Giuseppe Manco_Fuoriporta

La pizza di Giuseppe Manco regina di New York

Il 27 di Ottobre compirà 30 anni. E non è più in Italia da 6, l’ha lasciata quando ne aveva 24. E’ una delle tante belle teste che se ne sono andate altrove, perché, in fondo in fondo, c’è più soddisfazione ad essere Italiani in un altro Paese.
Lui è Giuseppe Manco. Dire che è italiano non rende bene l’idea. Perché Giuseppe è napoletano, lo è nel profondo del cuore perché quando si è raccontato a noi lo ha fatto con una passione smisurata. E lo è nel suo lavoro. Giuseppe fa una pizza senza paragoni. E a New York, dove vive da anni, se ne sono pazzamente  innamorati.

In tanti rincorrono il sogno americano, ma ciò che ci ha colpito davvero di Giuseppe mentre si raccontava a cuore aperto è la sua tenacia, la sua determinazione. E vorremmo che chi legge quest’intervista su Fuoriporta pensi  che è sempre  tutto è possibile se solo lo si vuole veramente.
Giuseppe è stato mandato via dall’America, la prima volta, parecchi anni fa. Poi ci è ritornato. E  oggi  vive li, forse definitamente. Chi lo sa. Sicuramente continuerà a seguire la sue passioni. Ovunque lo porteranno.

 

Quanti anni avevi quando hai pensato per la prima volta di andartene così lontano da casa?

Avevo solo 16 anni, ero rimasto affascinato dai racconti di uno dei miei migliori amici, Loris, che, al termine dell’anno scolastico, andava tutte le estati in America a trascorrere le vacanze estive dai suoi fratelli.
Ogni volta che ci sentivamo, mi raccontava di quanto fosse bella l’America e di quanto si vivesse bene.
Così, all’età di 19 anni e dopo aver conosciuto colei che sarebbe poi divenuta mia moglie decidemmo insieme che avremmo dovuto dare una svolta alle nostre vite.
Iniziammo a lavorare nelle varie località turistiche per racimolare un po’ di soldi, quei soldi che ci avrebbero permesso di partire e anche di restare un po’ di tempo senza andare all’avventura.
Quella partenza ci costò tanto tanto duro lavoro. E all’età di 24 anni finalmente ci trasferimmo.

Come la prese la tua famiglia?

All’inizio malissimo. Sapevano che coltivavo, neanche troppo segretamente, l’American Dream. Ma quella sera in cui tornai a casa per comunicargli, felice, la notizia, gli spezzai il cuore. Oggi, a distanza di anni, sono molto contenti e felici per me.

Cosa fanno i tuoi?

Mia madre è casalinga, mio padre è proprietario di una carrozzeria da molti anni ma, purtroppo, a causa della crisi ha dovuto iniziare a lavorare come impiegato scolastico.

Quale è il tuo legame con la tua terra?

Io sono Italiano, napoletano di nascita. E sono fiero di esserlo. Non potete immaginare che soddisfazione quando qualcuno mi chiedi: “ da dove vieni?” Oppure mi chiedono: “are you Italian?” E la maggior parte delle persone, qui negli Usa, quando gli rispondi di “si” replicano, quasi sempre, con un “wow…. Italy is amazing”. Non potete immaginare quanto tutto questo mi renda felice e importante allo stesso tempo.
La nostra terra è qualcosa di speciale, di unico, quel qualcosa che parte dalla storia, passando per l’arte e per la moda e finendo alla cultura, di cui, quella gastronomica, è, forse, l’espressione che ci rappresenta di più. Ed è la mia passione.

Raccontaci cosa ha significato, per te, trasferirsi all’estero. Decidere di andare a lavorare in un altro Paese. Vita nuova, nuovi amici, nuove sfide…

Vorrei fare una premessa: vivere all’estero non è per tutti. Bisogna essere molto forti, avere un cuore grande, grande abbastanza per far da valigia a tutto ciò che lasci: gioie e dolori, amici e famiglia. E bisogna avere tanto fegato per riuscire a far fronte alle nuove difficoltà: la nuova lingua, l’essere da soli e il non avere nessun amico su cui poter contare all’inizio. E, talvolta, capita che siano proprio quelli che si definiscono amici o che tu ritieni tali a a pugnalarti alle spalle, a rubarti le idee. O a cercare di demoralizzarti.
Bisogna far fronte a mille difficoltà: i permessi di soggiorno, la tanta, tanta concorrenza.
Ma quando ti fermi un attimo a riflettere finisci per chiederti chi stai diventando più che dove stai vivendo. Perché quando si emigra, più che muoverti verso una destinazione, vai verso un destino, il tuo.

Quali sono i passi per fare questo “salto?

Come vi dicevo, oggi come oggi non è facile trasferirsi all’estero e soprattutto negli Usa.

I visti di soggiorno diventano sempre più difficili da ottenere. Vivendo a New York, che è la meta più gettonata d’America, mi capita spesso di incontrare compaesani che pensano che qui sia tutto facile. Spesso in tanti non hanno neanche i soldi per restare, alcuni di loro si sono anche indebitati con qualche familiare per acquistare il biglietto di partenza. Purtroppo in tanti sono partiti all’avventura sognando quelle storie di una volta, quando i nostri immigrati italiani sbarcavano in America, dopo un mese di viaggio in nave e, in poco tempo, riuscivano a farsi subito una seconda vita.

Purtroppo oggi non è così. E’ dura. E anche molto.

