L’itinerario di Sigerico sulle tappe della Via Francigena

Fra gli innumerevoli percorsi che da varie zone d’Europa e d’Italia raggiungevano Roma, la capitale della cristianità, uno dei più anticamente documentati è l’itinerario detto “Via Francigena”: ovvero la via proveniente dalla Francia. L’itinerario di Sigerico è stata la principale fonte per la ricostruzione della moderna Via Francigena: si tratta di un itinerario di 1.800 chilometri e 80 tappe, percorso in 79 giorni dall’Arcivescovo Sigerico nell’anno 990. Un lungo viaggio per ritornare a Canterbury da Roma dopo l’investitura del Pallio Arcivescovile da parte del Papa Giovanni XV. Sigerico, su invito del Pontefice, annotò tutte le tappe, una per giorno, che lo riportavano in Gran Bretagna attraverso l’Europa: il suo diario è quindi la più autentica testimonianza del tracciato della Via Francigena da Roma fino al canale della Manica di quell’epoca. La via di Sigerico diventa così un’occasione per la conoscenza dell’identità culturale europea nei suoi aspetti storici, artistici e religiosi oltre che una vera opportunità di valorizzazione territoriale dei luoghi attraversati. Nel tratto italiano, il percorso attraversa sette regioni – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio – e 140 Comuni, per un totale di 44 tappe.

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Il Museo del Balzi Rossi a Ventimiglia, un viaggio nella Preistoria

In uno di tratti costieri più suggestivi di tutta la Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Francia, sorge uno dei più importanti musei al mondo dedicati alla preistoria. Si chiama Museo Preistorico Nazionale dei Balzi Rossi e si articola in due sedi espositive, oltre l’area archeologica all’aperto: l’edificio eretto nel 1898 da Sir T. Hanbury, denominato Museo vecchio, e il nuovo edificio che si è costituito nel 1993. In questo angolo magico che fa parte del comune di Ventimiglia, i visitatori possono partire alla volta di un vero e proprio viaggio nel tempo; le grotte dei Balzi Rossi furono abitate dall’uomo a partire almeno dal Paleolitico Inferiore, come testimonia il ritrovamento della porzione di scheletro umano più antica della Liguria: un frammento di osso iliaco femminile datato circa 250.000 anni!

Quando verso la metà dell’800 si cominciò a porsi scientificamente il problema delle origini dell’uomo, queste grotte vennero individuate come luogo di ricerca privilegiato a livello mondiale. Alcuni lavori di cava portarono alla scoperta di reperti preistorici di eccezionale interesse, come la famosa triplice sepoltura, tanto da spingere il mecenate inglese Sir Thomas Hanbury a far costruire nel 1898 un museo.

Attualmente le sale mostrano gli strumenti in pietra e osso lavorati dall’uomo, gli ornamenti che indossava e le sepolture; e ancora le ossa degli animali che sono stati cacciati nei vari periodi, le statuette note come le “Veneri” del Paleolitico e tanti altri oggetti di vita quotidiana. All’esterno, invece, il percorso di visita continua nelle grotte dalle quali provengono i reperti esposti, tra cui la Grotta del Caviglione dove si può ammirar l’incisione paleolitica di un cavallo, l’unica figura di arte parietale naturalistica dell’intera regione.

Terminata la visita del Museo, vale davvero la pena trascorrere qualche ora in questo tratto di Costa Azzurra tutto italiano, con splendide spiagge e caratteristiche insenature. E’ il caso del promontorio della Mortola, che ospita un parco di 18 ettari: i giardini botanici di Hanbury; dalla collina al mare, questo parco offre panorami fantastici immersi in un parco in stile inglese davvero molto ben curato, tra romantici vialetti e pergolati.

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Camogli, tra i monti liguri e l’incanto del Golfo Paradiso

