Lecce, l’arte della cartapesta in mostra nel Castello Carlo V

Quello tra la città di Lecce e l’arte della cartapesta è un legame antico e indissolubile, rinnovato dalla tradizione mantenuta viva dalle botteghe dei cartapestai che affascinano tutti coloro che visitano la splendida città barocca del Salento. E così nel 2009 – grazie alla collaborazione tra il MiBAC, la Sovrintendenza BAP per le province di Lecce, Brindisi e Taranto ed il Comune di Lecce – ha visto la luce il Museo della Cartapesta, ospitato nella suggestiva location del Castello Carlo V. La collezione è composta di circa 80 opere dei maggiori artisti cartapestai leccesi: Caretta, Capoccia, Guacci, Errico, Pantaleo, Mazzeo, Indino, Malecore, Gallucci; la mostra copre un arco temporale che dal XVIII secolo giunge ai nostri giorni con le opere di artisti internazionali quali Emilio Farina e la brasiliana Lucia Barata. Il percorso è stato studiato con un’attenzione particolare verso la comunicazione: video, immagini, ricostruzioni di “bottega”, rendono il percorso di visita mezzo per “viaggiare” nel mondo della cartapesta e nella sua città simbolo.

 

 

 

 

La Valle del Sasso e il Sentiero dei 4444 scalini

Prendete un bel respiro (forse anche qualcuno in più) e partite alla scoperta di uno dei sentirti più suggestivi della provincia di Vicenza: quello dei 4444 scalini. Correva l’anno 1398 quando, sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, fu resa percorribile la valle del Sasso, che costituiva la via più breve per scendere nel Canale dall’Altopiano di Asiago. Ne risultò una lunghissima scalinata, scavata nella roccia, che superava i settecentocinquanta metri di dislivello della valle con 4444 gradini di pietra, fiancheggiati da una canaletta selciata concava per la quale venivano divallati i tronchi. Dopo l’ingresso su una stradina serrata, dal fondovalle si incrocia questa scalinata, che si incunea nel canyon, largo solo qualche metro, snodandosi attraverso gole, strapiombi e pareti rocciose, fino a sbucare in una location bucolica, un piccolo eden, dove un prato idilliaco spunta in mezzo ad una radura di abeti. La scalinata è un’opera dello storico ingegno umano, che non distruggeva la natura concomitante, ma la rendeva sua alleata, facendo di necessità virtù.

Volturara Appula, il paese natale del premier Giuseppe Conte

Conta meno di 500 abitanti, ma negli ultimi mesi è diventato famoso in tutta Italia. E’ a Volturara Appula, borgo del Subappennino Dauno in provincia di Foggia, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nacque 54 anni fa; ed è qui che è tornato nel settembre del 2018 per ricevere la cittadinanza onoraria. Nel cuore di una delle zone naturalistiche e storiche più importanti dell’Alta Puglia, il paese deve il nome proprio al vento libeccio, che in queste terre è presente tutto l’anno. Dal caratteristico impianto medievale, Volturara Appula conserva il Palazzo Ducale, sorto nel secolo XVI come proprietà dei Caracciolo, e la Cattedrale, risalente al XIII secolo, capolavoro del romanico pugliese. Il paese è circondato da boschi e da sorgenti di acqua sulfurea, nel triangolo formato da Campobasso, Foggia e Benevento: è adagiato infatti su un colle che si erge a pochi chilometri dal fiume Fortore, che con il suo tracciato plasma paesaggi rigogliosi e verdi. Per gli amanti della natura è d’obbligo una visita al bosco Sant’Antonio, in località Macchia Rossa, e alla sorgente Fontana Uizzo.

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L’arte dell’intreccio in mostra a Castelsardo

