A Sansepolcro lungo le tracce di Piero della Francesca

Narra la leggenda che il borgo viene fondato nel 934 da due pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, sostano in questa valle e qui restano in seguito ad un segno divino. Di certo Sansepolcro, che sorge nella splendida Valtiberina Toscana, è famoso in tutta Italia per aver dato i natali, nel 1415, al famoso pittore Piero della Francesca. Qui è possibile passeggiare alla scoperta delle tracce lasciate di uno dei più grandi pittori del Quattrocento. A partire dal Museo Civico ospitato nell’antico Palazzo della Resistenza, dove si possono ammirare due delle sue opere più famose: il “Polittico della Misericordia” e la “Resurrezione”. Per proseguire con la Casa di Piero, un elegante edificio rinascimentale sede della Fondazione Culturale Piero della Francesca; al suo interno è possibile visitare una mostra multimediale che permette di compiere un percorso innovativo e di conoscere da vicino la vita di questo grande artista. Da non perdere, infine, anche l’affresco la Madonna del Parto, realizzato intorno alla metà del XV Secolo è ospitato all’interno dell’omonimo museo, a pochi chilometri di distanza da Sansepolcro.

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Il Museo Eroli, la storia di Narni racchiusa in un antico palazzo

E’ ospitato all’interno di Palazzo Eroli, ricca residenza nobiliare narnese, una perfetta cornice anche per mostre temporanee da affiancare alla collezione museale. E’ noto come Museo Eroli o come Museo della città e del territorio e sorge nel cuore centro storico del borgo in provincia di Terni; con i suoi 2700 mq ospita le maggiori opere pittoriche, scultoree e archeologiche che permettono la ricostruzione della storia di questo luogo magico. Il Museo è diviso in due sezioni: l’archeologica, che comprende reperti dalla preistoria all’epoca medievale, e la Pinacoteca, con opere datate dal XIV° al XVIII° secolo. Tra le opere più interessanti possiamo ammirare: l’Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli, la Mummia egizia, il sarcofago ligneo decorato ed infine la coppa bronzea della Fontana di Piazza dei Priori del 1303. Al Museo è possibile prenotare percorsi guidati in tutto il centro storico: la sua centralità ha trasformato infatti la biglietteria in un punto di informazioni e di accoglienza preciso e puntuale su strutture ricettive, orari di apertura per la visita dei beni artistici, eventi ed iniziative in città e nel territorio.

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Galatone, una perla nel cuore del Salento

Il suo nome sembra derivare dal termine greco “gala”, che significa “latte”, a testimonianza di un passato legato a doppio filo alla pastorizia. Nel cuore del Salento in provincia di Lecce, a pochi chilometri dallo splendido litorale di Gallipoli, Galatone ricoprì un ruolo molto importante nel corso del Medioevo; un passato glorioso che ancora oggi è chiaramente visibile negli edifici del centro storico, perfettamente conservati. Al suo interno meritano una visita la Chiesa del Crocifisso – risalente al periodo che va dal 1683 al 1694 – nella quale sono esposte delle grandiose tele sulle quali sono dipinti i miracoli operati dal Crocifisso della Pietà. La Collegiata dedicata a Maria SS Assunta, fu invece costruita tra il 1591 e il 1595 da Giovanni Maria Tarantino e Scipione Fanuli. L’interno è a croce latina, e conserve dipinti di grande importanza artistica, quali il S. Sebastiano dipinto da Mattina Preti e la Crocifissione realizzata da Donati Antonio D’Orlando. Simbolo del potere feudale è il palazzo Marchesale, rimaneggiato più volte negli anni. Qui è stato recentemente ristrutturato il suggestivo frantoio ipogeo, una struttura risalente al 1800 che presenta alcune caratteristiche uniche: sedici vasche a due pietre, cinque pressoi idraulici, quarantotto muli al lavoro contemporaneamente e, cosa più importante, settantadue lumi a gas utilizzati per l’illuminazione.

