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Trifoglio, lavanda ed erba medica: l’arte di fare un buon miele

Nella Tuscia Viterbese abbiamo incontrato Giuseppe, uno dei più giovani della famiglia di Apifarm che con cura e dedizione ha fatto tesoro degli insegnamenti del nonno e come lui è diventato apicoltore.

Da quanti anni l’azienda lavora nel campo della produzione di
miele?

Apifarm nasce da una costala di famiglia ormai operativa da 3
generazioni. Apicoltori da sempre con una passione per l’allevamento di
api e una ricerca continua per raggiungere l’eccellenza tecnologica nella
lavorazione del miele con processi solo meccanici e artigianali

La filosofia della vostra azienda è vivere in armonia con la
natura. Come si traduce concretamente tutto ciò nei processi produttivi?

Le api in natura sono in continua lotta con batteri e microrganismi
presenti nell’ambiente, pur tuttavia sanno controllarli e combatterli con
l’aiuto di semplici comportamenti sociali. Abbiamo imparato la lezione,
usiamo solamente prodotti naturali lavorati nel rispetto e in armonia con
la natura con solo aiuti meccanici

E come si traduce invece nei prodotti che proponete al pubblico?

Per noi la natura e il suo rispetto è alla base della nostra etica e
deontologia di produzione. I primi consumatori dei nostri prodotti siamo
noi, e noi teniamo molto a ciò che mangiamo; qualcuno più famoso diceva: “
non siamo altro che ciò che mangiamo”.

Acacia, Castagno e Millefiori, ma non solo. Quali sono i mieli più
particolari che producete?

Noi operiamo nel territorio della Tuscia, su una fascia che va dalla
Maremma ai Monti Cimini; tutti ambienti caratterizzati da una natura
incontaminata, (le nostre api sono lontane da strade e opifici) che offre
spunto alle api per donarci un prodotto ricco anche di proprietà
organolettiche.
Noi raccogliamo quei mieli che la natura può offrire e grazie all’aiuto
dell’ape variano a seconda della stagione e degli anni: i più
particolari sono: lavanda, trifoglio erba medica, girasole ma anche tiglio
melone coriandolo e …

Ci segnala una ricetta particolare a base di miele, magari da
accoppiare con un altro ingrediente tipico della vostra zona, la Tuscia
Viterbese?

Anguilla del lago di bolsena in crosta di nocciole dei Cimini e miele
di castagno
Anguilla filetto 600 gr
Nocciole della Tuscia 100 g
Miele di castagno 2 cucchiai
Rosmarino a piacere
Salvia a piacere
Aglio 1 spicchio
Olio della Tuscia q.b.
Sale q.b.
Vino est est est di Montefiascone 250ml
Pepe macinato q.b.
In una padella, scaldate 2 cucchiai d’olio, aggiungete uno spicchio
d’aglio incamiciato e gli aromi tritati . Quando l’aglio comincia a
prendere colore, toglietelo e mettete i rotolini di filetti di anguilla a
rosolare a fuoco vivo.Alzate la fiamma e aggiungete mezzo bicchiere di est
est est per sfumare il tutto. Abbassare la fiamma e fate cuocere per circa
15 minuti rigirando spesso in modo da ottenere una cottura uniforme.
Passate poi ancora una volta, ogni rotolino nel trito di nocciole, facendo
attenzione a far aderire bene su tutti i lati.

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