Itinerari

Fabriano… passeggiando nella sua storia

Alcuni affermano che il vocabolo “Fabriano” tragga origine da “Faberius”, proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa. Faberius divenne nel Medioevo “Fabriano”, anche perché era molto sviluppata in città l’attività dei fabbri. Anche lo stemma cittadino, infatti, sin dal XIII secolo, ha come emblema un fabbro che batte il ferro su un’incudine. Ma fu anche una città sommersa vicino al monte Fabriano. Secondo altre fonti il vocabolo deriva dalla fusione di due termini latini: Faber (Fabbro) e Ianus (Giano, il fiume che lo attraversa).

Gironzolando per Fabriano vi mostriamo alcune tappe!

Oratorio della carità 
Fu decorato negli anni 1587-1597 con un ciclo affrescato, raffigurante le Opere di misericordia spirituale e corporale e realizzato dal pittore manierista urbinate Filippo Bellini. Il portale gotico in pietra proviene dall’ex monastero di Sant’Antonio fuori le mura. Il suo interno venne restaurato e riaperto al pubblico dopo il sisma del 1997, previa liberazione dalle scaffalature dei documenti e libri dell’archivio comunale che ne occupavano tutto lo spazio interno

Palazzo del Podesta
Sorge nella centrale Piazza del comune, è un edificio pubblico tipicamente medievale con una sua peculiarità nella tipologia a ponte, in ricordo della colmata dell’antico fiume cittadino che scorreva sotto di esso, e dell’unificazione dei quattro quartieri cittadini. Eretto nel 1255, interamente in pietra bianca di Vallemontagnana, modificato più volte, è costituito di tre corpi di fabbrica, dei quali quello centrale presenta il caratteristico voltone ogivale di sottopasso della strada e le trifore. Sulla facciata uno stemma della nobile famiglia dei Bonarelli d’Ancona, scolpito in arenaria e ivi posto in memoria del conte Pietro Bonarelli, che fu podestà di Fabriano nel 1514-15. Al di sotto dell’arcone restano affreschi (XIII-XIV secolo) che rappresentano scene di guerrieri in battaglia e un’enigmatica ruota della fortuna mossa da una figura femminile.

Fontana Sturinalto 
Fu commissionata nel 1285 a Jacopo di Grondolo, che s’ispirò alla Fontana Maggiore di Perugia. Non a caso la fontana fabrianese, cosiddetta “Sturinalto”, denota una grande somiglianza con quella della fontana umbra decorata da Nicola e Giovanni Pisano. Inserita su una piazza bellissima

Loggiato di San Francesco 
Edificato nella metà del Quattrocento su progetto dell’architetto rinascimentale Bernardo Rossellino, giunto a Fabriano nel 1450 insieme a papa Niccolò V ed alla sua corte, che si rifugiò a Fabriano per sfuggire alla peste, il loggiato fu pensato per collegare l’imponente chiesa di San Francesco (edificata nel 1292 e demolita nel 1864) alla piazza del comune. Fu prolungato alla fine del Seicento, con l’aggiunta di sette arcate alle primitive dodici. Nel 1790 fu collegato al contiguo palazzo comunale. Fu aperto al pubblico godimento dal 1818.

Palazzo del podestà
Sorge nella centrale Piazza del comune, è un edificio pubblico tipicamente medievale con una sua peculiarità nella tipologia a ponte, in ricordo della colmata dell’antico fiume cittadino che scorreva sotto di esso, e dell’unificazione dei quattro quartieri cittadini. Eretto nel 1255, interamente in pietra bianca di Vallemontagnana, modificato più volte, è costituito di tre corpi di fabbrica, dei quali quello centrale presenta il caratteristico voltone ogivale di sottopasso della strada e le trifore. Sulla facciata uno stemma della nobile famiglia dei Bonarelli d’Ancona, scolpito in arenaria e ivi posto in memoria del conte Pietro Bonarelli, che fu podestà di Fabriano nel 1514-15. Al di sotto dell’arcone restano affreschi (XIII-XIV secolo) che rappresentano scene di guerrieri in battaglia e un’enigmatica ruota della fortuna mossa da una figura femminile.

