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A passeggio tra i personaggi illustri della Valtaro

La Valtaro che non ti aspetti, quella che racconta la storia e che è storia attraverso vite illustri che giorno dopo giorno hanno contribuito a migliorare il mondo. Di loro parleremo e sui loro luoghi vi porteremo. Coglietene i particolari, respiratene il mood, sognate. Sognate di esser con questi illustri personaggi in un magico percorso che vi farà vivere uno spicchio di Emilia Romagna zigzagando tra tempo e vita.

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La bella Albareto, Albarèju in dialetto, conosciuta per la sua fiera dedicata ai porcini, è a ottobre, è golosa, è impedibile. Ma c’è anche chi l’apprezza per i per i suoi percorsi, bici elettrica, mountain bike, trekking e passeggiate più slow, perchè Albareto è davvero il regno dell’outdoor. Tra l’Unione dei Comuni Valli del Taro e del Ceno la Liguria e la Toscana gli sport all’aperto, qui sono una cosa seria. Ma oggi ti portiamo ad Albareto per tutt’altra ragione! Fai silenzio. È musica lirica. È un soprano quel che senti. È Lina Pagliughi è il soprano che con la sua arte ha stregato il mondo. Albareto le ha dedicato una via e poco distante, nel comune di Gatteo, c’è un festival dedicato a lei. Albareto le è legato perchè qui nacque e visse sua madre prima di emigrare negli Stati Uniti.

Sull’Appennino parmense in una verde conca ai piedi del Monte Pelpi c’è Bedonia lungo la Strada del Fungo Porcino. Da qui, lungo chilometri di curve che offrono panorami sulle splendide colline parmensi si arriva ai Passi Cento Croci, del Bocco e del Tomarlo. A Bedonia c’è il Santuario della Madonna di San Marco, il Museo di storia naturale, la Pinacoteca Parmigiani e il Planetario. Ma oggi la visita è dedicata ai personaggi che hanno reso speciale l’Alta Valtaro. Quindi non puoi che fare un salto nel Seminario di Bedonia che ha formato per la comunità oltre 600 Sacerdoti, sei Vescovi e due Cardinali, conosciuti a livello internazionale: Luigi Poggi, e Agostino Casaroli, Segretario di Stato Vaticano dal 1979 al 1990, il cui archivio fotografico e documentario è stato messo a disposizione dell’Associazione “Centro Studi Cardinale Agostino Casaroli” dalla nipote Orietta Casaroli. Un viaggio nella storia.

A pochi chilometri da Bedonia si può visitare Compiano piccolo borgo circondato da mura, strettamente legato al suo castello fondato sulla via che collegava l’Emilia, la Toscana e la Liguria. Legato alla storia di molte famiglie nobili, su tutte la famiglia Landi, che in queste valli instaura lo Stato Landi, un regno lungo più di 400 anni. Sculture, arazzi, dipinti, camini, pavimenti del Seicento, soffitti originali del Quattrocento: un viaggio attraverso i tesori di un mondo che non c’è più. Il castello ospita il Museo Massonico Internazionale. A Compiano dedichiamo una tappa perchè è qui che nata Ilaria Alpi giornalista del TG3 a cui è stata dedicata una piazza e un’aula del Consiglio Comunale.

Ed ora arriviamo a Borgo Val Taro capitale dell’alta Val Taro nell’Appennino Parmense. E’ il punto di riferimento dell’intera Val Taro, che con i suoi castelli e i suoi itinerari naturalistici attira ogni anno numerosi visitatori. Il gustoso fungo porcino IGP vanto della gastronomia del luogo. A testimonianza dell’alta qualità di vita, il paese è stato inserito nel circuito delle CittaSlow. Borgo Val Taro è la terra natale di tanti uomini che hanno segnato la storia e l’arte del nostro paese. Giorgio Gaslini pianista, arrangiatore e compositore italiano, autore della sigla di profondo rosso. Qui c’è un festival a lui dedicato ogni estate! Ermanno Stradelli, esploratore, geografo e fotografo c’è ancora la casa natale in Piazza Manara, si vede solo da fuori, c’è una targa che lo racconterà. Louis Ferrari nasce a Borgotaro nel 1910. E’ stato un grande interprete della musette ed è considerato in Francia uno dei più significativi suonatori di questo genere. Ancora oggi, uno dei brani più trasmessi, più eseguiti e più ascoltati. Amleto Vergiati, in arte Juliàn Centeya poeta, scrittore di tanghi che qui nacque, c’è la targa sulla casa natale in via Battisti. Che ci sia qualche influss0 magico da queste parti, tanti sono i personaggi che questa terra a dato… chi lo sa, di certo è che visitare l’Alta Val Taro è sempre un’emozione!

