La crescia sfogliata, la bontà di Fabriano

Siete pronti a mettere le mani in pasta? … e allora iniziamo!

Per fare la sfoglia servono nell’ordine:

mezzo chilo di farina di grano tre uova fresche
mezz’etto di strutto fuso
mezzo bicchiere di vino di casa
per l’impasto:150grammi di mele
100 grammi di mandorle
100 grammi di noci
200 grammi d’uva secca
100 grammi di fichi secchi
100grammi di zucchero
un bicchiere di rum
cannella in polvere
scorsa di limone grattugiata

e ora passiamo alla preparazione!

In una terrina, tritare e amalgamare bene la frutta e gli altri ingredienti. Far riposare per un paio d’ore. Porre il composto sulla sfoglia e con molta attenzione arrotolarla.
Con le dita spalmare un rosso d’uovo sul dorso della crescia sfogliata.
Adagiarla su una teglia unta e cuocere per una mezz’ora con la brace sotto e sopra il coperchio.
Si mangia a fette quando è fredda.

E’ quasi uguale alla gubana friulana e allo strudel tirolese.

La nostra crescia sfogliata è più povera di ingredienti.

Buona ugualmente… parola di un fabrianese!

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Scopri la storia di Fabriano…

Alcuni affermano che il vocabolo “Fabriano” tragga origine da “Faberius”, proprietario del fondo su cui si eresse la città stessa. Faberius divenne nel Medioevo “Fabriano”, anche perché era molto sviluppata in città l’attività dei fabbri. Anche lo stemma cittadino, infatti, sin dal XIII secolo, ha come emblema un fabbro che batte il ferro su un’incudine. Ma fu anche una città sommersa vicino al monte Fabriano. Secondo altre fonti il vocabolo deriva dalla fusione di due termini latini: Faber (Fabbro) e Ianus (Giano, il fiume che lo attraversa).
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