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The tomb of Laris, a wonderful Etruscan find of City of Pieve

In October 2015, in San Donnino, a wonderful Etruscan tomb was discovered, this is considered one of the five major archeological discoveries of the year and the winner of the prestigious international award for the discovery with the greatest consensus from the large audience launched by the Mediterranean Exchange of the Paestum Archaeological Tourism.

The underground burial, excavated in the natural soil, has a rectangular plant area of about 5 square meters, partially buried by frantic movements. It dates back to the end of the 4th century. B.C. and the beginning of the III century.

Larissa’s Tomb – as is popularly defined because of the owner’s name sculpted on the main sarcophagus – consists of a burial chamber entirely excavated in the clayey soil through which you can access by a long 12 meter corridor; Inside, two large monumental arched sarcophagi and alabaster travertine (a white stone with veins and fine weaving) and three cinerary urns on which the lids are carved out of the banquet dead, were found in the Museum Civic-Diocesan of Santa Maria dei Servi.

On one of the two sarcophagi you can see an Etruscan inscription, probably referable to the identity of the deceased. The tomb, is an extra reason to visit Città della Pieve, who already cares for the works of his most illustrious son, Pietro Vannucci called Il Perugino, in addition to the Cathedral of Santi Gervasio and Protasio, the Rocca and Palazzo della Corgna.

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The Sanctuary of Our Lady of Fatima, pride of Città della Pieve

Few know it, but the first Italian Sanctuary devoted to Madonna of Fatima is located in the heart of Umbria, in the wonderful Città della Pieve known for having given birth to one of the most important painters of the Italian Renaissance, Pietro Vannucci called “Perugino”. The complex of the former Church of San Francesco rises just outside Porta Perugina, at the beginning of the ancient Via Pievaiola, and preserves the most significant facade of the sec. XIII in Città della Pieve: this is the only original part left after the destruction in 1766 for the rebuilding according to the project provided by the architect Andrea Vici. The Convent, seat of the Conventual Franciscans, was radically transformed into those years and later, between 1845 and 1860. After the Second World War, the church of San Francesco was transformed into the Italian Shrine of the Madonna of Fatima.

This is a place full of history: here Bonaventura da Bagnoregio, General of the Order, convened in 1259 the General Chapter of the Franciscan Order to process Giovanni da Parma suspected of heresy; the Convent also hosted the French Pope Martino IV that was at Castel della Pieve between June and October 1284.

Inside you can admire the table of Domenico di Paride Alfani “The Virgin in Throne surrounded by St. Francis, Bartholomew, Antonio and Stefano”, first century. XVI; the painting by Antonio Circignani “The Descent of the Holy Spirit”, and the same painter, above the door of the Sacristy, the fresco “Ecce Homo”.

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Itinerari

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Il Santuario della Madonna di Fatima, vanto di Città della Pieve

Pochi lo sanno, ma il primo Santuario italiano dedicato alla Madonna di Fatima sorge nel cuore dell’Umbria, nella splendida cornice di Città della Pieve nota per aver dato i natali a uno dei più importanti pittori del Rinascimento italiano, Pietro Vannucci detto il “Perugino”. Il complesso dell’ex Chiesa di San Francesco sorge appena fuori Porta Perugina, all’inizio dell’antica Via Pievaiola, e conserva la facciata più rilevante tra quelle del sec. XIII a Città della Pieve: si tratta infatti dell’unica parte originaria rimasta dopo la distruzione avvenuta nel 1766 per far seguito alla riedificazione secondo il probabile progetto fornito dall’architetto Andrea Vici, al quale si deve anche l’annesso campanile. Anche il Convento, sede dei Francescani Conventuali, fu radicalmente trasformato in quegli anni e successivamente, tra il 1845 e il 1860. La chiesa di San Francesco, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata trasformata in Santuario italiano della Madonna di Fatima.

Si tratta di un luogo davvero ricco di storia: qui Bonaventura da Bagnoregio, Generale dell’Ordine, convocò nel 1259 il Capitolo Generale dell’Ordine Francescano per processare Giovanni da Parma, sospettato di eresia; il Convento, inoltre, ospitò il Papa francese Martino IV, presente a Castel della Pieve tra il giugno e l’ottobre del 1284.

Al suo interno si possono ammirare la tavola di Domenico di Paride Alfani “La Vergine in Trono circondata dai Santi Francesco, Bartolomeo, Antonio, Stefano”, primi sec. XVI; la tela di Antonio Circignani “La Discesa dello Spirito Santo” e, dello stesso pittore, sopra la porta della Sacrestia, l’affresco “Ecce Homo”.

 

La tomba di Laris, meraviglioso reperto etrusco di Città della Pieve

La splendida Città della Pieve ha aggiunto un altro importante “tassello” alla galleria dei suoi tesori. Nell’ottobre del 2015, infatti, in località San Donnino, è stata scoperta una meravigliosa tomba etrusca, considerata una delle cinque principali scoperte archeologiche dell’anno e vincitrice del prestigioso premio internazionale per la scoperta con maggior consenso dal grande pubblico indetto dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. La sepoltura ipogea, scavata nel terreno naturale, presenta un ambiente a pianta rettangolare di circa 5 metri quadrati, parzialmente interrato da movimenti franosi. Datata tra la fine del IV sec. a.C. e gli inizi del III sec. a.C., la Tomba di Laris – com’è popolarmente definita per via del nome del proprietario scolpito sul sarcofago principale – è costituita da una camera sepolcrale completamente scavata nel terreno argilloso a cui si accede tramite un lungo corridoio di 12 metri; al suo interno sono stati rinvenuti, insieme agli oggetti di corredo, due grandi sarcofagi monumentali in arenaria e travertino alabastrino (una pietra bianca con venature e tessitura fine) e tre urne cinerarie sui cui coperchi sono scolpiti i defunti a banchetto, conservati presso il Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi. Su uno dei due sarcofagi si può notare un’iscrizione etrusca, con ogni probabilità riferibile all’identità del defunto. La tomba, insomma, rappresenta un motivo in più per visitare Città della Pieve, che già custodisce le opere del suo figlio più illustre, Pietro Vannucci detto Il Perugino, oltre alla Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, alla Rocca e a Palazzo della Corgna.