Itinerari

La via Dauna, un viaggio nella storia tra Puglia e Basilicata

Non una semplice strada, quanto piuttosto un viaggio a ritroso nel tempo a cavallo tra la Puglia e la Basilicata: la via Dauna attraversa gli splendidi paesaggi dei monti Dauni, in un percorso in cui ogni località è un “quadro” di storia. Un itinerario alla sua scoperta può partire da Lucera, che alla confluenza delle valli molisane e campane domina il Tavoliere: una posizione decisamente strategica, come dimostrano le tracce di villaggi neolitici nel III millennio a.C.; fedele alleata di Roma, Lucera fu nel Medioevo valorizzata da Federico II e divenne il centro dei musulmani fedeli agli Svevi, tanto da essere conosciuta come la Cordova di Puglia. A Melfi (nella foto) antica capitale della Contea di Puglia, si può ammirare uno dei più importanti e articolati castelli medievali italiani costruito alla fine dell’XI secolo dai Normanni. La città è stata sede tra il 1050 e il 1137 di cinque concili indetti da cinque Pontefici diversi (oltre a quello del 1130 convocato da un antipapa): evidentemente già da allora era ospitale e con ottimo cibo. Poco dopo Venosa, patria natale di Orazio – nel complesso della Trinità i maestosi resti della Chiesa dell’Incompiuta sono un esempio di come anche allora per beghe di potere opere importanti siano rimaste in sospeso – la Via Daunia si ricongiunge alla Sveva verso Matera.

 

Polignano a Mare e le sue grotte marine

E’ la città natale del grande Domenico Modugno, un piccolo gioiello a picco sul Mare Adriatico e meta estiva fra le più conosciute di tutta la Puglia. Polignano a Mare (Bari) custodisce gelosamente le tracce del suo glorioso passato, dalla chiesa di Santa Maria Assunta all’Abbazia di San Vito, dal palazzo Marchesale a quello dell’Orologio. Ma a colpire subito l’occhio al visitatore sono le particolari grotte marine, frutto dell’azione erosiva dell’acqua e del vento e della “vena artistica” della natura che sembra divertirsi a dipingere sagome e giochi di luce davvero unici. E così un tour delle grotte, da compiere rigorosamente in barca, permette di scoprire innanzitutto la Grotta Palazzese, la più famosa di Polignano, che deve la gran parte del suo fascino al feudatario Giuseppe Leto: fu lui, nel 1713, a dotarla di una particolare terrazza pensile con l’obiettivo di trasformarla, attraverso una sapiente progettazione architettonica, in una grotta delle delizie; citato nelle enciclopedie di Diderot e D’Alembert e immortalato dal famoso incisore francese Louis Jean Desprez nel 1778, questo luogo non lasciò indifferente nemmeno la regina Giovanna d’Angiò durante la sua visita in Puglia. Ma meritano sicuramente una visita anche la grotta delle Rondinelle e la grotta dell’Episcopina, così chiamata per i cunicoli che la univano alla chiesa Matrice; e ancora a poca distanza la grotta della Chiangella, che deve il suo nome al pianto delle mamme disperate per la sorte delle figlie, rapite durante le incursioni di saraceni e pirati. E ancora la grotta Ardito e quella delle Monache, così chiamata perché era frequentata dalle religiose che potevano fare il bagno lontane da occhi indiscreti.