Sulla via Amerina alla scoperta della natura dell’Agro Falisco

Il percorso parte da Nepi e si immerge gradualmente nella campagna tipica del basso viterbese, seguendo il tracciato dell’antica via Amerina che collegava Roma ad Ameria (l’attuale Amelia). Passando attraverso le tombe ed i reperti risalenti all’epoca romana si possono scoprire le caratteristiche di un paesaggio plasmato nel fuoco di due vulcani, solcato dai corsi di acqua che hanno generato le tipiche forre e ne hanno inciso il terreno fino a scoprire le tracce del mare, antico 1 milione e mezzo di anni. In alto la torre di un incastellamento medievale veglierà sul cammino fino a raggiungere un tratto di basolato dove ancora si conservano le impronte delle antiche bighe che, in epoca romana, percorrevano quest’area unica della via Amerina. Possibilità di aperitivo organizzato dall’associazione Esplora Tuscia con prodotti tipici locali o di un pranzo convenzionato in un ristorante locale. La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale ed un’esperta archeologa.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata più aperitivo: € 10,00

Cosa vedere
La via Amerina, il centro archeologico di Faleri Novi, il Museo Archeologico dell’Agro Falisco di Civita Castellana

Nei dintorni
Nepi, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, il Monte Soratte e il lago di Vico.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassi Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

Contatti
Tel. 3408505381– e-mail: info@fuoriporta.org – Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/pages/Fuoriporta/443250589045999

I contenuti sono stati gentilmente offerti da Esplora Tuscia

A spasso col Treja alla scoperta del Tevere

Un percorso accessibile a tutti, un’immersione totale nella natura ai piedi del suggestivo borgo di Calcata vecchia, abbandonato negli anni ‘70 e ripopolata negli ultimi 2 decenni da artisti e artigiani che producono e mostrano le proprie creazioni in loco. Si parte dall’alto per scendere lungo la rupe e leggere, nelle rocce vulcaniche, le varie vicende geologiche che hanno dato origine a questa valle, dove la natura si conserva intatta nel suo splendore. Nel fondo valle, dove impera la presenza del fiume, si scoprono all’interno di una natura lussureggiante testimonianze del tempo impresse nel paesaggio come i depositi dell’antico fiume Tevere quando, prima di essere deviato da un’eruzione devastante, scorreva in queste aree; oltre alle tracce di un antico lago dove vivevano piccoli e sensazionali organismi e dove si ritrovano, nelle rocce, le tracce impresse dallo scuotimento dei terremoti.

Possibilità di fermarsi per pranzo in una locanda direttamente affacciata sul borgo vecchio di Calcata. La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo ed un agronomo forestale.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata più pranzo: € 20,00

Contatti
e-mail: info@fuoriporta.org  Facebook: https://www.facebook.com/pages/Fuoriporta/443250589045999?ref=hl

Cosa vedere
Il borgo di Calcata vecchia, le forre della Valle del Treja, il Museo dei mestieri e delle arti antiche.

Nei dintorni
Nepi, Civita Castellana, il Monte Soratte e il lago di Bracciano.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Trevignano – Bracciano – Mazzano – Calcata – Faleria per poi proseguire verso destra, direzione Mazzano – Calcata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, lungo la strada Flaminia per uscire a Faleria. Da Faleria 3 km in direzione Mazzano.

I contenuti sono stati gentilmente offerti da Esplora Tuscia

 

lago-di-bolsena_Fuoriporta_Laghi

Tra i laghi italiani l’estate di Fuoriporta continua

“Terra dei castelli, laghi e vini”: non si poteva ideare una frase migliore per sintetizzare Appiano sulla Strada del Vino, piccolo gioiello della provincia di Bolzano a due passi dai due laghi di Monticolo (piccolo e grande), tra boschi di conifere e latifoglie. Un paese immerso in una natura incontaminata, all’interno di uno dei paesaggi più belli del Trentino-Alto Adige, con quasi 200 tra fortezze e castelli e una vastissima zona coltivata a vigna, la più estesa dell’intera Regione. E’ quindi d’obbligo, per chi si spinge da queste parti, accompagnare i piatti classici della tradizione locale con un buon bicchiere di vino, da scegliere fra le oltre 25 cantine sparse nel territorio; e magari visitare, oltre alle caratteristiche viuzze del centro storico, anche la frazione di San Paolo con la splendida Chiesa della Conversione.

