Il Monte Conero e i vigneti di Montepulciano

Viaggiare lungo la costa del Mar Adriatico ed imbattersi in una “perla” unica nel lunghissimo tratto che va da Trieste al Gargano: il Monte Conero: 572 metri a picco sul mare, coperto da una ricchissima e varia flora di ambiente marino. Il Parco Regionale istituito nel 1987, con le sue cave dismesse, è una sorta di libro aperto sulla storia geologica della zona e sull’intera successione stratigrafica dell’Appennino umbro-marchigiano e vanta numerose peculiarità botaniche come l’euforbia arborescente, la violaciocca e il finocchio selvatico. Terminata l’escursione sul Conero, vale davvero la pena scendere verso l’entroterra e imbattersi nei vigneti di Montepulciano che danno origine all’ottimo Rosso Conero. Si tratta di un grande vino che nasce nei vigneti di appena sette comuni della provincia di Ancona – Ancona, Camerino, Numana, Offagna, Sirolo, Castelfidardo e Osimo – che ha preso il nome proprio dal promontorio a picco sull’Adriatico.

Da Fabriano, la città della carta, alle Grotte di Frasassi

Fabriano e la carta, un binomio indissolubile. Situata ai piedi dell’Appennino, nel cuore delle Marche, Fabriano affonda le sue radici nel Medioevo, le cui tracce sono ancora ben visibili nello splendido centro storico. Già nel XIII secolo Fabriano vantava il primato in tutta Europa per la lavorazione della carta filigranata, la cui produzione rappresenta ancora una delle principali attività della città. Merita sicuramente una visita il Museo della Carta e della Filigrana, nel quale è possibile scoprire i metodi di lavorazione a mano e le innumerevoli invenzioni che hanno innovato nel corso dei secoli le forme dell’arte cartaria. Prima di lasciare Fabriano, è obbligatorio assaggiare le sue tre eccellenze enogastronomiche: il salame, il ciauscolo e il Verdicchio. Per poi imbattersi, muovendosi di soli pochi chilometri, nelle spettacolari Grotte di Frasassi, scoperte nel 1971 e aperte al pubblico nel 1974. Particolarmente suggestivo è il percorso escursionistico, che segue un’illuminazione che accentua i colori e le forme di questa meraviglia della natura, tra stalattiti, stalagmiti e cortine lamellari.

Ramacca, la Sicilia tra il grano e il pane

Secondo la mitologia greca fu Demetra a donare all’uomo i cereali, in modo particolare il frumento da cui si ricava la farina per la panificazione. Già ai tempi dello storico Diodoro Siculo, vissuto ai tempi dell’imperatore Augusto, la Sicilia era considerata la patria legittima del grano: nell’isola, infatti, cresceva spontaneamente il triticum villosum che attraverso la coltivazione si sarebbe trasformato nel triticum sativum usato per la panificazione.

A Ramacca, nel Catenese, dei quasi 25.000 ettari di superficie agraria del territorio comunale, ben 15.000 sono interessati alla coltivazione del grano con una produzione complessiva media annua di quasi 600.000 quintali. Il grano duro utilizzato oggi per la panificazione è però frutto di selezioni sperimentate nel corso dei secoli e, con un certo grado di scientificità, agli inizi del ‘900, al fine di ottenere elevate produttività, anche con climi aridi come quello siciliano, e farine sempre migliori.

Grazie alla natura dei terreni, al clima ottimale ed alla laboriosità dei coltivatori, nella contrada Margherito di Ramacca negli anni ‘20 si mise a coltura un tipo di grano duro resistente alla siccità, di alto stelo, varietà che prese il nome dalla contrada stessa e che è annoverata ancora oggi tra i frumenti migliori. Ma, come dicono saggiamente gli agricoltori, ogni terreno ha il suo frumento. E con tenacia e lungimiranza durante gli anni ’30 del secolo scorso programmi di miglioramento genetico avviati dal Prof. U. De Cillis portarono alla sperimentazione di diversi incroci per creare frumenti sempre più adatti alla pastificazione e alla panificazione. La varietà “Russello”, dalla elevata produttività, sintesi della sua resistenza alle malattie ed avversità ambientali, e all’adattabilità ai vari terreni. La “Timilia”, varietà pregiata per la sua buona resa alla molitura e forza della farina, si distingueva come un grano primaverile precoce. La “Capeiti” varietà precoce coltivata su vasta scala, di taglia bassa e dalla farina dolce e bianchissima. Infine il “Sen. Cappelli”, diffuso largamente in Sicilia, principalmente in provincia di Catania dove viene chiamato appunto anche “Margherito” o “Bidì”. La farina derivata dalla macinazione di questo grano, di alta qualità nutritiva, impastata a mano con lievito naturale e acqua di fonte, cotta nel forno in pietra sapientemente riscaldato a legna, diede origine a un pane di straordinaria dolcezza e compattezza per il quale ancora oggi il paese di Ramacca è famoso in Sicilia.

