Azzinano, i murales raccontano - Fuoriporta

Azzinano, i murales raccontano

I murales di Azzinano non cercano attenzione né clamore. Stanno lì, discreti, a raccontare un tempo in cui i bambini inventavano giochi con niente e riempivano i pomeriggi di fantasia invece che di schermi. Sono dipinti sui muri del centro storico come appunti di memoria collettiva, piccoli racconti illustrati che ti osservano mentre cammini tra vicoli stretti e acciottolati perfetti, di quelli che sembrano messi lì apposta per rallentare il passo.

Azzinano, frazione del comune di Tossicia, è uno di quei luoghi Fuoriporta che non alzano la voce ma si fanno ricordare. È incastonata in un paesaggio tipicamente abruzzese, dove il verde non è mai uguale a se stesso e cambia tono a seconda dell’ora del giorno e della stagione. Intorno, colline morbide punteggiate di casolari, fossi e torrenti che scivolano verso l’Adriatico, mentre alle spalle si staglia senza mezze misure la presenza maschia del Gran Sasso, bilanciata dalla grazia più composta dei Monti della Laga.

Qui la natura non fa scenografia: fa parte della vita quotidiana. Non a caso il territorio è tutelato due volte, dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e dalla Riserva Naturale Regionale del Fiume Fiumetto. Un doppio sigillo che dice molto sul carattere del posto: bello, sì, ma senza esibizionismi.

Anche la storia non si è fatta attendere. Le tombe di epoca neolitica raccontano che Azzinano era abitata quando il concetto stesso di “borgo” non esisteva ancora. Poi sono arrivati i secoli, forse i Romani, di certo il Medioevo, e dal XII secolo in poi il paese ha preso la forma che ancora oggi conserva: compatta, raccolta, quasi a voler stare al caldo contro il tempo e le intemperie.

Il centro storico è una piccola bomboniera montana, con case addossate l’una all’altra come vecchi amici che non hanno bisogno di presentazioni. Le pietre parlano, i vicoli fanno ombra anche nelle giornate più luminose e ogni angolo sembra fatto per essere scoperto per caso, senza una meta precisa.

Azzinano vive nel territorio di Tossicia, che pur nelle sue dimensioni raccolte custodisce un patrimonio architettonico e culturale di grande valore. Qui il Rinascimento ha lasciato segni eleganti e concreti, a partire dal Palazzo Marchesale, oggi sede del Museo civico, con le sue collezioni etno-antropologiche e artistiche e la sala dedicata ad Annunziata Scipione. Accanto, Palazzo Stadera e le chiese quattrocentesche di Sant’Antonio Abate e Santa Sinforosa completano un racconto che merita di essere ascoltato dal vivo, passo dopo passo.

Azzinano non chiede nulla a chi arriva. Non promette effetti speciali, non impone itinerari, non mette fretta. È uno di quei luoghi che si lasciano vivere con calma, dove il silenzio non è assenza ma presenza, e dove anche un muro dipinto può diventare una storia da portarsi via.

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