Ci sono persone che aspettano la primavera per vedere i fiori sbocciare. E poi ci sono quelli che guardano i boschi con occhi molto più seri, sperando di trovare lui: il prugnolo. Un frutto raro, profumatissimo e così ricercato che, per trovarlo, serve quasi più fortuna che connessione internet nei paesini di montagna.
Dal 15 al 17 maggio, a Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, torna la tradizionale Sagra del Prugnolo, uno degli appuntamenti gastronomici più curiosi e saporiti della Valtiberina Toscana. Una perfetta occasione fuoriporta per chi ama i piccoli borghi, i sapori autentici e le sagre dove si mangia così bene da dimenticare elegantemente ogni buon proposito.
Conosciuta come la “Città del Diario” per il celebre Archivio Diaristico Nazionale, Pieve Santo Stefano è immersa tra le colline verdi e i boschi dell’Appennino Toscano, al confine tra Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna. Un territorio dove la natura detta ancora i ritmi della vita… e dove il prugnolo è praticamente una leggenda locale.
Il prugnolo compare solo in primavera, tra aprile e maggio, crescendo nascosto tra rovi e cespugli di prugnolo selvatico. Ha un profumo intensissimo, un sapore delicato ma persistente ed è considerato una vera rarità gastronomica, perché la raccolta dura pochissime settimane e richiede esperienza, pazienza e probabilmente anche un po’ di spirito zen.
Durante la sagra, gli stand gastronomici diventano il paradiso dei buongustai. Il menù ruota interamente attorno al protagonista della festa: si parte con crostini al prugnolo su pane toscano, si continua con tagliatelle e tortelli fatti a mano conditi con sughi bianchi capaci di esaltare il sapore del fungo senza coprirlo, e si arriva alle immancabili uova al prugnolo, perché in Toscana evidentemente anche le cose semplici riescono a diventare memorabili.
Nel frattempo il borgo si trasforma in un grande mercato a cielo aperto, con bancarelle dove acquistare funghi freschi, tartufi, formaggi, salumi e prodotti dell’artigianato locale. Tradotto: si arriva per fare una passeggiata e si torna a casa con il bagagliaio pieno e l’autocontrollo completamente abbandonato lungo la strada.
Non mancano poi escursioni guidate nei boschi circostanti, perfette per respirare l’atmosfera autentica dell’Appennino, insieme a raduni di auto d’epoca e spettacoli musicali serali che animano il centro storico fino a tarda sera.
La Sagra del Prugnolo è una di quelle feste che raccontano la Toscana più vera, fatta di tradizioni, profumi di cucina e piccoli tesori nascosti nei boschi. Un’esperienza fuoriporta perfetta per chi pensa che la felicità possa avere il profumo di funghi trifolati e pane caldo.


