Il Museo Eroli, la storia di Narni racchiusa in un antico palazzo

E’ ospitato all’interno di Palazzo Eroli, ricca residenza nobiliare narnese, una perfetta cornice anche per mostre temporanee da affiancare alla collezione museale. E’ noto come Museo Eroli o come Museo della città e del territorio e sorge nel cuore centro storico del borgo in provincia di Terni; con i suoi 2700 mq ospita le maggiori opere pittoriche, scultoree e archeologiche che permettono la ricostruzione della storia di questo luogo magico. Il Museo è diviso in due sezioni: l’archeologica, che comprende reperti dalla preistoria all’epoca medievale, e la Pinacoteca, con opere datate dal XIV° al XVIII° secolo. Tra le opere più interessanti possiamo ammirare: l’Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli, la Mummia egizia, il sarcofago ligneo decorato ed infine la coppa bronzea della Fontana di Piazza dei Priori del 1303. Al Museo è possibile prenotare percorsi guidati in tutto il centro storico: la sua centralità ha trasformato infatti la biglietteria in un punto di informazioni e di accoglienza preciso e puntuale su strutture ricettive, orari di apertura per la visita dei beni artistici, eventi ed iniziative in città e nel territorio.

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Monteleone d’Orvieto, dove il tempo sembra essersi fermato

Monteleone d’Orvieto è un piccolo borgo medievale immerso nelle verdi colline umbre al confine con la Toscana, estremo bastione difensivo dei territori di Orvieto verso nord ed immediatamente a ridosso di Città della Pieve. Se ne hanno le prime menzioni già nel 1052 nel quale si afferma che il castello di Monteleone venne fondato da Orvieto a guardia dei suoi confini settentrionali, certezza avuta con il documento catastale del Comune di Orvieto, stilato nel 1278. Visitando questo borgo si ha l’impressione che il tempo si sia fermato: entrando dalla Porta Nord, ingresso principale al capoluogo nonché una delle testimonianze più antiche del paese, ci si trova nel centro storico che mostra ancora la sua veste medievale con resti di mura fortificate, ruderi e camminamenti. Il rosso è il colore che salta all’occhio, colore dei mattoni utilizzati per costruire le mura, fatti dai maestri fornaciai del Comune. Il centro storico si sviluppa in lunghezza, terminando con una terrazza panoramica chiamata Torrione, un belvedere con una veduta che abbraccia una visuale di circa 200° sulla distesa della Valdichiana; un paesaggio che ricorda molto quelli ariosi e soleggiati dei dipinti del Perugino. Lungo questo percorso è possibile visitare la Chiesa dei S.S. Apostoli Pietro e Paolo, al cui interno si può ammirare un dipinto della scuola del Perugino, Pietro Vannucci, pittore cinquecentesco e maestro di Raffaello, raffigurante Maria in trono con bambino con i Santi Pietro e Paolo. Altro monumento di spicco è il Teatro dei Rustici, uno dei più piccoli Teatri d’Italia e forse d’Europa, con i suoi 96 posti; fulcro della vita del Castello, fu sede del palazzo dell’Amministrazione e dal 1738 è divenuto teatro; ancora oggi sede di momenti importanti per la comunità di Monteleonese, come la stagione teatrale, ma anche matrimoni civili, conferenze e assemblee. Monteleone d’Orvieto ha conservato la sua essenza in ogni dove, grazie anche alla bellezza e alla tranquillità della natura che lo circonda: giardini, sentieri, boschi, fontanili, fiumi, una vera e propria oasi naturalistica in cui è possibile fare lunghe passeggiate, in cui vivere la natura con i suoi colori, profumi. Molte furono le personalità famose nate e vissute a Monteleone d’Orvieto, a cui sono state dedicate piazze e musei, come Attilio Parelli, direttore d’orchestra famoso per le sigle dei programmi Rai, in onore del quale è stato creato il Centro Documentazione di Arte Musicale Attilio Parelli; a questo museo si unisce il Museo Parrocchiale allestito nella Chiesa di Sant’Antonio da Padova, dove sono conservate e salvaguardate suppellettili liturgici, provenienti dalle chiese del territorio parrocchiale. Altro personaggio di spicco fu Pietro Bilancini, critico letterario, educatore e poeta, al quale è stata dedicata la piazza centrale sulla quale sia affaccia la Torre dell’Orologio. L’importanza delle tradizioni si ripercuote negli eventi culturali ed enogastronomici di decennale esperienza, come il Presepio Vivente, suggestiva rappresentazione della Natività, fatto durante il periodo natalizio; o il Corteo Storico che viene organizzato durante i festeggiamenti della Rimpatriata nel mese di agosto, rappresentante la sfida fra le due famiglie che si alternarono in epoca medievale per la conquista del castello. Importanti anche le manifestazioni legate al cibo, come la Sagra degli Gnocchi, tipico piatto della domenica monteleonese, che si tiene a Santa Maria di Monteleone in giugno, la Sagra degli Umbrichelli, altro piatto della tradizione, che si tiene ad agosto, e la Festa di San Lorenzo, dove la protagonista è la pizza cotta su forno a legna. Piatti che rappresentano la tradizione culinaria del paese, della tradizione contadina, in cui la tipicità del luogo è molto forte, con prodotti a chilometro zero tutti derivanti dalle campagne circostanti, in particolare l’olio e il vino, colture cardine dell’enogastronomia monteleonese. Monteleone potrebbe essere ricordato come il “paese dei mulini”, all’attivo ci sono diversi mulini che producono un ottimo olio extra vergine di oliva derivante dagli ulivi delle nostre campagne; ulivo, pianta rappresentativa del panorama del territorio monteleonese, insieme allo zafferano e alla pera di Monteleone, tutte piante autoctone. Nel 2018 uno degli eventi che caratterizzano il Comune, il Photo & Art Festival #PAF, è rientrato tra gli eventi dell’Anno Europeo della Cultura 2018, nominato dal Ministero dei Beni Culturali. Monteleone d’Orvieto è un paese in cui cultura, buon cibo, tranquillità e tradizione si fondono dando vita ad un connubio del quale è difficile non innamorarsi.