Esprime da secoli il fascino tipico di un borgo marinaro ligure e, allo stesso tempo, quello di un luogo unico in cui perdersi fra splendidi vicoli medievali. E’ Camogli, splendida cittadina in provincia di Genova incastonata fra i monti e l’incanto del Golfo Paradiso. E’ davvero suggestivo, soprattutto in una bella giornata di sole primaverile, passeggiare fra i suoi carrugi, le tipiche vie dei villaggi liguri sul mare, strette fra un palazzo e l’altro, dove si può respirare a pieno il profumo dei fiori; o ancora, qualora si capitasse da queste parti durante l’estate, tuffarsi nell’azzurro del suo mare, sul quale si erge un caratteristico campanile. Dopo aver passeggiato fra i vicoli e sul lungomare, senza mancare di curiosare fra i numerosi negozi di artigianato locale, si può passare a visitare i dintorni. Prima fra tutte la Baia di San Fruttuoso, raggiungibile solo a piedi o in barca, ma lo sforzo varrà la pena. Un piccolo gioiello di mare all’interno del quale si trovano una spiaggia, l’Abbazia, la Chiesa, la Torre dei Doria e al largo il famoso Cristo degli Abissi, sott’acqua. Un’altra meta dal cammino impervio è San Rocco di Camogli: raggiungibile in autobus o a piedi, percorrendo la via panoramica che la congiunge con la frazione Ruta; sul promontorio si erge la chiesa, dalla quale si gode un panorama mozzafiato. Una volta arrivati sarebbe un peccato non proseguire, sempre a piedi, in direzione dello sperone roccioso di Punta Chiappa: si devono affrontare 1.000 scalini, ma lo sforzo è ripagato da un panorama davvero unico!

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Genova e i suoi tesori nascosti tra i caruggi

Un labirinto fitto di strade strette chiamate caruggi e alti edifici stretti gli uni agli altri: così si presenta agli occhi dei visitatori il centro storico di Genova, uno dei più grandi e antichi del Vecchio Continente. Un tour fra questo irresistibile mix di stili architettonici, palazzi nobiliari, chiese e botteghe artigiane, non può che partire dal Palazzo Ducale, eretto nel Trecento come residenza dei Dogi, quando Genova rivestiva un ruolo di grande importanza nel Mediterraneo; di quel periodo rimangono ancor oggi tracce nella Torre del Popolo, detta anche la Grimaldina, mentre oggi il Palazzo ospita le più importanti mostre e le principali manifestazioni legate alle tradizioni della città.

Seconda tappa della passeggiata è il Teatro Carlo Felice, il palcoscenico dell’opera genovese realizzato nel 1827, completamente ricostruito su progetto dell’architetto Aldo Rossi dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Il Teatro Carlo Felice e il Palazzo Ducale si affacciano su Piazza De Ferrari (nella foto), dominata dalla scenografica fontana circolare, luogo di ritrovo dei genovesi nei momenti di festa.

Quarta tappa del tour è la Chiesa di San Lorenzo, eretta intorno al Mille a partire dai resti di un’antica basilica romana; consacrata nel 1118 come Cattedrale, custodisce le Ceneri di San Giovanni Battista, patrono della città, giunte a Genova alla fine della Prima Crociata. Dall’interno della cattedrale si raggiunge il Museo del Tesoro, magistrale opera ipogea progettata e allestita dall’architetto Albini. Qui, in tre sale circolari, sono esposti capolavori di oreficeria e arte sacra dall’XI al XIX secolo legati al culto della cattedrale e alla storia di Genova. Nel chiostro medievale dei Canonici di San Lorenzo è invece ospitato il Museo Diocesano, sede di importanti opere, tra cui le grandi pale di Luca Cambiaso e Perin del Vaga.

Da lì si passa a Porta Soprana, una preziosa testimonianza delle fortificazioni realizzate dai genovesi nel XII secolo per difendersi dall’invasione dell’imperatore Barbarossa; e a poca distanza sorge la Casa Museo di Cristoforo Colombo, dove visse in gioventù lo scopritore delle Americhe. Impossibile, poi, non menzionare i Palazzi dei Rolli, inseriti nel 2006 nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. I rolli erano le liste di dimore nobiliari che nel periodo dell’antica Repubblica erano sorteggiate per ospitare alte personalità e ambasciatori provenienti da altri Paesi: tra i più importanti meritano una visita i palazzi di Via Garibaldi e di Via Balbi.

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Dalla Liguria alla Toscana, in viaggio tra i borghi della Lunigiana

