Saturnia, per un bagno caldo dentro vasche calcaree naturali

Qui le acque magiche rigenerano corpo e spirito, mentre la spettacolare natura circostante rilassa i sensi e contribuisce a lasciarsi alle spalle ogni tipo di preoccupazioni quotidiane. Saturnia è uno dei centri termali più noti e rinomati della Toscana: il delizioso borgo maremmano ospita una lussuosa beauty farm, ma non mancano le opportunità per chi preferisce immergersi gratuitamente nelle acque sulfuree: poco fuori dall’abitato, sorgono le suggestive Cascate del Mulino, alimentate dal torrente termale “Gorello”, che si congiunge col fiume Stellata e nel tempo ha scavato delle vasche calcaree naturali, dove si può fare il bagno in ogni stagione dell’anno. Nei dintorni merita una visita la necropoli etrusca del Puntone, con una ventina di sepolture a tumulo che vanno dal VII al V secolo a.C. immerse nella quiete totale di un bosco con querce e sicomori; se visitata a primavera le fioriture rendono ancora più affascinante questo antico luogo sacro. Molti reperti qui rinvenuti sono in mostra nel Museo Archeologico del paese.

 

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Sauris, la leggendaria “isola” circondata dalle montagne

Nel cuore della Carnia, circondato da boschi, prati e una ricchezza culturale infinita, Sauris è una sorta di isola circondata dalle montagne. Si tratta del borgo più alto di tutto il Friuli-Venezia Giulia, che si raggiunge attraverso la Val Lumiei: un percorso dal fascino unico, con uno spettacolare canyon scavato dal torrente sul fondovalle, circondato dalle malghe e dai pascoli di zona. La leggenda narra che la comunità di Sauris fu fondata da due soldati tedeschi che si rifugiarono nella valle: i discendenti vissero per più di sette secoli in equilibrio con l’ambiente alpino, coltivando i prodotti del territorio, allevando il bestiame e traendo profitto da ciò che la natura offriva, così come fanno oggi giorno gli abitanti del borgo. Le abitazioni ed i rustici rappresentano una delle peculiarità del paesaggio: questi edifici si sviluppano solitamente su due piani, quello inferiore in pietra, seminterrato, e quello superiore in legno, realizzato con la tecnica dei block bau (tronchi di legno sovrapposti e incastrati agli angoli), mentre il tetto è rivestito in scandole di legno.

 

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A Caderzone Terme fra relax, benessere e natura

trascorrere qualche ora di relax all’insegna del benessere e della natura. Nel centro storico del paese in provincia di Trento, sgorga da tempo immemorabile la Fonte Sant’Antonio, la cui acqua termale viene usata dal Centro Benessere Wellness Val Rendena: il Centro offre una vasta gamma di servizi e trattamenti come sauna, calidarium, grotta di sale, bagno turco, piscina con idromassaggio e zona relax. Per i più curiosi, merita una visita il Museo della Malga, incentrato sul lavoro svolto presso gli alpeggi sparsi sul territorio: lo spazio raccoglie gli strumenti che il tempo e l’esperienza hanno perfezionato per la lavorazione del latte e dei suoi derivati. Il Museo è ospitato all’interno della splendido Palazzo Bertelli, oggetto di un sapiente restauro, che ospitava le scuderie di Palazzo Lodron Bertelli. Di grande fascino è anche la Chiesa di San Biagio, il secondo edificio religioso della Valle che fu consacrato il 31 agosto 1454 ed eletto a Curazia il 28 gennaio 1700.

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Sirmione, gioiello sospeso tra il lago di Garda e il Castello Scaligero

Catullo, il famoso poeta dell’Antica Roma, scriveva: “O Sirmione, gemma delle penisole e delle isole, tutte quelle che nei limpidi laghi e nel vasto mare sorregge l’uno e l’altro Nettuno, quanto volentieri e con quanta gioia ti rivedo”. Incastonata nel Lago di Garda e dominata   dallo splendido Castello Scaligero, ancora oggi Sirmione è un luogo estremamente scenografico, una meta dal fascino intatto e adatta a un turismo di ogni età; soprattutto di notte, quando calano le luci e le mura del centro storico si accendono di colori. E’ davvero indimenticabile passeggiare tra i vicoli del centro storico e sul lungolago, magari concedendosi una cena a base delle specialità locali: pesce di lago e vino Lugana. Senza dimenticare la strada che si percorre per raggiungerla, una stretta lingua di terra che sembra quasi dividere in due la parte meridionale del Garda. Anche qui, a un’offerta turistica ormai all’avanguardia, si affiancano percorsi culturali di grande fascino, a partire dalle antichissime Grotte di Catullo e dalla Chiesa di santa Maria della Neve, senza dimenticare gli altri edifici di culto e architetture civili come il Palazzo Maria Callas.

