Capalbio (GR): dune, affreschi e aperitivi col pensiero profondo - ft FB Comune di Capalbio

Capalbio (GR): dune, affreschi e aperitivi col pensiero profondo

Capalbio non è solo un borgo toscano incastonato tra il verde della Maremma e il blu del Tirreno: è uno stato mentale. Qui, tra un affresco quattrocentesco e un piano suonato da Puccini, non si viene per vedere, ma per essere visti. E rigorosamente con un libro sottobraccio (meglio se Einaudi), un cappello di paglia leggermente sgualcito e un’opinione ben formata su almeno tre crisi geopolitiche in corso.

Questa è la regia indiscussa dei radical chic, dove l’intellettuale si sente in vacanza e il vacanziere si sente intellettuale. Capalbio è il luogo dove il brunch si chiama “degustazione contadina” e dove anche le zanzare, ne siamo certi, leggono Le Monde diplomatique.

Passeggiare per il centro storico è come sfogliare un numero speciale di una rivista di architettura: ogni scorcio è instagrammabile, ogni pietra ha una storia, ogni terrazza ha visto almeno una conversazione sul futuro della sinistra europea. La Rocca Aldobrandesca, con la sua vista mozzafiato, è perfetta per un selfie impegnato, magari citando Pasolini nel caption. Mentre il Palazzo Collacchioni, con il suo fortepiano, è lo scenario ideale per chi vuole sentirsi parte dell’élite culturale anche solo per il tempo di una visita guidata.

Ma Capalbio non si limita al borgo. C’è anche il mare, signori. Dodici chilometri di spiagge raffinate, dune dorate e stabilimenti che offrono ostriche locali e discussioni filosofiche sul prezzo del prosecco. Qui si prende il sole leggendo Internazionale e si discute se sia meglio il biodinamico o l’organico – rigorosamente con i piedi nella sabbia.

Per gli amanti del verde e del silenzio, c’è l’Oasi WWF del Lago di Burano, dove si può osservare la fauna palustre e, con un po’ di fortuna, incrociare un sociologo in vacanza. E per chi vuole sentirsi davvero fuori dal tempo, ci sono i ruderi del Castello di Capalbiaccio o della Villa delle Colonne: vestigia di un passato nobile, proprio come chi le visita.

Capalbio è così: elegante senza ostentazione, rustica ma solo se lo dice l’interior designer. È un luogo dove si fa cultura tra un calice di rosso e una mostra fotografica sul cambiamento climatico. E dove, sia chiaro, la vera attrazione non è la torre medievale, ma la conversazione al tavolo accanto.

Quindi sì, Capalbio è ancora la capitale dei radical chic. E va benissimo così. Anche perché, ammettiamolo, un po’ radical chic lo siamo tutti… almeno per un weekend.

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