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Il Teatro dei Rustici di Monteleone d’Orvieto, il più piccolo del mondo

Ha recentemente vinto una lunga disputa con il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio. Al centro di tutto, l’assegnazione del “bollino” di teatro storico più piccolo del mondo! L’ha spuntata il Teatro dei Rustici di Monteleone d’Orvieto, con la sua caratteristica pianta a ferro di cavallo e due ordini di palchi che possono ospitare fino a 99 posti. Questo suggestivo luogo di arte e cultura, vanto del grazioso borgo in provincia di Terni, prende il nome dall’Accademia Filodrammatica dei Rustici, di cui era sede e inizialmente era il granaio dell’antico palazzo pubblico del paese. Ciò si può facilmente leggere nell’ iscrizione a tempera posta nell’ingresso della sala, che dice: “La comunità di Monteleone che nell’anno 1732 questo luogo di granaio trasformò in teatro testimonia l’amore cittadino alla civile educazione per gli allenamenti sereni dell’arte”. Il teatro merita una visita sia per la bellezza dell’interno, sia per la qualità sempre alta degli spettacoli che ogni anno vengono organizzati, e rappresenta un buon punto di partenza per visitare Monteleone d’Orvieto, dal quale si gode di una splendida vista sulla vallata sottostante.

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Paciano, gioiello medievale a due passi dal Trasimeno