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Saturnia, per un bagno caldo dentro vasche calcaree naturali

Qui le acque magiche rigenerano corpo e spirito, mentre la spettacolare natura circostante rilassa i sensi e contribuisce a lasciarsi alle spalle ogni tipo di preoccupazioni quotidiane. Saturnia è uno dei centri termali più noti e rinomati della Toscana: il delizioso borgo maremmano ospita una lussuosa beauty farm, ma non mancano le opportunità per chi preferisce immergersi gratuitamente nelle acque sulfuree: poco fuori dall’abitato, sorgono le suggestive Cascate del Mulino, alimentate dal torrente termale “Gorello”, che si congiunge col fiume Stellata e nel tempo ha scavato delle vasche calcaree naturali, dove si può fare il bagno in ogni stagione dell’anno. Nei dintorni merita una visita la necropoli etrusca del Puntone, con una ventina di sepolture a tumulo che vanno dal VII al V secolo a.C. immerse nella quiete totale di un bosco con querce e sicomori; se visitata a primavera le fioriture rendono ancora più affascinante questo antico luogo sacro. Molti reperti qui rinvenuti sono in mostra nel Museo Archeologico del paese.

 

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Brisighella, a passeggio lungo la via degli Asini

E’ nota per essere la città slow e la città dell’olio e del vino dell’Emilia-Romagna. Sospesa nella valle del Lamone, a metà strada tra Firenze e Ravenna, in realtà Brisighella è molto di più: è allo stesso tempo un borgo medievale e termale, ricca di tradizioni, sapori e bellezze architettoniche. Qui le atmosfere tipiche si respirano tra le viuzze acciottolate, tra i lunghi tratti di cinta muraria che difendono ancora oggi la città e le scale scolpite in gesso. La strada principale è la via degli Asini, dove un tempo trovavano riposo gli animali degli abitanti del borgo: davvero imperdibile è una passeggiata all’ora del tramonto lungo questa strada sopraelevata, che riceve luce dalle finestre ad arco che la costeggiano, rendendo il contesto davvero speciale. A caratterizzare il profilo del borgo sono tre pinnacoli rocciosi, i famosi tre colli, su cui poggiano la rocca manfrediana (secolo XIV), il santuario del Monticino (secolo XVIII), la torre detta dell’Orologio (secolo XIX). Qui tutto crea un insieme di sensazioni e di esperienze uniche che suscitano ricordi ancestrali, lontani e vicini.

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Sauris, la leggendaria “isola” circondata dalle montagne

Nel cuore della Carnia, circondato da boschi, prati e una ricchezza culturale infinita, Sauris è una sorta di isola circondata dalle montagne. Si tratta del borgo più alto di tutto il Friuli-Venezia Giulia, che si raggiunge attraverso la Val Lumiei: un percorso dal fascino unico, con uno spettacolare canyon scavato dal torrente sul fondovalle, circondato dalle malghe e dai pascoli di zona. La leggenda narra che la comunità di Sauris fu fondata da due soldati tedeschi che si rifugiarono nella valle: i discendenti vissero per più di sette secoli in equilibrio con l’ambiente alpino, coltivando i prodotti del territorio, allevando il bestiame e traendo profitto da ciò che la natura offriva, così come fanno oggi giorno gli abitanti del borgo. Le abitazioni ed i rustici rappresentano una delle peculiarità del paesaggio: questi edifici si sviluppano solitamente su due piani, quello inferiore in pietra, seminterrato, e quello superiore in legno, realizzato con la tecnica dei block bau (tronchi di legno sovrapposti e incastrati agli angoli), mentre il tetto è rivestito in scandole di legno.

 

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A Caderzone Terme fra relax, benessere e natura

trascorrere qualche ora di relax all’insegna del benessere e della natura. Nel centro storico del paese in provincia di Trento, sgorga da tempo immemorabile la Fonte Sant’Antonio, la cui acqua termale viene usata dal Centro Benessere Wellness Val Rendena: il Centro offre una vasta gamma di servizi e trattamenti come sauna, calidarium, grotta di sale, bagno turco, piscina con idromassaggio e zona relax. Per i più curiosi, merita una visita il Museo della Malga, incentrato sul lavoro svolto presso gli alpeggi sparsi sul territorio: lo spazio raccoglie gli strumenti che il tempo e l’esperienza hanno perfezionato per la lavorazione del latte e dei suoi derivati. Il Museo è ospitato all’interno della splendido Palazzo Bertelli, oggetto di un sapiente restauro, che ospitava le scuderie di Palazzo Lodron Bertelli. Di grande fascino è anche la Chiesa di San Biagio, il secondo edificio religioso della Valle che fu consacrato il 31 agosto 1454 ed eletto a Curazia il 28 gennaio 1700.

