A Volterra alla scoperta dei Musei della terra degli Etruschi

Conoscere arte, cultura, natura, storia e stili di vita di un territorio piccolo ma dal passato glorioso e dalla grande ricchezza culturale e naturale. E’ quanto permettono di fare i Musei della terra degli Etruschi, un complesso sistema museale articolato tra Volterra e la Val di Cecina. Collezioni imperdibili, allestite in magnifici luoghi, raccontano arte e storia, natura e cultura, spiritualità, stili di vita e tradizioni: tutto questo e molto altro attendono i visitatori in ben 15 musei e 4 aree archeologiche, in grado di completare le visite dei viaggiatori amanti dell’approfondimento, sia divulgativo che specialistico. Molti musei sono concentrati nella città di Volterra, che è sempre stata il principale centro economico e culturale dell’area: il primo ad essere costituito, nel 1761, fu il Museo Etrusco Guarnacci, seguiti poi dagli altri musei della cittadina e da quelli che si trovano negli altri centri del territorio, che sono testimonianza soprattutto delle attività produttive della Valle. Fin dal 1992 i musei volterrani hanno costituito un sistema museale, con un unico biglietto e orari e progetti coordinati. Si tratta di uno dei primi sistemi museali della Toscana, precursore delle attuali tendenze espositive e che ha fatto da esempio per la costituzione di altri sistemi simili in altre aree.

La Pieve di San Lorenzo, perla del Mugello

E’ il più ampio edificio romanico del contado fiorentino e il più importante del Mugello. Nel centro di Borgo San Lorenzo sorge la Pieve di San Lorenzo risalente al 941. La costruzione attuale risale al XII-XIII Secolo ma è stata molto modificata in diverse epoche: dopo il terremoto del 1542, nel 1814 (quando il soffitto viene dipinto a cassettoni, le finestre ingrandite e il pavimento rialzato) e dopo il terremoto del 1919. Nel 1937 poi vengono ripristinati il soffitto a capriate, le colonne romaniche e all’esterno tutte le strutture murarie sulla fiancata sinistra e all’abside. In seguito alla costruzione adiacente del monastero di Santa Caterina, la pieve di San Lorenzo viene arricchita di altari laterali e di un nuovo fonte battesimale. La ricchezza delle opere d’arte conservate all’interno testimoniano l’importanza che questo luogo ebbe in passato. Tra queste spiccano una Madonna attribuita a Giotto, un Crocifisso su tavola di scuola giottesca, una Madonna in Trono col Bambino attribuita ad Agnolo Gaddi, La Vergine e i Santi Francesco e Domenico di Matteo Rosselli. L’abside è affrescata da Galileo Chini. A lato della facciata, a destra, spicca un tabernacolo in terracotta policroma opera delle Fornaci Chini. La Pieve è aperta tutti i giorni (dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16 alle 19.00; il sabato e domenica dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 17.30).

 

 

 

Montespertoli, un gioiello del Chianti tra vino, olio e castelli

Un piccolo gioiello che sorge lungo la “Via Volterrana”, che collega alla Via Francigena vicino a Certaldo. Montespertoli sorge a 20 km da Firenze ed a 30 km da San Gimignano, adagiato su una dolce collina nel Chianti: è una delle principali zone di produzione toscane di olio extravergine d’oliva e una meta imperdibile per chi vuole assaggiare o acquistare le migliori etichette di questo vino noto in tutto il mondo, ma non solo: il paese conserva indelebili importanti tracce lasciate da alcune nobili famiglie fiorentine, che scelsero questo territorio per costruire i loro eleganti castelli e ville: i Guicciardini, Frescobaldi, Acciaioli, Ruccelai, Strozzi, Barbadori sono solo alcuni dei nobili che hanno abitato a Montespertoli. Il castello di Montegufoni (proprietà degli Acciaioli) si può ammirare lungo la Volterrana andando verso Montespertoli provenendo da Firenze, mentre il Castello di Sonnino, appartenuto per secoli alla famiglia Machiavelli, si trova all’inizio di Montespertoli. Al suo interno merita senza dubbio una visita la Chiesa di Sant’Andrea in Piazza Machiavelli, così chiamata in onore della famiglia di nobili che aveva diversi possedimenti in questa zona: al suo interno si possono ammirare splendide opere d’arte provenienti dalle altre piccole chiese dei dintorni, come la “Madonna con i Santi” del 1380 attribuita ad il Maestro della Misericordia ed a Niccolò Gerini. Il castello di Poppiano (nella foto) è invece proprietà della famiglia Guicciardini dal lontano 1200: è un’imponente struttura medievale, con 3 mura difensive che aveva la funzione di avamposto a difesa di Firenze. Qui si producono ancora oggi vino ed olio extravergine d’oliva di qualità con la possibilità di fare degustazioni di vino e visita delle cantine e della torre del castello.