“Il mio primo pensiero arrivato qui è che sia esattamente come uno scenografo di Hollywood rappresenterebbe un borgo medievale”. Così Kieran Mulvaney, scrittore e ambientalista, raccontò Paciano sulle colonne del Wahshington Post. Per scoprire questo piccolo gioiello non lontano dal Lago Trasimeno, si può partire da Palazzo Baldeschi, nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Museo “Don Aldo Rossi”. Scrigni di tesori, si incontrano tra i vicoli del borgo, chiese, decori di madonne, balconi, piccoli spazi commerciali di prodotti enogastronomici e artigianali che assieme al palazzo del Municipio in piazza della Repubblica regalano un’immagine armoniosa del borgo medievale.
Uscendo si può proseguire verso percorsi culturali e escursionistici, per esempio nella Chiesa di Madonna della Stella, si conserva un bel ciclo di affreschi manieristi che narra una delle storie tradizionali: una stella che si posa sul Mantello della Madonna affrescata all´interno. Visitare queste zone è insomma un’ottima occasione per scoprire beni culturali preziosi e spesso sconosciuti, assaporare deliziosi prodotti tipici e godere del paesaggio: si può ad esempio percorrere la via Romea Germanica, tracciato del 1200 che da Stade (Germania) raggiunge Roma e che passa da qui collegando Castiglione del Lago e Città della Pieve.

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Il Lago Trasimeno, il parco e le sue isole

Con le sue acque basse e gli estesi canneti, è un’importante tappa di sosta e di nidificazione di migliaia di uccelli lungo le principali rotte migratorie. E’ l’Oasi “La Valle” del Trasimeno, che senza dubbio costituisce la parte naturalisticamente più interessante di tutto il bacino lacustre umbro. Dal sentiero principale dell’Oasi si accede alla Foresteria costituita da un’ampia sala da pranzo luminosa e silenziosa con angolo cottura, due confortevoli camere per un totale di dodici posti letto e due bagni ciascuno con vano doccia. La foresteria consente di vivere al meglio l’Oasi e di partecipare a tutte le attività: la visita guidata o con audioguida, il birdwatching dal pontile, l’inanellamento scientifico degli uccelli, i censimenti invernali, la caccia fotografica dall’osservatorio o le foto al paesaggio. E’ inoltre un ottimo punto di partenza per scoprire le tre isole del Trasimeno, a partire da Isola Polvese – la più estesa – che conserva interessanti reperti come la Chiesa di San Secondo, il Monastero Olivetano, la Chiesa di San Giuliano, un Castello del XIV secolo recentemente restaurato. Posta nel territorio del Comune di Tuoro sul Trasimeno, Isola Maggiore (nella foto) è invece l’unica abitata e conserva il caratteristico aspetto del villaggio quattrocentesco creato dai pescatori. Nel 1211 San Francesco d’Assisi vi si recò in eremitaggio per la Quaresima; ancora oggi è possibile ammirare la Cappella che ricorda lo sbarco dopo la traversata del lago Trasimeno in tempesta, e lo scoglio dove il Santo si soffermò a pregare. Chiamata fin dai primi del novecento “isoletta”, Isola Minore fa invece   parte del Comune di Passignano sul Trasimeno, è di proprietà privata ed è disabitata.

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Il lago Trasimeno tra antichi borghi e indimenticabili tramonti

E’ considerata la “capitale” della costa orientale del Lago Trasimeno: Magione è un luogo dal fascino magico nel quale si può godere a pieno di uno dei paradisi naturalistici più famosi non solo dell’Umbria, ma dell’intero Centro Italia. Il borgo custodisce il Castello dei Cavalieri di Malta, edificato nel XII secolo come ospedale fortificato: ancora oggi perfettamente conservato, è visitabile solo su prenotazione; davvero degno di nota è lo splendido il cortile interno, che nel mese di luglio ospita il “Trasimeno Music Festival”, rassegna internazionale di musica classica diretta dalla famosa pianista Angela Hewitt. A Magione merita una visita anche l’antica Torre dei Lambardi, fortilizio eretto a cavallo dei secoli XII e XIII dai Cavalieri Gerosolimitani, che sorge in posizione elevata sul paese con un magnifico panorama sulle campagne circostanti; alta 30 metri e a pianta quadrangolare, è stata recentemente restaurata ed è visitabile da aprile a settembre, quando ospita spesso importanti esposizioni d’arte contemporanea. Magione rappresenta inoltre un ottimo punto di partenza per andare alla scoperta altri borghi ricchi di storia dove è possibile ammirare tramonti sul lago che lasciano senza fiato. E’ il caso di San Savino, con il castello e la torre triangolare di epoca medievale; oppure di San Feliciano, grazioso e autentico villaggio di pescatori e di Monte Colognola, borgo trecentesco con vista unica sulla costa; e ancora di Monte del Lago, gioiello architettonico a strapiombo sul lago, o di Agello con il suo notevole fortilizio dell´XI Secolo.

