Lecce, l’arte della cartapesta in mostra nel Castello Carlo V

Quello tra la città di Lecce e l’arte della cartapesta è un legame antico e indissolubile, rinnovato dalla tradizione mantenuta viva dalle botteghe dei cartapestai che affascinano tutti coloro che visitano la splendida città barocca del Salento. E così nel 2009 – grazie alla collaborazione tra il MiBAC, la Sovrintendenza BAP per le province di Lecce, Brindisi e Taranto ed il Comune di Lecce – ha visto la luce il Museo della Cartapesta, ospitato nella suggestiva location del Castello Carlo V. La collezione è composta di circa 80 opere dei maggiori artisti cartapestai leccesi: Caretta, Capoccia, Guacci, Errico, Pantaleo, Mazzeo, Indino, Malecore, Gallucci; la mostra copre un arco temporale che dal XVIII secolo giunge ai nostri giorni con le opere di artisti internazionali quali Emilio Farina e la brasiliana Lucia Barata. Il percorso è stato studiato con un’attenzione particolare verso la comunicazione: video, immagini, ricostruzioni di “bottega”, rendono il percorso di visita mezzo per “viaggiare” nel mondo della cartapesta e nella sua città simbolo.

 

 

 

 

Galatone, una perla nel cuore del Salento

Il suo nome sembra derivare dal termine greco “gala”, che significa “latte”, a testimonianza di un passato legato a doppio filo alla pastorizia. Nel cuore del Salento in provincia di Lecce, a pochi chilometri dallo splendido litorale di Gallipoli, Galatone ricoprì un ruolo molto importante nel corso del Medioevo; un passato glorioso che ancora oggi è chiaramente visibile negli edifici del centro storico, perfettamente conservati. Al suo interno meritano una visita la Chiesa del Crocifisso – risalente al periodo che va dal 1683 al 1694 – nella quale sono esposte delle grandiose tele sulle quali sono dipinti i miracoli operati dal Crocifisso della Pietà. La Collegiata dedicata a Maria SS Assunta, fu invece costruita tra il 1591 e il 1595 da Giovanni Maria Tarantino e Scipione Fanuli. L’interno è a croce latina, e conserve dipinti di grande importanza artistica, quali il S. Sebastiano dipinto da Mattina Preti e la Crocifissione realizzata da Donati Antonio D’Orlando. Simbolo del potere feudale è il palazzo Marchesale, rimaneggiato più volte negli anni. Qui è stato recentemente ristrutturato il suggestivo frantoio ipogeo, una struttura risalente al 1800 che presenta alcune caratteristiche uniche: sedici vasche a due pietre, cinque pressoi idraulici, quarantotto muli al lavoro contemporaneamente e, cosa più importante, settantadue lumi a gas utilizzati per l’illuminazione.