Un ‘pieno’ di bellezza tra i musei e le piazze di Empoli

La bellezza salverà il mondo, lo diceva Dostoevskij, lo ha ricordato anche Papa Francesco non molto tempo fa… e noi ne siamo convinti, ma lo sarai anche tu non appena avrai ascoltato la nuova puntata del podcast, dedicata oggi all’arte che anima Empoli.

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Partiamo dal cuore della città, Piazza Farinata degli Uberti dove si trova la splendida Collegiata di Sant’Andrea, la chiesa che rappresentò l’elemento attorno a cui sorse il castrum Impoli fin dal 1119. La facciata della Collegiata, decorata con marmi bianchi e verdi, rappresenta l’unico esempio di romanico fiorentino al di fuori della città di Firenze. Molte delle opere antiche che ornavano le cappelle e gli altari della chiesa si trovano oggi nel vicino Museo della Collegiata. Inizia da qui il tuo percorso alla scoperta dei capolavori conservati a Empoli, in uno dei più antichi musei ecclesiastici d’Italia, fondato nel 1859.

Nelle prime sale ti attendono le eleganti Madonne col Bambino di Giovanni Pisano e Mino da Fiesole, il Fonte battesimale attribuito a Bernardo Rossellino e lo straordinario affresco staccato raffigurante il Cristo in pietà di Masolino da Panicale. A Empoli, altre testimonianze dell’opera di questo celebre artista del Quattrocento si possono trovare nella Cappella di Sant’Elena all’interno della vicina Chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, che, ovviamente, è parte del percorso museale! Gli altri piani non te li sveliamo… devi venire in persona, perchè l’arte ha tutto un altro sapore vista con i propri occhi!

Uscendo dal Museo e tornando in Piazza Farinata degli Uberti, guardati intorno… al centro della piazza troneggia la Fontana delle Naiadi o dei Leoni. Fu costruita agli inizi dell’800 su desiderio dei cittadini che chiedevano, da un lato una fontana per rifornirsi d’acqua nel centro cittadino e dall’altro, un’opera che sostituisse al centro della piazza l’antica colonna del Marzocco, simbolo della Repubblica Fiorentina che era stata demolita durante il regime napoleonico. Realizzato l’acquedotto, l’architetto Giuseppe Martelli progettò la fontana con il gruppo scultoreo composto dalle Naiadi e completato dai quattro leoni, a cui diedero forma gli scultori Luigi Pampaloni, Luigi e Ottavio Giovannozzi. Tra l’altro, la nudità delle Naiadi scatenò le proteste di più puritani che chiesero a gran voce di coprirle… Ma, per fortuna, la bellezza ebbe la meglio!

Cambiando drasticamente stile, periodo e location ci spostiamo nel vicino Palazzo Comunale di via Giuseppe Del Papa dove si trova la Galleria d’Arte Moderna e della Resistenza, la GAM. Istituita nel 1974 per stimolare l’interesse della cittadinanza nei confronti della Resistenza e delle espressioni artistiche di inizio Novecento, la Galleria raccoglie oggi un consistente nucleo di opere di artisti empolesi e toscani come Sineo Gemignani, Virgilio Carmignani, Nello Alessandrini, Mario Maestrelli, Enzo Faraoni, Gino Terreni. Un passaggio qui è fondamentale perché la memoria è la bellezza del futuro che costruiamo.

A questo punto dobbiamo allontanarci dal centro di Empoli e arrivare nel borgo di Pontorme, alla Casa di Jacopo Carucci, detto il Pontormo. Qui, dove l’artista nacque nel 1494, si conservano oggetti e opere che raccontano l’espressione di questo celebre esponente della Maniera moderna. Ci sono addirittura i fac-simili dei fogli che disegnò in preparazione delle tavole dei Santi San Michele Arcangelo e San Giovanni Evangelista che ancora oggi possiamo ammirare nella vicinissima chiesa di San Michele. Si tratta, senza dubbio del più importante lascito del pittore alla sua città natale.

Buona bellezza, buona Empoli!

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