Barile (PZ), la Via Crucis arbëreshë - 3 apr - Fuoriporta

Barile (PZ), la Via Crucis arbëreshë – 3 apr

Nel cuore della Basilicata, la Pasqua assume un fascino antico e profondamente identitario. Il 3 aprile 2026, Venerdì Santo, Barile ospita una delle rappresentazioni più suggestive del Sud Italia: la storica Via Crucis, considerata tra le più antiche della regione, con origini che risalgono al Seicento. Un appuntamento perfetto per un fuoriporta di Pasqua capace di unire fede, tradizione e folklore.

Quella di Barile non è una semplice processione, ma un racconto collettivo che prende vita tra le strade del borgo, dove la Passione di Cristo si intreccia con le radici culturali arbëreshë, eredità della comunità di origine greco-albanese. Un mix unico che rende questa rappresentazione diversa da tutte le altre.

Sono oltre cento i figuranti coinvolti, tutti volontari del luogo, che danno vita a una messa in scena intensa e partecipata. Suddivisi in gruppi, sfilano indossando costumi d’epoca realizzati con cura artigianale, portando in scena i momenti più significativi della Passione: sacerdoti, apostoli, pie donne, farisei e naturalmente le figure centrali di Cristo e della Madonna.

Ad aprire il corteo sono i centurioni a cavallo, accompagnati dal suono solenne delle trombe, seguiti da simboli biblici e personaggi carichi di significato. Tra questi spiccano figure uniche e affascinanti come la Zingara e le Zingarelle, con abiti ricchi e gioielli, simboli di un immaginario che unisce sacro e mistero. Accanto a loro compaiono anche il Moro e il Moretto, elementi che rappresentano l’ignoto e l’insidia, aggiungendo profondità e suggestione alla narrazione.

Particolarmente emozionante è la presenza delle Tre Marie, bambine vestite di bianco, e delle trentatré fanciulle in abito viola, simbolo degli anni di Cristo. Il corteo si conclude con uno dei momenti più toccanti: il trasporto delle statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, accompagnato da un silenzio carico di partecipazione.

La Via Crucis di Barile è molto più di un evento religioso: è un patrimonio culturale vivo, che ogni anno coinvolge l’intera comunità e affascina chi decide di assistervi. Un fuoriporta pasquale autentico, lontano dai circuiti più battuti, dove tradizione, identità e spiritualità si incontrano in un’esperienza intensa e memorabile.

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