La Calabria ha il suo Diamante affacciato sul Tirreno

Anche la Calabria ha il suo Diamante. Affacciato sul Mar Tirreno nel cuore della Riviera dei Cedri in provincia di Cosenza, questo paese di mare ha un nome a dir poco evocativo. Diamante custodisce gelosamente ben 8 chilometri di spiagge incontaminate oltre all’isola di Cirella, con la sua flora selvaggia e i fondali dai colori straordinari grazie alla Posidonia argentata che qui cresce rigogliosa. Nella parte antica merita una visita la chiesa dell’Immacolata Concezione, costruita nel XVII secolo e restaurata nel 1787 e nel 1880, oltre ovviamente al Lungomare Vecchio, soprastante la scogliera antistante il porto. Cittadina nota per i suoi particolari murales e per il cedro (va assolutamente assaggiato il liquore artigianale ottenuto tramite l’infusione della corteccia di questo particolare agrume), oltre che per la cucina di pesce che si basa fortemente su una specialità locale come la rosamarina (bianchetto che viene fritto o unito al pepe per creare una deliziosa salsa), Diamante organizza ogni estate il festival “Calici sotto le stelle”, per scoprire le perle dell’enologia calabrese, e a inizio settembre l’irresistibile “Festival del peperoncino”.

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Morano Calabro, un “presepe” ai piedi del Pollino

E’ considerato uno dei borghi più belli d’Italia, arroccato su un colle a 700 metri di altezza e circondato dal massiccio del monte Pollino. E’ Morano Calabro, noto per le sue caratteristiche abitazioni del centro storico, sembrano ammucchiate le une sulle altre dal basso verso la cima, su gradoni più larghi che vanno via via restringendosi a formare una sorta di cono sulla cui cima sorgono i ruderi di un antico castello che dominano tutta la valle. Il borgo conserva un impianto tardomedievale ed è attraversato da un labirinto di viuzze e scalinate, in parte scavate nella roccia, che si inerpicano e si aprono davanti alle chiese e ai palazzi signorili. Al suo interno meritano una visita la chiesa di San Pietro e Paolo, che risale all’anno mille con il campanile di epoca medioevale; nella piazza principale sorge invece la Collegiata di S. Maria Maddalena, di epoca bizantina, con un imponente cupola e il campanile ricoperti di maioliche di colore verde-giallo visibili da ogni angolo del borgo: la chiesa custodisce al suo interno molte opere lignee della fine del ‘500 e inizio ‘600 come il Fonte Battesimale, l’Acquasantiera, il soffitto a cassettoni della sacrestia e la scultura della Maddalena. Adiacente si trova la chiesa del Carmine, dove i padri carmelitani avevano annesso un ospedale in soccorso dei viandanti in Terra Santa, ora sede municipale. Il tutto senza dimenticare la Chiesa di San Nicola di Bari, la Chiesa e Monastero di San Bernardino da Siena, uno dei migliori esempi di architettura francescana in Calabria del ‘400, e ancora il Convento dei Cappuccini, che sorge a valle del centro storico.

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La Calabria dal mare di Crotone alla “capitale” della Sila

Dal mare della Magna Grecia alle montagne della Sila nell’arco di pochi chilometri. C’è tutta la bellezza e la varietà paesaggistica della Calabria nel percorso che conduce da Crotone a San Giovanni in Fiore, passando per Santa Severina e Caccuri. Un itinerario che non partire da Crotone, culla della Magna Grecia e seconda casa di Pitagora, che conserva lo splendido Duomo di San Dionigi risalente al IX secolo, la Chiesa dell’Immacolata, la Chiesa e il Convento di Santa Chiara; senza ovviamente dimenticare il Castello a pianta poligonale, mentre dell’antico Santuario di Hera Lacinia oggi rimane solo una colonna del tempio costruito nel 470 a.C. Lasciata Crotone il viaggio prosegue alla volta di  Santa Severina, cittadina dal passato bizantino e normanno edificata su un’alta rupe, dalla quale si può godere di una bella vista sulla Valle del Neto; il vecchio quartiere bizantino è denominato Grecia, e qui si possono ammirare diverse case scavate nella roccia e abbandonate nel 1783 dopo il terremoto; meritano sicuramente una visita anche la Cattedrale, il Battistero, il Castello e il Palazzo Arcivescovile, che ospita il Museo diocesano. Terza tappa del viaggio è il borgo di Caccuri, un piccolo gioiello con le strade di pietra levigata che conducono all’imponente Castello, che custodisce anche la Chiesa Arcipretale di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di Santa Maria del Soccorso. Ultima tappa del breve viaggio, con un dislivello altimetrico e climatico non indifferente, porta in montagna e nella “capitale” della Sila: San Giovanni in Fiore è un luogo mistico e affascinante, legato alla figura di Gioacchino da Fiore, citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia. Qui è possibile ammirare l’Abbazia Florense, il primo edificio che nacque sul territorio silano e da cui poi si sviluppò la città, insieme all’Arco Normanno e a Piazza Abate Gioacchino, dove si affaccia la Chiesa Madre.

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Il Parco Nazionale del Pollino custodisce il suo “tesoro”: il Pino Loricato

E’ uno dei Parchi Nazionali più “giovani”, essendo stato creato solo nel 1993, ma con i suoi 192.000 ettari è il più grande d’Italia: è il Parco Nazionale del Pollino, un gioiello che domina dall’alto il mar Tirreno e il Mar Ionio a cavallo tra la Basilicata e la Calabria. Un enorme polmone verde dalle alte vette e dalla natura incontaminata del quale fanno parte ben 56 Comuni, 32 nel versante calabro e 24 in quello lucano. Un luogo magico che custodisce gelosamente il suo gioiello più grande: il pino loricato.

