Palermo_Fuoriporta

In viaggio a Palermo, punto di incontro di storie, leggende e culture del Mediterraneo

Da sempre importante snodo commerciale fra Oriente e Occidente, Palermo ha visto negli anni incrociarsi le storie di Fenici, Romani, Bizantini e Normanni; e ancora di Svevi, Aragonesi, Francesi e Spagnoli. Un mix di culture e tradizioni che ha lasciato tracce indelebili nel patrimonio artistico della quinta città italiana per numero di abitanti, un vero e proprio tesoro che spazia dalle basiliche barocche ai luoghi di culto in stile arabo, dai resti delle mura puniche fino alle famose ville in stile liberty.

Difficile, insomma, suggerire da dove iniziare. Un buon punto di partenza per un itinerario a piedi può essere il Palazzo dei Normanni, che conserva elementi architettonici di ben tre culture diverse (araba, greca e normanna) con annessa la splendida Cappella Palatina, voluta dal Re cristiano   Ruggero II nel 1130 e anch’essa frutto di un particolare mix tra l’architettura latina e quella bizantina. Proseguendo il percorso si può visitare la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, edificata in epoca normanna e sormontata da cinque caratteristiche cupolette rosse e ancora, attraversando la Porta dei Saraceni, ecco l’imperdibile Cattedrale con la Sala del Tesoro. Attraversando poi via Maqueda, asse centrale di Palermo, si accede a piazza Pretoria con la sua splendida fontana, nota fra i palermitani come “la fontana della vergogna” per la nudità delle statue che l’abbelliscono. Poco distante sorgono la splendida Chiesa della Martorana, in stile bizantino, uno degli edifici di culto più antichi e suggestivi di tutta la città, che si affaccia sulla graziosa pizza Bellini, e quella dedicata a San Francesco d’Assisi.

A pochi passi dallo storico mercato della Vucciria (che merita una visita al pari di quello di Ballarò e del mercato del quartiere Il Capo) sorge la chiesa di San Domenico, una delle maggiori espressioni del barocco siciliano. Per chi volesse invece approfondire la conoscenza dei palazzi antichi della città è d’obbligo un passaggio a piazza della Marina. Fra gli altri monumenti degli di nota vanno annoverati il Castello arabo-normanno dellaZisa, corso Calatafimi e la Cubula (meglio nota come Piccola Cuba) ospitata all’interno dei giardini di Villa Napoli. E ancora la chiesa di Santa Maria dello Spasimo, la basilica S.S. Trinità La Magione, le catacombe dei cappuccini, l’Orto Botanico, l’Oratorio di Santa Cita, il quartiere della Kalsa e in particolare Palazzo Abatellis e, poco distante dalla città, il Duomo di Monreale.

Senza dimenticare che Palermo è prima di tutto una città di mare (la splendida spiaggia di Mondello è facilmente raggiungibile) e una delle capitali enogastronomiche del nostro Paese. Ovunque, girando per le strade della città, è possibile imbattersi in chioschi di street food dal gusto e dal profumo inconfondibile: pane e panelle, pane con la milza, stigghiole (spiedini di interiora), arancine, rollò, pizzette, brioches con gelato e granite sono solo alcune delle specialità che vale la pena assaggiare (stomaco permettendo). Tra i ristoranti meritano una citazione I vespri, la Focacceria San Francesco, l’Osteria Ballarò e il Bye Bye Blues (1 stella Michelin); tra letrattorie tipiche I Cascinari e Spanò, mentre tra le pasticcerie Cappello (con la torta sette veli) Costa e Magrì (con la torta Savoia e dolci di riposto).

 

Alla scoperta delle Chiese del territorio di Cantalice

L’intero territorio del borgo di Cantalice, in provincia di Rieti, è disseminato di chiese, alcune celate negli angoli impensabili del centro storico, mentre altre sorgono ai piedi del paese e altre ancora arroccate in vecchi agglomerati urbani.

Un itinerario non può che partire dalla Chiesa di San Felice, situata in una delle migliori e più elevate posizioni del paese, sorta sull’area in cui si trovava la casa del santo; non si conosce l’epoca precisa in cui iniziò la costruzione, che risale probabilmente alla metà del XVII secolo. La pianta della chiesa è a croce latina, di impianto barocco; di notevole interesse all’interno sono la cupola, sulla quale sono rappresentati alcuni dei miracoli attribuiti al santo; la pala dell’altare maggiore – raffigurante S. Felice con la Vergine Maria e Gesù Bambino- e l’organo settecentesco. Vi è anche la statua di S.Felice, vestito con l’abito proprio dei Cappuccini, che viene portata in processione dai confratelli della confraternita, il giorno della festa del santo (18 maggio).

Altra chiesa monumentale del paese è quella dedicata alla Madonna della Pace, edificata nel 1571, in ricordo dell’ultima pace tra Cantalice e Rieti. La chiesa, recentemente restaurata, è interessante per il settecentesco soffitto a cassettoni e per gli affreschi, di particolare importanza un affresco raffigurante Cristo e Santa Giuliana e la tela settecentesca che rappresenta le “nozze mistiche” di S. Francesco.

La chiesa della Madonna della Misericordia è sede della confraternita della Madonna della Misericordia, originariamente denominata “Compagnia della Buona Morte”. Al suo interno si conserva la statua della Madonna che vi è venerata, raffigurata anche in uno stupendo affresco dell’altare.

Nel cuore del paese si trova anche la chiesa di Santa Maria del Popolo, che la chiesa fu costruita per sancire l’unione delle antiche rocche che costituirono il Castello di Cantalice. La facciata è abbellita da un maestoso portale su cui corre un’iscrizione latina recante la dedica a Maria; al suo interno si ammirano i monumenti funebri dei due più illustri concittadini: Giovan Battista Valentini – detto il “Cantalicio”- e S. Felice Porri, patrono del paese. L’altare maggiore è decorato da una pregevole tela del XVII sec. rappresentante “L’ultima cena”; al centro del soffitto, lo stemma del comune in basso rilievo ricorda ancora la fondazione di questa chiesa.

A circa 1 Km da Cantalice sorge l’abitato di San Liberato. Il nome gli deriva dal Santo Patrono, al quale è dedicata la chiesa parrocchiale, antico oratorio successivamente elevato a parrocchia. Conserva all’interno numerosi e interessanti affreschi, di particolare pregio è quello di probabile scuola giottesca raffigurante la Madonna con il Bambino. Oltre all’organo a canne del 1600, restaurato nel 2005, la chiesa conserva l’urna contenente le reliquie del Santo martire Liberato. Sulla campana maggiore è incisa un’epigrafe in latino con la dedica alla “Madonna della Grandine”, su di essa si legge anche il luogo e la data della fusione.

Imperdibile, infine, una visita al Santuario di San Felice all’Acqua, costruito nel luogo in cui San Felice avrebbe fatto scaturire una sorgente d’acqua colpendo il terreno con un bastone, per dissetare i contadini che erano con lui. All’inizio esisteva solo una nicchia con l’effige del frate cappuccino, solo successivamente fu costruita la chiesa attigua alla fonte miracolosa che è ogni anno meta di pellegrinaggi.