5 Fuoriporta che a Pasqua non puoi perdere

5 Fuoriporta che a Pasqua non puoi perdere – 29 mar/1 apr

Dai quadri viventi di Città della Pieve alle Passioni storiche ed emozionanti di Alatri e Maenza. Alla Madonna che scappa di Sulmona e gli spagnoleggianti riti di Iglesias, tradizioni senza tempo che restano nel cuore di chi le vive.

Città della Pieve si tinge di “Pasqua… e Pasquetta”. Dal 30 marzo al 1 aprile ospita 50 espositori in deliziosi stand in legno che richiamano il periodo medievale. Sarà divertente riempirsi la borsa, zigzagando tra le tipicità umbre e non solo (portatene una larga!). Non c’è solo la mostra mercato in questi giorni pasquali, c’è di più. Città della Pieve è arte e nulla più dei suoi Quadri Viventi lo testimonia: la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo andranno in scena, preparatevi.

È Pasqua ad Alatri, dove 570 figuranti calcheranno le strade del borgo ciociaro per rievocare la Crocifissione di Gesù. Alatri, la Città dei Ciclopi, diventa così per tutto il periodo pasquale il punto di riferimento per assistere a uno degli eventi più suggestivi del momento che affonda le radici nelle rappresentazioni del Medioevo con scene ispirate al Vecchio e Nuovo Testamento, che vengono rappresentate insieme alla storia e alla vita del Cristo lungo le strade e i vicoli del centro storico. Ogni anno la sera del Venerdì Santo si ripropone la rievocazione del dramma del Golgota. I quadri commemorativi sfilano tra i cori delle turbe, i cavalieri, i soldati romani ed ebrei.

Abiti, armature e copricapo, la Passione di Cristo a Maenza è spettacolo. E’ sempre più da anni considerata un’opera teatrale con tutti gli accorgimenti che la rendono, agli occhi del pubblico, una delle rappresentazioni più emozionanti e spettacolari del Venerdì Santo.
Le luci, la colonna sonora e i costumi trasformano il piccolo centro in provincia di Latina in una piccola Gerusalemme, con scene distribuite nei luoghi più adatti a riproporle.
La rappresentazione ha inizio con il tradimento di Giuda, seguito dall’ultima cena e dalla cattura di Gesù nell’orto degli Ulivi che si svolge in Piazzale San Rocco, dove sono presenti degli uliveti che ricordano il giardino del Getsemani. Il resto non lo sveliamo, resta solo che andare a vederlo!

Sulmona scalda i motori per i riti pasquali, conosciuti in tutto il mondo per la storica processione del Venerdì Santo, che qui nel borgo abruzzese si sdoppia. Rito che merita l’attenzione è quello della Madonna che scappa in piazza, una rievocazione narrativa dell’incontro tra la Madre di Gesù e il Cristo risorto. La prima processione è con i confratelli “tombisti” vestiti di nero in segno di lutto. La seconda è caratterizzata dal passo lento e dondolante dei trinitari, lo “struscio”, che potrebbe essere letto come un gesto di contrizione e di implorazione.

Un mix di culture, ed ecco che prende forma la Pasqua di Iglesias. Dura la Settimana Santa intera, ma il momento più intenso è il Venerdì Santo, in cui va scena la rappresentazione, in stile sacro barocco, del funerale di Gesù. Sono i Vexillas ovvero gli stendardi a dare inizio alla processione, seguiti da due bambini, per tradizione maschi, che interpretano San Giovanni e Maria Maddalena e indossano abiti dalla foggia preziosa in stile orientale. I Germani, confratelli che presiedono alle fasi rituali, sono l’elemento caratterizzante l’evento. Il loro aspetto, austero e inconfondibile: abito bianco e lungo con gonna ampia, cappuccio e visiera larghi. In mano stringono le fiaccole. Dal bianco dell’abito emergono i fiocchetti neri delle maniche e i guanti neri. Ed è emozione.

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