Pietra Cappa, il monolite più alto d’Europa

Il monolite più alto d’Europa è in Calabria, da dove guarda fiero il mare Jonio in tutto il suo fascino misterioso. Di origine antichissima, Pietra Cappa sorge all’interno del parco nazionale dell’Aspromonte al di sopra del borgo paese di Natile superiore, occupando a circa 4 ettari di terreno e svettando in altezza per oltre 140 metri. Questo luogo dalla natura incontaminata – tristemente noto in passato per i sequestri di persona operati dalle ‘ndrine – è anche circondato da tante leggende. Alcune legate alla lotta tra il bene e il male, altre sull’origine del nome (per molti derivante da una traduzione come cono rovesciato), e un’altra legata addirittura a Gesù. Qui, infatti, il Messia si sarebbe recato in compagnia dei discepoli, durante le sue predicazioni, chiedendo a ognuno di essi di raccogliere dei massi per penitenza. Pietro, per non affaticarsi troppo, raccolse un solo ciottolo e, quando Gesù trasformò i grossi minerali raccolti in fumanti pagnotte, capì la lezione e lasciò lì quel piccolo sasso a ricordo del proprio errore. Sfiorandolo poi con un dito, lo fece lievitare fino a fargli assumere le dimensioni attuali. Quel che è certo è il fascino assoluto del luogo: circondato da una fitta vegetazione di eriche, lentisco, mirto, corbezzolo, castagno, lecci, cespugli di menta e di origano, capaci di sprigionare profumi di carattere selvatico non intaccato ancora dalla mano dell’uomo.

Malentrata, una splendida “terrazza” sulla Val Brembana

Deve il suo nome al fatto che un tempo era davvero difficile da raggiungere. Oggi invece Malentrata, uno dei borghi più particolari della Val Brembana, si può raggiungere comodamente e si divide in una parte bassa (decisamente meglio conservata) e in una alta. Collocate sulla sommità di un colle, le abitazioni godono di una splendida vista sul fondovalle; chi, un tempo, saliva dalla mulattiera, trovava qui una sosta obbligata dopo la fatica della ripida salita. Il gruppo di abitazioni sono unite tra di loro e arroccate sul colle, assomigliando più ad una fortezza che ad una contrada contadina d’un tempo. La rustica chiesetta presenta un’architettura settecentesca, con un apparato murario esterno perfetto a tal punto che l’omogeneità della pietra ha reso superfluo l’intonaco. Costruita nel 1736 ad opera di Bernardino Rota, è dedicata a San Filippo Neri e San Martino, che compaiono, accanto alla Vergine, sulla tela dell’abside. La chiesetta, posta tra verdi prati scoscesi, costruita tutta in pietra a vista con il tetto in coppi, con il piccolo campanile ed il singolare camino della canonica, si staglia pittorescamente sulle pendici della montagna brembillese.

Un viaggio nel tempo nel Geoparc Bletterbach di Aldino

Un viaggio a ritroso nel tempo nel cuore della provincia di Bolzano. Il Geoparc Bletterbach di Aldino, piccolo borgo che sorge a Sud-Est del capoluogo regionale del Trentino-Alto Adige, si estende su una superficie di 818 ettari e fa parte delle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco. Nel suo paesaggio unico si trovano fossili di piante e orme di sauri, mentre nel centro visitatori sono illustrate una geologia e una geomorfologia del tutto particolari. Oltre 15.000 anni fa ad Aldino, infatti, il piccolo Rio Bletterbach iniziò a scavare la terra su una lunghezza di otto chilometri, incidendola a 400 metri di profondità e dando origine ad una magnifica gola, unica del suo genere in Europa.
La discesa nella profondità del canyon della gola del Bletterbach, della durata di circa mezz’ora, mostra 250 milioni di anni di storia della terra: pietre che risalgono a milioni di anni fa, orme di sauri, piante fossilizzate, molteplici tracce di cibo e di scavo e sedimentazioni marine con conchiglie, chiocciole e ammoniti che vissero nei mari tropicali delle Dolomiti milioni di anni fa illustrano la storia movimentata del nostro pianeta.

