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19-21 giugno – Città della Pieve diventa una tela artistica. 1500 metri quadrati di fiori per Casalino in fiore

Millecinquecento metri quadrati di fiori. È questo il “tappeto” che troverete a Città della Pieve dal 19 al 21 giugno. Più di venti delegazioni di “infioratori” provenienti da tutta Italia per un appuntamento che trasforma la cittadina umbra in una tela artistica con un tripudio di colori e profumi.

Dal Lazio alla Liguria, dalle Marche alla Campania, fino alla Toscana, la Puglia, la Sicilia e l’Umbria, Città della Pieve ospiterà 22 delegazioni tra le più conosciute infiorate italiane che, dalla mattina di sabato 20, realizzeranno le proprie opere in piazza Unità d’Italia trasformandola in un tappeto floreale. Nel pomeriggio di sabato si uniranno loro anche gli infioratori del Terziere Casalino che in corso Pietro Vannucci realizzeranno la tradizionale infiorata di S. Luigi Gonzaga, patrono del Terziere – ovvero della terza parte di Città della Pieve – una suddivisione antica che ha le sue radici nel Medioevo ma che qui viene ancora gelosamente custodita.
Anche quest’anno, la cittadina umbra che diede – dove nacque il Perugino – darà il benvenuto alla stagione estiva con il tradizionale appuntamento dedicato ai fiori. Un evento – organizzato dai contradaioli del Terziere Casalino in omaggio al loro Patrono San Luigi Gonzaga – che spegne le prime 50 candeline; una ricorrenza da festeggiare a dovere, e così all’ edizione del cinquantenale si aggiungerà “Casalino in Fiore”, un evento nell’evento: la rassegna delle infiorate artistiche d’Italia che sarà ancora più spettacolare e si arricchirà di momenti dove arte, spiritualità, storia, gastronomia e antiche tradizioni popolari saranno unite nello stesso evento.
Nel corso della manifestazione, inoltre, grande spazio sarà dato alla gastronomia: nell’incantevole scenario degli Orti del Palazzo Vescovile aprirà la “Taverna del Barbacane”, dove si potranno gustare piatti della tradizione come le lumache al pizzico, il cinghiale al dragoncello e le carni cotte sul bracere di uno spettacolare focolare. Apertura della taverna 11/12/13/14/18/19/20 dalle ore 20 il 16 XI edizione il gusto dei fiori.
Ottanta espositori di fiori e piante arricchiaranno la mostra -mercato, che sarà divisa tra la p.zza Plebiscito – centro della città – e alcune tra le piu caratteristiche vie del Terziere, in particolare via S.M.Maddalena e via S.Egidio che sono collegate tra loro per mezzo di quella che viene considerata una delle vie più strette d’Italia “Vicolo Baciadonne” perchè colei che avesse incontrato un uomo non si sarebbe potuta sottrarre al bacio visto la strettezza della strada che stava attraversando.
I festeggiamenti prenderanno il via già il 13 giugno e nel ricco programma di eventi spiccano “I fiori e le piante dell’infiorata”, divulgazione scientifica per adulti e bambini (14 giugno), “Fiori in fiera”, mostra mercato di selezionati prodotti di arte floreale vivaistica e topiaria (20 e 21), l‘annullo filatelico in onore del 50° anniversario del Terziere e la visita guidata dell’infiorata e dei luoghi d’arte nelle vie del Terziere in collaborazione con il FAI del Trasimeno, entrambi il 21 giugno.
I Terzieri hanno origine antica e affondano le proprie radici nella suddivisione della città medievale in tre parti, fortemente antagoniste tra loro.
Adagiata a 500 metri di altezza su un colle che domina la Val di Chiana e il Trasimeno, Città della Pieve ha origini antichissime che risalgono al periodo etrusco-romano; libero comune dal 1228 sotto la protezione dell’imperatore Federico II di Svevia, diede i natali nella metà del XV° Secolo al suo figlio più illustre, Pietro Vannucci detto Il Perugino, che ha regalato alla città una serie di gioielli di inestimabile valore.
Dal programma segnaliamo:
13/06 concerto polifonica pievese e corale di Saint Cyr Sur Mer
14/06 I fiori e le piante dell’ infiorata, divulgazione scientifica per adulti e bambini.
16/06 Il “gusto dei fiori” cena a base di essenze e fiori.
20-21/06 “fiori in fiera” mostra mercato di selezionati prodotti di arte floreale vivaistica e topiaria
21/06 Ore 10-19 annullo filatelico in onore del 50° anniversario del terziere.
21/06 Ore 15:30 visita guidata dell ‘infiorata e dei luoghi d’arte nelle vie del terziere in collaborazione con il FAI del trasimeno.
21/06 ore 19.00 S.S. Messa e Processione – Cattedrali die SS Gervasio e Protasio