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Il Santuario della Madonna di Fatima, vanto di Città della Pieve

Pochi lo sanno, ma il primo Santuario italiano dedicato alla Madonna di Fatima sorge nel cuore dell’Umbria, nella splendida cornice di Città della Pieve nota per aver dato i natali a uno dei più importanti pittori del Rinascimento italiano, Pietro Vannucci detto il “Perugino”. Il complesso dell’ex Chiesa di San Francesco sorge appena fuori Porta Perugina, all’inizio dell’antica Via Pievaiola, e conserva la facciata più rilevante tra quelle del sec. XIII a Città della Pieve: si tratta infatti dell’unica parte originaria rimasta dopo la distruzione avvenuta nel 1766 per far seguito alla riedificazione secondo il probabile progetto fornito dall’architetto Andrea Vici, al quale si deve anche l’annesso campanile. Anche il Convento, sede dei Francescani Conventuali, fu radicalmente trasformato in quegli anni e successivamente, tra il 1845 e il 1860. La chiesa di San Francesco, dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata trasformata in Santuario italiano della Madonna di Fatima.

Si tratta di un luogo davvero ricco di storia: qui Bonaventura da Bagnoregio, Generale dell’Ordine, convocò nel 1259 il Capitolo Generale dell’Ordine Francescano per processare Giovanni da Parma, sospettato di eresia; il Convento, inoltre, ospitò il Papa francese Martino IV, presente a Castel della Pieve tra il giugno e l’ottobre del 1284.

Al suo interno si possono ammirare la tavola di Domenico di Paride Alfani “La Vergine in Trono circondata dai Santi Francesco, Bartolomeo, Antonio, Stefano”, primi sec. XVI; la tela di Antonio Circignani “La Discesa dello Spirito Santo” e, dello stesso pittore, sopra la porta della Sacrestia, l’affresco “Ecce Homo”.

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La tomba di Laris, meraviglioso reperto etrusco di Città della Pieve

La splendida Città della Pieve ha aggiunto un altro importante “tassello” alla galleria dei suoi tesori. Nell’ottobre del 2015, infatti, in località San Donnino, è stata scoperta una meravigliosa tomba etrusca, considerata una delle cinque principali scoperte archeologiche dell’anno e vincitrice del prestigioso premio internazionale per la scoperta con maggior consenso dal grande pubblico indetto dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum. La sepoltura ipogea, scavata nel terreno naturale, presenta un ambiente a pianta rettangolare di circa 5 metri quadrati, parzialmente interrato da movimenti franosi. Datata tra la fine del IV sec. a.C. e gli inizi del III sec. a.C., la Tomba di Laris – com’è popolarmente definita per via del nome del proprietario scolpito sul sarcofago principale – è costituita da una camera sepolcrale completamente scavata nel terreno argilloso a cui si accede tramite un lungo corridoio di 12 metri; al suo interno sono stati rinvenuti, insieme agli oggetti di corredo, due grandi sarcofagi monumentali in arenaria e travertino alabastrino (una pietra bianca con venature e tessitura fine) e tre urne cinerarie sui cui coperchi sono scolpiti i defunti a banchetto, conservati presso il Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi. Su uno dei due sarcofagi si può notare un’iscrizione etrusca, con ogni probabilità riferibile all’identità del defunto. La tomba, insomma, rappresenta un motivo in più per visitare Città della Pieve, che già custodisce le opere del suo figlio più illustre, Pietro Vannucci detto Il Perugino, oltre alla Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, alla Rocca e a Palazzo della Corgna.