Il Palio di San Giovanni Battista è la rievocazione storica del XIV secolo della Città di Fabriano

Il Palio è da sempre la manifestazione principale di Fabriano, rappresenta il momento in cui tutta la città si ritrova in piazza, nelle hostarie e nei vari punti di ritrovo per condividere un comune sentire e il piacere di stare insieme.

Questa è la notte di San Giovanni in cui la tradizione vuole che escano gli spiriti maligni e che quattro fabbri si sfidino su quattro forge accese. Battono sul metallo incandescente, alzano lingue di fuoco, vampe e scintille per vincere il Palio e scacciare le streghe riunite nei quadrivi.

Il quattro è il numero magico
La sfida del Maglio è il momento culminante, ha qualcosa di imponderabile e misterioso come i quattro elementi che servono al fabbro: Aria, Terra, Acqua, Fuoco. I quattro colori dei quartieri in lotta: Blu, Giallo, Verde, Rosso, le quattro stagioni dell’anno, i quattro venti principali, i quattro i punti cardinali.

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pianoforte_Fuoriporta

La storia del pianoforte e dei grandi compositori

… a Fabriano un viaggio nel tempo con le visite-concerto

Dai primi del Settecento fino al Novecento, un viaggio all’indietro nel tempo alla scoperta dell’evoluzione del pianoforte e, al contempo, dei grandi compositori che su questo strumenti hanno scritto alcune delle più importanti pagine della musica. Sorto nel 2012 all’interno Complesso Monumentale di San Benedetto, il Museo del Pianoforte Storico e del Suono di Fabriano rappresenta un unicum europeo nel suo genere grazie all’esposizione “sceneggiata” dei 18 pianoforti storici.

E così, visitando la città nota in tutto il mondo per le sue cartiere, è possibile imbattersi anche in questa innovativa struttura che propine ai visitatori delle interessanti visite-concerto guidate: non un semplice tour fra pezzi dal fascino unico, ma soprattutto un incontro ravvicinato con i vari Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, Ravel e Debussy attraverso gli strumenti originali sui quali hanno composto i loro brani più famosi; melodie meravigliose da ascoltare nella loro originale sonorità, grazie alle esecuzioni di un pianista concertista che guida il percorso permettendo ai visitatori di vivere emozioni e suggestioni assolutamente inedite; a fare da sfondo al tutto, le immagini che rimandano ad ambientazioni, arredi, scene, costumi e atmosfere del tempo, dalla fine del Barocco segnata dal tramonto del clavicembalo fino agli inizi del Ventesimo Secolo.

Visitando lo spazio museale, si potrà scoprire che fu l’italiano Bartolomeo Cristofori a inventare, tra il 1698 e il 1700, il primo “Gravicembalo col Forte e col Piano”; oppure che Ludwig Van Beethoven non dedicò ad Elisa la sua famosa “Für Elisema” bensì a Teresa Malfatti, nipote del suo medico di famiglia, di cui era perdutamente innamorato!

Da Fabriano, la città della carta, alle Grotte di Frasassi

Fabriano e la carta, un binomio indissolubile. Situata ai piedi dell’Appennino, nel cuore delle Marche, Fabriano affonda le sue radici nel Medioevo, le cui tracce sono ancora ben visibili nello splendido centro storico. Già nel XIII secolo Fabriano vantava il primato in tutta Europa per la lavorazione della carta filigranata, la cui produzione rappresenta ancora una delle principali attività della città. Merita sicuramente una visita il Museo della Carta e della Filigrana, nel quale è possibile scoprire i metodi di lavorazione a mano e le innumerevoli invenzioni che hanno innovato nel corso dei secoli le forme dell’arte cartaria. Prima di lasciare Fabriano, è obbligatorio assaggiare le sue tre eccellenze enogastronomiche: il salame, il ciauscolo e il Verdicchio. Per poi imbattersi, muovendosi di soli pochi chilometri, nelle spettacolari Grotte di Frasassi, scoperte nel 1971 e aperte al pubblico nel 1974. Particolarmente suggestivo è il percorso escursionistico, che segue un’illuminazione che accentua i colori e le forme di questa meraviglia della natura, tra stalattiti, stalagmiti e cortine lamellari.