Luogo – Città della Pieve PG
Data – 13-21 giugno
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Itinerari

La Pieve di San Lorenzo, perla del Mugello

E’ il più ampio edificio romanico del contado fiorentino e il più importante del Mugello. Nel centro di Borgo San Lorenzo sorge la Pieve di San Lorenzo risalente al 941. La costruzione attuale risale al XII-XIII Secolo ma è stata molto modificata in diverse epoche: dopo il terremoto del 1542, nel 1814 (quando il soffitto viene dipinto a cassettoni, le finestre ingrandite e il pavimento rialzato) e dopo il terremoto del 1919. Nel 1937 poi vengono ripristinati il soffitto a capriate, le colonne romaniche e all’esterno tutte le strutture murarie sulla fiancata sinistra e all’abside. In seguito alla costruzione adiacente del monastero di Santa Caterina, la pieve di San Lorenzo viene arricchita di altari laterali e di un nuovo fonte battesimale. La ricchezza delle opere d’arte conservate all’interno testimoniano l’importanza che questo luogo ebbe in passato. Tra queste spiccano una Madonna attribuita a Giotto, un Crocifisso su tavola di scuola giottesca, una Madonna in Trono col Bambino attribuita ad Agnolo Gaddi, La Vergine e i Santi Francesco e Domenico di Matteo Rosselli. L’abside è affrescata da Galileo Chini. A lato della facciata, a destra, spicca un tabernacolo in terracotta policroma opera delle Fornaci Chini. La Pieve è aperta tutti i giorni (dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16 alle 19.00; il sabato e domenica dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 17.30).

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La Pieve Santa Maria Assunta, gioiello del Montefeltro

E’ il più antico monumento religioso di San Leo e dell’intero territorio del Montefeltro. E’ la Pieve di Santa Maria Assunta, una sorta di nave di pietra incagliata su uno scoglio, ancorata per sempre alla roccia che la sorregge e di cui si compone. L’edificio – che rappresenta la prima testimonianza materiale della Cristianizzazione di questa zona dell’entroterra riminese –  è posto infatti a cavallo di una protuberanza rocciosa del masso leontino cosicché, sia a levante che a ponente, c’è spazio per due ambienti sottostanti le navate: la cripta o confessionale ed il cosiddetto “Sacello di San Leone”; qui è conservato il fronte di un sarcofago, con la raffigurazione mistica di due pavoni che si abbeveravano: insieme al rilievo murato nella parete sud della chiesa, quest’opera costruisce la più antica testimonianza scultorea dell’edificio. La chiesa è innalzata su una pianta basilicale; vi si accede attraverso due portali praticati nei muri di fianco, ambedue ad arco a sesto pieno, mentre l’interno, ad impianto longitudinale, è scandito dalle arcate a pieno centro, impostate su sostegni alterni che dividono le tre navate. Il Presbiterio, rialzato sulla cripta, accoglie nell’incavo dell’abside centrale il bellissimo ciborio datato 882, che un’iscrizione recita dedicato dal Duca Orso alla Vergine. Ancora oggi, insomma, la Pieve resta uno dei monumenti medioevali più affascinanti dell’Italia centrale: insieme all’adiacente Duomo ed alla Torre campanaria crea l’effetto di un piccolo campo dei miracoli pisano.

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