Itinerari

Montespertoli, un gioiello del Chianti tra vino, olio e castelli

Un piccolo gioiello che sorge lungo la “Via Volterrana”, che collega alla Via Francigena vicino a Certaldo. Montespertoli sorge a 20 km da Firenze ed a 30 km da San Gimignano, adagiato su una dolce collina nel Chianti: è una delle principali zone di produzione toscane di olio extravergine d’oliva e una meta imperdibile per chi vuole assaggiare o acquistare le migliori etichette di questo vino noto in tutto il mondo, ma non solo: il paese conserva indelebili importanti tracce lasciate da alcune nobili famiglie fiorentine, che scelsero questo territorio per costruire i loro eleganti castelli e ville: i Guicciardini, Frescobaldi, Acciaioli, Ruccelai, Strozzi, Barbadori sono solo alcuni dei nobili che hanno abitato a Montespertoli. Il castello di Montegufoni (proprietà degli Acciaioli) si può ammirare lungo la Volterrana andando verso Montespertoli provenendo da Firenze, mentre il Castello di Sonnino, appartenuto per secoli alla famiglia Machiavelli, si trova all’inizio di Montespertoli. Al suo interno merita senza dubbio una visita la Chiesa di Sant’Andrea in Piazza Machiavelli, così chiamata in onore della famiglia di nobili che aveva diversi possedimenti in questa zona: al suo interno si possono ammirare splendide opere d’arte provenienti dalle altre piccole chiese dei dintorni, come la “Madonna con i Santi” del 1380 attribuita ad il Maestro della Misericordia ed a Niccolò Gerini. Il castello di Poppiano (nella foto) è invece proprietà della famiglia Guicciardini dal lontano 1200: è un’imponente struttura medievale, con 3 mura difensive che aveva la funzione di avamposto a difesa di Firenze. Qui si producono ancora oggi vino ed olio extravergine d’oliva di qualità con la possibilità di fare degustazioni di vino e visita delle cantine e della torre del castello.

 

 

Arcevia, le Marche e il territorio dei dieci castelli

Splendidi centri abitati murati di impianto tre-quattrocentesco, che hanno conservato le loro peculiarità tipologiche fino ad oggi: è un vero e proprio percorso all’indietro nel tempo quello che si può compiere partendo da Arcevia, l’antica Rocca Contrada in provincia di Ancona, e proseguendo nel territorio fino alla fortezza di Nidastore, ai confini con la provincia di Pesaro. Partendo da Arcevia, seconda tappa del viaggio è il Castello di Avacelli, attestato dal 1248, che venne fondato da Rocca Contrada su di una collina al confine con il territorio di Serra S. Quirico. La visita prosegue al Castello di Castiglioni, che si erge ai confini con il territorio di Serra de’Conti: attestato dal 1289 come castellare, fu probabilmente fondato dopo l’abbandono del castello di Fossaceca che si trovava nei pressi. E sempre in direzione di Serra de’ Conti vale davvero la pena visitare il Castello di Piticchio, uno dei più suggestivi e meglio conservati dell’arceviese, che sorge su un poggio a circa sette chilometri da Arcevia. Nel Castello di Montale, invece, è ancora possibile ammirare il camminamento di ronda e la torre di guardia dell’antica fortificazione è da notare, riutilizzata e riproposta come campanile della chiesa di S. Silvestro, riedificata dopo il 1830. Davvero imperdibile è invece una visita al Castello di Loretello, che sorge su un poggio a 300 metri d’altezza a circa 15 km da Arcevia; tra i castelli del territorio rimasti è quello più antico: nominato per la prima volta nel 1072, edificato insieme alla chiesa di S. Andrea dai monaci di Fonte Avellana, divenne possesso di Rocca Contrada nella seconda metà del ‘200. A breve distanza da Loretello, sorge invece il piccolo Castello di S. Pietro, pressoché invariato nel suo impianto urbanistico quattrocentesco, che però conserva poche tracce delle strutture murarie originarie.  Il Castello di Palazzo è invece uno dei più caratteristici di tutto il territorio: si tratta di un centro murato interessante che presenta una struttura urbanistica singolare sviluppata lungo le linee di livello delle pendici del Monte Caudino, dotato di possenti tratti di mura in pietra e cotto e di una bella porta d’accesso quattrocentesca. Quello geograficamente più a ovest, infine, è il Castello di Caudino, nei pressi del quale fu combattuta una memorabile battaglia tra le forze Guelfe e Ghibelline per il possesso del territorio.

 

Castelli Sabina_Fuoriporta

Dai Savelli agli Orsini, a spasso fra i castelli della Sabina

Da Palombara Sabina alla scoperta dei castelli di questo splendido territorio tra le province di Roma e Rieti, famoso oggi per la sua natura incontaminata e per la produzione di un olio di oliva tra i più rinomati d’Italia, ma teatro un tempo di importanti avvenimenti storici testimoniati proprio da queste fortezze.

Un percorso che non può che iniziare dalle pendici dei Monti Lucretili e, in particolare, dal Castello Savelli che rappresenta il vanto di Palombara Sabina. Difficile, d’altronde, restare indifferenti davanti ai suoi ampi saloni, agli affreschi della scuola di Raffaello e alle antiche statue greche; meritano sicuramente una visita anche il Museo Archeologico, che ospita una splendida statua di Zeus risalente al I sec. a. C., il giardino pensile e “il soccorso”, una lunga galleria con 37 feritoie usata un tempo dai balestrieri per passare dal torrione alla rocca senza essere visti.

Non lontano da Palombara è possibile ammirare uno dei più considerevoli esempi di “castrum” longobardo: le rovine del Castiglione, che dominano da posizione panoramica una vallata dominata da fitti ulivi terrazzati. E sempre a pochi chilometri di distanza, ecco l’abitato abbandonato di Stazzano Vecchio, noto come uno dei “paesi fantasma” del Lazio, con il suo Castello Orsini; proseguendo in direzione di Farfa, a pochi chilometri dalla famosissima Abbazia sono visibili i ruderi di Roccabaldesca. Il viaggio tra i castelli della Sabina non può che chiudersi a Nerola e al suo castello in stile romanico-medievale, perfettamente conservato: difeso da un ampio fossato e da quattro ampi torri angolari, al suo interno si possono ammirare gli ampi saloni e si può godere di una vista mozzafiato sulla vallata circostante.