Nepi, da forra a forra verso il santuario scolpito nella rupe

Il percorso parte da Nepi e si snoda lungo un paesaggio naturale dove l’azione dell’acqua, sulle rocce di origine vulcanica, ha creato singolari forme come le “forre”. Ci si può immergere all’interno di questi profondi valloni per scoprirne origine e caratteristiche, risalire lungo un’antica via tagliata nella roccia tufacea di epoca falisca per poi, attraverso un bosco da dove si possono godere visuali panoramiche mozzafiato, arrivare in un’immensa distesa dove lo sguardo si perde tra il panorama su Castel Sant’Elia, l’immensa valle Suppentonia, il Monte Soratte e sullo sfondo i Monti Appennini. Scendendo il percorso si attraverserà questo tratto che mescola, in una commistione unica, il sacro, la storia e la natura di questi luoghi fino ad arrivare al Santuario Ad Rupes, scolpito nella roccia dagli antichi monaci francescani.

La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale e un’esperta in archeologia.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00

Contatti
Tel. 3408505381– e-mail: info@fuoriporta.org – Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/pages/Fuoriporta/443250589045999

Cosa vedere
Nepi, la rocca dei Borgia, il Duomo di Nepi, il Santuario Santa Maria Ad Rupes di Castel Sant’Elia.

Nei dintorni
Civita Castellana, Caprarola – Palazzo Farnese, il Monte Soratte ed il lago di Vico e di Bracciano.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassia Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

I contenuti sono stati gentilmente offerti da Esplora Tuscia

Il Castello, le forre e le sue chiese: essenza di Nepi

Lungo un itinerario guidato caratteristico, tutto all’interno del Centro storico, si può andare alla scoperta delle particolarità che rendono ammirevole la cittadina di Nepi. Dalle posizioni privilegiate della cima della Torre Mastio del Castello dei Borgia, di Porta Romana, del Piazzale di Cavatera e dall’affaccio di Porta Nica sarà possibile spaziare con gli occhi e ammirare le bellezze della città delle acque, scoprirne la conformazione geologica, il suo paesaggio naturale e come questo abbia inciso nelle vicende storiche. La seconda parte del percorso va a toccare le Chiese meno conosciute di San Vito, la splendida chiesa di San Biagio e quella della Madonna di Costantinopoli (anche detta Madonna dei matti)

La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale ed un’esperta in archeologia.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia € 5,0
Contributo liberale minimo passeggiata guidata € 8,00

Cosa vedere
Il Duomo di Nepi, la rocca dei Borgia, la cascata di Nepi ed i suoi percorsi naturali della valle Suppentonia.

Nei dintorni
Calcata, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Lago di Bracciano e lago di Vico.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassi Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

Contatti
Tel. 3408505381– e-mail: info@fuoriporta.org – Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/pages/Fuoriporta/443250589045999

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A Nepi fino alla soglia della Forra

Un percorso che parte da Nepi fino a raggiungere uno dei luoghi meno conosciuti e più tipici della Provincia di Viterbo, il rudere di Castel d’Ischi, dal quale è possibile ammirare uno spettacolo naturale unico come la vista panoramica sulla forra del fosso Cerreto, dove l’erosione fluviale profonda, unita alla rigogliosa natura insediatasi nella Forra, ha creato uno scenario unico. Per raggiungere questa bellezza naturale si attraversano scorci caratteristici come la via tagliata nel tufo dei “Cavoni” di Nepi, imperdibile sia in autunno che in primavera quando il microclima, la natura e raggi di sole che penetrano all’interno della tagliata, adornano uno scenario da fiaba; si scopriranno radure panoramiche sui centri abitati di Nepi e Castel Sant’Elia, dove si potranno scoprire l’architettura dei paesi e le vicissitudini storiche che li hanno caratterizzati, senza dimenticare l’aspetto naturale. Si passerà poi alla campagna più tipica, caratterizzata da verdi pascoli a vista d’occhio. La passeggiata sarà guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale ed un’esperta archeologa. Per questa passeggiata è consigliato il pranzo al sacco oppure può essere organizzato un pranzo alla griglia da parte dell’organizzazione.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata + grigliata: € 15,00

