I borghi “fantasma” lucani da Brienza ad Alianello

Una terra aspra, selvaggia e affascinante come la Basilicata non poteva che nascondere un piccolo e misterioso tesoro: quello dei borghi “fantasma”. Paesi spesso risalenti all’età medievale dove un tempo la vita scorreva serena, che ora si sono trasformati in luoghi magici dove il tempo si è fermato al momento in cui sono stati abbandonati, in seguito a calamità naturali come frane, smottamenti e terremoti, non ultimo quello del 1980 in Irpinia. Un viaggio che può partire da Brienza (Potenza), sorto nel 1000 intorno al suo Castello Caracciolo e definitivamente abbandonato dai suoi cittadini nel 1980: qui sono ancora visitabili, oltre alla fortezza di origine angioina (nella foto), la “truccedda” (la torretta di guardia che domina tutta la vallata) e la Chiesa Madre dedicata all’Assunta. Sempre in provincia di Potenza, merita una visita Campomaggiore Vecchio, le cui origini risalgono all’età sveva, che fu abbandonato definitivamente dalla popolazione nel 1885 dopo una devastante frana: al suo interno si possono riconoscere i resti del Palazzo Baronale e della Chiesa madre dedicata alla Madonna del Carmelo. Ancora in provincia di Potenza, la terza tappa del tour conduce alla longobarda Sant’Arcangelo, un luogo ricco di monumenti di grande prestigio artistico: è il caso della chiesa di San Rocco, di quella dedicata a San Nicola con il suo fonte battesimale del 1400 e del monastero di Santa Maria d’Orsoleo. Il viaggio si conclude in provincia di Matera ad Alianello Vecchio, piccolo borgo frazione del comune di Aliano: qui, più dei ruderi lasciati in eredità dal terremoto del 1980, a colpire è la storia dei suoi abitanti; una storia fatta di amore per il proprio paese, più forte delle calamità naturali. Dopo il terremoto del 1857 che lesionò una parte del borgo,   con l’avvento della famiglia sabauda, il governò decise di fare un censimento della zona e gli ispettori, valutati i danni presenti, lo dichiarò inagibile nel 1925: diversi abitanti, però, decisero di non lasciare le loro case: e così il paese continuò a vivere fino sino 1980, quando un nuovo sisma lo distrusse in maniera irrimediabile.

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