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Pierosara, il borgo che prende il nome da due giovani innamorati

In principio si chiamava Castel Petroso, per la natura rocciosa del luogo in cui sorgeva, in un punto panoramico che dominava tutta l’alta valle dell’Esino. Poi si decise di dedicare questo borgo delle Marche all’amore sfortunato fra Sara, una bella fanciulla del posto, e Piero, suo promesso sposo e concittadino. Oggi a Pierosara (Ancona), che sorge nel cuore del Parco della Gola Rossa, si possono percorrere le strette vie del castello e godere della splendida vista che, dall’alto del colle, apre lo sguardo a squarci di rara bellezza; sono ancora ben conservate le due cinta murarie, con le loro porte, e la superba torre, che aveva la duplice funzione di avvistamento e di difesa. La leggenda narra che a contrastare l’amore tra i due giovani fu il feudatario del Castello di Rotorscio, il conte Ravellone, che s’innamorò perdutamente della fanciulla e decise di rapirla. Una notte s’introdusse di nascosto nella Rocca e riuscì nel suo intento di portare via Sara con sé, ma una volta scoperto il rapimento i cittadini della Rocca chiusero le porte di accesso al castello e scatenarono una feroce battaglia contro i seguaci del conte. Costretto alla resa, il conte Ravellone uccise Sara che teneva fra le braccia e, una volta raggiunto da Piero, colpì violentemente il giovane con una scure. Piero, ferito mortalmente, spirò abbracciando per l’ultima volta la sua amata.

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I giardini botanici di Merano, dove si ammirano piante da tutto il mondo

Riuniscono in un anfiteatro naturale paesaggi esotici e mediterranei, vedute mozzafiato sugli scenari montani circostanti e su una Merano baciata dal sole. Sono i Giardini di Castel Trauttmansdorff della città termale dell’Alto Adige, che si estendono su una superficie complessiva di 12 ettari; al loro interno prosperano e fioriscono piante da tutto il mondo, una particolarità di grande fascino per visitatori di ogni età, appassionati di botanica o gente comune. Gli ottanta singoli giardini tematici sono organizzati in 4 “mondi di giardino” diversi. I primo sono i giardini del sole, posizionati sotto il castello ed orientati verso sud: qui si trova tra l’altro il giardino proibito con piante mistiche e velenose, un olivo di settecento anni, cactus e limoni. In primavera qui si trovano decine di migliaia di tulipani in fiore. I secondi sono i boschi del mondo, sul lato settentrionale del castello, che mostrano piante, fiori ed alberi di tutto il mondo: dal giardino giapponese alla spiaggia delle palme, è possibile di visitare uno rarissimo esemplare di Wollemia Nobilis. Poi ci sono i giardini acquatici e terrazzi, un mondo fatto di laghetti, labirinti, un palmeto con duecento palme ed il giardino dei sensi, pieno di piante aromatiche. L’ultimo “mondo” è dedicato ai paesaggi dell’Alto Adige e contiene vigneti, frutteti, un orto di montagna e boschi sudtirolesi tradizionali.

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Il Cammino Materano, dalla Puglia alla città dei sassi

Da alcuni dei centri più caratteristici della Puglia fino a Matera, la città dei sassi in Basilicata. Il Cammino Materano recupera la fitta rete di strade sterrate, percorsi ghiaiosi e qualche tratto di strada romana che valorizzano al meglio il patrimonio storico-culturale di questi territori; a cavallo tra le due regioni, infatti, sono confluite in passato culture provenienti dal Nord Europa, dall’Oriente bizantino e da tutto il Bacino mediterraneo. Il Cammino è articolato in quattro vie, e prevede la possibilità di iniziare il percorso a Bari, Brindisi, Lucera e Trani per terminare a Matera nella Cattedrale della Madonna della Bruna, mirabile esempio di stile romanico pugliese, costruita a partire dal 1230 sull’area del precedente monastero benedettino di Sant’Eustachio. Ogni via rappresenta un’area della complessa storia delle Murge. E’ il caso della via Peuceta che, partendo dalla Basilica di San Nicola di Bari – la cui costruzione fu avviata nel 1087 per ospitare le reliquie di S. Nicola giunte quell’anno in città -, attraversa l’antica Peucezia con la foresta di ulivi lungo la costa, le steppe dell’altopiano delle Murge, i boschi di conifere e i querceti fino alle depressioni carsiche che originano le affascinanti lame e gravine.

