Itinerari

Putignano, il Carnevale e la grotta del Trullo

La città per eccellenza del Carnevale pugliese sorge a pochi chilometri da Alberobello. Putignano è famosa in tutta Italia per le sfilate dei carri allegorici, ma non tutti sanno che – con la sua caratteristica struttura urbanistica medioevale – rappresenta uno dei centri storici più interessanti della zona. Percorrendo la “chiancata”, la lunga strada che in passato univa le due porte d’accesso alla città, si raggiunge Piazza Plebiscito, il cuore pulsante della cittadina: qui si affacciano la Chiesa Madre di San Pietro Apostolo, splendido esempio di romanico pugliese, il Palazzo del Balì, un tempo dimora dei Cavalieri di Malta e oggi sede del Museo Civico, e il Sedile, per tanti secoli sede del governo cittadino. L’itinerario alla scoperta di Putignano può proseguire in direzione della Chiesa trecentesca di Santa Maria la Greca, nella quale sono custodite dal 1394 le preziose reliquie di Santo Stefano; appena fuori dal centro storico, nei pressi di Porta Barsento, merita una visita il Convento seicentesco di San Domenico: la facciata barocca apre a un interno decorato da eleganti stucchi e notevoli arredi sacri, tra cui un bel pulpito in legno dorato. A pochi chilometri di distanza dall’abitato, davvero imperdibile è la Grotta del Trullo, un tesoro sotterraneo di stalattiti e stalagmiti scintillanti dalle forme disparate e dai colori straordinari, rinvenuto per caso nel 1931 ed oggi meta di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. L’entrata è protetta da un trullo costruito nel 1935 e una scala a chiocciola di 45 gradini, progettata dall’ingegnere Gaetano Palmiotto, consente di accedere comodamente alla grotta, regalando dall’alto una vista mozzafiato.

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Carnevali

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UMBRIA

Il Carnevale delle meraviglie di Assisi (Perugia)

In uno dei paesi più suggestivi e famosi di tutta l’Umbria, ecco un evento tutto dedicato ai bambini ma anche, come amano ripetere gli organizzatori, “a chi bambino lo è ancora nonostante l’età”. E il Carnevale delle meraviglie di Assisi con i suoi caratteristici carri allegorici che, partendo dalla piazza del Comune, percorrono tutte le vie più belle del centro storico. Ogni carro è animato da orchestrine e da gruppi mascherati intonati al soggetto del carro, vengono organizzati giochi di abilità, laboratori per la realizzazione di maschere con carta e altri materiali da riciclo, con la presenza di esperti truccatori per dare un tocco di stile in più alle stesse maschere.

Il Carnevale dei Ragazzi di San Eraclio (Perugia)

“Il carnevale dei ragazzi” nacque nel 1960 quando il parroco di San Eraclio, e altri carnevalari che più giovani avevano partecipato alle più antiche “mascherate”, costituirono un apposito comitato. Il gruppo iniziò così a programmare organicamente la festa assegnando i soggetti dei carri allegorici, sensibilizzando la popolazione e coinvolgendo le autorità comunali e regionali. E così oggi, a tanti anni di distanza, quello del grazioso paese in provincia di Perugia è diventato uno dei Carnevali più attesi di tutta l’Umbria: sei carri allegorici di cartapesta sfilano per le vie del centro accompagnati da numerosi gruppi di maschere che – proprio come avveniva nella vecchia “mascherata” –  invitano il pubblico a giocare ed a scherzare con loro; inoltre, in mezzo al pubblico, giocolieri, trampolieri e mangiafuoco oltre a gruppi isolati di maschere a soggetto satirico rendono unico il clima della festa.

Il Carnevale dei bambini di Acquasparta (Terni)

Ad Acquasparta i protagonisti del Carnevale sono soprattutto i più piccoli: sono i bambini i protagonisti delle sfilate dei carri allegorici e dei corsi mascherati che rallegrano le principali strade della cittadina in provincia di Terni, in un’atmosfera di gioiosa festa. Non mancano però gli sazio dedicati alla gastronomia, con la taverna che propone tante buone ricette della tradizione umbra, e alla culturam con le visite guidate alla splendido Palazzo Cesi.