Qui, un tempo, i Malaspina e i Medici la facevano da padrone. La Lunigiana è una terra antica e ricca di storia, a cavallo tra Liguria e Toscana, dove è possibile visitare splendidi borghi medievali circondati dalle Alpi Apuane e dall’Appennino Tosco-Emiliano. E’ il caso della “Firenze della Lunigiana”, ovvero Fivizzano (nella foto) un luogo che è entrato nella storia perché qui, tra il 1470 e il 1474, Jacopo da Fivizzano utilizzò per la prima volta in Italia i caratteri tipografici. A poca distanza si possono visitare il borgo di Fosdinovo con il suo Castello dei Malaspina e quello di Verrucola con la Fortezza di Spinetta il Grande. Meritano sicuramente una visita anche Ponticello, che sorge lungo l’antico tracciato della Via Francigena e si sviluppa interamente dietro l’oratorio dei Santi Rocco e Bernardo; il borgo murato di Filetto, uno dei centri più pittoreschi della Lunigiana, celebre come sede di mercati antiquari, fiere e rievocazioni medievali; e ancora Mulazzo, la prima capitale del feudo dei Malaspina (qui, nel 1306, soggiornò anche Dante Alighieri) e Montereggio che, assieme a Parana, è noto come “il paese dei librai”, unico borgo in Italia a far parte dell’International Organization of Book Towns. Il viaggio tra i borghi di questa meravigliosa terra non può che concludersi a Pontremoli, vero e proprio gioiello architettonico – con i ponti medievali e i vicoli lastricati di arenaria – adagiata in una conca circondata da alte colline e costruita alla confluenza di due fiumi.

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Le Terre di Lunigiana e i suoi torrenti

Una natura generosa che ha dotato queste terre di numerosi corsi d’acqua. E’ la Lunigiana, splendido territorio a cavallo tra la Toscana e la Liguria, che prende il nome dall’antica città romana di Luni che sorgeva alla foce del fiume Magra. E proprio seguendo il corso dei suoi torrenti – che finiscono tutti nel Magra – è possibile scoprire alcuni dei suoi scorci più belli. E’ il caso del Gordana, che nasce dal monte Tecchione a 1582 metri di altezza e scorre nei comuni di Zeri e Pontremoli prima di immettersi nel Magra dopo quindici km di corsa: nella parte alta del suo corso si possono ammirare suggestivi salti di acqua e cascatelle, mentre nei pressi di Noce di Zeri è possibile fare un’escursione di alcune centinaia di metro lungo il greto. Il torrente Verde, invece, nasce dal monte Poggio dei Due Santi a 1392 metri di altitudine ed è un altro affluente del Magra: la valle delle Verde è una delle più belle pontremolesi; risalendo il torrente verso Guinadi e Cervara si possono ammirare suggestivi panorami, come la cascata artificiale nei pressi di un cippo marmoreo all’inizio della salita della valle, un’altra piccola cascata verso Cervara e la cascata di Farfarà sopra il Lago Verde. Il Caprio nasce a 1831 metri dal monte Orsaro: lungo il suo corso numerosi sono i luoghi di interesse, come la Rocca Sigillina nei pressi di un antico mulino e una suggestiva una pozza d’acqua di molti metri di profondità in località Cavallana. Il torrente Bagnone nasce infine dal monte Sillara a 1861 metri: nelle sue acque è possibile pescare con la mosca dalla sorgente fino a Villafranca in Lunigiana dove il torrente si getta da sinistra nel fiume Magra; nei mesi invernali è possibile praticare il kayak, nonostante alcune cascate e salti importanti, nella zona di Iera e poco prima dell’abitato di Bagnone.

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Le Fortezze di Sarzana in mostra in un Museo interattivo

Conoscere la storia delle fortezze Firmafede e Sarzanello, vanto di Sarzana e dell’intera regione storica della Lunigiana. Con questo scopo è nato, nel settembre del 2016, il MUdeF, il Museo delle Fortezze della città ligure, ospitato all’interno della Fortezza Firmafede di Sarzana, eretta nel 1249 dai Pisani e successivamente distrutta e ricostruita dai Fiorentini. Lo spazio museale si articola in 27 sale fino a toccare i sotterranei e la sua particolarità è quella di non possedere una sua collezione: eppure riesce a dare vita a un luogo abitato da signori, cavalieri, vescovi, pellegrini, mercanti, contadini e soldati che popolarono realmente questi spazi. Grazie a plastici animati, storie narrate da attori, buchi della serratura dai quali spiare, una cucina attrezzata, quadri parlanti, un cinema immersivo a 360° e molto altro, i visitatori vengono catapultati nella storia della Lunigiana e dei suoi protagonisti attraverso le sue fortezze, gli usi e i costumi che vengono reinseriti nel loro contesto abitativo e, soprattutto, storico. Uno speciale braccialetto, fornito all’ingresso, accompagna i visitatori per tutto il percorso museale permettendogli di attivare i contenuti multimediali come proiezioni, audio e video. I più piccoli, invece, hanno a disposizione una sala interamente dedicata a loro, dove possono disegnare su una lavagna le fasi di costruzione di un castello e ricostruire una fortezza grazie ad un puzzle 3D.