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Il Canale di Maria Bona a Giaglione

Grazie a quest’opera realizzata nel 1400, per molti anni il paese di Giaglione (Torino) registrò per molti anni un incremento demografico incredibile: vennero nominati irrigatori, addetti alle manutenzioni e le cause e i litigi per i cambi d’uso dei terreni e le relative tasse da pagare ai signori crearono dispute interminabili. Il “Lou Gran Blalhìe”, noto dal 1914 come il Canale di Maria Bona, è un pezzo di storia del territorio che ancora oggi è visitabile percorrendo un suggestivo sentiero pianeggiante da percorrere in alcuni tratti con cautela, a causa della vicinanza di pareti rocciose a strapiombo: il suo alveo taglia infatti le ripide pareti dei contrafforti del versante sinistro della Val Clarea ad un’altezza fino a trecento metri per una lunghezza di cinquecento metri circa, interamente scavato nella roccia. Nel periodo antecedente all’opera l’unica acqua utilizzabile era il torrente Clarea, che scorreva in alto nel suddetto vallone per poi inabissarsi nelle gorge gettandosi nella Dora Riparia senza lambire i terreni della comunità. Si rese quindi necessario pertanto costruire il canale, anche perché l’abitato era solo supportato da poche sorgenti e gran parte dei terreni non erano irrigabili. I primi progetti risalgono al 1200 ma i tentativi di deviare le acque del Clarea non sono mai stati avviati; solo nel 1400 con il superamento del Pian delle Rovine si porta a compimento l’opera.
Nel 1458 furono eletti quattro arbitri della Comunità per dirimere le questioni sui cambi di utilizzo delle coltivazioni e per gestire il complicato sistema di canali allora progettato.

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La Cipresseta Monumentale di Salisano

Salisano, grazioso borgo in provincia di Rieti, custodisce un vero e proprio tesoro naturalistico: la Cipresseta Monumentale. Si tratta di uno straordinario bosco di cipressi della varietà Horizontalis, il cui impianto originario risale a diverse centinaia di anni fa. All’interno di questa interessantissima formazione forestale si snoda un sentiero che parte a circa 1,6 km da Salisano (Ri), poco oltre l’incrocio fra Via Montefalcone e Via Dell’Uccelatore, e sale fino alla vetta del Monte Ode (968m), da cui si gode un bellissimo panorama che spazia a 360 gradi dal Monte Soratte ai Monti Sabini, dai Monti Reatini ai Lucretili, fino alle vette più alte dei Monti Abbruzzesi. Il sentiero, che segue in gran parte un itinerario CAI (segni binco-rossi), tiene alla destra il Fosso dei Cipressi ed è corredato da utilissimi pannelli documentali relativi a storia, flora e fauna del luogo predisposti dall’associazione Apidienus. Dalla cima del Monte Ode è possibile procedere ad est verso Colle Pozzoneve (961 m), percorrere in discesa tutta la cresta erbosa fino a quota 760 m per poi deviare a destra nel bosco di Querce (visibilmente percorso da un incendio negli anni passati), ed imboccare una carrareccia che riporta al punto di partenza per la Via Dell’Uccelatore.

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Alla scoperta del circuito dei Giardini storici di Sardegna

Il circuito dei “Giardini storici di Sardegna” riunisce sotto un unico marchio sette tenute e giardini isolani di gran pregio, sia dal punto di vista storico che naturalistico, con lo scopo di promuovere nuovi ambiti di fruizione del territorio sardo, anche in bassa stagione.  Si tratta di luoghi dal fascino unico tra castelli e antiche cisterne romane, tra arte e paesaggi unici, tra specie ed essenze botaniche rare, tra fonti e cascate e tanta storia, se pensate che a crearli furono tra gli altri l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, l’ingegnere ferroviario inglese Benjamin Piercy o il marchese Aymerich. Ne fanno parte il Parco di San Leonardo di Siete fuentes (Santu Lussurgiu), il Parco inglese dell’ingegner Benjamin Piercy (Bolotana), l’Orto botanico Patrizio Gennari (Cagliari, nella foto), ilGiardino all’italiana di Ignazio Aymerich (Laconi), l’Isola giardino di Giuseppe Garibaldi a Caprera (La Maddalena), il Giardino degli agrumi dello stabilimento Pernis-Vacca e la Vega di Palazzo Boyl (Milis) e il Parco di Monserrato (Sassari). Obiettivo del circuito è quello di mettere a sistema e valorizzare questi luoghi per farli diventare un vero prodotto che possa inserirsi a tutto tondo nel mercato del turismo botanico, che interessa e muove tanti appassionati in Italia ed Europa.

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