Cosa vedere
La via Amerina, il Parco della Valle del Treja, il Museo Archeologico dell’Agro Falisco di Civita Castellana, il Lago di Vico e il Lago di Bracciano.

Nei dintorni
Nepi, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, il Monte Soratte ed il lago di Vico.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassia Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

Contatti
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Il lago di Vico tra fuoco ed acqua

Lungo un percorso che copre un dislivello di 300 mt sulla parete Nord del Monte Venere si possono scoprire le caratteristiche geologiche e naturalistiche di questo monte che si è originato nell’ultima fase dell’attività vulcanica Vicana (60 mila anni fa). Localizzato all’interno della caldera che ospita il Lago di Vico, il suo habitat ha favorito lo sviluppo di una degli esempi di faggeta depressa più rigogliosi ritrovabili. Arrivati in vetta si procederà alla vista dell’adiacente Pozzo del Diavolo, grotta originatasi dalla contrazione del magma fuoriuscito dall’antico vulcano e all’interno della quale sono stati rinvenuti i reperti dell’antica civiltà Falisca che abitava questi luoghi. Questa escursione si conclude con la vista all’adiacente Geosito della caldera del Lago di Vico e in due punti suggestivi delle rive del lago da dove verranno illustrate le caratteristiche geologiche e naturalistiche. Possibilità di pranzare all’aperto, nell’area attrezzata con una grigliata organizzata dall’associazione di Esplora Tuscia.
La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo ed un agronomo forestale.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata più grigliata: € 15,00

Cosa vedere
Lago di Vico, riserva naturale del lago di Vico.

Nei dintorni
Canepina (Castello degli Anguillara ed il Museo civico), Caprarola (Palazzo Farnese).

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassia Cimina si procede verso Viterbo, si gira al bivio per la riserva del Lago di Vico e si procede fino al luogo d’incontro (centro ricettivo Bellavenere)
• Autostrada A1 uscita Orte direzione Viterbo, si esce a Soriano nel Cimino e si procede in direzione della Cassia Cimina fino allo svincolo Lago di Vico per raggiungere il luogo dell’appuntamento (centro ricettivo Bellavenere)
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Nepi e le sue piccole chiese

Lungo un itinerario guidato caratteristico, tutto all’interno del Centro storico, si può andare alla scoperta delle particolarità che rendono ammirevole la cittadina di Nepi. Dalla posizione privilegiata che regalano la cima della Torre Mastio del Catello dei Borgia, Porta Romana, il Piazzale di Cavatera e l’affaccio di Porta Nica si potrà spaziare con gli occhi e ammirare le bellezze della città delle acque, scoprirne la conformazione geologica, il suo paesaggio naturale e come questo abbia inciso nelle vicende storiche. La seconda parte del percorso prevede le visite alle Chiese meno conosciute di San Vito, la splendida chiesa di San Biagio e quella della Madonna di Costantinopoli. La chiesa San Biagio risale al x secolo circa, e ha al suo interno pitture dell’epoca e rifacimenti del xiv e xvii secolo. Ad aula unica, ha un presbiterio rialzato su cripta che presenta pitture con iconografie riconoscibili majestatis con iconografia greca. La Chiesa di San Vito è in realtà una piccolissima cappella, probabilmente annessa alla rocca borgia, che presenta affreschi di ottima fattura ed è collocabile intorno all’anno 1000-1100. La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli o Madonna dei matti è anch’essa a navata unica, ma molto più grande delle due precedenti, ed è stata edificata nel Seicento. E’ famosa soprattutto per l’immagine che racchiude all’interno, l’iconografia della Madonna di Costantinopoli, commissionata da una nobile famiglia nepesina ed una siciliana. La storia della chiesa è legata al miracolo riconducibile all’immagine, chiusa nella teca, che salva due mercanti che fuggono da Costantinopoli durante l’invasione turca. Il nome “Madonna dei matti” deriva forse dal fatto che i due fuggitivi gettano in mare la teca della Vergine e attraversano il mare su questa.

