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La Roma di 200mila anni fa in mostra al Museo Pleistocenico di Casal de’ Pazzi

Tutto partì da una zanna d’elefante rinvenuta nel 1981 durante i lavori di urbanizzazione della zona. Siamo a Casal de’ Pazzi, nella periferia di Roma. Qual ritrovamento diede il via a un’ampia indagine un’indagine archeologica su un’area di oltre 1.200 mq che portò alla luce il tratto di un antico alveo fluviale. E così nel 2015 è nato il Museo Pleistocenico, l’ottavo polo museale gratuito della Capitale. Un’occasione per i visitatori per immergersi nella Città Eterna di 200.000 anni fa, in un paesaggio preistorico fatto di vulcani, uomini cacciatori ed elefanti; e per scoprire al contempo quella straordinaria serie di depositi che un tempo costellavano la bassa valle dell’Aniene prima di essere distrutti dall’inesorabile avanzare della città; nel giacimento, infatti, vennero scoperti più di 2000 fossili animali come l’elefante antico, l’uro, l’ippopotamo e il rinoceronte, ma anche un frammento di cranio e oltre 1.500 manufatti in selce che testimoniano la contemporanea presenza di uomini. L’itinerario prende il via con l’osservazione del letto del fiume dall’alto di una passerella, quindi l’alveo si riempie di acque virtuali e un filmato ricostruisce il paesaggio pleistocenico con il fiume, le piante, gli animali e una rappresentazione 3D dell’elefante antico. Nella sala espositiva, poi, è possibile ammirare alcuni dei reperti rinvenuti nel giacimento ed utilizzare la “Pleistostation”, un touch screen con questionari, giochi, ipertesti e filmati. L’area esterna al museo, infine, ripropone un giardino pleistocenico.

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