Festa dei ceri Gubbio Fuoriporta

Festa dei Ceri a Gubbio (PG) – 15 maggio

Se pensate che maratone e staffette siano roba moderna, è solo perché non avete mai visto la Festa dei Ceri di Gubbio. Qui si corre da quasi mille anni, con in spalla tre giganteschi “Ceri” sormontati da statue di santi che sembrano dire: “E adesso portatemi in cima al Monte Ingino, di corsa, grazie!”

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Stiamo parlando di uno degli eventi più antichi e affollati del folclore italiano. Non si sa se definirla una gara, una processione, una follia collettiva o un atto d’amore per la città e per i suoi santi. Probabilmente è un po’ tutto questo, concentrato nel 15 maggio di ogni anno, quando Gubbio diventa un unico, gigantesco palcoscenico.

I protagonisti? Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio (e vero VIP della giornata), San Giorgio e Sant’Antonio Abate. I loro Ceri – tre strutture di legno alte e pesanti, altro che leggeri gadget – vengono trasportati a tutta velocità per le vie della città, tra urla, cori, abbracci, fiatoni e un tifo che fa invidia a una finale di Champions.

La cosa interessante è che tutto questo ha origini così lontane che nemmeno gli storici si mettono d’accordo. C’è chi dice che la festa nasca nel 1160, come omaggio al Vescovo Ubaldo Baldassini, morto proprio in quel maggio. I fedeli lo avrebbero salutato con una grande “Luminaria” fatta di candelotti di cera, talmente grandi e pesanti che – col tempo – sono stati rimpiazzati da strutture di legno (forse anche per evitare ernie collettive).

C’è poi la versione “alternativa”, quella pagana, che tira in ballo addirittura Cerere, la dea delle messi. Secondo questa teoria, i Ceri sarebbero l’evoluzione folcloristica di antichi riti agricoli, passati indenni attraverso epoche, invasioni, papi, guerre e rivoluzioni. Insomma, il Cero ha resistito a tutto. E corre ancora.

Oggi, il percorso è praticamente lo stesso da secoli, la data è sempre quella e l’adrenalina è garantita. La città intera si ferma, si veste a festa e si prepara per uno spettacolo che è fede, tradizione, sport estremo e teatro popolare, tutto insieme.

E anche se nessuno “vince” davvero (non dite questo agli eugubini, però), l’onore della contrada, l’orgoglio del Santo e la fatica dei portatori valgono più di qualsiasi medaglia.

Dunque: siete pronti a salire sul Monte Ingino – almeno con lo sguardo – e a lasciarvi travolgere da un evento che è più vecchio della pizza, ma con molto più sprint? Benvenuti alla Festa dei Ceri: dove la fede corre veloce, i santi non pesano mai abbastanza, e il folklore… ha il fiatone da quasi mille anni.

Prendi nota
I Ceri Mezzani si svolgono la prima domenica dopo il 17 maggio e sono portati da adolescenti.
I Ceri Piccoli si svolgono il 2 giugno e sono portati dai bambini.

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