Itinerari

In bicicletta tra i Castelli del Barolo e le strade dei pellegrini

Oltre 100 percorsi geomappati, 4300 km attraverso 5 siti Unesco, 355 comuni, 17 parchi e riserve, 136 tra Dop, Dogc e Igp: il Piemonte si può attraversare in sella a una bicicletta ed ogni volta è una scoperta nuova. E’ il caso de “Tra i Castelli del Barolo” (Bra e Langhe), un percorso che tocca ben due siti Unesco: Barolo e il castello di Grinzane Cavour (nella foto), passando dal famosissimo borgo di La Morra, toccando Monforte d’Alba, comune bandiera arancione del Touring Club, Dogliani e Serravalle Langhe sino a Serralunga d’Alba. Sulle tracce invece della storia, invece, viaggia il percorso “Le strade dei pellegrini” (Astigiano). Da Asti a Albugnano l’itinerario segue l’antico tracciato dei sentieri che costituivano nel medioevo una delle tanti varianti della Via Francigena e si snoda tra luoghi di grande interesse naturalistico come il Parco di Valle Andona, Valle Botto e l’area dei Gorghi di Monale, le splendide chiese romaniche (San Nicolao a Settime, San Secondo di Cortazzone e San Giorgio di Bagnasco a Montafia) per giungere a Capriglio e percorrere i luoghi dell’infanzia di Don Bosco e Domenico Savio a Morialdo fino alla borgata Becchi, per salire verso Albugnano da Castelnuovo Don Bosco e poi arrivare alla Canonica di Santa Maria di Vezzolano.

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Il Piemonte da scoprire in bici: la Castellania – Oropa

Un territorio splendido e variegato tra laghi, fiumi e colline, fino alle Alpi. Il Piemonte è un vero e proprio paradiso fatto di zone molto diverse tra loro e ognuna delle quali espressione di un’eccellenza, ma accomunate da scorci straordinari, ancora più belli se vissuti dalla sella di una bicicletta. E’ il caso dell’itinerario Castellania-Oropa, che parte da Acqui Terme e giunge al Santuario di Oropa (nella foto), passando per il Monferrato e per Castellania – paese natale di Serse e Fausto Coppi – ripercorrendo le strade del Giro d’Italia della edizione numero 100 che al Campionissimo e a Marco Pantani ha dedicato una tappa speciale. Qui la strada si impenna di emozioni con la mitica salita di Oropa affrontata nel finale anche nella tappa del Giro d’Italia 2017 (la Castellania Oropa/Biella), tratto che tutti conoscono come “la salita Pantani”. Per un’impresa del 1999 che ha fatto la storia del ciclismo, indissolubilmente legata al Pirata: emozioni pedalano dunque da Biella ad Oropa, sito Unesco, percorrendo l’Oasi Zegna, lo straordinario parco naturale ad accesso libero delle Alpi Biellesi dove famiglie, bambini e sportivi possono praticare attività nella natura.

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Cinque percorsi per scoprire la Franciacorta in bicicletta

Cantine, agriturismi, musei, distillerie, enoteche. La strada del Vino di Franciacorta è questo è molto altro. La zona collinare lombarda compresa tra Brescia e l’estremità meridionale del Lago d’Iseo, è uno dei territori italiani che contano la più alta produzione di spumanti, da gustare insieme ad altre perle della tradizione gastronomica locale tra vigneti, graziosi borghi e antichi casali. Una terra ideale per gli itinerari in bicicletta. La Provincia di Brescia ne segnala cinque, contrassegnati da un colore diverso: nero, blu, giallo, verde e rosso.

Il percorso nero parte da Piazza della Loggia nel centro della città di Brescia e si snoda in periferia costeggiando Urago Mella nei pressi del Villaggio Violino, si addentra successivamente nel paese di Cellatica e nel comune di Gussago per poi lambire Rodengo Saiano passando accanto all’Abbazia Olivetana, per ritornare per stradine di campagna sul percorso di partenza. Si tratta di un percorso ciclo-pedonale lungo 40 km, adatto a tutti e della durata di 2 ore e 30 minuti.

Quello blu parte dall’Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano e conduce fino a Provaglio d’Iseo, in località Torbiere del Sebino, attraversando Monticelli Brusati, nel cuore della Franciacorta. Seguendo la pista ciclabile che unisce Brescia a Paratico si giunge a Passirano attraversando le campagne di Fantecolo, Monterotondo e Camignone dove si può fare una pausa di degustazione all’interno delle numerose cantine che si incontrano sulla via. In questo caso si tratta di un percorso di 30 km adatto a tutti e senza difficoltà, da completare in circa 2ore e 30 minuti.

Il percorso giallo porta alla scoperta della parte di Franciacorta che si mescola con il Sebino. Da Iseo, un percorso di 30 km conduce fino a Clusane, costeggiando la riva del Lago d’Iseo, per poi inoltrarsi nel cuore della Franciacorta attraversando Corte Franca, fino a Calino e Bornato.

Quello verde attraversa Paratico, Capriolo, Adro e Corte Franca, per chiudersi nuovamente al punto di partenza. Dirigendosi a Capriolo si può visitare il Museo Agricolo del Vino e osservare il fiume Oglio che scorre attraverso queste terre, uno spettacolo davvero unico.

L’ultimo percorso, quello definito dal colore rosso, porta nella Franciacorta meridionale, collegando Erbusco, Rovato e Cazzago San Martino in un itinerario chiuso.
A Erbusco ci si può fermare a visitare il parco delle Sculture, oppure concedersi una degustazione di vini DOC associati a salumi e formaggi prodotti dagli agriturismi locali.

 

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L’Alta Valle dell’Isonzo in bicicletta

Un’incantevole pedalata di 67 chilometri lungo il “fiume dal colore smeraldo”. Siamo a Most na Soči, dove l’Idrijca si tuffa nell’Isonzo: si tratta di una delle principali aree preistoriche d’Europa, con splendidi reperti da ammirare all’interno del Museo Archeologico. Il percorso segue il corso superiore dell’Isonzo che, grazie alle sue numerose rapide, è il paradiso per chi ama sport acquatici come rafting, kayak, canottaggio e hydrospeed. Il principale centro dell’alta valle è Trenta, insieme di frazioni sparse lungo 5 chilometri. I prati circostanti vengono ancora lavorati da una sparuta schiera di contadini, alcuni dei quali hanno attrezzato le loro abitazioni per ospitare i sempre più numerosi viaggiatori appassionati di questo ambiente affascinante. Ora il paese si sta trasformando in centro di villeggiatura estiva, per le arrampicate in montagna, e invernale, per la pratica dello sci di fondo. A Tolmin (Tolmino) – conosciuta per la settecentesca rivolta dei contadin i– meritano invece una visita il Museo Etnografico, i resti del castello medievale e lo spettacolare Ponte del Diavolo. Quindi si oltrepassa il fiume, grazie al grande ponte napoleonico ad arco in pietra, giungendo a Caporetto, nota per la celebre rotta del novembre 1917, ricordata nel locale museo e nel vicino Sacrario di Sant’Antonio.

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