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Compiano, dove si ballava con gli orsi

Un popolo di mezzo. Un po’ parmigiano. Un po’ ligure. Ma ciò che davvero caratterizza i cittadini di Compiano è una tradizione, tra le più peculiari di tutto il Paese. E’ la tradizione di addestrare gli orsi al ballo e non solo. Lontana un secolo. Ma viva nei ricordi e vivida nelle immagini che eloquentemente raccontano ancora oggi quel passato folcloristico e ballereccio che lega l’uomo a un suo ancestrale nemico, anche se qui di inimicizia c’è davvero ben poco, perché gli uni si stringevano agli altri accompagnati da morbide note musicali.
Sono gli Orsanti.
Le imprese di queste incredibili persone sono raccontate in alcuni libri, ma colei che riuscì a tramandare l’ideale, i principi, nonché il lavoro degli Orsanti fu Maria Teresa Alpi. Compianese, ma cittadina del mondo, con un passato nella moda e nell’arte dove era conosciuta come Donna Esa, riuscì a collezionare cimeli e ricordi che gli eredi delle famiglie orsanti decisero di mettere a disposizione. Fu sempre lei a creare un appuntamento fisso a Compiano con l’apertura delle antiche botteghe e il “Festival dei Girovaghi” in ricordo delle vite degli Orsanti.

Vi abbiamo incuriosito?
Compiano è la meta da mettere nella vostra agenda!

Dalle “case-torri” ad abitazioni più semplici e con pochi piani. I ciottoli bianchi e neri raccolti dall’alveo del Fiume Taro, che insieme vanno a ricreare disegni e geometrie sono la “strigaa”, ovvero la pavimentazione della strada del suo centro storico. Et voilà… siamo nella terra di mezzo, dell’Emilia, colei che incastonata tra Liguria e Toscana ci dona paesaggi indimenticabili. Siamo nell’Alta Val Taro. Siamo a Compiano.
Percorriamo dunque la strigaa, la strada principale che taglia Compiano. Unica indicazione, abbiate il naso all’insù, perché solo così potrete innamorarvi di questo luogo. Zigzagando tra le diverse piazzette, percorriamo stretti viottoli con scalini ripidi che collegano discretamente la via superiore con quella inferiore del paese. Son chiamati “carubbi”… un retaggio ligure, ricordano infatti i peculiari “caruggi” genovesi.