Un sapere antico da scoprire in uno spazio museale unico nel suo genere. Passeggiando nelle vie di Castelsardo (Sassari) è possibile incontrare ancora oggi le cestinaie, figure storiche e al contempo moderne, che al di fuori dall’uscio di casa intrecciano la palma nana, il fieno marino e la rafia, come sentito dovere di comunicazione storica delle tradizioni, verso i turisti e verso i loro stessi concittadini. I loro manufatti, esposti ai turisti e ai passanti, riprendono le tecniche, le forme e i decori dell’antica tradizione ad intreccio di Castelsardo ma altresì richiamano i gusti personali e il talento innovativo dell’artigiano contemporaneo del luogo. Il Museo si articola in ben undici sale, e mette a disposizione dei visitatori anche terrazze panoramiche e aree esterne. Le tecniche dell’intreccio delle palme sono molteplici: dalle più semplici, ad annodatura, a raggiera, ad avvolgimento, a intreccio diagonale e perpendicolare, a incastro; a quelle più complesse utilizzate per gli intrecci artistici, come quella a incrocio tubolare, a raggiera bi-frontale, a cornetti, a mezza foglia, a treccia, a mazzetti, ad avvolgimento a spirale, ad avviluppamento triangolare, a ripiegamento.

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A Fivizzano il MeteoMuseo dedicato a Bernacca

E’ ospitato in un’ala della biblioteca civica Abate Emanuele Gerini, nell’ex convento dei frati agostiniani di Fivizzano, il paese in provincia di Massa Carrara nel quale Edmondo Bernacca amava trascorrere le sue vacanze. Il MeteoMuseo è dedicato ad una delle figure più note delle meteorologia italiana, e raccoglie cimeli e strumenti per le misurazioni e previsioni meteo, nonché contenuti multimediali e una mini-stazione che permetterà ai visitatori di prendere contatto con le nozioni di base della scienza del clima. Aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 12.30 (il sabato e la domenica anche dalle ore 14.30 alle 18.00) questo spazio è nato, oltre che per volontà del Comune di Fivizzano, con il patrocinio di Regione Toscana, ministero della Difesa, Aeronautica Militare, Cnr e Rai. Partner del progetto il Consiglio per la Ricerca in agricoltura (Crea), UniMet, Aisam, MeteoApuane, RaiTeche e Associazione Edmondo Bernacca onlus. Il generale ha sempre avuto un legame molto forte con Fivizzano, tanto che nel 1991 fu nominato cittadino onorario.

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A Sansepolcro lungo le tracce di Piero della Francesca

Narra la leggenda che il borgo viene fondato nel 934 da due pellegrini, Arcano ed Egidio che, di ritorno dalla Terra Santa, sostano in questa valle e qui restano in seguito ad un segno divino. Di certo Sansepolcro, che sorge nella splendida Valtiberina Toscana, è famoso in tutta Italia per aver dato i natali, nel 1415, al famoso pittore Piero della Francesca. Qui è possibile passeggiare alla scoperta delle tracce lasciate di uno dei più grandi pittori del Quattrocento. A partire dal Museo Civico ospitato nell’antico Palazzo della Resistenza, dove si possono ammirare due delle sue opere più famose: il “Polittico della Misericordia” e la “Resurrezione”. Per proseguire con la Casa di Piero, un elegante edificio rinascimentale sede della Fondazione Culturale Piero della Francesca; al suo interno è possibile visitare una mostra multimediale che permette di compiere un percorso innovativo e di conoscere da vicino la vita di questo grande artista. Da non perdere, infine, anche l’affresco la Madonna del Parto, realizzato intorno alla metà del XV Secolo è ospitato all’interno dell’omonimo museo, a pochi chilometri di distanza da Sansepolcro.

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Il Museo Eroli, la storia di Narni racchiusa in un antico palazzo

E’ ospitato all’interno di Palazzo Eroli, ricca residenza nobiliare narnese, una perfetta cornice anche per mostre temporanee da affiancare alla collezione museale. E’ noto come Museo Eroli o come Museo della città e del territorio e sorge nel cuore centro storico del borgo in provincia di Terni; con i suoi 2700 mq ospita le maggiori opere pittoriche, scultoree e archeologiche che permettono la ricostruzione della storia di questo luogo magico. Il Museo è diviso in due sezioni: l’archeologica, che comprende reperti dalla preistoria all’epoca medievale, e la Pinacoteca, con opere datate dal XIV° al XVIII° secolo. Tra le opere più interessanti possiamo ammirare: l’Incoronazione della Vergine di Domenico Ghirlandaio, l’Annunciazione di Benozzo Gozzoli, la Mummia egizia, il sarcofago ligneo decorato ed infine la coppa bronzea della Fontana di Piazza dei Priori del 1303. Al Museo è possibile prenotare percorsi guidati in tutto il centro storico: la sua centralità ha trasformato infatti la biglietteria in un punto di informazioni e di accoglienza preciso e puntuale su strutture ricettive, orari di apertura per la visita dei beni artistici, eventi ed iniziative in città e nel territorio.