Le 44 chiesette votive delle Valli del Natisone

Sono note come “Le sentinelle delle Valli”, come “vedetta sulle principali cime” o ancora “inaccessibili”. Di certo le 44 chiesette votive delle Valli del Natisone (a cavallo tra il Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia) costituiscono un grandissimo patrimonio artistico poco conosciuto presso il grande pubblico. Sorsero nel Sec XIII e XIV e presentavano una costruzione primitiva di tipologia romanica con presbiteri semicircolari. Dopo il terremoto del 1348 che richiese una ricostruzione delle Chiesette, in queste valli si affermò lo stile proveniente dalle vicina Slovenia e conosciuto come il “Gotico Fiorito”, di cui uno dei principali artefici di questa scuola fu Peter Parler. In alcune Chiesette si possono ancora ammirare affreschi del Sec XVI di Scuola Slovena di Jernei da Skofia Loka, e altari lignei dorati sempre Scuola Slovena del Sec XVI. Raggiungere queste chiesette, meglio se in modo “lento”, a piedi, in bici o a cavallo, permette di immergersi nella cultura materiale e spirituale del popolo della Slavia Friulana: giunti in questi luoghi, si potrà “respirare” la spiritualità di queste comunità, intessuta di affidamento ai santi per le difficoltà della vita e di intensa gratitudine per tutti i doni della natura.

I minerali delle Dolomiti in mostra a Tiso

I minerali delle Dolomiti in mostra a Tiso

Le Dolomiti non sono solo alcune fra le catene montuose più suggestive dell’intero Pianeta, ma nascondono anche un piccolo, grade tesoro.

Nel piccolo centro storico del paesino di Tiso (Bolzano), che sorge a 960 metri di altitudine tra la Valle Isarco e la Val di Funes, è possibile visitare il Museo mineralogico.

Lo spazio offre una panoramica completa sull’origine e le caratteristiche del mondo dei cristalli che si possono trovare nel paesaggio dolomitico, e che sono state riunite all’interno di questo Museo; gli espositori lo hanno allestito armonizzando efficacemente la fantasia creativa con i più recenti criteri pedagogico-museali.

Per oltre tre decenni Paul Fischnaller, guida alpina e collezionista di minerali, ha raccolto cristalli di montagna dei monti della Val di Funes: tra questi si trovano anche le famose Sfere di Tiso, che si possono anche cercare nel corso di divertenti escursioni guidate.

Nello shop del museo si trovano libri e informazioni sull’argomento, così come souvenir, Sfere di Tiso, bigiotteria e pietre salutari.

L’arte dei cerchiari in mostra al Museo di Marcetelli

L’arte dei cerchiari in mostra al Museo di Marcetelli

L’antica arte del cerchiaro si svela nei suoi aspetti più tradizionali nel più piccolo Comune del Lazio.

Tra i monti Cervia e Navegna, precisamente nel piccolo borgo di Marcetelli, la collaborazione tra la Riserva Naturale e l’amministrazione comunale ha dato vita al primo museo interamente dedicato all’arte del cerchiaro.

Visitare il museo significa percorrere un bellissimo viaggio della memoria, tra “pialle” “toghe” “cerchi” “cortellu elle toe” e “segarellu”, in quella che era la principale attività lavorativa dei marcetellani.

La professione “de u cerchiaru”, da sempre fu favorita dalla presenza di numerosi boschi, per lo più castagneti, utilizzati come materia prima per la costruzione di botti, tini, bigonci necessari per le attività connesse all’agricoltura.

I diversi utensili che costituiscono il museo denominato “la Bottega del cerchiaro”, sono stati donati dagli abitanti del paese per fare in modo che le generazioni future non dimentichino l’antica tradizione dei nonni e possano conservarne la memoria nel futuro.

Il borgo fortificato di Campello Sul Clitunno

Uno splendido borgo fortificato a due passi dalle famose Fonti del Clitunno. A circa 10 chilometri di distanza da Spoleto, merita sicuramente una visita Campello Sul Clitunno, con il suo nucleo storico ancora oggi completamente racchiuso da possenti mura; il borgo è composto da due nuclei: Campello Alto, borgo fortificato sviluppatosi attorno al Castello, e Campello Basso, dove si trova la chiesa della Madonna della Bianca. Edificato nel X-XI secolo dal barone di Borgogna Rovero di Champeaux, il Castello conserva ancora intatte le sue mura. Un’unica porta delimita l’accesso al borgo, dove si trova la chiesa di San Donato con un pregevole altare ligneo in stile barocco, il Palazzo Comunale e, nelle vicinanze, il complesso monastico dei Barnabiti. La chiesa della Madonna della Bianca, eretta nel 1516, presenta una struttura a croce latina sormontata da una cupola, un magnifico portale in pietra e all’interno due affreschi dello Spagna. Restaurato nel 1797 su progetto del Valadier, vennero sovrapposti a elementi rinascimentali quelli del nascente gusto neoclassico.