Centro storico e musei
Seguendo la via lastricata si arriva alla piazza centrale, una suggestiva terrazza sul Taro, vicino la quale si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, databile probabilmente al periodo longobardo, sulla quale sono stati eseguiti restauri importanti nel 1700. Al sui interno si trovano elementi artistici e scultorei di notevole valore, come il Santo Crocifisso Miracoloso, scultura lignea risalente al XV sec. Degno di nota è anche l’antico Municipio e tribunale di Compiano sulla cui facciata si trova un grazioso terrazzino seicentesco e che al suo interno conserva le prigioni, anticamente utilizzate per i reati amministrativi. Stagionalmente è possibile farsi accompagnare da una guida abilitata che vi mostrerà tutte le caratteristiche nascoste del paese.
All’apice del Borgo si staglia il Castello, la sua costruzione è probabilmente cominciata da una antica torre carolingia intorno alla quale, nello scorrere dei secoli, si è sviluppato l’intero maniero che oggi si presenta come possente struttura quattrocentesca con ampliamenti sei-settecenteschi. Con il declino dello Stato Landi e sotto il Ducato di Maria Luigia divenne prigione di Stato dove furono rinchiusi anche i carbonari dei moti del 1821. Nel 1900 venne adibito a collegio femminile, per poi tornare abitazione privata per la Contessa Gambarotta. Qui è possibile visitare due musei in un unico percorso guidato: museo “Raimondi-Gambarotta”, cioè gli appartamenti arredati dall’ultima proprietaria, con oggetti molto interessanti provenienti da tutto il mondo, e il museo “Orizzonti Massonici”, realizzato a partire da una donazione privata di cimeli di massoneria anglosassone, che ne ripercorre la storia. Il Castello è anche hotel, nel meraviglioso parco è possibile godersi un cockatil a bordo piscina e pranzare o cenare nel vicino ristorante.

Amate il verde, l’escursionismo, una vacanza en plein air, andate allora in direzione del Monte Pelpi!
Partiamo dal Passo Colla, tra castagni, cerri, querce, che nascondono bellissimi e sorprendi sentieri fino alla sommità del Monte Pelpi, a circa 1490 metri di altezza. Dalla cima si gode di una eccezionale panoramica sulle Alte Valli del Taro e del Ceno. Il paesaggio è peculiare: si osservano estese praterie che passano, a quote inferiori, a fitti boschi di faggio, per poter osservare lungo il sentiero e nelle distese verdi una flora molto ricca, tra narcisi selvatici, genziane, orchidee e crochi. Aguzzate lo sguardo, non sarà difficile trovare tracce fossili prodotte da organismi limivori che rielaboravano i sedimenti dei fondali marini,ebbene sì, la Val Taro è un antico fondale marino… alla ricerca di sostanze necessarie al loro nutrimento. Il percorso è caratterizzato da sorgenti di acqua freschissima, ruscelli e piccoli laghi.
In questo percorso, come in molti altri a Compiano, è possibile avventurarsi a piedi, in bicicletta, per chi volesse è possibile farsi accompagnare da esperte Guide Ambientali Escursionistiche, per poter scoprire altre interessanti curiosità sulla Valle.
Si può andare anche a cavallo, infatti proprio sotto al paese è presente un maneggio. La zona di Compiano e della Val Taro è piacevole in tutte le stagioni, con la dolce brezza della prima estate o il sole del mezzogiorno invernale, ogni momento dell’anno è capace di regalare emozioni diverse. Compiano è inoltre parte del circuito “Castelli del ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli”.
Per creare un ottimo connubio tra storia e outdoor, si può pensare anche alle vie storiche: tradizionalmente Compiano rientra nel percorso della Via Marchesana, sui passi della famiglia Malaspina ufficialmente prima proprietaria del nucleo originario del borgo, che partendo da Pavia e arrivando ad Aulla attraversa, appunto, alcuni comuni della Val di Taro. Essa viene anche annoverata tra le vie francigene di Montagna.

Cucina
La buona cucina è un fondamento di Compiano: qui si trovano osterie e agriturismi che sanno proporre i piatti della più radicata tradizione, ma anche ricreare un perfetto bilanciamento tra tradizionale e innovativo. Ogni locale è pronto a presentare le tipiche torte salate di patate, riso o erbette, la “torta fritta” con salumi nostrani, i primi piatti di pasta fresca accompagnata al celebre Fungo Porcino IGP, i secondi piatti di selvaggina e il tipico “latte in piedi”, dolce simile al creme caramel. Il tutto nella splendida cornice di Compiano, abbracciato in lontananza dal crinale dell’Appennino Tosco Ligure Emiliano, che lo separa dal mare.