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SARDEGNA

Il Carnevale di Bosa (Oristano)

A Bosa il Carnevale – o meglio il Karrasegare, come si dice nel dialetto locale – mantiene tuttora, a distanza di tanti anni dalla sua nascita, la caratteristica del festeggiamento spontaneo e non organizzato: anche se esistono gruppi che gestiscono alcuni momenti della festa come i balli, tutto il resto è infatti affidato all’improvvisazione della comunità. Il martedì grasso è dedicato alla sfilata i cui personaggi principali sono “Gioldzi” (il Re Giorgio, simbolo del Carnevale rappresentato da un fantoccio di stracci con una botte per pancia) e le maschere di “s’attittidu” (lamento funebre); sin dalle prime ore del mattino i partecipanti invadono le strade e le “Attittadoras”, vestite completamente di nero, piangono la morte di Gioldzi creando un particolare effetto sonoro e facendo riecheggiare i loro lamenti per tutto il paese. Al tramonto si assiste invece a un cambio di scena: le Attitadoras scompaiono e lasciano il posto alle maschere in bianco, ovvero alle anime del Carnevale che sta per finire: queste maschere girano al buio della notte indossando un lenzuolo bianco e una federa che funge da cappuccio.

Il Carnevale di Fonni (Nuoro)

Le antiche maschere de s’Urthu e sos Buttudos rappresentano la lotta quotidiana dell’uomo contro gli elementi della natura: sono queste figure antiche a affascinanti le protagoniste del carnevale di Fonni. L’ultimo giorno di Carnevale entra invece in scena su Ceomo, pupazzo antropomorfo con una maschera, scarpe e guanti, imbottito di paglia e di stracci. Seduto su una sedia e portato a braccia, è condotto per le vie del paese da un corteo di maschere che cantano versi in rima deridendo personaggi e alludendo ad avvenimenti locali. Su Ceomo subisce un processo in piazza e, infine, viene messo al rogo mentre gli uomini travestiti da donna intonano un lamento funebre, “su teu”, accompagnato da canti tradizionali sardi, augurandosi che con il fantoccio brucino tutti i mali che affliggono la popolazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

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SICILIA

Il Carnevale di Acireale (Catania)

Nella splendida cittadina in provincia di Catania ne sono sicuri: quello di Acireale è il Carnevale più spettacolare di tutta la Sicilia! E in effetti è difficile restare impassibili davanti a quello che è un vero e proprio teatro delle meraviglie tra maschere, coriandoli, luci, fiori e musica. A fare da cornice al tutto, poi, sono le stupende vie e piazze del centro storico, dove anche quest’anno lo spettacolo raggiungerà il momento clou nei giorni delle sfilate dei carri allestiti dagli artigiani acesi, che in questo modo esprimono la loro arguzia e fantasia, stimolando quella degli altri. Il Carnevale di Acireale vanta un’antica tradizione e già dalla fine del 500’ se ne parla: a quei tempi aveva ancora il carattere di una manifestazione spontanea e la partecipazione di popolo era pressoché totale. Dal 2005 il Carnevale di Acireale ha instaurato una serie di gemellaggi con altri carnevali d’Italia: uno dei più prestigiosi è quello realizzato con il Carnevale di Viareggio, Carnevale d’Italia e d’Europa. Altri carnevali, come il Carnevale di Venezia ed il Carnevale di Putignano, hanno invece partecipato a quello di Acireale con i loro costumi in esposizione ed in sfilata.

Il Carnevale di Chiaramonte Gulfi (Ragusa)

A Carnevale il borgo di Chiaramonte Gulfi, che sorge sulle alture del ragusano, torna indietro nel tempo alle atmosfere tipicamente medievali. Qui fra musica, balli e lazzi, sfilano le antiche maschere dei “popolani” de “a nanna e i pulcinelli”, del “Re Carruali” e di “Paccarazione e Baccanale”, con più di mille persone coinvolte e impegnate nella realizzazione delle proposte sceniche, delle strutture e dei costumi da indossare. Altro momento importante è quello dedicato alla promozione dei prodotti tipici, a partire dalla salsiccia: il prelibato insaccato, tipico prodotto della cultura culinaria locale, viene cucinato in piazza sulle braci a fuoco vivo, seguendo i dettami gastronomici delle antiche tradizioni culinarie.

