Itinerari

Natale a Castro dei Volsci: cultura, natura e buona cucina

Un percorso emozionante che inizia dal punto più alto del borgo, lassù tra le suggestive rovine della Rocca di San Pietro che troneggia su tutta la Valle del Sacco. Luogo speciale per gli abitanti di Castro dei Volsci che qui ricordano la loro storia, che Mamma Ciociara, il monumento che caratterizza questo luogo, eloquentemente e silenziosamente, tramanda ai posteri. Luogo suggestivo per i visitatori, che qui possono respirare tutta l’essenza del borgo e della sua umanità, conosciuto anche come il “Balcone della Ciociaria”… sarete catapultati in un paesaggio fiabesco se con un pizzico di fortuna le nuvole “cammineranno basse” accanto a voi.

Scendiamo nel centro storico, dove le antiche botteghe arredano tutto i viottoli, ospitando ancora oggi tradizionali attività artigiane: dalla ceramica, al legno, all’arte orafa. Il ricamo e la tessitura. E’ un circuito di sei botteghe artigiane che animano il cuore di Castro dei Volsci, restando fedeli alle tradizioni d’un tempo.

Della sua vecchia cinta muraria, oggi, rimane solo l’andamento ad anello di via Civita. L’accesso più suggestivo è quello da Porta della Valle, con le viuzze strette lastricate in cotto e le casette in pietra nuda a fiancheggiarle.

Castro dei Volsci è una meta perfetta, in ogni periodo dell’anno, ma durante il Natale, lo è di più. Si trasforma in un vero e proprio presepe. Anche oggi che il presepe vivente non potrà esser realizzato, quella magia degli anni precedenti, c’è sempre.

Ci sono poi le antiche chiese e c’è, poco lontana dal centro, l’area archeologica del Casale di Madonna del Piano, con i resti di ville, terme e necropoli d’epoche varie. Per gli appassionati di trekking un sentiero particolarmente suggestivo è quello della Madonna della Pace, conosciuto e segnato dal CAI con il nome “La Fortezza”.

Castro dei Volsci è tanto. Sono le tradizioni. E’ la natura. E’ la sua storia. Sono le sue crespelle natalizie che in ogni angolo del paese potrete assaggiare. E’ un dolce “povero” che da secoli viene tramandato. E’ pasta lievitata e fritta. Arricchita con una spolverata di zucchero e a volte un poco di uvetta passa oppure zucca nostrana. Insomma, una squisitezza natalizia!

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