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Galatone, una perla nel cuore del Salento

Il suo nome sembra derivare dal termine greco “gala”, che significa “latte”, a testimonianza di un passato legato a doppio filo alla pastorizia. Nel cuore del Salento in provincia di Lecce, a pochi chilometri dallo splendido litorale di Gallipoli, Galatone ricoprì un ruolo molto importante nel corso del Medioevo; un passato glorioso che ancora oggi è chiaramente visibile negli edifici del centro storico, perfettamente conservati. Al suo interno meritano una visita la Chiesa del Crocifisso – risalente al periodo che va dal 1683 al 1694 – nella quale sono esposte delle grandiose tele sulle quali sono dipinti i miracoli operati dal Crocifisso della Pietà. La Collegiata dedicata a Maria SS Assunta, fu invece costruita tra il 1591 e il 1595 da Giovanni Maria Tarantino e Scipione Fanuli. L’interno è a croce latina, e conserve dipinti di grande importanza artistica, quali il S. Sebastiano dipinto da Mattina Preti e la Crocifissione realizzata da Donati Antonio D’Orlando. Simbolo del potere feudale è il palazzo Marchesale, rimaneggiato più volte negli anni. Qui è stato recentemente ristrutturato il suggestivo frantoio ipogeo, una struttura risalente al 1800 che presenta alcune caratteristiche uniche: sedici vasche a due pietre, cinque pressoi idraulici, quarantotto muli al lavoro contemporaneamente e, cosa più importante, settantadue lumi a gas utilizzati per l’illuminazione.

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Brisighella, a passeggio lungo la via degli Asini

E’ nota per essere la città slow e la città dell’olio e del vino dell’Emilia-Romagna. Sospesa nella valle del Lamone, a metà strada tra Firenze e Ravenna, in realtà Brisighella è molto di più: è allo stesso tempo un borgo medievale e termale, ricca di tradizioni, sapori e bellezze architettoniche. Qui le atmosfere tipiche si respirano tra le viuzze acciottolate, tra i lunghi tratti di cinta muraria che difendono ancora oggi la città e le scale scolpite in gesso. La strada principale è la via degli Asini, dove un tempo trovavano riposo gli animali degli abitanti del borgo: davvero imperdibile è una passeggiata all’ora del tramonto lungo questa strada sopraelevata, che riceve luce dalle finestre ad arco che la costeggiano, rendendo il contesto davvero speciale. A caratterizzare il profilo del borgo sono tre pinnacoli rocciosi, i famosi tre colli, su cui poggiano la rocca manfrediana (secolo XIV), il santuario del Monticino (secolo XVIII), la torre detta dell’Orologio (secolo XIX). Qui tutto crea un insieme di sensazioni e di esperienze uniche che suscitano ricordi ancestrali, lontani e vicini.

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Sirmione, gioiello sospeso tra il lago di Garda e il Castello Scaligero

Catullo, il famoso poeta dell’Antica Roma, scriveva: “O Sirmione, gemma delle penisole e delle isole, tutte quelle che nei limpidi laghi e nel vasto mare sorregge l’uno e l’altro Nettuno, quanto volentieri e con quanta gioia ti rivedo”. Incastonata nel Lago di Garda e dominata   dallo splendido Castello Scaligero, ancora oggi Sirmione è un luogo estremamente scenografico, una meta dal fascino intatto e adatta a un turismo di ogni età; soprattutto di notte, quando calano le luci e le mura del centro storico si accendono di colori. E’ davvero indimenticabile passeggiare tra i vicoli del centro storico e sul lungolago, magari concedendosi una cena a base delle specialità locali: pesce di lago e vino Lugana. Senza dimenticare la strada che si percorre per raggiungerla, una stretta lingua di terra che sembra quasi dividere in due la parte meridionale del Garda. Anche qui, a un’offerta turistica ormai all’avanguardia, si affiancano percorsi culturali di grande fascino, a partire dalle antichissime Grotte di Catullo e dalla Chiesa di santa Maria della Neve, senza dimenticare gli altri edifici di culto e architetture civili come il Palazzo Maria Callas.

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