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CALABRIA

Il Carnevale di Amantea (Cosenza)

Oggi è uno dei Carnevali più famosi di tutta la Calabria, eppure quello di Amantea ha origini lontane nel tempo e molto “locali”, se si pensa che i primi carri che sfilarono nella cittadina risalgono ai primi anni sessanta su iniziativa del falegname “Mastro” Giuseppe Brusco. La maschera ufficiale del Carnevale di Amantea è Rosinella, che rappresenta la popolana, che con un paio di forbici in mano raffigura nello spirito ironico del carnevale, le persone ciarliere. Oltre al divertimento garantito dalle sfilate dei carri e delle maschere, qui la festa fa rima anche con tradizione culinaria: nelle case e nei ristoranti si prepara, infatti, la “frittata di Carnevale”, una succulenta frittata di spaghetti condita con salsiccia, ciccioli e formaggio che vuole rappresentare il passaggio a tavola dal Martedì grasso alla Quaresima e all’astinenza.

Il Carnevale del Pollino di Castrovillari (Cosenza)

Canti e sfottò per le vie del paese, farse dialettali e richiami folkloristici a una terra popolare e di contadini: è così che dal lontano 1959 Castrovillari festeggia il Carnevale del Pollino. Nella cittadina in provincia di Cosenza sfilano nelle strade i carri allegorici, ma i veri protagonisti della festa sono i gruppi mascherati e folcloristici. Non mancano poi appuntamenti enogastronomici e gruppi musicali, e una serie di eventi collaterali e per i bambini che riempiono interamente le giornate di festa, facendo del Carnevale di Castrovillari uno dei più divertenti di tutta la Calabria.

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BASILICATA

Il Carnevale di Tricarico (Matera)

Le mucche e i tori sono gli animali-simbolo del caratteristico corteo che anima ogni anno il Carnevale di Tricarico, in provincia di Matera. Le prime sono rappresentate un cappello a falda larga coperto da un foulard e da un velo e riccamente decorato con lunghi nastri multicolori che scendono fino alle caviglie; la calzamaglia indossata è anch’essa decorata con nastri o foulards dai colori sgargianti al collo, ai fianchi, alle braccia ed alle gambe. Le maschere dei tori sono identiche nella composizione ma si distingue per essere completamente nera con alcuni nastri rossi. Ogni maschera ha un campanaccio, diverso nella forma e nel suono a seconda che si tratti di mucche o di tori. Il corteo di Tricarico si è arricchito nel tempo di altre figure, come il vaccaro e il massaro, rievocando in questo modo la transumanza. A Sant’Antonio vengono affidati i campanacci benedetti che, agitati con forza, scandiranno i momenti salienti della sfilata, come quando i tori scappano dal controllo del massaro per inscenare l’accoppiamento con le vacche.

Il Carnevale del Rumita di Satriano di Lucania (Potenza)

Ogni anno a Carnevale il borgo di Satriano di Lucania diventa una grande distesa verde per l’invasione pacifica di centinaia di Rumita che prendono parte alla Foresta che cammina. Una tradizione antica che affonda le sue radici nel passato agropastorale di questo paese in provincia di Potenza: il rumita (eremita) è un uomo vegetale, un albero vagante che gira per le strade strusciando il fruscio (un bastone con all’apice un ramo di pungitopo) sulle porte delle case. Chi riceve la sua visita rispetta il suo silenzio e in cambio di un buon auspicio gli dona qualcosa. Oggi i giovani di Satriano, attraverso la tradizione del rumita, lanciano un messaggio ecologista universale che punta a ristabilire un rapporto antico con la terra per rispettare gli uomini e le donne che la abiteranno in futuro.