La passeggiata sarà guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale ed un’esperta in archeologia.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00

Cosa vedere
Nepi, la rocca dei Borgia, il duomo di Nepi, la cascata ed i suoi percorsi naturali della valle Suppentonia.

Nei dintorni
Calcata, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Lago di Bracciano e lago di Vico.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassi Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

Contatti
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Dall’orlo del Cratere al rudere della Rocca, la bellezza di Trevignano

Il percorso più panoramico del Parco di Bracciano e Martignano, che risale la scarpata, un tempo cratere del vulcano di Polline, dove la vista è attratta dal lago e la mente torna indietro nel tempo, all’origine di questi luoghi quando poderose eruzioni scuotevano e plasmavano il paesaggio. Proseguendo si discende l’orlo cratericon e ci si trova al di sopra dell’abitato di Trevignano. Qui, dopo una breve discesa, si visita il rudere del castello che domina l’abitato di Trevignano per poi ridiscendere fino alle rive del lago attraverso i vicoli caratteristici del piccolo borgo lacustre.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata più pranzo in locanda convenzionata: € (da stabilire)

Contatti
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Cosa vedere
Il borgo di Trevignano, il Parco naturale di Bracciano e Martignano.

Nei dintorni
Bracciano e Anguillara.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Trevignano – Bracciano – Mazzano – Calcata – Faleria per poi proseguire verso sinistra, direzione Trevignano fino al luogo di ritrovo (Parcheggio del Sentiero di San Bernardino-Cimitero comunale).
• Autostrada A1, uscita Magliano Sabina, direzione Civita Castellana, poi direzione Nepi, direzione Roma strada SS Cassia uscita Trevignao, Bracciano, Mazzano, Calcata, Faleria. All’incrocio direzione sempre a destra seguendo le indicazioni per Trevignano Romano fino al luogo di ritrovo (Parcheggio del Sentiero di San Bernardino-Cimitero comunale).

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Sulla via Amerina alla scoperta della natura dell’Agro Falisco

Il percorso parte da Nepi e si immerge gradualmente nella campagna tipica del basso viterbese, seguendo il tracciato dell’antica via Amerina che collegava Roma ad Ameria (l’attuale Amelia). Passando attraverso le tombe ed i reperti risalenti all’epoca romana si possono scoprire le caratteristiche di un paesaggio plasmato nel fuoco di due vulcani, solcato dai corsi di acqua che hanno generato le tipiche forre e ne hanno inciso il terreno fino a scoprire le tracce del mare, antico 1 milione e mezzo di anni. In alto la torre di un incastellamento medievale veglierà sul cammino fino a raggiungere un tratto di basolato dove ancora si conservano le impronte delle antiche bighe che, in epoca romana, percorrevano quest’area unica della via Amerina. Possibilità di aperitivo organizzato dall’associazione Esplora Tuscia con prodotti tipici locali o di un pranzo convenzionato in un ristorante locale. La passeggiata è guidata dai membri dell’associazione Esplora Tuscia nello specifico: un geologo, un agronomo forestale ed un’esperta archeologa.

Info
Quota tesseramento annuale Esplora Tuscia: € 5,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata: € 8,00
Contributo liberale minimo passeggiata guidata più aperitivo: € 10,00

Cosa vedere
La via Amerina, il centro archeologico di Faleri Novi, il Museo Archeologico dell’Agro Falisco di Civita Castellana

Nei dintorni
Nepi, Civita Castellana, Castel Sant’Elia, il Monte Soratte e il lago di Vico.

Come arrivare
• Da Roma percorrendo la SS. Cassia Vejentana uscendo allo svincolo Nepi – Cassi Cimina si procede verso Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.
• Autostrada A1 uscita Magliano Sabina direzione Civita Castellana, si procede per Nepi fino al luogo di ritrovo, Piazzale della Bottata.

Contatti
Tel. 3408505381– e-mail: info@fuoriporta.org – Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/pages/Fuoriporta/443250589045999

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