Si tratta di una sorta di “fossile vivente” che sopravvive solo nel Parco ma che, in epoche remote, era sviluppato lungo tutte le coste italiane e balcaniche fino al mare Adriatico: una specie dalle grandi capacità di adattamento che assume forme uniche a causa delle particolari condizioni nelle quali vive, a picco rocce esposte del massiccio montuoso tra gli 800 e i 2200 metri di altezza. E anche il particolare nome si deve alle incredibili forme che assume la sua corteccia, specialmente negli esemplari ultracentenari, che ricorda la corazza dei guerrieri romani (detta appunto la lorica) o la pelle di grandi i rettili.

E così, partendo da Piano Ruggio, si possono ammirare vaste praterie e antichi fenomeni carsici fino a raggiungere il Belvedere, un terrazzo panoramico utilizzato in passato come stazione della teleferica per il trasporto del legname. Da qui si gode di una meravigliosa vista sulla piana di Castrovillari e si possono ammirare splendidi esemplari di pini loricati sui costoni rocciosi di Serra del Prete.

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Borghi d’estate! Bard, Camerata Cornello, Barga e altri ancora

E’ il comune più piccolo della più piccola regione d’Italia: eppure Bard (Aosta) è considerato uno dei borghi più belli della Penisola. Merito della sua incantevole posizione –  in cima a uno sperone roccioso che domina una gola attraversata dalla Dora Baltea – e del suo imponente Forte, intorno al quale si sviluppa l’abitato di stampo chiaramente medievale. Qui è possibile visitare il Museo delle Alpi e l’Ecomuseo della castagna, a testimonianza dello strettissimo legame tra questo piccolo borgo e le montagne che lo circondano. Ma anche la cucina rappresenta uno dei fiori all’occhiello di Bard, con i 135 abitanti che custodiscono gelosamente le ricette di due piatti tradizionali: le fiuor di cousse, ossia i fiori di zucca ripieni e cotti al forno, e le paste ad melia, le paste di meliga, realizzate con la farina di mais.

Spostandosi più a est e in particolare nella provincia di Bergamo, ecco uno dei borghi più antichi della Val Brembana: Camerata Cornello non è solo un delizioso paesino inerpicato sulle montagne a pochi passi dal fiume Brembo, ma è soprattutto la terra natale del casato dei Tasso: ovvero della famiglia che inventò il sistema postale! Un passato glorioso che rivive ancora oggi all’interno del Museo dei Tasso e della storia postale. A pochi passi dal paese – nel quale meritano una visita la chiesa parrocchiale e quella dedicata ai Santi Cipriano e Cornelio – sorge il borgo di Cornello dei Tasso, tra meglio conservati di tutta la Lombardia.

Riscendendo lungo lo Stivale, eccoci in provincia di Lucca, e in particolare nel territorio montano e incontaminato della Garfagnana: Barga è un borgo medievale di rara bellezza, terra di adozione del poeta Giovanni Pascoliche nel 1895 scelse come residenza fissa la villa di campagna dei Cardosi-Carrara: ancora oggi l’edificio conserva, oltre ai libri e ai manoscritti, anche gli arredi e la disposizione che aveva al momento della morte del poeta, che è sepolto in una cappella attigua alla villa. Ma a Barga meritano una visita anche il Duomo, la Chiesa del Santissimo Crocifisso, la Loggia dei Mercanti (oggi sede del Comune) e il Caffè Capretz, frequentato anche da Pascoli: sulla sua terrazza, dalla quale si può godere di una splendida veduta panoramica, si trova una delle più belle epigrafi dettata dal poeta.

Pochi lo sanno, ma anche la Basilicata ha le sue Dolomiti! Già, le Dolomiti Lucane poco hanno da invidiare alle più famose “cugine” del Nord. Castelmezzano (Potenza) è il centro più caratteristico di questo angolo di paradiso, incastonato fra guglie e picchi rocciosi che, all’interno del centro storico, finiscono letteralmente per fondersi con le antiche abitazioni. Oltre ai meravigliosi panorami che si possono godere dal paese, non si può restare indifferenti davanti alla Chiesa Madre di S. Maria con la sua Cappella e ai resti del fortilizio normanno-svevo che dominava la valle del Basento. Per i più coraggiosi, da giugno a settembre si organizza il “volo dell’angelo” per godersi, agganciati a un cavo d’acciaio, il percorso da Castelmezzano e Pietrapertosa a 1000 metri di altezza e 120 chilometri orari!

E ancora più a Sud, eccoci in uno dei borghi più suggestivi del Parco Nazionale del Pollino: Morano Calabro(Cosenza) domina l’ampia valle del Coscile ed è circondato dalla catena montuosa appenninica più alta dopo il Gran Sasso. Importantissimo centro strategico e culturale nel periodo medievale e rinascimentale, conserva ancora intatti molti gioielli a testimonianza di questo passato glorioso: i resti del castello Normanno-Svevo, laChiesa arcipretale dei Santi Pietro e Paolo, il Monastero di San Bernardino da Siena e la Collegiata di S. Maria Maddalena. Incantevole d’inverno, quando si trasforma in una sorta di grande presepe circondato dalle montagne innevate, Morano Calabro è un paese molto vivo d’estate, quando si organizzano la Festa della Madonna delle Nevi (4 agosto), quella dell’Annunciazione di Maria Vergine (14 agosto) e la Festa di San Rocco (16 agosto).