 

 

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Il tesoro di Firenze custodito dal Museo dell’Opera del Duomo

Si affaccia sul lato nord-est di piazza del Duomo, eppure resta sempre fuori dagli itinerari turistici più comuni seguiti da chi visita Firenze.

E invece il Museo dell’Opera del Duomo è una vera e propria chicca che custodisce gioielli di inestimabile valore, antichi almeno quanto la storia della struttura stessa. L’Opera del Duomo è un’istituzione laica fondata nel 1296 dalla Repubblica di Firenze per monitorare i lavori di costruzione della nuova cattedrale e del campanile; nel 1436 il Duomo fu terminato con la Cupola del Brunelleschi e la sua consacrazione, e da lì in avanti l’attività principale dell’Opera del Duomo fu quella di conservare e tutelare i monumenti, compreso il Battistero di San Giovanni.

Nel 1891, per ospitare tutte le opere d’arte che nei secoli erano state rimosse dal Duomo e dal Battistero, fu creato il Museo che ancora oggi offre riparo dall’inquinamento a tutte le statue esterne della cattedrale.

Oggi il Museo rappresenta uno spazio unico nel suo genere, che raccoglie al suo interno la maggiore collezione al mondo di sculture del Medioevo e del Rinascimento fiorentino.

Lo spazio si sviluppa su quasi 6mila metri quadrati di esposizione, con 25 sale disposte su tre piani studiate per accogliere 750 opere tra statue, rilievi in marmo, bronzo e argento. Al suo interno, sono visibili le opere di Michelangelo, Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano e di molti altri artisti.

E’ difficile al suo interno restare indifferenti davanti alla Sala dell’Antica facciata, dove è stato realizzato un modello a grandezza naturale dell’antica facciata del Duomo di Firenze progettata da Arnoldo da Cambio. Al piano superiore sono invece visitabili la Galleria del Campanile di Giotto, lunga 36 metri, con 16 statue a grandezza naturale e 54 formelle che adornavano il campanile, e la Galleria della Cupola del Brunelleschi, che ospita i modelli lignei del Quattrocento, i materiali e attrezzi dell’epoca utilizzati per la costruzione della Cupola, la maschera funebre del grande architetto.

Segue poi la Galleria delle Cantorie di Donatello e Luca della Robbia e la sala dell’Altare d’argento dove sono esposte le opere che facevano parte del Tesoro del Battistero. Al secondo piano, invece, è ospitata una galleria di opere del tardo Cinque e primo Seicento e una stanza dalla quale si può godere di una splendida vista sulla città.

Museo dell'Opera di Firenze _Fuoriporta

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Museo dell'Opera di Firenze _Fuoriporta

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MUSMA MUSEO

Alla scoperta dei segreti della massoneria al MUSMA di Firenze

Dalla fine del 1700 ad oggi, una raccolta di oggetti provenienti da tutto il mondo massonico: è un vero e proprio viaggio, misterioso e all’indietro nel tempo, quello che propone il museo MUSMA di Firenze. Una Raccolta, iniziata e proseguita per quattro generazioni di appartenenza alla Massoneria, in mostra nella città in cui, nel lontano 1731, nacque la prima Loggia Massonica italiana, conosciuta come “La Loggia degli Inglesi”.
Il percorso parte dagli oggetti esposti nella cassettiera celeste al primo piano: grembiuli e fasce di vari gradi, documenti di appartenenza o comunicazioni interne relative alla Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Obbedienza di Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi. La più curiosa è la lettera di cessazione dell’attività della Ditta “Sorelle Carboni” di Roma, la quale, cessando l’attività, non poteva più fornire l’abbigliamento rituale.