Cerniera tra ben tre Regioni – la Lombardia, il Veneto e il Trentino-Alto Adige – il Garda è invece il più grande lago italiano, e certamente fra i più suggestivi. Qui, affacciato sulla sponda veronese, sorge Torri del Benaco, che è senza dubbio una delle più interessanti cittadine della riviera orientale. Un vero e proprio paradiso, grazie a strutture moderne e immerse nel verde, per gli amanti della vela, dello sci d’acqua, della motonautica, della pesca e anche dell’equitazione. Ma non solo: il borgo antico riserva gradite sorprese anche agli amanti della storia e della cultura, se si pensa che i primi insediamenti dell’uomo nella zona risalgono addirittura al 2.000 avanti Cristo! Un passato lontano che è testimoniato ancora oggi dai graffiti che sono ben visibili su lastroni di pietra levigati dal ritiro dei ghiacciai. Meritano sicuramente una visita il Castello Scaligero, risalente al XIV Secolo, e il Museo Etnografico ospitato al suo interno, oltre alla torre dell’Orologio e a una serie di architetture religiose di grande impatto: la Chiesa di San Marco, quella della Santissima Trinità al Porto e quella dedicata a San Gregorio.

Spostandosi più a sud e precisamente sulla riva occidentale del Trasimeno, eccoci a Castiglione del Lago, immerso in un contesto naturalistico unico e con un grazioso centro storico tutto compreso all’interno delle mura medievali. Dalle tre porte di accesso al paese è possibile visitare il Palazzo Ducale e la Fortezza, oltre alla chiesa di Santa Maria Maddalena e l’antico Palazzo del Popolo, ma di grande impatto visivo è anche il percorso panoramico sotto le mura esterne, lungo il Poggio olivato. Il borgo in provincia di Perugia, che offre ai visitatori anche la possibilità di cimentarsi in tutti gli sport acquatici, campi da tennis e maneggi fino al trekking e alla mountain-bike lungo la pista ciclabile che costeggia il lago, è anche un borgo molto vivo con eventi che animano l’estate (Trasimeno Blues, Rassegna internazionale del folklore, Roccacinema e Trasimeno Teatro) e non solo, dalla Festa del Tulipano di aprile ai Piaceri di Lago a novembre.

L’ultima tappa del viaggio ci porta nel Lazio e in particolare a Bolsena, in provincia di Viterbo, sulle rive dell’omonimo lago. Un centro ricco di storia con testimonianze di un glorioso passato etrusco e romano, e al contempo città dei Misteri e di antiche tradizioni: qui, infatti, ha avuto origine il rito del Corpus Domini. All’interno della Cappella del Miracolo, infatti, nel 1263 un’ostia fece sgorgare una notevole quantità di sangue: le prove del miracolo furono portate a Orvieto e consegnate al papa Urbano IV, che l’anno successivo istituì la festa del Corpus Domini. Un’architettura religiosa dal fascino magico, insomma, che merita di essere visitata al pari della Chiesa di Santa Cristina e del Convento di Santa Maria del Giglio, mentre nel centro del borgo spiccano la fontana di San Rocco, il cinquecentesco Palazzo Caposavi e il Palazzo del Drago. Dal punto di vista enogastronomico, invece, Bolsena è terra di oli e vini pregiati ma è soprattutto il luogo ideale per assaggiare la cucina a base di pesce di lago: dal coregone cucinato alla griglia all’anguilla alla vernaccia, senza dimenticare il luccio alla bolsenese, i filetti di persico fritti e la “sbroscia”: si tratta della tipica zuppa dei pescatori locali, a base di acqua cotta con pesce di varie specie e arricchita con patate, pomodoro, mentuccia e vino bianco.

estate_fuoriporta

Portovenere, Viareggio, Gaeta, Positano e Scilla: i consigli di Fuoriporta

E’ uno dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco e una delle perle della riviera ligure di levante: Portovenere, in provincia di La Spezia, si affaccia sullo splendido “Golfo dei Poeti” con le sue caratteristiche casette colorate che raccontano di un passato antico e glorioso. Un passato inevitabilmente legato a doppio filo al mare: non a caso Portovenere fa parte delle borgate marinare che partecipano ogni anno al Palio del Golfo, che la prima domenica di agosto vede sfidarsi i paesi che si affacciano sul Golfo di La Spezia, capoluogo di provincia che il 13 settembre celebra San Venerio con una processione in mare che porta la statua del santo dalla città fino all’isola del Tino. Ma questa è anche una terra nella quale si produce un olio extravergine di oliva di primissima qualità, base del classico pesto alla genovese: ed ecco quindi che il 9 aprile torna ogni anno l’appuntamento con la festa del basilico.

