrusca e romana, mentre durante il medioevo Cetona fu fortificata da Siena: tutt’ora sono visitabili la Rocca, tre porte e notevoli avanzi della cinta muraria senese. Una grande e incantevole piazza accoglie i turisti nascondendo agli occhi i vicoli del centro storico, da percorrere tutti d’un fiato fino alla bellissima Rocca che sovrasta il borgo e che, risalendo al X secolo costituisce probabilmente la parte più antica dell’abitato. A Cetona meritano una visita anche la Chiesa della Collegiata – che deve il suo particolare fascino alla compresenza di più stili architettonici – il Convento di San Francesco e il Romitorio, incastonati in una particolare cornice naturale.

 

 

 

 

Montespertoli, un gioiello del Chianti tra vino, olio e castelli

Un piccolo gioiello che sorge lungo la “Via Volterrana”, che collega alla Via Francigena vicino a Certaldo. Montespertoli sorge a 20 km da Firenze ed a 30 km da San Gimignano, adagiato su una dolce collina nel Chianti: è una delle principali zone di produzione toscane di olio extravergine d’oliva e una meta imperdibile per chi vuole assaggiare o acquistare le migliori etichette di questo vino noto in tutto il mondo, ma non solo: il paese conserva indelebili importanti tracce lasciate da alcune nobili famiglie fiorentine, che scelsero questo territorio per costruire i loro eleganti castelli e ville: i Guicciardini, Frescobaldi, Acciaioli, Ruccelai, Strozzi, Barbadori sono solo alcuni dei nobili che hanno abitato a Montespertoli. Il castello di Montegufoni (proprietà degli Acciaioli) si può ammirare lungo la Volterrana andando verso Montespertoli provenendo da Firenze, mentre il Castello di Sonnino, appartenuto per secoli alla famiglia Machiavelli, si trova all’inizio di Montespertoli. Al suo interno merita senza dubbio una visita la Chiesa di Sant’Andrea in Piazza Machiavelli, così chiamata in onore della famiglia di nobili che aveva diversi possedimenti in questa zona: al suo interno si possono ammirare splendide opere d’arte provenienti dalle altre piccole chiese dei dintorni, come la “Madonna con i Santi” del 1380 attribuita ad il Maestro della Misericordia ed a Niccolò Gerini. Il castello di Poppiano (nella foto) è invece proprietà della famiglia Guicciardini dal lontano 1200: è un’imponente struttura medievale, con 3 mura difensive che aveva la funzione di avamposto a difesa di Firenze. Qui si producono ancora oggi vino ed olio extravergine d’oliva di qualità con la possibilità di fare degustazioni di vino e visita delle cantine e della torre del castello.