I Grembiuli

Grande spazio è dato al Grembiule, simbolo principe della Massoneria. I grembiuli storici del 1700 erano prodotti con il materiale operativo, ossia morbida pelle di capretto o agnello bianca. Per “l’Apprendista” avevano una forma incavata sotto il girovita, per permettere il facile accomodamento fra le gambe, ed a triangolo la parte superiore, fino a toccare le costole e lo sterno, per piena protezione. Per il “Compagno” erano invece più piccoli e senza la bavetta, mentre il “Maestro”, ormai da considerarsi al livello di Capo-Mastro o Architetto, indossava un grembiule con disegni e simboli vari. In questo periodo i grembiuli potevano misurare anche 70-80 cm di altezza. I Grembiuli da “Maestro” che si possono ammirare nel Museo sono di provenienza francese o americana, a volte proprio con influenza francese nel disegno e nei simboli. Quelli in pelle sono disegnati a mano, oppure quelli di metà 800 sono stampati a colori. Per un passaggio di tipologia di manualità nel lavoro il grembiule cambia materiale di base, e quindi dalla pelle si passa alla seta (Francia 1780-1850 ), su cui i simboli sono a volte disegnati o stampati, ma molto spesso sono applicati con ricami a paillettes dorate o di argento. I Simboli più comuni sono la squadra ed il compasso, il G, le rame di acacia, le tre stelle, il tempio aperto con tetto a cupola (origine dal 1850 in avanti), la stella a 5 punte con inserita la G.

Gli Stendardi di Loggia

Simbolo unico ed identificativo della Loggia, vi viene riportato il logo ed il simbolo desiderato dai fratelli per rappresentarli. Viene usato sempre in occasione dello svolgimento dei lavori rituali, all’interno del Tempio, o in occasioni delle riunioni della Assemblea della Gran Loggia Nazionale come simbolo di rappresentanza e presenza fisica simbolica della Loggia. Due esempi in metallo sono riportati all’ingresso del museo ed erano usati nella parte esterna della sede della Loggia, sulla strada come una semplice insegna. Altri esempi in tessuto, con ricami raffiguranti il logo o con stampa in oro, o con applicato un ritratto in tela dipinto con colori ad olio e poi cucito, sono di uso rituale e alcuni di essi, presenti in vari punti del museo, risalgono dalla metà dell’800 al 1935

Il Certificato o Brevetto o Passaporto di appartenenza

Documento e simbolo importantissimo questo per il Libero Muratore, certifica la sua data di iniziazione e ne riceve uno nuovo per ogni passaggio di grado. E’ l’unico documento che può consentire il suo accesso a visitare altre Logge dell’Obbedienza ed a poter lavorare come Fratello Ospite con queste. All’interno del Museo alcuni esempi sono esposti in cornice, anche di pertinenza di associazioni cosiddette Paramassoniche come i Buffaloes o i Gardeners, o i Forester inglesi, gli Odd Fellows americani.

Il Certificato o Bolla di Loggia

E’ il documento rilasciato dalla Gran Loggia nazionale di appartenenza, controfirmato dal Gran Maestro, Gran Segretario e Gran Tesoriere, su cui si definisce il titolo della Loggia ed il numero progressivo, l’Oriente di appartenenza (ossia la località dove ha sede la Loggia), la data di costituzione, e vi sono applicati il Bollo a secco ed il Bollo in ceralacca con il logo dell’Obbedienza. Questo certificato è unico ed originale, non ne esistono copie. Una volta i più antichi, non esposti, che risalgono al 1700 erano prodotti in cartapecora o in carta pergamena filigranata fatti a mano. Spesso riportano a stampa, simboli dell’Obbedienza e dell’arte Muratoria. Alcuni esempi di pressa per bolli a secco a pressione manuale della fine del 1800 sono presenti all’interno del percorso, insieme ad una serie di timbri- cliché usati per personalizzare la carta da lettere e le buste. Questi appartengono a vari ordini e rappresentano simbologie anche complesse.