Riscendendo la Penisola a Sud lungo il mar Tirreno eccoci a Viareggio, una delle perle della Toscana: la cittadina in provincia di Lucca, nota soprattutto per l’antico carnevale organizzato per la prima volta nel lontano 1873, è in realtà un antico centro molto attivo nell’ambito della cantieristica navale (i cantieri viareggini hanno inventato nel corso dei secoli diversi tipi di imbarcazioni nuove), della floricultura e ovviamente della pesca, ed è famosa per i suoi palazzi in stile liberty e decò. Ogni inverno la “capitale della Versilia” organizza il Carnevale più famoso d’Italia, le cui maschere ufficiali sono Burlamacco e Ondina, nate nel 1931 dalla penna di Uberto Bonetti; nella settimana che precede il 25 marzo è invece la volta della festa di Maria Annunziata con la tradizionale Fiera dei Ciottorini, piccoli oggetti artistici prodotti artigianalmente. E ancora tra premi letterali, manifestazioni cinematografiche, spettacoli ed eventi musicali, fino all’estate e anche oltre: a Viareggio è davvero impossibile annoiarsi.

Dall’alta Toscana al basso Lazio, e più precisamente a Gaeta, la cittadina in provincia di Latina il cui nome è tutt’ora avvolto nella leggenda: da Diodoro Siculo passando per Virgilio fino ad Aiete, fratello della Maga Circe (il monte Circeo dista solo pochi chilometri) le ipotesi sono tante, e tutte affascinanti. Certo è che Gaeta non è solo una nota località balneare che si affaccia su uno dei tratti di mare più belli dell’intero Lazio, ma è anche un piccolo scrigno di gioielli architettonici, Santuario della Santissima Annunziata alla Cattedrale dei Santi Erasmo e Marciano, fino al pittoresco Tempio di San Francesco. Un centro vivo tutti i mesi dell’anno, dove spiccano la processione in onore della Madonna di Porto Salvo, protettrice dei pescatori e dei naviganti (seconda domenica di agosto), e il particolare “Gliu Sciuscio”: la notte del 31 dicembre le orchestre di giovani del luogo girano per gli esercizi commerciali e per le case di Gaeta intonando canti tipici per augurare al padrone di casa un buon anno.

Luogo di villeggiatura sin dai tempi dell’antica Roma e località glamour per eccellenza a partire dagli anni 60’, Positano è uno dei luoghi più affascinanti della Costiera Amalfitana, un vero e proprio angolo di paradiso in provincia di Salerno affacciato sul mar Tirreno. Secondo la leggenda, il suo nome deriva da una nave che trasportava un quadro raffigurante la Madonna, che miracolosamente parlò (“posa, posa”, ovvero “fermatevi qui”) salvando i marinai dal mare in burrasca proprio dinnanzi a quello che era un piccolo borgo di pescatori. E che ora si è trasformato in una meta di turismo proveniente da tutto il mondo, “vivo” 12 mesi all’anno e ricchissimo di eventi: dalla Festa patronale di San Vito (15 giugno) alla festa di San Giuseppe (19 marzo), dalla Sagra della zeppola (nel periodo natalizio) agli eventi di moda, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Ed è sempre un affascinante mix di storia e leggenda ad aver dato il nome a Scilla, ultima tappa del nostro viaggio lungo le coste del Tirreno. In quella parte di Calabria che un tempo era Magna Grecia, la cittadina in provincia di Reggio era nota come Skylla o Skyllaion, ovvero “scoglio”, proprio perché sia arrampica su una rupe delPromontorio Scillèo; ma Scilla è anche il nome della figlia di Niso, che aiutò Minosse prima di essere da lui ripudiata e abbandonata in mare, che ne trascinò il corpo fino a questo meraviglioso angolo del mediterraneo. Il quello che per molti è il borgo marinaro più affascinante d’Italia abbondano gli eventi, a partire dalla festa del patrono San Rocco (16 agosto), proseguendo con i “Vicoli Festival” (inizio agosto) e con le numerose rassegne di moda e gli spettacoli teatrali.