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PUGLIA

Il Carnevale di Massafra (Taranto)

E’ probabilmente il Carnevale più “partecipato” di tutta la Puglia e, forse anche dell’intero Sud Italia. A differenza di tante altre feste analoghe infatti, in quella di Massafra in provincia di Taranto il corso mascherato non è transennato; cittadini e visitatori possono partecipare direttamente all’animazione, lasciandosi catturare dalle coreografie e dalle scenografie dei carri e dei gruppi allegorici che sfilano lungo il corso principale del paese. Tradizione vuole che il Carnevale di Massafra inizi il 17 Gennaio, giorno in cui ricorre la festa di Sant’Antonio Abate.  Le suggestive gravine, i maestosi monumenti, le affascinanti cripte, i particolarissimi santuari, le chiese, l’ospitalità dei massafresi, il sole che si riflette sul cupolone del Duomo, i balconi dei ponti che si affacciano sulle gravine e la succulenta cucina fanno da cornice ad un uno degli appuntamenti più attesi in tutta la Regione.

Il Carnevale più antico d’Europa di Putignano (Bari)

Immerso nella valle d’Itria, Putignano organizza ogni anno un Carnevale che ha una doppia peculiarità. Innanzitutto è con ogni probabilità il più antico d’Europa, dal momento che le sue origini risalgono addirittura al 1394: in quell’anno i Cavalieri di Malta, che governavano la zona, trasferirono le reliquie di Stanto Stefano dall’Abbazia di Monopoli a Putignano, nell’entroterra, per proteggerle dai Saraceni; all’arrivo delle reliquie i contadini, impegnati nell’innesto della vite, abbandonarono i campi per seguire la processione e   terminata la cerimonia religiosa il popolo diede vita a festosi balli e canti. L’altra particolarità è che il Carnevale di Putignano è il più lungo in assoluto: inizia infatti il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, e finisce il martedì grasso con la sfilata serale e il funerale del Carnevale.

Il Carnevale di Gallipoli (Lecce)

Chi l’ha detto che Gallipoli vive solo nei mesi estivi? Il Carnevale è una buona occasione per scoprire questa città di mare salentina anche in pieno inverno: le strade si riempiono di maschere e di coriandoli, di carri allegorici e di gruppi mascherati che sfilano su Corso Roma. Figura centrale della festa di Gallipoli è “Lu Tidoru”, un soldato che per festeggiare il Carnevale, torna nella sua amata città e, prima di lasciare spazio al digiuno della Quaresima, si abbuffa così tanto di polpette e di carne che rimane strozzato e muore. Questa scena rivive ancora oggi durante le sfilate dei gruppi mascherati, con il passaggio del carro funebre contenente la bara di “Lu Tidoru”, circondato da persone che piangono ed urlano per la perdita del caro.

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ABRUZZO

Il Carnevale d’Abruzzo di Francavilla a Mare (Chieti)

Se è noto come “Il Carnevale d’Abruzzo” un motivo ci sarà! Di certo quella che anima ogni anno Francavilla a Mare è una festa frutto di un’antica tradizione che risale ad dopoguerra quando, in occasione del Carnevale, un gruppo caratteristico del luogo, il complesso “Zazzà in cerca di Zuzzù” si esibiva lungo le strade della città. Oggi l’evento attira visitatori da tutta la Regione e non solo in occasione della tipica sfilata, che ogni anno è ispirata alla caricatura e alla satira di personaggi ed eventi assunti alla ribalta dei media nel corso dell’anno, alla quale partecipano gruppi folcloristici, danzatori e piccole orchestre, nonché i cittadini, soprattutto bambini, vestiti in maschera per l’occasione; la manifestazione si snoda lungo Viale Nettuno, una delle principali arteria stradali della città, tra la stazione ferroviaria e Piazza della Sirena.

Il Carnevale Morto di Montorio al Vomano (Teramo)

Quella del “Carnevale Morto” che si festeggia il giorno delle Ceneri è un’iniziativa che dal 1930 resiste fiera nella tradizione montoriese. L’usanza di festeggiare la morte del Carnevale sembra derivare direttamente dalla commedia dell’arte: nel primo giorno della Quaresima la cittadina in provincia di Teramo mette in scena le esequie del Carnevale appena passato, al quale si rende onore con spirito burlesco e beffardo, inscenando un canovaccio di satira paesana, con le maschere vestite a lutto. Il Carnevale morto è un lungo, rumoroso, burlesco corteo funebre che prende avvio da Via dei Mulini e, andrà infine a Piazza Orsini, attraversa tutto il paese ed accompagna il “Carnevale” deposto in una bara di legno aperta.

