“Terra dei castelli, laghi e vini”: non si poteva ideare una frase migliore per sintetizzare Appiano sulla Strada del Vino, piccolo gioiello della provincia di Bolzano a due passi dai due laghi di Monticolo (piccolo e grande), tra boschi di conifere e latifoglie. Un paese immerso in una natura incontaminata, all’interno di uno dei paesaggi più belli del Trentino-Alto Adige, con quasi 200 tra fortezze e castelli e una vastissima zona coltivata a vigna, la più estesa dell’intera Regione. E’ quindi d’obbligo, per chi si spinge da queste parti, accompagnare i piatti classici della tradizione locale con un buon bicchiere di vino, da scegliere fra le oltre 25 cantine sparse nel territorio; e magari visitare, oltre alle caratteristiche viuzze del centro storico, anche la frazione di San Paolo con la splendida Chiesa della Conversione.

Cerniera tra ben tre Regioni – la Lombardia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige – il Garda è invece il più grande lago italiano, e certamente fra i più suggestivi. Qui, affacciato sulla sponda veronese, sorge Torri del Benaco, che è senza dubbio una delle più interessanti cittadine della riviera orientale. Un vero e proprio paradiso, grazie a strutture moderne e immerse nel verde, per gli amanti della vela, dello sci d’acqua, della motonautica, della pesca e anche dell’equitazione. Ma non solo: il borgo antico riserva gradite sorprese anche agli amanti della storia e della cultura, se si pensa che i primi insediamenti dell’uomo nella zona risalgono addirittura al 2.000 avanti Cristo! Un passato lontano che è testimoniato ancora oggi dai graffiti che sono ben visibili su lastroni di pietra levigati dal ritiro dei ghiacciai. Meritano sicuramente una visita il Castello Scaligero, risalente al XIV Secolo, e il Museo Etnografico ospitato al suo interno, oltre alla torre dell’Orologio e a una serie di architetture religiose di grande impatto: la Chiesa di San Marco, quella della Santissima Trinità al Porto e quella dedicata a San Gregorio.

Spostandosi più a sud e precisamente sulla riva occidentale del Trasimeno, eccoci a Castiglione del Lago, immerso in un contesto naturalistico unico e con un grazioso centro storico tutto compreso all’interno delle mura medievali. Dalle tre porte di accesso al paese è possibile visitare il Palazzo Ducale e la Fortezza, oltre alla chiesa di Santa Maria Maddalena e l’antico Palazzo del Popolo, ma di grande impatto visivo è anche il percorso panoramico sotto le mura esterne, lungo il Poggio olivato. Il borgo in provincia di Perugia, che offre ai visitatori anche la possibilità di cimentarsi in tutti gli sport acquatici, campi da tennis e maneggi fino al trekking e alla mountain-bike lungo la pista ciclabile che costeggia il lago, è anche un borgo molto vivo con eventi che animano l’estate (Trasimeno Blues, Rassegna internazionale del folklore, Roccacinema e Trasimeno Teatro) e non solo, dalla Festa del Tulipano di aprile ai Piaceri di Lago a novembre.

L’ultima tappa del viaggio ci porta nel Lazio e in particolare a Bolsena, in provincia di Viterbo, sulle rive dell’omonimo lago. Un centro ricco di storia con testimonianze di un glorioso passato etrusco e romano, e al contempo città dei Misteri e di antiche tradizioni: qui, infatti, ha avuto origine il rito del Corpus Domini. All’interno della Cappella del Miracolo, infatti, nel 1263 un’ostia fece sgorgare una notevole quantità di sangue: le prove del miracolo furono portate a Orvieto e consegnate al papa Urbano IV, che l’anno successivo istituì la festa del Corpus Domini. Un’architettura religiosa dal fascino magico, insomma, che merita di essere visitata al pari della Chiesa di Santa Cristina e del Convento di Santa Maria del Giglio, mentre nel centro del borgo spiccano la fontana di San Rocco, il cinquecentesco Palazzo Caposavi e il Palazzo del Drago. Dal punto di vista enogastronomico, invece, Bolsena è terra di oli e vini pregiati ma è soprattutto il luogo ideale per assaggiare la cucina a base di pesce di lago: dal coregone cucinato alla griglia all’anguilla alla vernaccia, senza dimenticare il luccio alla bolsenese, i filetti di persico fritti e la “sbroscia”: si tratta della tipica zuppa dei pescatori locali, a base di acqua cotta con pesce di varie specie e arricchita con patate, pomodoro, mentuccia e vino bianco.