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 Marsciano racconta la sua storia con il Museo del laterizio

La città del laterizio non poteva che ospitare un Museo dedicato a questa arte antica che affonda le sue radici nella notte dei secoli.  Il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano non è solo uno spazio espositivo, quanto piuttosto un viaggio alla scoperta di meravigliosi oggetti fabbricati con materie prime povere: la terra e l’acqua cotte con il fuoco. Un’attività che in questo tratto della provincia di Perugia si pratica da sempre: il laterizio rappresenta una sorta di filo rosso della storia cittadina, non solo di quella urbanistica ed edilizia, ma anche di quella dei rapporti commerciali ed economici, delle famiglie imprenditoriali, della stratificazione sociale.

A fare il resto è la splendida location che ospita il museo, Palazzo Pietromarchi, una residenza nobiliare costruita nel Trecento dalla famiglia dei conti Bulgarelli di Marsciano. Grazie a un finanziamento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, il Comune di Marsciano lo ha completamente ristrutturato: nei suoi locali ha sede il Museo e si tengono una serie di iniziative e attività culturali che fanno del Palazzo il fulcro dell’offerta culturale di tutto il territorio. Il Museo, infatti, fa dei laterizi e delle terrecotte il centro di una rete di relazioni che lo configurano come un vero e proprio istituto culturale, capace di promuovere iniziative scientifiche sul tema delle produzioni fittili, di diffonderne l’uso, di definirne l’evoluzione tecnica, collocandola tra tradizione e innovazione, di costruire intorno una diffusa attività didattica ed esperienze di marketing territoriale.

Nel Palazzo è inoltre esposta una Madonna in trono con Bambino con gli angeli, San Silvestro e San Rocco di ambito del Pinturicchio, databile intorno al 1500. Completa l’offerta artistica una selezione delle opere dello scultore marscianese Antonio Ranocchia (1915-1989), mentre il biglietto acquistato a Palazzo Pietromarchi è valido anche per la visita all’Antenna Museale di Spina.

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A Trevi tra arte e meraviglie naturalistiche

Testimonianze intatte di un glorioso passato, un legame indissolubile con il prodotto di punta del territorio, l’olio extravergine di oliva, e una vera e propria meraviglia naturalistica come le Fonti del Clitunno. Tutto questo e molto di più è Trevi, gioiello umbro che permette, nell’arco di una sola giornata, di scoprire alcune delle sue meraviglie nell’arco di soli pochi chilometri. L’itinerario non può che partire dal centro storico della cittadina in provincia di Perugia: un piccolo gioiello racchiuso nelle antiche mura medievali al quale si accede attraverso la porta del Bruscito, la porta del Cieco, quella di San Fabiano o l’arco del Mostaccio. Il cuore del centro è Piazza Mazzini, chiusa ad angolo dal Palazzo comunale del XIII secolo con la torre civica, e meritano sicuramente una visita anche gli antichi edifici nobili della città: Palazzo Lucarini, sede del Trevi Flash Art Museum, Palazzo Natalucci con le sue caratteristiche porte arabe e Palazzo Valenti, che conserva una delle più antiche raccolte archeologiche dell’Umbria. Davvero numerose e degne di nota sono le architetture religiose: il Santuario della Madonna delle Lacrime, che secondo la tradizione prese il nome dalla lacrimazione di un dipinto raffigurante la Madonna, la chiesa di San Giovanni Decollato in stile Neoclassico, la chiesa di San Francesco del in stile Gotico e quella intitolata al patrono della città, Sant’Emiliano. E se nel centro storico gli amanti “dell’oro verde” umbro possono visitare anche il Museo Regionale della Civiltà dell’Olio, basta uscire di pochi chilometri dall’abitato per visitare uno dei numerosissimi frantoi del territorio, dove è possibile assistere a tutti i processi di lavorazione, dall’entrata delle olive fino all’imbottigliamento. Il percorso può terminare alle Fonti del Clitunno, un vero gioiello naturalistico della zona alimentato   da sorgenti sotterranee che fuoriescono da fessurazioni della roccia; qui è possibile ammirare lo specchio d’acqua limpidissima che viene a formarsi e le sue rive circondate da una fitta vegetazione di salici piangenti e pioppi, che conferiscono all’ambiente un’atmosfera suggestiva e romantica.

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