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TOSCANA

Il Carnevale di Foiano della Chiana (Arezzo)

Re Giocondo apre le sfilate del Carnevale di Foiano della Chiana ed è seguito dai carri maggiori, dalle mascherate e dalle bande. Durante l’ultima domenica di festa, dopo aver fatto pubblico testamento, viene infine dato alle fiamme nella spettacolare cerimonia della rificolonata. Saranno quattro i grandi carri allegorici in competizione, appartenenti ai cantieri di Azzurri, Bombolo, Nottambuli e Rustici, che sfilano di fronte ad una giuria formata da esperti d’arte di livello nazionale. Si tratta di carri mastodontici realizzati da veri maestri della cartapesta e da tecnici della meccanica: le loro dimensioni, che si devono attenere rigorosamente al regolamento, raggiungono fino a un massimo di 17 metri di lunghezza, 10 di larghezza e 13 di altezza. Non mancano intrattenimenti per i più piccoli con animazioni, gonfiabili, e treni del carnevale, e grande spazio è dato alla gastronomia tipica a partire dai “cenci” di pasta frolla, il dolce legato a doppio filo alla tradizione culinaria di Foiano.

Il Carnevale di Dicomano (Firenze)

In un borgo nel cuore del Mugello, con il centro storico perfettamente conservato che custodisce piccoli gioielli architettonici, si organizza uno dei carnevali più divertenti di tutta la Toscana. I carri allegorici con le figure in cartapesta sfilano per le vie del paese accompagnati da bande musicali, gruppi folkloristici e mascherine, mentre gli stand gastronomici allestiti in centro offrono i prodotti locali e le ghiottonerie tipiche di questo periodo. Durante il Carnevale si svolge anche un concorso per maschere e gruppi mascherati chiamato “La Dicomaschera”, mentre i più giovani possono divertirsi al luna park allestito per l’occasione.

Il Carnevale dei Figli di Bocco di Castiglion Fibocchi (Arezzo) 

Una piccola Venezia nel cuore della provincia di Arezzo. E’ il Carnevale dei Figli di Bocco, che ogni anno anima il grazioso borgo di Castiglion Fibocchi. Già, perché grandi protagoniste della festa sono delle splendide maschere barocche che fanno bella mostra di se nel corso del colorato e allegro corteo. Una tradizione legata a doppio filo alla storia del Comune, che vede le sue origini nel XII secolo, quando la famiglia dei Pazzi subentrò nel governo del feudo ai Guidi. Tra loro spiccava Ottaviano Pazzi, soprannominato Bocco per una deformazione del viso. A lui il centro deve il nome. E “figli di Bocco” si sono ribattezzati coloro che da circa 15 anni tengono vive alcune tradizioni locali, prima fra tutte quella delle feste a corte in maschera, cui aveva accesso anche il popolo: un carnevale ante litteram cui partecipano oggi duecento figuranti in costume e con il volto coperto dalle classiche maschere veneziane.

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MARCHE

Il Carnevale storico di Offida (Ascoli Piceno)

Grandiose sfilate di carri allegorici, suoni, luci e colori. Ma non solo: le migliaia di visitatori che ogni anno raggiungono Offida per assistere al Carnevale storico amano essere coinvolti in un’autentica festa di popolo dove, messa da parte ogni regola o convenzione sociale, è d’obbligo divertirsi. La maschera tipica è il “guazzarò”, che prevede un saio di tela bianca con fazzoletto rosso al collo; e un ruolo fondamentale è ricoperto dalle Congreghe, gruppi mascherati che, al suono delle loro fanfare, danno vita a piccole farse propiziatorie incentrate per lo più sui temi della virilità e della fertilità.

