Le zeppole di San Giuseppe, il 19 marzo in tavola

Buona festa del papà!
Da serpula o saeptula per la forma circolare, al cippus… l’origine della golosa zeppola è lontano.

E’ nel 1700, grazie alle suore, che le zeppole di San Giuseppe prendono la forma attuale. Chi ne ha la paternità tra le monache dello Splendore, quelle della Croce di Lucca o quelle di santa Patrizia o di san Basilio del monastero di san Gregorio Armeno… non si sa!

L’importante è prepararle, ma sopratutto mangiarle!

Ecco la ricetta.

Versate 125 g acqua in una casseruola.
Aggiungete 25 g burro e un pizzico di sale, portate a bollore, ritirate dal fuoco e unite in una sola volta 75 g farina mescolando velocemente.
Ponete di nuovo sul fuoco e continuate a lavorare l’impasto fino a quando diventa una palla che si stacca dalle pareti del recipiente.
Ritirate, lasciate intiepidire il composto, quindi incorporatevi un uovo alla volta, aggiungete il secondo solo quando il primo si è perfettamente amalgamato, mescolando energicamente.

Quando la pasta avrà assunto un aspetto vellutato e sulla superficie si apriranno piccole “bolle”, aggiungete un cucchiaio di zucchero a velo e la buccia grattugiata del limone, coprite e lasciate riposare 30 minuti al fresco.

In una larga padella scaldate abbondante olio, d’oliva è meglio.

Con un cucchiaino prendete una porzione di pasta grande come una nocciola e fatela cadere nell’olio bollente, così di seguito friggendo cinque-sei bignè alla volta.

Ritirateli con la paletta bucata quando sono gonfi e dorati e asciugateli su carta assorbente da cucina.

Disponete i bignè a piramide sul piatto da portata e spolverizzateli con lo zucchero a velo.

A parte preparate la crema e quando i bignè sono pronti e freddi con una sacca a poche riempiteli.

Cospargete i bignè di San Giuseppe con lo zucchero a velo e serviteli ai vostri papà e non solo

I bignè di San Giuseppe possono essere preparati anche al forno per essere più light, ma la bontà di quelli fritti è ineguagliabile.

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