Il Cammino Materano, dalla Puglia alla città dei sassi

Da alcuni dei centri più caratteristici della Puglia fino a Matera, la città dei sassi in Basilicata. Il Cammino Materano recupera la fitta rete di strade sterrate, percorsi ghiaiosi e qualche tratto di strada romana che valorizzano al meglio il patrimonio storico-culturale di questi territori; a cavallo tra le due regioni, infatti, sono confluite in passato culture provenienti dal Nord Europa, dall’Oriente bizantino e da tutto il Bacino mediterraneo. Il Cammino è articolato in quattro vie, e prevede la possibilità di iniziare il percorso a Bari, Brindisi, Lucera e Trani per terminare a Matera nella Cattedrale della Madonna della Bruna, mirabile esempio di stile romanico pugliese, costruita a partire dal 1230 sull’area del precedente monastero benedettino di Sant’Eustachio. Ogni via rappresenta un’area della complessa storia delle Murge. E’ il caso della via Peuceta che, partendo dalla Basilica di San Nicola di Bari – la cui costruzione fu avviata nel 1087 per ospitare le reliquie di S. Nicola giunte quell’anno in città -, attraversa l’antica Peucezia con la foresta di ulivi lungo la costa, le steppe dell’altopiano delle Murge, i boschi di conifere e i querceti fino alle depressioni carsiche che originano le affascinanti lame e gravine.

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Il Parco della Murgia Materana e le sue chiese rupestri

Insieme ai più famosi sassi, è inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. E’ il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, noto più semplicemente come Parco della Murgia Materana, che sorge nella parte orientale della Basilicata a pochi chilometri dal confine con la Puglia. I circa 8.000 ettari di territorio sui quali si estende sono stati abitati sin dalla preistoria: lo testimoniano i numerosi reperti fossili esposti al Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola di Matera, gli stazionamenti della Grotta dei Pipistrelli e i villaggi neolitici di Murgia Timone, Murgecchia e di Trasanello, circonrdati da fossati difensivi scavati nella roccia. Qui hanno vissuto anche pastori e mandriani, che hanno lasciato testimonianze indelebili della loro vita come i casali e i villaggi rupestri di San Nicola all’Ofra, Cristo la Selva e del Villaggio Saraceno, tutti muniti di chiesa rupestre e area sepolcrale. Già, uno degli elementi più interessanti del Parco è costituita proprio dalle oltre cento chiese rupestri disseminate un po’ ovunque, a volte nascoste dalla vegetazione e scavate in luoghi impervi e di difficile accesso, impreziosite da spettacolari affreschi splendidamente mantenuti. Le chiese – alcune delle quali scavate ed altre costruite – si presentano a navata unica, come la “Cripta della Scaletta” e quella della “Madonna della Croce”, a due navate come quella “Cappuccino Vecchio” e la “Cripta del Canarino”, o a tre navate come la “Madonna delle tre Porte” o “San Pietro sulla via Appia”.

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In Basilicata alla scoperta dell’Oasi San Giuliano

Qui, un tempo, c’era il mare. E a ricordarlo a tutti è stato un incredibile ritrovamento del 2006: lo scheletro di una balena risalente al pleistocene che da più di un milione di anni “dormiva” sulla riva del lago di San Giuliano. Nel cuore della provincia di Matera, a 20 chilometri da Grottole e da Miglionico, sorge questo invaso artificiale oggi completamente immerso nella vegetazione, che merita davvero una visita. La Riserva Naturalistica Oasi San Giuliano si estende lungo una superficie di 8 km² e offre ampi spazi per godere della rigogliosa flora e concedersi tante attività in totale relax; pioppi, salici e tamerici offrono riparo e ristoro ad una fauna che qui fa tappa soprattutto durante lo svernamento: airone, cormorano, garzetta e falco pescatore sono solo alcune delle specie faunistiche che arricchiscono il paesaggio. A fare il resto è il lago oggi completamente immerso nella vegetazione, oltre al museo naturalistico e all’area didattica che costituiscono due fiori all’occhiello della Riserva.

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Il Castello del Malconsiglio e la congiura dei baroni

E’ uno dei manieri più famosi del Sud Italia, e prende il nome da un episodio avvenuto il 1° ottobre del 1481. Appartenente alla famiglia Sanseverino, il Castello del Malconsiglio di Miglionico (Matera) sorge sulla sommità di una rupe dalla quale si gode di una splendida visuale sulla valle del Bradano. Il suo nome deriva dalla congiura organizzata al suo interno, ai danni di Ferdinando I d’Aragona Re di Napoli, da parte dei baroni del regno: il tutto si concluse con la sanguinosa strage dei baroni nella grande sala del primo piano. Il Castello appare oggi alla vista dei turisti con la sua forma di un parallelogramma fiancheggiato da sette torrioni di forma quadrata o circolare. È costruito su due livelli, con un ballatoio che risale ad una ristrutturazione voluta dai Revertera nel 1600. La parte più caratteristica è senza dubbio la Sala della Stella o degli Spiriti, nelle cui nicchie intagliate nei muri erano custoditi i tesori dei sui abitatori: ori, documenti, libri preziosi e monete; proprio per spaventare eventuali malintenzionati, il locale assunse questa particolare denominazione. Nell’anticamera di questo salone si consumava lo ius primae noctis, un privilegio feudale che consisteva nel far sì che ogni sposa trascorresse la prima notte successiva al matrimonio assieme al barone.

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