Avete presente quelle ricette che iniziano con “prendere due uova”? Ecco, dimenticatele. A Montaquila, piccolo e fiero borgo molisano affacciato sulle colline del Volturno, le uova si contano in centinaia. Anzi, 1987, per la precisione. Una per ogni buona ragione per non perdersi la Sagra della Frittata, in programma sabato 24 e domenica 25 maggio.
Quella che va in scena a Montaquila non è una semplice festa paesana, ma una dichiarazione d’amore in padella. Giunta alla 39ª edizione, la sagra è ormai una leggenda locale, un evento così sentito che se ti azzardi a dire “preferisco la frittata al forno”, rischi l’esilio.
Protagonista assoluta: la Maxi Frittata, un mostro buono di uova, pancetta e pazienza contadina. Perché ci vogliono otto ore di lavoro (e un’impresa di traslochi, quasi) per cucinarla. Ma lo spettacolo vale la fatica: una padella grande quanto un campo da calcetto, girata con attrezzi che in confronto una pala meccanica sembra fragile.
Domenica pomeriggio, come ogni star che si rispetti, la frittata non si limita a restare sul palco: sfila per le vie del paese accompagnata da cortei in abiti tradizionali, gruppi folk e musiche che sanno di vecchie feste, quelle vere, dove si balla anche senza sapere come.
E se vi state chiedendo “ma poi si mangia?”, tranquilli: sì, eccome. Oltre alla frittata da record, le due giornate offrono stand gastronomici, vino locale e una scusa perfetta per prendersela comoda tra un morso e l’altro.
Per i più dinamici (o per chi deve smaltire l’ottava fetta) ci sono anche trekking naturalistici e visite guidate al centro storico, che è una chicca tutta da scoprire. Montaquila, infatti, non è solo patria della frittata XXL, ma un angolo di Molise dove si respira genuinità, tra scorci verdi, sapori forti e un’accoglienza che ti fa sentire di casa anche se non sei mai stato qui.
Insomma, a Montaquila si va per la frittata… e si resta per tutto il resto.
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