Il Carnevale di Fano (Pesaro e Urbino)

Quella tra Fano e Putignano, in Puglia, è un braccio di ferro antico: qual è il Carnevale più antico d’Italia? Nell’elegante città fortificata marchigiana in provincia di Pesaro e Urbino, ricca di storia e di monumenti, non hanno dubbi. Il Carnevale è nato qui nel 1347, per celebrare la riconciliazione della famiglia guelfa del Cassero con quella ghibellina dei Carignano. Di certo l’evento in programma a Fano richiama ogni anno migliaia di visitatori che partecipano ai corsi mascherati, mentre non mancano appuntamenti su misura per i più piccoli nell’ambito del “carnevale dei bambini”: a loro è destinato il tradizionale “getto”, ovvero il lancio di cioccolatini e caramelle durante le sfilate. Colonna sonora della festa è la musica arabita, con la banda che utilizza strumenti ricavati da oggetti di uso comune, come latte e lattine, caffettiere, coperchi e brocche. Un altro tratto distintivo del carnevale locale è il “vulon”, un pupo che rappresenta la caricatura del personaggio più in vista della città e che viene bruciato sul rogo la sera del martedì grasso.

 

 

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EMILIA ROMAGNA

Il Carnevale storico di San Giovanni Persiceto (Bologna)

Quello di San Giovanni Persiceto è considerato uno dei più antichi e importanti carnevali d’Italia: la prima edizione ufficiale risale al 1874, quando fu fondata la Società di Bertoldo, ma già secoli prima se ne trovano le tracce in scritti di studiosi di storia locale. Questa festa ha poi una particolarità che lo rende unico: l’esecuzione dello Spillo – o meglio “al Spéll”, come dicono gli abitanti del paese – che indica gli effetti speciali mediante i quali il carro subisce una metamorfosi, una vera e propria trasformazione, che dischiude e rende manifesto il suo significato allegorico nascosto. La maschera allegorica di questo Carnevale è Bertoldo, con il figlio Bertoldino e la madre Marcolfa: ancora oggi, “come e più che ai bei tempi antichi”, i carri allegorici sfilano per le vie del centro preceduti da questi tre personaggi e dalla loro corte.

Il Carnevale dei fantaveicoli di Imola (Bologna)

Se nei primi del ‘900 Imola era conosciuta come “la città dei matti” per la presenza di due ospedali psichiatrici, è probabile che una certa dose di pazzia e di estrosità continui a scorrere nelle vene dei suoi abitanti; insieme alla passione per l’ingegnosità tecnica e l’invenzione, s’intende, tipica delle genti di Romagna. Imola è poi famosa nel mondo per l’Autodromo, ma forte è l’amore per la bicicletta, compagna fedele di ogni giornata. E proprio da questi elementi è nata l’idea del “Fantaveicolo”, un mezzo che può mescolare fantasia, creatività, ingegnosità, colore, stravaganza, ironia; può essere creato in modo originale ed unico, come pure essere realizzato assemblando biciclette, carriole o altri veicoli d’uso comune. La cosa importante è che sia caratterizzato anche in modo tematico, con un soggetto, un mascheramento ed un abbellimento a scelta. E così la grande parata dei fantaveicoli è diventato negli anni il momento più atteso del carnevale di Imola, che ha in programma anche il concorso e la sfilata dei gruppi mascherati, il Carnevale dei Bambini e dei Ragazzi, i laboratori per i più piccoli e le mostre fotografiche.

Il Carnevale dei ragazzi di Granarolo Faentino (Ravenna)

Sessantaquattro edizioni e non sentirle. D’altronde stiamo parlando dei Carnevale dei ragazzi! Già, quello che anima ogni anno l’ultima domenica di Carnevale e il martedì grasso Granarolo, la frazione più grande del comune di Faenza, è una vera esplosione di divertimento e colori. Una festa di antica ori­gine che ha dato vita negli anni a una radicata tradizione di artisti e scenografi esperti nelle allegorie di cartapesta che poi sfilano per le vie del paese: artigiani che sono in grado di realizzare veri capolavori utilizzando materie prime semplici come fil di ferro, legno, carta di giornale e colori, che devono es­sere facili da usare, perché nelle varie fasi e operazioni, tutti, dai più grandi ai più piccoli, si devono poter esprimere. E grande spazio viene dato, ovviamente, anche alla gastronomia con caramelle, ciocco­lata, dolciumi e tante gustosissime sorprese per allietare i pomeriggi; nel corso delle sfilate, inoltre, sono in funzione punti di degustazione gastronomica che proporranno anche le migliori specialità locali come piadina fritta, la romagnola con prosciutto, salsiccia, bisò e il buon vino del posto.