Itinerari

Il Gemonese, simbolo della rinascita friulana

Nel cuore del Friuli c’è un territorio che rappresenta simbolicamente la rinascita dell’intera Regione: il Gemonese. Qui, infatti, sorgono Gemona del Friuli e Venzone (nella foto), entrambe risorte dopo il disastroso terremoto del 1976, due cittadine ricche di storia dal passato medievale. Venzone, in particolare, è considerato uno dei borghi più belli d’Italia ed è famoso anche per una singolare esposizione: 40 mummie rinvenute nelle tombe del locale duomo. Di origine medievale è anche il maestoso castello di Artegna, anch’esso gravemente danneggiato dal sisma e oggi completamente ristrutturato e aperto al pubblico. Il territorio del Gemonese, ricco di acque e ambienti umidi, è oggi Ecomuseo delle Acque. Un museo diffuso e partecipativo che valorizza i siti naturali e le manifestazioni della cultura materiale (luoghi, edifici attività) e immateriale (memorie, saperi, tradizioni). È stato proprio l’impegno dell’ecomuseo che ha reso possibile il recupero del “pan di sorc”, un tipico pane dolce e speziato fatto con farine ricavate da cereali locali, che oggi è uno dei Presìdi Slow Food del Friuli Venezia Giulia. La bellezza e la varietà dell’ambiente naturale rendono quest’area perfetta per tanti sport e attività all’aria aperta, dal ciclismo al trekking, dagli sport dell’aria a quelli dell’acqua nel lago di Cavazzo.

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Cividale del Friuli e le misteriose Valli del Natisone

A fondarla fu niente di meno che Giulio Cesare. E a questo particolare evento storico si deve il nome dell’intera Regione. Stiamo parlando di Cividale del Friuli, a cui l’imperatore romano diede il nome di Forum Iulii: proprio da qui viene il nome Friuli, che insieme al Venezia Giulia dà vita a una delle Regioni più affascinanti dell’intero Stivale. Nel 568 d.C. Cividale divenne sede del primo ducato longobardo in Italia e in seguito, per alcuni secoli, residenza dei Patriarchi di Aquileia. Oggi, a distanza di tanti secoli, Cividale conserva ancora significative testimonianze longobarde a partire dal Tempietto, una delle più straordinarie e misteriose architetture alto-medievali occidentali. Come non menzionare, poi, il Ponte del Diavolo, il Duomo e il Museo Cristiano? Questo patrimonio storico e artistico nel 2011 è stato riconosciuto dall’UNESCO, che ha posto Cividale all’inizio del percorso longobardo in Italia in un itinerario che consente di scoprire tesori stupendi partendo proprio dal Friuli-Venezia Giulia. Alle spalle di Cividale, per chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti, le Valli del Natisone sono una terra misteriosa nascosta tra le Prealpi Giulie: quattro valli anguste dall’aspetto ancora selvaggio, con torrenti che scorrono ripidi tra forre, cascatelle e grotte spettacolari. Tra una valle e l’altra, qualche decina di piccolissime località dalle tipiche case in pietra e chiesette del XV secolo, ma anche centri naturalistici didattici. Il legame storico con l’Italia non ha cancellato la lingua e la cultura originarie, che sono slovene e arricchiscono queste terre di leggende e feste tradizionali.

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