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Sirmione, gioiello sospeso tra il lago di Garda e il Castello Scaligero

Catullo, il famoso poeta dell’Antica Roma, scriveva: “O Sirmione, gemma delle penisole e delle isole, tutte quelle che nei limpidi laghi e nel vasto mare sorregge l’uno e l’altro Nettuno, quanto volentieri e con quanta gioia ti rivedo”. Incastonata nel Lago di Garda e dominata   dallo splendido Castello Scaligero, ancora oggi Sirmione è un luogo estremamente scenografico, una meta dal fascino intatto e adatta a un turismo di ogni età; soprattutto di notte, quando calano le luci e le mura del centro storico si accendono di colori. E’ davvero indimenticabile passeggiare tra i vicoli del centro storico e sul lungolago, magari concedendosi una cena a base delle specialità locali: pesce di lago e vino Lugana. Senza dimenticare la strada che si percorre per raggiungerla, una stretta lingua di terra che sembra quasi dividere in due la parte meridionale del Garda. Anche qui, a un’offerta turistica ormai all’avanguardia, si affiancano percorsi culturali di grande fascino, a partire dalle antichissime Grotte di Catullo e dalla Chiesa di santa Maria della Neve, senza dimenticare gli altri edifici di culto e architetture civili come il Palazzo Maria Callas.

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Bergolo, il “paese di pietra” con murales, dipinti e sculture

Rappresenta la meta ideale per chiunque decida di trascorrere una giornata intima, lontano   dalla folla e dal caos cittadino. Bergolo è il più piccolo Comune delle Langhe e la più piccola località che ha ottenuto la Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Si tratta di un classico esempio di borgo rurale medievale, che si sviluppa intorno a una strada sulla quale si affacciano le case dalla struttura semplice e costruite tutte in pietra arenaria: da qui la definizione di “paese di pietra”, con le mura esterne delle case che ospitano decine di opere d’arte come murales, dipinti e sculture lasciate dagli artisti che hanno partecipato al concorso “Bergolo: paese di pietra”, ideato da Romano Vola nel 1993. Lo spazio panoramico Memorial Ezra Pound, con nove grandi pietre dipinte dall’artista Beppe Schiavetta e dotato di un piccolo anfiteatro, è di grande suggestione per godere a pieno della romantica vista sulle Langhe e sulla rete di sentieri, tra boschi e crinali, che si sviluppa intorno all’abitato.

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Pierosara, il borgo che prende il nome da due giovani innamorati

In principio si chiamava Castel Petroso, per la natura rocciosa del luogo in cui sorgeva, in un punto panoramico che dominava tutta l’alta valle dell’Esino. Poi si decise di dedicare questo borgo delle Marche all’amore sfortunato fra Sara, una bella fanciulla del posto, e Piero, suo promesso sposo e concittadino. Oggi a Pierosara (Ancona), che sorge nel cuore del Parco della Gola Rossa, si possono percorrere le strette vie del castello e godere della splendida vista che, dall’alto del colle, apre lo sguardo a squarci di rara bellezza; sono ancora ben conservate le due cinta murarie, con le loro porte, e la superba torre, che aveva la duplice funzione di avvistamento e di difesa. La leggenda narra che a contrastare l’amore tra i due giovani fu il feudatario del Castello di Rotorscio, il conte Ravellone, che s’innamorò perdutamente della fanciulla e decise di rapirla. Una notte s’introdusse di nascosto nella Rocca e riuscì nel suo intento di portare via Sara con sé, ma una volta scoperto il rapimento i cittadini della Rocca chiusero le porte di accesso al castello e scatenarono una feroce battaglia contro i seguaci del conte. Costretto alla resa, il conte Ravellone uccise Sara che teneva fra le braccia e, una volta raggiunto da Piero, colpì violentemente il giovane con una scure. Piero, ferito mortalmente, spirò abbracciando per l’ultima volta la sua amata.

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