La Valle del Sasso e il Sentiero dei 4444 scalini

Prendete un bel respiro (forse anche qualcuno in più) e partite alla scoperta di uno dei sentirti più suggestivi della provincia di Vicenza: quello dei 4444 scalini. Correva l’anno 1398 quando, sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, fu resa percorribile la valle del Sasso, che costituiva la via più breve per scendere nel Canale dall’Altopiano di Asiago. Ne risultò una lunghissima scalinata, scavata nella roccia, che superava i settecentocinquanta metri di dislivello della valle con 4444 gradini di pietra, fiancheggiati da una canaletta selciata concava per la quale venivano divallati i tronchi. Dopo l’ingresso su una stradina serrata, dal fondovalle si incrocia questa scalinata, che si incunea nel canyon, largo solo qualche metro, snodandosi attraverso gole, strapiombi e pareti rocciose, fino a sbucare in una location bucolica, un piccolo eden, dove un prato idilliaco spunta in mezzo ad una radura di abeti. La scalinata è un’opera dello storico ingegno umano, che non distruggeva la natura concomitante, ma la rendeva sua alleata, facendo di necessità virtù.

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Storia e segreti della grappa al Museo di Bassano

Il Museo dedicato al più “italiano” dei distillati non poteva che sorgere a Bassano del Grappa. Nel cuore della città, proprio di fronte allo storico Ponte Vecchio, è possibile scoprire la storia di questa amatissima bevanda dai primi alchimisti che volevano scoprire l’elisir di lunga vita fino agli acquavitai veneziani del 1600, passando per i medici del Rinascimento che distillavano erbe e fiori per fini farmaceutici.

Frutto di una lunga ed appassionata ricerca, il Poli Museo della Grappa sorge all’interno dell’antico Palazzo delle Teste e ospita una raccolta di 1.600 volumi antichi e moderni. Lo spazio è diviso in cinque sale con testi in italiano e in inglese e proiezione video in varie lingue. Nella prima è possibile ripercorrere le origini e l’evoluzione dell’arte della distillazione nel tempo grazie a ricostruzioni di apparecchi distillatori e all’esposizione di documenti a stampa; nella seconda vengono descritte le origini della grappa, le caratteristiche della materia prima e i diversi metodi di distillazione.

E se nella terza sala è possibile vedere un video sulla produzione della grappa, nella quarta è esposta la più ampia e completa collezione di grappe mignon conosciute in Italia. Nella quinta sala, infine, si trova uno show room dove si possono assaggiare e acquistare i prodotti delle Distillerie Poli: i proventi della vendita sono destinati ad approfondire la ricerca storica sull’arte della distillazione e sulle origini della Grappa.

 

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La strada del Torcolato e dei Vini di Breganze

Un percorso che unisce sapientemente centri ricchi di storia e piccoli borghi della provincia di Vicenza, accomunati da un’antica tradizione enologica tra le più rinomate dell’intero Stivale: è la Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze, che si sviluppa nella fascia pedemontana vicentina compresa tra le vallate dei fiumi Astico e Brenta, all’interno della zona a Doc Breganze.

Partendo dal vivace centro di Thiene, con la villa Da Porto Colleoni nota per le sue torri e l’appariscente merlatura, e spostandosi verso Est fino alla millenaria Bassano del Grappa, il tracciato tocca 7 centri tutti da scoprire e da gustare. E’ il caso di Lonedo di Lugo, dove è possibile ammirare due capolavori palladiani come Villa Godi Malinverni e Villa Piovene, dalle quali è possibile godere di uno splendido panorama sulla pianura vicentina.

E ancora più a Est, impossibile non fare una sosta a Breganze, nel cuore dell’omonima Doc, terra di grandi vini da tempo immemorabile: non solo un luogo dove gustare dell’ottimo vino, ma anche un paese tutto da scoprire, in antichità centro fortificato sulla strada per l’Altopiano dei Sette Comuni; dominata da un campanile tra i più alti del Veneto, Breganze è nota per le sue torri e per una specialità locale come il “piccione torresano” allo spiedo. Ancora enologia ed enogastronomia si fondono continuando il viaggio che scende verso la pianura: prima alla Bastia di Montecchio Precalcino, lodata nei secoli per i suoi vini, e poi a Sandrigo, patria del famosissimo baccalà alla vicentina. Imperdibile infine, prima di raggiungere Bassano del Grappa e il suo celebre Ponte degli Alpini realizzato su disegno del Palladio, la città medievale di Marostica, cinta da mura merlate che racchiudono la Piazza degli Scacchi e collegano i due castelli inferiore e superiore.