 

 

 

Volturara Appula, il paese natale del premier Giuseppe Conte

Conta meno di 500 abitanti, ma negli ultimi mesi è diventato famoso in tutta Italia. E’ a Volturara Appula, borgo del Subappennino Dauno in provincia di Foggia, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nacque 54 anni fa; ed è qui che è tornato nel settembre del 2018 per ricevere la cittadinanza onoraria. Nel cuore di una delle zone naturalistiche e storiche più importanti dell’Alta Puglia, il paese deve il nome proprio al vento libeccio, che in queste terre è presente tutto l’anno. Dal caratteristico impianto medievale, Volturara Appula conserva il Palazzo Ducale, sorto nel secolo XVI come proprietà dei Caracciolo, e la Cattedrale, risalente al XIII secolo, capolavoro del romanico pugliese. Il paese è circondato da boschi e da sorgenti di acqua sulfurea, nel triangolo formato da Campobasso, Foggia e Benevento: è adagiato infatti su un colle che si erge a pochi chilometri dal fiume Fortore, che con il suo tracciato plasma paesaggi rigogliosi e verdi. Per gli amanti della natura è d’obbligo una visita al bosco Sant’Antonio, in località Macchia Rossa, e alla sorgente Fontana Uizzo.

 

Saturnia, per un bagno caldo dentro vasche calcaree naturali

Qui le acque magiche rigenerano corpo e spirito, mentre la spettacolare natura circostante rilassa i sensi e contribuisce a lasciarsi alle spalle ogni tipo di preoccupazioni quotidiane. Saturnia è uno dei centri termali più noti e rinomati della Toscana: il delizioso borgo maremmano ospita una lussuosa beauty farm, ma non mancano le opportunità per chi preferisce immergersi gratuitamente nelle acque sulfuree: poco fuori dall’abitato, sorgono le suggestive Cascate del Mulino, alimentate dal torrente termale “Gorello”, che si congiunge col fiume Stellata e nel tempo ha scavato delle vasche calcaree naturali, dove si può fare il bagno in ogni stagione dell’anno. Nei dintorni merita una visita la necropoli etrusca del Puntone, con una ventina di sepolture a tumulo che vanno dal VII al V secolo a.C. immerse nella quiete totale di un bosco con querce e sicomori; se visitata a primavera le fioriture rendono ancora più affascinante questo antico luogo sacro. Molti reperti qui rinvenuti sono in mostra nel Museo Archeologico del paese.

 

 

Sauris, la leggendaria “isola” circondata dalle montagne

Nel cuore della Carnia, circondato da boschi, prati e una ricchezza culturale infinita, Sauris è una sorta di isola circondata dalle montagne. Si tratta del borgo più alto di tutto il Friuli-Venezia Giulia, che si raggiunge attraverso la Val Lumiei: un percorso dal fascino unico, con uno spettacolare canyon scavato dal torrente sul fondovalle, circondato dalle malghe e dai pascoli di zona. La leggenda narra che la comunità di Sauris fu fondata da due soldati tedeschi che si rifugiarono nella valle: i discendenti vissero per più di sette secoli in equilibrio con l’ambiente alpino, coltivando i prodotti del territorio, allevando il bestiame e traendo profitto da ciò che la natura offriva, così come fanno oggi giorno gli abitanti del borgo. Le abitazioni ed i rustici rappresentano una delle peculiarità del paesaggio: questi edifici si sviluppano solitamente su due piani, quello inferiore in pietra, seminterrato, e quello superiore in legno, realizzato con la tecnica dei block bau (tronchi di legno sovrapposti e incastrati agli angoli), mentre il tetto è rivestito in scandole di legno.