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Con la Via Iulia Augusta l’Urbe rivive nel cuore della Liguria

E’ uno dei percorsi storici-naturalistici tra i più suggestivi della Liguria, facilmente percorribile a piedi e caratterizzato dai colori e dagli odori tipici della macchia mediterranea. E’ l’antichissima Via Iulia Augusta, costruita nel 13 a.C. per volere dell’Imperatore Augusto per collegare Roma alla Gallia meridionale, attraverso Vada Sabatia (l’odierna Vado Ligure) e la località di Arles in Provenza: un tratto  davvero suggestivo compreso fra i comuni di Alassio e Albenga, la cui prima tappa non può che essere la chiesetta di Santa Croce ad Alassio, della cui costruzione originaria restano l’abside e il fianco sinistro: dal piazzale antistante si può godere di uno straordinario panorama, che, nelle giornate più limpide, spazia fino ai monti della Toscana e della Corsica. Oltrepassato un arco in pietra appaiono subito le immagini che accompagneranno per l’intero percorso: il mare e l’Isola Gallinara, così chiamata dai Romani per la presenza di galline selvatiche. Nel primo tratto del percorso si ammira dall’alto il porto di Alassio, con la caratteristica Cappelletta eretta nel 1929 in memoria dei caduti in mare. Poche centinaia di metri e si raggiunge la chiesa di Sant’Anna ai Monti, all’interno della quale sono ancora visibili parti di affreschi di fine Quattrocento / inizio Cinquecento, intonacati dopo il Concilio di Trento. Proseguendo la passeggiata per circa 3 chilometri, superato un campeggio, in alcuni brevi tratti si apprezzano ancora l’originale lastricato romano e un tratto di antico selciato, caratterizzato dalla presenza dei “margines” ai lati e di tagli trasversali per lo scolo delle acque. Poco oltre, ancora nel territorio comunale di Alassio, si trovano i resti della necropoli della romana Albingaunum, risalente al I-II sec. d.C., che accompagnano i visitatori fino al termine del tragitto con una lunga serie di interessanti monumenti funerari: gli edifici “A” e “B”e una tomba “a colombario” (l’unica del genere finora rinvenuta in Liguria). Lasciatisi alle spalle i monumenti funerari, si raggiunge punta S.Martino, nei pressi del “Pilone”, tomba risalente al II sec. d.C., e dell’anfiteatro romano. Dopo una breve discesa, oltrepassato il ponte moderno sul fiume Centa, si raggiunge Albenga con il suo centro storico e le torri medievali.

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Alla scoperta del Museo Villa Croce di Genova

Oltre 5.000 opere custodite all’interno di una realtà innovativa e in continuo work in progress, che esplora differenti discipline artistiche. Questo e molto altro è il Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova, ospitato all’interno di uno splendido edificio neoclassico all’interno di un parco che sovrasta il lungomare nella zona fieristica della città.  Donato al Comune dalla famiglia Croce nel 1951, ospita opere di arte astratta italiana e straniera che vanno dal 1939 al 1980, grafica italiana del secondo ’900 e arte genovese e ligure dalla seconda metà del ’900; conserva inoltre l’importante collezione d’arte astratta Maria Cernuschi Ghiringhelli, con oltre duecento opere di alcuni tra i più importanti artisti italiani. Al suo interno sono conservati capolavori di artisti del calibro di Licini, Reggiani, Radice e Fontana e lavori più contemporanei di Adrian Paci, Marta dell’Angelo e Ben Vautier. Al piano terra si trovano i servizi di accoglienza al pubblico (reception, bookshop, sala conferenze e biblioteca specializzata), mentre il primo piano è dedicato alle esposizioni temporanee; il secondo piano ha invece funzioni miste di esposizione delle collezioni e mostre temporanee. Il Museo svolge infatti una programmazione annuale di mostre temporanee –  rivolta soprattutto alla ricerca contemporanea in senso stretto, senza disdegnare incursioni nei territori limitrofi della musica, del cinema, del teatro, della letteratura – a cui si affiancano da un lato le mostre storiche, dedicate a personaggi, movimenti, situazioni, che hanno profondamente segnato l’evoluzione della ricerca artistica, e dall’altro progetti rivolti alla promozione della ricerca artistica degli artisti emergenti. All’interno del museo è in funzione anche una biblioteca specializzata aperta al pubblico con oltre 25.000 pubblicazioni tra libri, cataloghi di mostre e riviste.