Ci sono tanti immigrati che vengono qui entrando illegalmente, scavalcando le recinzioni dei confini oppure passando nei tunnel sottoterra o affrontando lunghi giorni di cammino nel deserto. Tanti arrivano anche più comodamente in aereo e restano più del consentito dalle norme statunitensi, con la speranza di trovare una compagna e sposarsi per regolarizzare i documenti. Ma solo il 30 per cento ci riesce, secondo me.
Altri cedono e tornano indietro. Oppure vanno altrove perché non ce la fanno a restare così tanto tempo, imprigionati in questo paese che è bellissimo ma, allo stesso tempo, a differenza dell’Italia, non ammette errori.
Altri, più fortunati o più astuti, riescono a venire qui in America ottenendo i visti tramite investimenti di consistenti somme di denaro.

Poi ci sono quelli come me che, per venire qui, non hanno dormito la notte, hanno perso i capelli al solo pensiero di trovare una soluzione per regolarizzare il proprio ingresso usando come arma la passione, la tenacia e la dedizione verso quello che si riesce a fare meglio: il proprio “mestiere”.

E voi, tu e tua moglie, come avete vissuto i primi tempi?

Non vi nascondo che anche io e moglie abbiamo avuto un periodo, lungo quasi 5 anni, durante il quale non siamo mai tornati a casa, non perché fossimo restati qui illegalmente, ma perché era un brutto periodo per i visti e più di un avvocato ci aveva consigliato di restare, come si dice, “in status” ma di non uscire, altrimenti sarebbe stato molto più difficile rientrare, soprattutto per me, che avevo avuto un piccolo problema a Philadelphia, quando venni espulso al mio primo tentativo.

Oggi, fortunatamente, svolgo quello che, secondo me, è il mestiere più bello del mondo. Ho seguito il mio istinto, ho inseguito testardamente i miei sogni che si sono poi concretizzati con la vittoria al “Campionato mondiale di pizza”, Le interviste televisive e sui giornali hanno fatto il resto. E, così, sono riuscito a ottenere un permesso speciale per le mie straordinarie abilità nell’arte della pizza.

Qual è stata la tua carriera a New York?

Ho lavorato in locali oramai di successo come Starita a Time Square, Pizzarte a Midtown, Prova in Chelsea e ho seguito varie aperture in qualità di consulente di cucina.

Attualmente lavoro per la celebrity chef italoamericana Donatella Arpaia con il ruolo di executive chef nel suo ristorante alla stazione centrale di Manhattan. Tra una settimana aprirò assieme ai miei due soci Totò & Gianni, un ristorante tutto nostro che, come focus, servirà piatti rivisitati siciliani e una pizza che unisce Napoli e la Sicilia.

Quale consiglio ti senti di dare a quei ragazzi che stanno iniziando ad affrontare le prime sfide della vita?

Never give up. Se hai un obiettivo devi insistere e lottare. Non importa quanto tempo ci vorrà per arrivare alla meta. Non devi mai arrenderti. Io seguo sempre il mio istinto. E, fino ad oggi, ho sempre e solo sbagliato quando non l’ho seguito!

Ed ora non puoi non darci una tua ricetta… o qualche prezioso segreto in cucina..

Vi racconto come fare l’impasto di una pizza in teglia fatta in casa cm 33×46

E’ importante procurarsi una teglia da forno.

Ingredienti :
1 kg di farina tipo 0 oppure un tipo di farina rigorosamente biologica
800 g di acqua
40 g di olio extravergine di oliva
20 g di sale marino
5-7 g di lievito secco di birra

Istruzioni:
– accendere il forno di casa almeno 10/15 minuti prima e impostarlo alla temperatura più alta,
– aggiungere tutta la farina in una grande ciotola
– aggiungere il lievito secco di birra ed iniziare a mescolare con la farina
– versare un 80% di acqua fredda (se possibile da frigorifero) ed iniziare a mescolare fino al raggiungimento di una crema
– a questo punto aggiungere il sale e il resto dell’acqua e continuare ad impastare finchè l’impasto non risulti liscio e senza grumi
– dopodichè si può aggiungere l’olio extra vergine di oliva
– impastare fino all’assorbimento dell’olio.
– coprire la ciotola con un coperchio oppure un pò di cellofan
– far riposare l’impasto in frigorifero per almeno 24/36 ore fino a che non sia cresciuto e raddoppiato di volume
– a questo punto bisogna rigenerarlo cercando di dargli delle pieghe che gli tolgano l’aria
– riporlo in frigo per altrettante 12/ 24 ore
– a questo punto si può fare la pagnotta di circa 800/840 gr che varia dal gusto di spessore della teglia
– lasciar riposare in frigo per 12 ore
– adesso l’impasto è pronto per vestire la teglia
– con una pennello alimentare spennellare un pò di olio evo alla base della teglia
– iniziare ad aprire leggermente e delicatamente l’impasto
– posizionarlo nella teglia delicatamente fino ad ottenere una superficie di pasta equa nella teglia
– la pizza è pronta per essere condita

Vi regalo anche una mia ricetta classica che due anni fà mi ha dato la soddisfazione di vincere il mondiale della pizza:

Pizza con Pomodorini del piennolo e Bufala

– farcire lo strato di impasto con circa 400/450 gr di pomodori pelati salati
– porre la pizza nel forno sulla base non nel mezzo
– condire i pomodorini (del Piennolo sarebbe ideale altrimenti basta che siano gustosi) con sale origano e peperoncino
– dopo circa 10 minuti di cottura della base aggiungere i pomodorini conditi e versare un bella manciata di formaggio grattugiato
– cucinare per altri 5 minuti circa fino a che la pizza non risulti dorata
– aggiungere una mozzarella di bufala da 250 gr tagliata su tutta la superficie della pizza e dargli una scottata in forno per circa 2 minuti
– far uscire la pizza dal forno e condirla con un filo d’olio extravergine e del basilico fresco

a questo punto il capolavoro sara’ pronto
buon appetito

Vi potrebbe interessare anche:

Nessun correlato trovato