La Squadra ed il Compasso

Vengono usati appoggiati sul Libro Sacro, chiuso o aperto sul Vangelo di S. Giovanni in tre diverse posizioni, per significare il grado in cui sono aperti i lavori di loggia. Sono usati anche durante il rituale, che riporta sempre alla tradizione dei muratori operativi.

La Cazzuola

E’ un simbolo di origine operativa, che ha ormai perso un uso rituale effettivo, ma viene impiegata per determinate cerimonie, come ad esempio la posa della prima pietra, o Fondazione della Loggia, e per ricordo del giorno di Costituzione, ve ne sono alcuni esempi e fogge diverse, soprattutto in uso in America. Sono usate come oggetti ricordo, e commemorativi, oppure operativi come tagliacarte.

Il Martello

E’ un simbolo operativo del lavoro dell’apprendista, ma ancora operativo nel rituale di Loggia. Infatti è grazie a questo che vengono scanditi i tempi di lavoro da parte del Maestro Venerabile e dei due Sorveglianti. Molto spesso anche viene offerto alla scadenza del mandato del Maestro Venerabile per ricordo del lavoro e dell’impegno svolto. Si possono notare, incisi, il periodo e il nominativo del Maestro Venerabile della Loggia.

Il Gioiello di Loggia

E’ una medaglia identificativa del logo scelto e viene indossato o sul grembiule o sull’abito durante i lavori rituali, è l’unico gioiello in metallo che può adornare un Libero Muratore. Una serie completa proveniente da tutte le logge del Grande Oriente Svizzero è presente ed esposta su un cilindro, insieme ad esempi in tessuto di provenienza inglese. Altre italiane ed americane sono esposte ai piani superiori.

Il Simbolismo applicato

Molti gli altri oggetti che riportano simboli o segni massonici sono esposti nel Museo ed estesa è l’applicazione del simbolo massonico su oggetti di uso comune o utensili di lavoro.

Il settore del tabacco

Si possono ammirare delle pipe incise in legno o schiuma (merschaum). Ma anche gli Accessori come un corno inciso (USA, 1850) per pressare il tabacco nella caldaia della pipa. I portacenere sono presenti di varie fogge e provenienze, insieme ad accendini di varie marche.

La Porcellana

Ti provenienza soprattutto francese, si possono ammirare dei servizi da banchetto, soprammobili, statuine e figurine che erano usati e prodotti dalle ceramiche di Limoges e Nevers con dipinti a mano e con decorazioni e modelli rimasti nella storia della porcellana.

Oggetti Insoliti e Curiosità

Il Simbolismo massonico viene applicato ed usato su oggetti insoliti ed inaspettati. Nel percorrere le teche e gli scaffali si possono notare una serie di Gonk scozzesi, in tenuta rituale della Gran Loggia di Scozia: sono la rappresentazione di folletti buoni e protettivi, comparabili ai trolls Nord europei. Il Batti porta in fusione di metalli bicolore o in ottone, le cornici in legno con simbologia applicata o con forma di tempio con le colonne massoniche, la scatolina decoupage con applicati pezzi di disegni e libri d’epoca, la carta assorbente proveniente da un servizio in pelle da tavolo. Le figurine in plastica come Micky Mouse (di Walt Disney) prima versione, in guanti bianchi e pantaloncini – assimilabile al grembiulino – o quelle in ceramica degli shrine o del personaggio settecentesco in posizione in piedi all’ordine. E ancora le Lanterne magiche, con proiettori e i vetrini disposizione dei visitatori insieme ad una serie di foto degli oggetti esposti.