Tradizioni religiose
La cultura non manca a Compiano, che la ritrova anche nelle proprie tradizioni. Le più importanti sono legate alla sfera religiosa, come la Benedizione delle Acque del Taro, che avviene ogni anno la prima domenica di luglio, quando si portano in processione le statue della Madonna e di San Rocco, che si incontrano sulle rive opposte del fiume Taro, del quale vengono poi benedette le acque, in ricordo della fine dell’epidemia di peste che nel Seicento aveva colpito anche la Valle del Taro. La tradizione prevede che l’acqua resti inalterata negli anni se la si raccoglie proprio quel giorno.
Un’altra tradizione, ma più recente, è quella del Santo Crocifisso Miracoloso, una antica scultura lignea databile al 1400 che si dice miracolasse i soldati della Prima Guerra Mondiale che prima di partire per le campagne belliche si fossero votate ad esso. Questo culto è quindi molto recente, ma non meno sentito, e viene festeggiato ogni anno il 14 agosto con la celebrazione religiosa e una manifestazione nella piazza del Paese. Dall’anno scorso il comune proprio per questo particolare è entrato a far parte dell’Associazione delle città del Santo Crocifisso.
La Millenaria Fiera di San Terenziano affonda le radici nella più antica storia di Compiano: da oltre mille anni ancora oggi i primi giorni di settembre a Isola di Compiano viene organizzata una fiera agricola e gastronomica che richiama visitatori dalle vicine province.

Eventi estivi 2021
Quest’estate torna a Compiano il Festival degli Artisti di Strada, rivisto nella sua forma orginaria a causa dell’emergenza sanitaria ancora in atto, che sulla scia degli Orsanti riporterà Compiano all’atmosfera dei loro viaggi, anche grazie ad una mostra dedicata; il tutto in collaborazione con la Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo.
Saranno organizzate da giugno ad agosto anche altre serate di intrattenimento sia musicale che teatrale, in collaborazione con Comuni limitrofi, associazioni locali e club nazionali come “I Borghi più belli d’Italia” di cui Compiano è socio fondatore.
A fine estate il Comune di Compiano presenterà un convegno, con l’appoggio dell’Associazione Genius Loci della famiglia Floridi Doria Pamphili che avrà come principale oggetto un documento datato 27 Febbraio 1021, custodito nell’archivio Doria- Pamphili-Landi, in cui compare probabilmente per la prima volta l’antico toponimo “Campoplano”, che identificava la piana ai piedi del borgo, in cui veniva storicamente realizzato un ampissimo mercato.

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L’autunno a Compiano è per tutti: si parla di cultura, sport e cucina

Per chi ama arte, storia e antichità, Compiano è quello che serve: passeggiando nelle sue viuzze lastricate di ciottoli ci si trova catapultati indietro nel tempo, le antiche case e botteghe incorniciate di rosso e arancio calano i visitatori nell’atmosfera storica del borgo abbracciandoli col loro calore, le piazze si aprono su scorci suggestivi della valle per arrivare al maestoso Castello dove si possono visitare due interessantissimi musei e sentirsi come re e regine a corte!

Ma anche chi ama la buona cucina può essere soddisfatto! Nei vari agriturismi e ristoranti del territorio di Compiano si possono assaggiare i veri protagonisti dell’autunno valtarese: sua maestà il fungo porcino I.G.P., il tartufo nero e le dolcissime castagne, cucinati secondo la tradizione, ma anche rivisitati dai cuochi locali sotto le più diverse ricette!

Per chi non si accontenta solo di mangiare, questo è il momento giusto per avventurarsi nel bosco e andare in cerca delle prelibatezze sopracitate, sempre accompagnati da una guida, così da passare direttamente da una piacevole passeggiata alla tavola!

Volete muovervi di più? Perfetto, si può partire con la moutain bike (anche in versione e-bike), a piedi oppure a cavallo per delle escursioni più o meno difficili sui monti e le coste di Compiano, passando anche nella Oasi WWF dei Ghirardi, immergendosi nei colori del foliage, che in questo periodo tingono come una tavolozza, tutti i boschi della Val Taro, guadando piccoli ruscelli e scorgendo, perché no, tra gli animali selvatici anche qualche capriolo o daino!

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